mercoledì 9 novembre 2011

Scherzo o violenza sessuale? La forma per il codice è sostanza

Si può parlare di violenza sessuale se non c'è volontà né libidine? Cos'è davvero da intendersi per atto sessuale? Ho trascorso una intera mattinata a seguire requisitoria e arringhe a chiusura di un delicato processo per violenza sessuale di gruppo e violenza privata, la cui storia ha sconvolto la Montagna reggiana. A colpi di clava e di fioretto, tra ragionamenti di buonsenso e in punta di diritto, pubblico ministero e avvocati si sono confrontati su un aspetto che - dall'esterno - può sembrare lontanissimo dal sentire comune.

Per l'uomo della strada una violenza è una violenza. In un'aula di giustizia no. Capire di quale tipo si stia parlando fa tutta la differenza del mondo. Una cannuccia appoggiata per scherno o per volontà sessuale sulle natiche di una vittima impossibilitata anche solo a rendersi conto, perché ubriaca e caduta in un sonno profondissimo, apre scenari finali lontani anni di carcere in caso di condanna. La forma, per il codice, è anche sostanza. Prendere o lasciare.

Duro compito quello del cronista, chiamato a colmare la distanza tra le aule di Tribunale e l'opinione pubblica, che insorge a fronte di sentenze (questa arriverà tra un mese) all'apparenza incomprensibili.

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1 commento:

Tommaso Lombardini ha detto...

Processo Li Pizzi, giusto?
I problemi sono due: la volontà e i c.d. atti idonei.
La riforma del '96 ha abrogato i delitti di molestie sessuali e di violenza carnale, in precedenza rubricati nei reati contro l'onore, ed ha introdotto gli artt. 609 bis ss. che disciplinano la fattispecie della violenza sessuale, ora considerata reato contro la persona.
In questo modo sono teoricamente aumentati i casi di punibilità, ma anche il potere discrezionale del giudice, che è chiamato ad applicare una norma più astrattamente definita rispetto alla precedente, cosa a volte utile ma che può generare conseguenze intuibilmente gravi.
Esempio classico: la pacca sul sedere.
Astrattamente può configurare violenza sessuale, ma occorre differenziare e circostanziare il fatto: la pacca sul sedere di una ballerina di lap dance durante uno spettacolo (a meno che non ti menino i buttafuori) è diversa dalla pacca sul sedere di una ragazzina su un autobus. L'atto è identico, ma evidentemente non potrà essere giudicato nello stesso modo....!
Il caso in questione è molto delicato, ed è praticamente irrisolvibile: capire dove iniziano e finiscono i reati è un compito arduo, soprattutto perché la morte del ragazzo ha reso impossibile il suo esame, che, come spesso accade in queste circostanze, si sarebbe potuto rivelare determinante.
Temo che si possa dire tutto ed il contrario di tutto, senza timore di essere smentiti, e sapendo che, qualunque cosa si dica, presumibilmente non verrà compresa, proprio perché il confine fra delitto, delitto tentato e... nulla in casi come questo è veramente labile...