mercoledì 2 marzo 2011

Hanno fatto un favore all'assassino di Yara

Detesto accendere il televisore e scorrere, prima di rifugiarmi sulla parabola, solo programmi dedicati alla lacrima facile e allo sfruttamento del dolore. Povera Yara, povera Sarah., infilate in scalette che alternano con finta naturalezza vallette tette-culi e fatti di sangue, corna e amori da rotocalco e le foto dei militari uccisi in Afghanistan.

Volutamente non ho mai parlato dei casi che hanno catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica negli ultimi mesi su queste pagine. Lo faccio ora perché non riesco più a tenermi. Non farò illazioni né facili sentimentalismi. Mi chiedo solo una cosa: come diavolo hanno potuto permettere a fanatici e curiosi di calpestare ogni centimetro quadrato nel campo dove la giovane Yara è stata trovata cadavere, compresa la orma lasciata dal suo cadavere?!

Dimenticate il business dei fiorai. L'obiettivo primario è arrestare il maiale che l'ha uccisa.

Oggi, dopo l'autopsia, gli inquirenti sono tornati in quel campo per prelevare dei campioni. Cosa sperano di trovare? Se anche trovassero qualcosa di interessante, per qualsiasi avvocato sarà un gioco da ragazzi smontare nel corso del processo qualsivoglia fonte di prova.
Quel campo è noto rifugio di orde di tossicodipendenti, di prostitute e di clienti, con un viavai continuo e centinaia di tracce, cui vanno aggiunte quelle dei turisti del dolore. Quale attendibilità avranno gli elementi raccolti? E' questo il modo di condurre le indagini?

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