lunedì 21 novembre 2011

Teli bianchi

Ai teli bianchi non ci si abitua mai. O forse sì.

Domani mattina in tribunale mi aspetta l'udienza di convalida di un uomo che ha ammazzato la moglie sfondandole il cranio con un martello. Era geloso. L'aveva vista parlare con un altro uomo.

In carcere piange e si dispera. Si dice pentito.

Quella coppia ha due figlie. La minore, di 4 anni, era in casa quando è esplosa la rabbia del padre. Lui dice che la piccola non può essersi accorta di nulla. Era in un'altra stanza a guardare i cartoni animati. Quando l'ha portata via, le ha coperto gli occhi con una mano. Dice. La più grande, di 11 anni, era a scuola.

Il padre si è costituito subito. Ha confessato. Il pm ha escluso la premeditazione. E' stato un raptus. Con le generiche, il rito abbreviato e un bravo avvocato, se la caverà con 14 anni. In carcere non ne farà più di 8.

2 commenti:

s ha detto...

Hai pefettamente ragione !!Ai teli bianchi non ci si abitua mai!

Tommaso Lombardini ha detto...

Storia davvero brutta...
A prescindere da come finirà il processo, credo che la pena più grande per quella persona sarà il ricordo di ciò che ha fatto... Chissà cosa scatta nella testa della gente...