martedì 9 novembre 2010

Sarà una donna a salvare il Califfo?

Franco Califano piange miseria e chiede allo Stato di poter accedere ai benefici della Legge Bacchelli. I ventimila euro l'anno garantiti dalla Siae non gli bastano. Il patrimonio guadagnato in carriera? Sperperato. "Devo pagare l'affitto e sono malato", dice. Quale affitto non è dato sapere (una villa ai Parioli costa sicuramente di più di un bilocale alla Garbatella). Che tristezza.

In attesa di sapere come andrà a finire, ecco un breve riassunto della vicenda e il sagace Buongiorno di Massimo Gramellini su La Stampa di oggi.

da Corriere.it
ALLE 17 AL PALAZZO DELLA REGIONE
«Adesso sono povero»
E la Polverini riceve il Califfo

Martedì la presidente del Lazio incontra Franco Califano che ha chiesto il contributo della Legge Bacchelli
«Se è necessario intervenire, lo faremo»

ROMA - Il Califfo e la governatrice. Sarà una donna a salvare colui che (anche) per le donne si è rovinato? Chissà. Intanto Renata Polverini, presidente della Regione Lazio martedì pomeriggio incontrerà Franco Califano che lunedì attraverso il Corriere della Sera chiedeva di poter accedere ai benefici della Legge Bacchelli perché in grave difficoltà economica (certo, pur introitando 20mila euro l'anno grazie ai diritti d'autore).

L'INCONTRO - «Ho gettato via miliardi, adesso sono povero» (ascolta l'audio), si è lamentata la voce di «Tutto il resto è noia». E subito si sono scatenate le polemiche di associazioni di consumatori e non solo. Invece la governatrice del Lazio aveva detto: «Califano sicuramente è un cittadino che fa parte del nostro contesto territoriale, e quindi se ci sarà bisogno di intervenire lo faremo: la Regione ha delle forme per intervenire per le persone in difficoltà». Detto fatto: alle 17 di martedì il Califfo arriverà alla sede della Giunta regionale del Lazio dove ad aspettarlo troverà la presidente Polverini. La Legge Bacchelli prevede un assegno da parte dello Stato per artisti in grave difficoltà economica.


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9/11/2010
da LaStampa.it
BUONGIORNO - Massimo Gramellini
Tutto il resto è gioia

Signor Franco Califano, ho appena saputo che lei è un anziano povero e solo, tanto da essersi appellato alla legge Bacchelli che garantisce un sussidio statale agli artisti in disgrazia. Non mi scandalizza l’attenzione mediatica riservata al suo caso, mentre della povertà e solitudine degli anziani ignoti non importa un fico secco a nessuno. E non punterò il dito sui milioni da lei sperperati nel corso della vita in amorazzi, fuoriserie e sostanze assortite: fatti suoi. Ma le canzoni no, sono fatti anche nostri. Una in particolare: «Tutto il resto è noia». Ha idea dei disastri causati da quel manifesto della superficialità umana, che esalta le emozioni a scapito dei sentimenti e considera «noia» qualsiasi cosa non produca una scarica di adrenalina?

Eugenio Finardi provò a metterci una pezza («l’amore è fatto di gioia ma anche di noia») e un Franco più spirituale di lei, Battiato, cercò «un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente», ma ormai era troppo tardi: i materialisti avevano trovato l’inno a cui appoggiarsi per giustificare il loro sfarfallio esistenziale privo di senso, salvo ritrovarsi alla fine della giostra isolati e depressi. Perché quella che lei chiama «noia», Califano, è la vita vera. E non è affatto così noiosa. Noiosi, e un po’ patetici, sono i settantenni che continuano ad abitare il mondo come ragazzini. Da contribuente sono disposto a finanziare la sua vecchiaia, ma a una condizione: se proprio non vuol cambiare registro, cambi almeno il testo.

7 commenti:

STEFANIA VECCHI ha detto...

no comment!!

Anonimo ha detto...

Ecco, brava, stai zitta.

STEFANIA VECCHI ha detto...

i commenti anonimi non li accetto!!

Anonimo ha detto...

Manco fosse tuo, questo blog.

STEFANIA VECCHI ha detto...

DAVIDE ED IL SUO BLOG RIVESTONO UNA PARTE ATTIVA NELLA MIA VIA ..E SIA BEN CHIARO!GRAZIE

Tommaso Lombardini ha detto...

La Polverini farebbe meglio a pensare alla regione Lazio... Perché Califano non si fa un bel giretto alla stazione Termini per vedere quanti senzatetto sono lì accampati...? Povera patria...

Davide Bianchini ha detto...

da www.tgcom.it
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15/11/2010
"Non voglio nulla, non sono povero"
Franco Califano si confessa

Durante "Domenica Cinque" Barbara D'Urso ha intervistato Franco Califano, che ha fatto chiarezza sulle dichiarazioni uscite su tutti i giornali in cui avrebbe invocato il sussidio della legge Bacchelli: "Io sto bene con quello che ho e non ho bisogno di niente, potrei campare altri venti anni senza lavorare non dovendo chiedere niente a nessuno. Non ho mai detto 'Ora sono povero'. Io sui soldi ci ho sempre sputato".


La legge Bacchelli è la norma che prevede l’assegnazione di un assegno vitalizio ai cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di indigenza.

Califano racconta che alcuni amici, in buona fede e seriamente preoccupati per la situazione economica del cantante, al momento convalescente per un infortunio domestico e impossibilitato a lavorare, hanno chiesto a suo nome che egli potesse beneficiare degli aiuti previsti dalla Legge Bacchelli. “Non ho mai chiesto soldi a nessuno”, ha afferma Califano anche a Striscia la Notizia. E ha aggiunto: “Non ho bisogno di chiedere, non ho bisogno di soldi. Vivo dei diritti d’autore e delle mie serate”.