lunedì 28 febbraio 2011

Telefoni e improperi

Gli operatori telefonici in generale mi hanno rotto le balle.
Simpatiche le pubblicità e i siti internet che pubblicizzano nuovi smartphone praticamente regalati...
Allora qualcuno mi può spiegare perché, visto che devo cambiare il mio Blackberry, mi sento offrire solo pacchetti che mi porterebbero a spendere più di quanto già non faccia ora?!?!?

Aggiornamento delle 20:09.
Ho lasciato Vodafone per Tre. Ho acquistato un iPhone sul sito di Apple.
FIAT!

domenica 27 febbraio 2011

L'allegra combriccola

Foto di Maria Paola Barazzoni (Facebook)
Festa a sorpresa, ieri sera, per i 26 anni di Davidino. Ottimo regista e ideatore dell'evento Mister LA. Ho "rubato" questo scatto da un album pubblicato su Facebook. Complimenti alla fotografa: ha catturato l'essenza dell'allegra combriccola.

sabato 26 febbraio 2011

Paghetta e cd usati

Riordinare vecchi cd riserva sempre delle sorprese.
Per chi, come me, non è un nativo digitale, il supporto fonomeccanico (adorabile definizione che recentemente ho sentito pronunciare da Mario Luzzato Fegiz, giornalista e critico musicale del Corriere della Sera) conserva un suo inimitabile fascino. Un discorso esaltato dal vinile, ma questa è un'altra storia.

Ho infilato nello stereo un vecchio cd di Eros Ramazzotti, Dove c'è musica. Non sono mai stato un suo fan, ma comprai quell'album come tanti altri a metà anni Novanta durante una scorribanda da Tosi Dischi, icona della Reggio che fu che ha chiuso i battenti da alcune settimane.

ITunes è formidabile. Carta di credito, pochi istanti, e ascoltare qualsiasi canzone è un gioco da ragazzi. Rimpiango però il gusto di fare i conti alla fine della settimana con la paghetta, scorrere centinaia di cd alla ricerca del titolo giusto, andare all'assalto dell'album annunciato e tanto atteso, leggere i testi e cantare a squarciagola.

Ricordo, ad esempio, che pur di avere Out of Time dei Rem, lo acquistai in un negozio di dischi usati a due passi da scuola: 13 mila lire, invece di una trentina. Volete mettere il risparmio e soprattutto il gusto di poter compare il cd senza rinunciare necessariamente ad altro in vista del sabato sera e della pizza con gli amici?

Cavolo, un negozio di dischi usati... chissà se ne esistono ancora?

Da Out of Time, Losing my Religion.

giovedì 24 febbraio 2011

Passato e futuro sotto i portici d'Emilia

Questa mattina ho visitato una vecchia cantina, ho parlato per due ore con una persona dai mille aneddoti e interessi e ho fatto un tuffo nel passato di una Italia che ha sempre lavorato sotto casa, nel retrobottega, creando il proprio benessere con passione e qualità.

Oggi è giorno di mercato, nel paese che ho attraversato. E passeggiando tra le bancarelle della frutta, della verdura, dei panni a poco prezzo e delle cianfrusaglie da cucina, ho fatto un secondo viaggio nel tempo, questa volta nel futuro. I commercianti ambulanti italiani ormai sono stanchi e anziani. Dietro ai banconi si parlano tutte le lingue del mondo, e lo stesso accade in mezzo alla strada: ho fatto lo slalom tra colori, odori e cadenze di terre lontane. Sotto i portici d'Emilia la gente è cambiata.

mercoledì 23 febbraio 2011

@ work

Davanti al mio Mac, come sempre. Prossimamente uscirà un mio servizio sui mali della Giustizia a Reggio Emilia sul mensile Stampa Reggiana.

Il nuovo direttore mi ha convinto.

lunedì 21 febbraio 2011

Scalpito in tribuna

Lo so, sono dannatamente competitivo e odio perdere. Stasera sarò costretto a stare a guardare dalla tribuna i miei compagni giocare la partita più importante della stagione (per il momento). Dannato ginocchio! Conto di lasciare l'infermeria nel giro di pochi giorni, ma rosico davvero a saltare il big match contro La Torre (per chi mi conosce poco, sto parlando di basket e del campionato Csi Open A1 di Reggio Emilia).

Per caricarci in vista del big match, che è anche la stracittadina più sentita, casse a palla e concentrazione alle stelle. Go Arbor! Sono già in trincea.

domenica 20 febbraio 2011

(Ri)educazione

Titoli di coda su una domenica nera per lo sport nostrano. Reggiana sconfitta e fischiata, Trenkwalder umiliata a Pistoia, Razzoli fuori dopo poche porte nella seconda manche ai Mondiali di sci a Garmisch. Solo l'Edilesse ha regalato un timido sorriso.

Chiusa la parentesi sportiva, voglio spostare la mia e la vostra attenzione su una notizia che da almeno 24 ore rimbalza in rete e che non ho ancora avuto tempo e modo di leggere, digerire e commentare. Lo faccio insieme a voi, lanciando una provocazione: perché indignarsi? La detenzione e il carcere non hanno come obiettivo primario il reinserimento del detenuto nella società? E allora cosa c'è di strano?

***
Da www.lastampa.it

Erika, a 10 anni dal massacro
di Novi intravede la libertà

Entro la fine del 2011 potrebbe lasciare il carcere di Verziano.
Da mesi frequenta una comunità fuori dal penitenziario

GRAZIA LONGO
Le persone non si cancellano neppure con la morte, restano sempre le tracce. Nel cuore e nella mente di Erika De Nardo ci sono quelle della madre e del fratello che lei stessa ha ucciso, insieme al fidanzato di allora Omar Favaro, con 97 coltellate. Dieci anni esatti domani. Omar, 27 anni, è un uomo libero da un anno. Erika, 26 anni, tra pochi mesi potrebbe lasciare il carcere di Verziano, periferia di Brescia. Il termine della scadenza è la primavera 2012, ma per effetto della buona condotta Erika potrebbe godere della liberazione anticipata. La prova è che da un paio di mesi esce dal carcere quasi tutti i giorni e va in una comunità alloggio. Un luogo protetto, lontano dalla curiosità e dalle attenzioni che potrebbero incidere sul suo recupero. Un luogo per ricominciare a muovere i primi passi da donna libera, con il sostegno degli psicologi e degli operatori del carcere-modello di Verziano. In comunità Erika insegue una vita normale: parla, lavora, cucina come una ragazza qualsiasi. Al riparo dal rischio di essere di nuovo fotografata, com’è accaduto cinque anni fa quando la portarono a un torneo di pallavolo nell’oratorio di Buffalora, nel bresciano. La sua immagine ha molto colpito: bella, alta, i capelli lunghi raccolti in una coda, gli occhiali da sole. «Ha diritto a una vita normale?» è l’interrogativo di molti. «Sì, è una vittima di se stessa che deve reinventarsi» la risposta di altri. Suo padre, l’ingegnere Francesco De Nardo - un uomo che si è fatto da solo e che gode della stima di chi da anni lavora allo stabilimento di Novi Ligure della Pernigotti di cui è un dirigente - non l’ha mai abbandonata. L’ha incontrata una o due volte alla settimana in carcere, prima ai minorile Ferrante Aporti di Torino e il Beccaria di Milano, ora a Brescia. Qui un anno fa ha assistito alla laurea della figlia in filosofia, con una tesi da 110 e lode su «Socrate e la ricerca della verità negli scritti platonici». Quella verità che la sera del 21 febbraio 2001 Erika e Omar cercarono di nascondere inscenando la pista degli albanesi. Quella verità che entrambi hanno cercato di «elaborare» nelle lunghe sedute di psicoterapia dietro le sbarre. «È sempre mia figlia», l’unico commento che Francesco De Nardo si sia mai lasciato scappare.

Per il resto è una sfinge, un padre che vuole proteggere e aiutare l’unico pezzo della famiglia che gli è rimasto. Un solo punto fisso in un’esistenza sconvolta da un dolore troppo grande da raccontare. Ai funerali della moglie Susy Cassini, 42 anni, e del figlio Gianluca, 12 anni, fece preparare due corone di fiori: «Da tuo marito e tua figlia», «Da tuo padre e tua sorella». Mentre quella figlia, quella sorella era già in carcere, arrestata dai carabinieri che avevano messo i microfoni e le telecamere nella sala d’aspetto della caserma: filmarono Erika che mimava le coltellate. I giudici hanno scritto: «Due omicidi che per l’efferatezza, per il contesto, per la personalità degli autori e per l’apparente assenza di un comprensibile movente, si pongono come uno degli episodi più drammaticamente inquietanti della storia giudiziaria del nostro Paese». Sono passati dieci anni. «Erika è cambiata, è maturata ed è cresciuta anche emotivamente - dice un’educatrice del carcere di Brescia, che chiede l’anonimato -. Sono migliorati anche i rapporti con le compagne che all’inizio la sopportavano poco per la sua notorietà e per la sua riservatezza. “Principessa” è l’unico nomignolo affettuoso che le avevano attribuito, sugli altri è meglio tacere. L’esperienza nella comunità è la conferma dei progressi. Nel 2006, dopo un anno che si trovava a Verziano, le fu vietata la libertà condizionale perché secondo il giudice non appariva “ravveduta"». Il professor Carlo Alberto Romano, docente di Criminologia all’Università degli Studi di Brescia, presidente dell’Associazione «Carcere e Territorio» della città, ha seguito Erika negli studi universitari. «Ma non voglio dire nulla - esordisce - a parte il fatto che è stata molto brava e che ha dimostrato una buona capacità di studio. Spero solo che la sovraesposizione mediatica non le faccia male e non incida troppo sulle sue aspettative per il futuro». Prima dei permessi per recarsi in comunità, Erika lavorava in carcere, alla cooperativa «Carpe diem». La presidente Lidia Copeta non vuole parlarne se non per ribadire la buona volontà della ragazza «al pari di tante altre che assemblavano pezzi di rubinetteria o di plastica in cambio di un compenso».

Il carcere di Verziano, costruito 25 anni fa, è un edificio basso verde oliva, con bagni e tv in ogni cella, colori vivaci alle pareti, polo universitario, 150 detenuti divisi tra maschi e femmine, laboratori, campo di calcio e di pallavolo. Erika ogni sabato pomeriggio, dopo aver visto il padre, partecipa alle partite di volley. Le stesse a cui giocava un’altra giovane che, come Erika, ha ucciso all’età di 16 anni. Una delle tre ragazze di Chiavenna che nel giugno 2000 assassinarono suor Maria Laura Mainetti, con 19 coltellate, come sacrificio offerto a Satana. «Erika è una ragazza come tante altre che si sta impegnando verso una nuova vita - dice Alberto Saldi, responsabile dello sport e delle attività ricreative in carcere a cura della Uisp di Brescia -. Per la festa della donna abbiamo previsto un concerto. Durante quello dell’anno scorso Erika ballava timidamente insieme alle compagne, al ritmo rock del duo musicale che presta volontariato». La musica rock. La sera di dieci anni fa, nella villetta di Novi Ligure, Erika alzò il volume dello stereo al massimo. Per coprire le urla di sua madre e suo fratello.

sabato 19 febbraio 2011

Fuso orario

Vi capita mai di avere una voglia di andare a letto inversamente proporzionale all'orario? Beh, a me accade spesso e volentieri. Sono le 4 e non ho nessuna intenzione di spegnere la luce.

L'ennesima giornata vissuta fino agli sgoccioli, senza alzare il piede dall'acceleratore, ha regalato una coda inaspettata; ma non dico altre perché so che tra di voi ci sono lettori attenti cui non voglio negare una sorpresa. Ho assistito a una scena bella perché sincera. Mi è venuta voglia di capire e di ascoltare. E rifletto sul brivido che mi regala quella bocca arricciata.

"La gente della notte sopravvive sempre nascosta nei locali, confusa tra le ombre..."

venerdì 18 febbraio 2011

Sole & Palazzaccio

Ore 11,10 e già un elenco di cose da seguire lungo così, tra collaboratori in rivolta e tempo che sembra non bastare mai.
Piove, ma in realtà le previsioni sono ottime e ce n'è abbastanza per affrontare la giornata con un bel sorriso.

Ora gambe in spalle e pedalare. Il Palazzaccio attende.

giovedì 17 febbraio 2011

Pioggia e divano

Oggi si riposa, dopo giorni spesi a inseguire notizie e a riempire pagine.

Voglio raccontarvi una cosa. Ieri sera sono tornato a casa verso le 23 con la solita fame da lupo. Devo aver esagerato, perché sono "svenuto" sul divano in un sonno profondissimo animato da uno strano sogno fatto di pioggia e di un ombrello. In questo sogno ho anche incontrato il mio amico Raggy travestito da teppista, con un cappuccio nero in testa.

Tutto vero. O forse no...

martedì 15 febbraio 2011

Trote e cozze

Oggi ho scoperto che esistono le trote apatiche e le cozze pelose.

Come amava ripetere sempre, al termine di ogni lezione, la mia professoressa di latino del ginnasio citando Cicerone: "Ogni giorno invecchio imparando qualcosa di nuovo".

venerdì 11 febbraio 2011

Pagina bianca

Spio la vita e mi accorgo di essere sereno e in pace con me stesso. Sto bene, nonostante il lavoro che impone ritmi altissimi (guai se non fosse così) e alcuni sconvolgimenti recenti che certo non sono stati facili da digerire.

La giornata è appena iniziata. La pagina è bianca. Scaldo la penna e penso che ho una gran voglia di scrivere. Il menù offre droga, qualche stalker, prostituzione e la solita dose di furti e raggiri. Oggi il colpo resta in canna.

mercoledì 9 febbraio 2011

Autovelox infallibile? Fiat Doblò beccato a 1.230 km/h

Troppo bella per non essere rilanciata subito.

***
Da Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.


COMUNICATO STAMPA

Autovelox infallibile? Ma che! Sanzionato dal comando della Polizia Municipale di Oria (Br) un Fiat Doblò perché andava a 1230 km/h, oltre la velocità del suono

La battaglia di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” contro le multe seriali ed a raffica utilizzate dagli enti allo scopo di “far cassa” prima che per la sicurezza stradale, utilizzando strumenti di rilevazione elettronica tipo autovelox, telelaser e photored oggi trova una conferma nel caso alquanto singolare che ci è stato portato all’attenzione.
Questa volta, un Fiat Doblò è stato beccato dal Comando della Polizia Municipale del Comune di Oria (Br) alla velocità, udite udite di ben 1230 km/h ossia oltre la velocità del suono (pari a 1.193,4 km/h) superando il limite massimo consentito per quel tratto di strada di 1078 km/h.
Non ci credevamo finché non abbiamo visto con i nostri occhi il verbale che è stato notificato alla società proprietaria del mezzo che risulta chiaramente non essere un aeroplano.
Ancora una volta appare sempre più evidente come questi strumenti elettronici e lo stesso sistema di gestione di questo tipo d’infrazioni faccia acqua da tutte le parti non consentendo la certezza fattuale, oltreché giuridica, di una sempre corretta rilevazione e contestazione delle infrazioni, poiché la necessità di rimpinguare i bilanci comunali, molto spesso spinge i comuni e gli alti enti locali a mettere al primo posto esigenze di cassa con conseguenti errori materiali, vizi di forma e violazioni della normativa e dei regolamenti per la contestazione delle infrazioni, piuttosto che la sicurezza stradale e la certezza delle verbalizzazioni ed il diritto alla difesa dei cittadini.
Non ci resta che continuare a denunciare casi di errori simili, ormai decine per non dire centinaia in tutta Italia e continuare a predisporre i ricorsi gratuitamente ai cittadini, sempre più  beffati dalle pubbliche amministrazioni accertatrici.
Lecce,  9 febbraio 2011
                                                                                                                       Giovanni D’AGATA 

Dillo alla luna (sul divano)

Manco da un po'. Scusate. Sono successe tante cose negli ultimi giorni e il tempo da dedicare (anche) al blog è sempre meno. Ecco allora una raffica di flash ad uso e consumo dei sognatori: ginocchio ok, incontri, vittoria, ciliegie, caramella, cravatta, divano (sul quale ho finito per dormire la seconda notte consecutiva, vinto dalla pigrizia di fare una rampa di scale).

Domenica sono tornato in redazione, ma diciamo che sono ricaduto nella spirale della cronaca solo ieri. Giornata lunghissima, come si preannuncia lunga quella odierna. Ecco perché ho puntato la sveglia alle 6,30 per riuscire a scrivere un paio di email importanti e aggiornare questa bacheca. GO!


sabato 5 febbraio 2011

Pubblico e privato

Sabato sera e lavoretti da smaltire, tra pallacanestro e doverosi aggiornamenti del blog prima di regalarsi un bicchiere di vino e una serata da ricordare.

Come state?

Personalmente vivo grandi cambiamenti. Il Tribunale, la cronaca nera, le loro dinamiche, mi sembrano lontanissimi. A riportarmi con i piedi per terra sarà la routine che da domani mi riassorbirà: radio, calcio e da lunedì di nuovo in strada. In un momento di cambiamenti a velocità supersonica, soprattutto nel mondo della comunicazione, forse occorrerebbe ripensare il ruolo della carta stampata. Ma il discorso è lungo e non offre un approdo certo e univoco, motivo per cui vi lascio alle vostre riflessioni.

La vita privata resta privata. Tòla dòlsa.

venerdì 4 febbraio 2011

Gira la testa

Aggiornamento flash.
Giovedì, alba, auto, sorpresa, Franz Hass, Predazzo, geometra, Fuchiade, precipizio, gira la testa, bon bon, caramel, chocolat, Samuele, strudel, nebbia. Sì, gira la testa...

mercoledì 2 febbraio 2011

Titoli di coda

Cala il sipario su una giornata aperta e chiusa da questa canzone. In mezzo incontri, sorprese, allenamento, profumo di arance e mandarini, scontri, lavoro, porceddu con l'allegra combriccola.
Vado avanti e non mi volterò indietro. E' giusto così.
Auguro a tutti voi tanta serenità. Sempre.

martedì 1 febbraio 2011

Sveglia presto

Sveglia presto per seguire una trasmissione radiofonica della concorrenza, con un ospite imperdibile. Bravi davvero!
Ora scusate se parlo di me (siete sul mio blog, no?). In questo periodo le canzoni di Mina sono una piacevole persecuzione. Anche questa mattina, trenta minuti di trasmissione, una canzone sola e... TAC!

Ah, dimenticavo. La parola del giorno è "molto".