giovedì 31 marzo 2011

Normalità, finalmente

Non aggiorno il blog praticamente da una vita. Colpa di pigrizia e agenda piena. Mentre vi scrivo i miei compagni di squadra stanno ripassando gli schemi d'attacco in vista della prima partita dei playoff. Parlo di basket, ovviamente. Io ho finito le batterie, troppo sonno arretrato e la testa pesante.

Domenica proverò "l'emozione" di una intera giornata senza lavorare. Il campionato di calcio di Prima divisione e' fermo, niente radio e tanta normalità. Finalmente.

venerdì 25 marzo 2011

Cose piacevoli e non

Bello vedere lo stadio Giglio colorato d'azzurro per salutare gli azzurrini dell'Under 21 di Ferrara. Peccato solo per i cori contro il Parma cantati da uno sparuto gruppo di tifosi (?). La nazionale dovrebbe unire al di la' delle rivalità di campanile, ma nella mia breve esperienza di cronista ho imparato che nel calcio c'e' davvero poco di razionale.

Cambiando argomento, in questi giorni sembra rinnovarsi la sfida ad anticipare sempre di più l'ora della sveglia. E non sempre accade per ragioni programmate. La presenza sgradevole e' tornata. Basta poco per accorgersene anche leggendo le pagine di questo blog.

giovedì 24 marzo 2011

Da mezzanotte all'alba e ritorno

Mancano poche ore all'inizio di una giornata intensa e ricca di appuntamenti che si chiuderà, stasera, con la partita della nazionale di calcio Under 21, impegnata al Giglio di Reggio Emilia in una gara amichevole contro la Svezia. Un omaggio ai 150 anni dell'unità d'Italia nella città che ha dato i natali alla nostra bandiera. Questa mattina non c'è stato bisogno della sveglia, abbondantemente anticipata da un'attività che non si ferma mai. Da mezzanotte all'alba e ritorno.


Ieri una notizia mi ha colpito molto. E' morto Aldo Allievi, ex storico presidente della Pallacanestro Cantù (lo sapete, la palla a spicchi resta il mio primo amore). Scrive la Rosa: "Il “Sciur” Aldo, 83 anni, è stato presidente della società dal 1958 al 1960 e dal 1969 al 1995. Sotto la sua guida la società bianco-blu è diventata la regina d’Europa, conquistando 2 Coppe dei Campioni, 4 Coppe Korac, 4 Coppe delle Coppe, 2 Coppe Intercontinentali oltre che 2 dei 3 scudetti e 13 dei 15 titoli giovanili. Allievi è stato il fondatore del college di Cantù, che ha prodotto decine di grandissimi giocatori tra cui Pierluigi Marzorati, Fabrizio Della Fiori, Carlo Recalcati, Antonello Riva, Giuseppe Bosa, Denis Innocentin e Alberto Rossini".

martedì 22 marzo 2011

Chiamata alle armi

Sveglia presto e impegni non sempre piacevoli. Trovo terribile questo "stanzone" che tanto assomiglia alle poste: altoparlanti, persone smistate come pacchi, tutti in fila ad aspettare una postazione in trincea per sparare a un nemico invisibile, speranza e disperazione.

Mentre vi scrivo mi guardo intorno e mi chiedo se la prossima volta rivedrò tutti, o se qualcuno cadrà. Detesto le sale d'attesa; così, per ingannare il tempo, attivo i sensi e scruto i vicini cercando di capire qualcosa di loro, di immaginare storie e dinamiche, rapporti, dolori.

Vorrei caricare una foto scattata ieri sera, ma con il telefono non ho ancora capito come fare. La vedrete presto, promesso.

domenica 20 marzo 2011

Prima della diretta

Mancano pochi minuti alla diretta di Cremonese-Reggiana per Radio Erre. Il sole è caldo. Splende fuori e dentro me. Manco da un po' dal blog, vi chiedo scusa. Nelle ultime settimane ho avuto davvero l'impressione di correre a perdifiato da un posto all'altro, da un testo all'altro.

E' tutto pronto per la diretta. Microfono, cuffia e collegamento hanno superato la consueta prova prima di mangiare un boccone. Luigi sarà come al solito il mio alter ego in regia. Se volete seguire la partita e non avete una radio (la frequenza è 95fm per chi abita in provincia di Reggio Emilia e zona limitrofe), potete godere dello streaming all'indirizzo http://www.e-tv.it/page.php?10.

lunedì 14 marzo 2011

Solo il crocefisso può stare nei tribunali


da Corriere.it


LA SENTENZA RIGUARDA ANCHE GLI ALTRI UFFICI PUBBLICI

Cassazione: «Solo il crocefisso
può stare nei tribunali»

Per gli altri simboli religiosi «è necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste»

ROMA - Per esporre negli uffici pubblici, tra i quali rientrano le aule di giustizia, simboli religiosi diversi dal crocefisso «è necessaria una scelta discrezionale del legislatore, che allo stato non sussiste». Lo sottolinea la Corte di cassazione nelle motivazioni con le quali ha confermato la rimozione dalla Magistratura del giudice «anticrocefisso» Luigi Tosti, che rifiutava di tenere udienza finché il simbolo della cristianità non fosse stato tolto da tutti i tribunali italiani. In alternativa Tosti chiedeva, anche in Cassazione, di poter esporre la Menorah, simbolo della fede ebraica.
RISCHIO DI «POSSIBILI CONFLITTI» - Dopo aver respinto la pretesa di Tosti per quanto riguarda la richiesta di esporre il simbolo ebraico accanto al crocefisso, la Cassazione rileva che una simile scelta potrebbe anche essere fatta dal legislatore valutando, però, anche il rischio di «possibili conflitti» che potrebbero nascere dall'esposizione di simboli di identità religiose diverse. «È vero che sul piano teorico il principio di laicità - scrive la Cassazione - è compatibile sia con un modello di equiparazione verso l'alto (laicità per addizione) che consenta ad ogni soggetto di vedere rappresentati nei luoghi pubblici i simboli della propria religione, sia con un modello di equiparazione verso il basso (laicità per sottrazione)». «Tale scelta legislativa, però, presuppone - spiega la Cassazione - che siano valutati una pluralità di profili, primi tra tutti la praticabilità concreta ed il bilanciamento tra l'esercizio della libertà religiosa da parte degli utenti di un luogo pubblico con l'analogo esercizio della libertà religiosa negativa da parte dell'ateo o del non credente, nonché il bilanciamento tra garanzia del pluralismo e possibili conflitti tra una pluralità di identità religiose tra loro incompatibili».

venerdì 11 marzo 2011

A pagine chiuse

Il giornale è praticamente tutto in tipografia. Non è rimasto nessuno in redazione. Il direttore ha appena spento la luce del suo ufficio. In redazione lo scanner gracchia e rompe il silenzio. Per non sentirlo ho infilato una cuffia dell'iPod e mi faccio compagnia con Mimì.

A pagine chiuse, è il momento giusto per smaltire la posta elettronica, riordinare scrivania (che disastro la mia!) e desktop del computer: fogli, vecchi file di testo con appunti datati e ormai incompresibili, foto da archiviare, archivi da aggiornare.

Sono ormai le 22 e, non ci crederete, dalla tapparella vedo addirittura filtrare un raggio di sole. Sì, di sole.

mercoledì 9 marzo 2011

GAS GAS!

Devo perdere il vizio di passare la pausa pranzo in redazione nella (vana) speranza di riuscire a tornare a casa la sera a orari più civili.

Non fosse per il televisore acceso su un canale della concorrenza, che a quest'ora spara liscio a tutto volume, riuscirei anche a scrivere tranquillo. I telefoni non squillano, i colleghi non strillano, c'è un silenzio che non sembra vero. Come dico sempre uscendo dalla riunione di redazione post pranzo: GAS GAS!

lunedì 7 marzo 2011

Coltivate Macintosch, Windows si pianta da solo

Va in archivio una lunga giornata dai ritmi inusuali. Mi sono addirittura permesso il lusso di pranzare con calma e di arrivare in redazione alle 16. Merito della sosta del campionato e di una domenica libera da impegni con la radio.

Questo post e' anche un esercizio per testare le potenzialità del mio nuovo iPhone e l'affidabilità della sua tastiera touchscreen. Devo dire che l'ho trovata molto migliorata rispetto al passato, più precisa e funzionale. Sto un po' tribolando per scaricare in Pop la posta sia sul telefono sia sul computer, evitando conflitti. Credo che la soluzione migliore (e più economica anche in termini di banda) sia consultare la posta in Imap.

Vi lascio con una massima rubata al mio amico Lollo, compagno di pedalate: "Coltivate Macintosch, Windows si pianta da solo".

sabato 5 marzo 2011

Il cilindro di Mister Nonsoloaria

Capodanno 2011 da Tommy
Guardate un po' cosa ha estratto dal cilindro Mister Nonsoloaria.

giovedì 3 marzo 2011

Angolo di mondo

Mi appresto a spegnere il computer dopo una giornata di lavoro e a lasciare il mio angolo di mondo. Stasera tornerò a sgambettare in campo a venti giorni dall'infortunio al ginocchio, per fortuna (molto) meno grave di quanto temuto.

Vi lascio con una riflessione lanciata da Massimo Gramellini questa mattina su La Stampa, nella rubrica che spesso accompagna la mia pausa caffè.

"Buongiorno" da www.lastampa.it
I replicanti
di Massimo Gramellini
Sui telefonini di quattro minorenni di Quarto Oggiaro, arrestati per rapine varie, gli investigatori hanno trovato dei filmati in cui, mitra in spalla e torso nudo, gli adolescenti mimavano la scena simbolo di Gomorra. Escluderei che abbiano preso in mano il libro di Saviano: due di essi non sono mai stati neppure a scuola. Ed è assai probabile che non abbiano neanche visto il film di Garrone, solo quell’immagine ripetuta ossessivamente per mesi e mesi da tutte le tv.

È possibile che un’opera indirizzata al bene produca in certe menti l’effetto contrario, esaltando proprio ciò che intendeva denunciare? Sì, e lo sapevamo già. Quel che invece continuiamo a sottovalutare è la potenza devastante delle immagini. Nella vita come nell’arte, si dà troppo peso alle parole e troppo poco al linguaggio muto delle figure. Mentre soltanto l’icona visiva arriva a tutti, senza distinzioni di classe né mediazioni culturali. Una foto volgare fa più danni di una poesia volgare e una scena di violenza di un racconto di violenza. Perciò nelle tragedie greche il male veniva evocato, ma mai mostrato sul palco. Gli antichi non erano più ipocriti di noi, forse soltanto un po’ più saggi.



mercoledì 2 marzo 2011

Hanno fatto un favore all'assassino di Yara

Detesto accendere il televisore e scorrere, prima di rifugiarmi sulla parabola, solo programmi dedicati alla lacrima facile e allo sfruttamento del dolore. Povera Yara, povera Sarah., infilate in scalette che alternano con finta naturalezza vallette tette-culi e fatti di sangue, corna e amori da rotocalco e le foto dei militari uccisi in Afghanistan.

Volutamente non ho mai parlato dei casi che hanno catalizzato l'attenzione dell'opinione pubblica negli ultimi mesi su queste pagine. Lo faccio ora perché non riesco più a tenermi. Non farò illazioni né facili sentimentalismi. Mi chiedo solo una cosa: come diavolo hanno potuto permettere a fanatici e curiosi di calpestare ogni centimetro quadrato nel campo dove la giovane Yara è stata trovata cadavere, compresa la orma lasciata dal suo cadavere?!

Dimenticate il business dei fiorai. L'obiettivo primario è arrestare il maiale che l'ha uccisa.

Oggi, dopo l'autopsia, gli inquirenti sono tornati in quel campo per prelevare dei campioni. Cosa sperano di trovare? Se anche trovassero qualcosa di interessante, per qualsiasi avvocato sarà un gioco da ragazzi smontare nel corso del processo qualsivoglia fonte di prova.
Quel campo è noto rifugio di orde di tossicodipendenti, di prostitute e di clienti, con un viavai continuo e centinaia di tracce, cui vanno aggiunte quelle dei turisti del dolore. Quale attendibilità avranno gli elementi raccolti? E' questo il modo di condurre le indagini?

Ipsa dixit

"Ogni tegame ha il suo coperchio".


martedì 1 marzo 2011

Musica di notte

Ieri sera, al termine della solita cena a orari improbabili, ho seguito su Raidue un programma musicale incentrato su una lunga intervista a Francesco Renga. Non ricordo né il titolo della trasmissione né il nome della conduttrice. Intervista fiacca, senza ritmo, salvata solo da Renga che ha offerto contenuti e aneddoti compensando la scarsa vena degli autori.

Tra un boccone e l'altro ho riascoltato l'album "Orchestra e Voce", un progetto più che curioso se si considera il passato del cantante di Brescia, già leader dei Timoria con Pedrini. "Se perdo te", "L'immensità", canzoni senza tempo. Oggi ho fatto di più, e quando, grazie a Youtube, ho trovato "La voce del silenzio", mi sono sentito piacevolmente perseguitato. La adoro.
Eccola.



Stasera sushi, bollicine e zero voglia di dormire. Poi chissà, potrei anche ripartire tra lavoro e testi da smaltire senza aspettare l'alba. La notte è giusta perché il mondo sta dormendo (questa non è mia).