mercoledì 26 ottobre 2011

Una Messa per gli sportivi reggiani defunti


Dal (mio) blog sul sito www.linformazione.com
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Come ogni anno le Unioni Sportive Arbor e La Torre (realtà storiche a Reggio Emilia), in collaborazione con i Comitati Provinciali di CONI e CSI, vogliono ricordare gli sportivi reggiani defunti con una Messa che sarà celebrata nella Basilica della Beata Vergine della Ghiara a Reggio il 4 novembre alle 18,30.

Personalmente ricorderò nella mia preghiera Carla Severi Ligabue. Una donna straordinaria, una educatrice instancabile. Il suo sorriso era lo stesso che sapeva trasmettere ai bambini in palestra. Da sempre una colonna dell'Arbor, è scomparsa il 30 maggio 2010 all'età di 70 anni. Vedere ancora in palestra il marito Rudy, che con forza e coraggio ha saputo vincere il dolore con il sostegno e l'amore infinito dei figli Stefano e Andrea, è sempre una gioia grande.

Una preghiera e un pensiero d'affetto andranno poi a Chiarino Cimurri (e al papà Giannetto, che non ho conosciuto). Sono passati più di sei anni da quel maledetto 26 agosto 2004, quando il cuore grande di Chiarino disse basta a una vita ricca di emozioni nel tennis come nel basket e nel calcio. Mi vide muovere i primi passi da giornalista, mi tese la mano e mi consigliò. Gesti semplici impossibili da dimenticare. In cielo negli ultimi mesi l'hanno raggiunto altre due persone speciali, Leo Casoli, dirigente affermato del Conad ma anche anima del settore giovanile (e non solo) della Pallacanestro Reggiana per oltre trent'anni, e l'indimenticabile Mike Mitchell, che del basket reggiano ha scritto le pagine più belle.

Lo sport, soprattutto quello locale nelle palestre vecchie e buie, è reso possibile da dirigenti invisibili, figure preziose e insostituibili che mai guadagnano la luce dei riflettori. Educatori prima che allenatori, sempre attenti alla formazione dei giovani e ai valori di lealtà e correttezza. Ecco perché voglio ricordare Massimo Bagni. Era poco più che quarantenne quando un male incurabile se lo portò via. Io ero un ragazzino. Giocavo a basket nel Torrazzo. Consideravamo Massimo un amico più che un "semplice" dirigente accompagnatore. Non ricordo fosse credente. O forse sì. In ogni caso sono sicuro che non gli dispiacerà sapere che i suoi ragazzi non l'hanno dimenticato.

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