lunedì 15 novembre 2010

Web radio e tv, nuove regole e più burocrazia

da Repubblica.it

INFORMAZIONE

Radio e Tv web, nuove regole protesta l'opposizione e la rete

Gli obblighi per chi trasmette su internet. L'agcom impone loro il primo pacchetto di burocrazia della loro storia. Meno libertà e più soldi da pagare. Ma online nascono le prime azioni di contrastodi ALESSANDRO LONGO

FINISCE anzitempo la spensierata giovinezza delle web tv e web radio. Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), infatti, ha appena approvato le prime regole, sulla scorta del decreto Romani 1. E nella giornata di oggi è previsto che completi il lavoro, con un'altra sfilza di inediti obblighi e regole. Ma nel frattempo monta la protesta, che rimbalza sul web e raggiunge i banchi dell'opposizione, dove Antonio di Pietro (Idv) e Vincenzo Vita (Pd) annunciano a Repubblica.it già per oggi le prime azioni politiche di contrasto.

"Per ora Agcom ha deliberato sulle web radio e sulle web tv lineari, cioè quelle con palinsesto. Lunedì deciderà anche sulle web tv con video on demand", spiega Nicola D'Angelo, consigliere Agcom che era relatore del regolamento. "Ma ho votato contro e per protesta mi sono dimesso da relatore", aggiunge. Bisogna sapere che finora le web tv e web radio sono state libere da regole e obblighi. Agcom impone adesso a web radio e web tv lineari il primo pacchetto di burocrazia nella loro storia. Dovranno pagare 750 e 1.500 euro (rispettivamente) per iniziare le trasmissioni e inviare ad Agcom una dichiarazione di inizio attività (Dia). Dovranno sottostare inoltre ad alcune regole mutuate dalle realtà editoriali tradizionali, per esempio la tutela dei minori e l'obbligo di tempestiva rettifica. Sono escluse solo le micro-web tv, cioè quelle che trasmettono meno di 24 ore di programmi in una settimana.

Bisognerà vedere quali obblighi Agcom escogiterà oggi per il video on demand; a 
Repubblica.it risulta che alcuni esponenti di Agcom vorrebbero estendere le norme anche a siti come YouTube, cioè con video creati da normali utenti senza rapporti con i gestori del sito. C'è da dire che, rispetto alla bozza di regolamento in materia, Agcom ha alleggerito le norme in capo a web tv e web radio. Prima i costi erano doppi e annuali (invece che una tantum) ed era molto maggiore la burocrazia iniziale (per esempio c'era l'obbligo di chiedere un'autorizzazione prima di trasmettere, mentre adesso dopo la Dia si può subito iniziare senza aspettare la risposta di Agcom).

Il punto però- secondo gli avversatori- è che le nuove norme rischiano di soffocare uno scenario ancora nascente e molto prolifico di progetti, spesso condotti con pochi mezzi ma con fini di utilità sociale. Sono 346 le micro web tv italiane, secondo l'osservatorio 
Altratv.tv 2. Telejato, la web tv di Corleone, ha redazione, studio e regia in una palazzina di Cinisi ed è nota per le campagne contro Cosa Nostra. Telestrada. it (prodotta dalla Caritas di Catania) ha realizzato inchieste di denuncia poi riprese da emittenti anche nazionali, per esempio su casi di mala sanità. Sono 18 le web tv dell'Aquila, che cercano di indagare sul dopo terremoto. 
Si occupano di inchieste cittadine FuoriTv (Modena), VersiliaInTv (nota per avere documentato per prima la strage di Viareggio), Teledenuncio (Napoli), IlFatto. tv (Molfetta), Crossing. tv (Bologna), PieroDaSaronno (Saronno, ideata da un pensionato 72enne e ora punto di riferimento per le notizie cittadine). E' ormai una realtà imprenditoriale affermata C6. tv: partita da Milano, ora C6 è anche a Roma e Palermo, ha dieci giornalisti e 5 mila utenti al giorno. Nel mucchio delle web tv soggette a obblighi potrebbero rientrare anche i video blog, ma bisognerà vedere che cosa deciderà oggi Agcom sul video on demand.

Tra i primi politici a chiamare il web alle armi contro le nuove regole è stato Antonio Di Pietro (Idv), dal proprio blog. A Repubblica.it dice "che alla Camera, durante il question time con il ministro Romani chiederò delucidazioni sul regolamento e lancerò la mobilitazione in rete, con le associazioni dedicate al fenomeno web tv, come Femia". Preparano la protesta anche gli esponenti PD più attenti ai problemi di internet: "Per cominciare l'opposizione politica, oggi chiederemo alla Camera la convocazione urgente di Corrado Calabrò, presidente di Agcom", dice Vincenzo Vita, senatore PD.

Nessun commento: