martedì 2 novembre 2010

Nadia, Daria & Carmen

La ricerca di Nadia Macrì ha svegliato i media reggiani dal loro torpore.

Stanotte ascolto Carmen Consoli e consiglio agli amici la lettura di questo post dal blog di Daria Bignardi su Style.it

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Siamo onesti: dove lo troviamo un altro così?
«Moderno, trasgressivo, spregiudicato, costruttivo, allegro: il premier ha più talento di Fiorello». E così il Bunga bunga di Elio fa ballare il Paese. O no?
Eravamo tristi e preoccupati per tante piccole e grandi cose. Dalla scuola dei nostri bambini che annaspa e si regge sul volontariato di pochi al clima di violenza cittadina coi pugni che uccidono, dal senso logorante di precarietà che ammanta il lavoro e il futuro, dallo spettacolo della politica dei colpi bassi e delle botte tra ultras, dalla mancanza di rispetto delle regole, dal senso di angoscia e impotenza che ci dà la lontananza tra noi e il Parlamento che abbiamo eletto, dalla mancanza cronica di speranza. Eravamo stressati per il clima sovraeccitato nei media che riflette in maniera preoccupante (o lo influenza?) quello delle nostre strade e persino delle nostre famiglie. Stavamo diventando cupi, nichilisti, depressi e non avevamo più voglia di niente, sopraffatti dal senso di nausea, impotenza e solitudine.
Finché, al ritmo del Waka waka di Elio e le Storie Tese, non ha fatto irruzione nelle nostre vite la sfrenata allegria del Bunga bunga. E improvvisamente, magicamente, irruentemente, torna la voglia di strizzare l’occhio, parlarsi, darsi gomitate. E sorridere. È un Paese meraviglioso il nostro. Altro che Internet e AnniZero: siamo ancora quelli di Totò e Albertone, del Colosseo venduto ai turisti e di Anitona che fa il bagno nella Fontana di Trevi. Sopportiamo tutto, ma non possiamo resistere a una barzelletta. E tanto più è vecchia e volgare, tanto più ci fa ridere. Stavolta Silvio Berlusconi ha superato se stesso. Con un gran sorriso da uomo di mondo ha risposto a chi gli chiedeva conto di telefonate in Questura a Milano e comportamenti che infrangono ogni regola: «Io amo le donne e non rinuncio al mio stile di vita». Più moderno, trasgressivo, spregiudicato, allegro, costruttivo anche, di chiunque. E dove lo troviamo un altro così? Quest’uomo è veramente unico, speciale, lo dico con sincera ammirazione. Quando affronta i giornalisti e dice «le auguro di guardarsi al mattino allo specchio contento di sé come faccio io che sono contento e felice della mia vita straordinaria» t’inchioda alla tua sedia di scribacchino pallido, coi muscoli del trapezio irrigiditi dalle troppe ore passate al computer a leggere, studiare, verificare, controllare. Cosa? Quando basta un Bunga bunga impazzito e il Paese ricomincia a ballare? Questo è talento! Berlusconi come Fiorello, meglio di Fiorello: perché Fiore a un certo punto ha cominciato a farsi delle domande e a riflettere sul senso della vita: ragionamenti disfattisti che possono portare un grande artista fuori strada.
Il libro di Beppe Severgnini La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri dovrebbe essere adottato come libro di testo nelle scuole, insieme a Se questo è un uomo di Primo Levi (ai miei tempi, ora leggono una versione addomesticata di Io non ho paura di Ammaniti, e va bene così, purché leggano). Severgnini ha saputo spiegare con eleganza, efficacia, ironia e semplicità i motivi per i quali Berlusconi ha vinto e probabilmente vincerà ancora: perché ci somiglia. Ci somiglia, ci assolve, ci rassicura, ci convince e ci diverte, incarna come nessun altro quel che muove la nostra pancia: fantasia, ottimismo, opportunismo, confusione, distrazione, astuzia, cautela… Berlusconi c’est moi. Siamo tutti Berlusconi, dentro, e questo è il motivo per cui Berlusconi vince anche quando non convince. Non è una rivelazione ma una realtà consolidata che riprende quella ancor più storicizzata del rapporto tra gli italiani e Mussolini (detto senza intenzioni polemiche – qui l’olio di ricino è solo figurato – ma si fa per capirsi). Lo dimostra la frase in esergo al libro scelta da Severgnini: è di Giorgio Gaber e dice: «Non ho paura di Berlusconi in sé/ho paura di Berlusconi in me». I grandi artisti, quelli veri come Gaber, sapevano già tutto e non moriranno mai. (Daria Bignardi)


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1 commento:

STEFANIA VECCHI ha detto...

NON CI POSSO CREDERE!!!Ho la stessa chitarra di CARMEN CONSOLI aquistata a CORREGGIO nel 2005 su consiglio del mio grande AMICO chitarrista MILKO VEZZANI di FABBRICO!!!GRAZIE DEL PENSIERO.NOTTE A TE CARO DAVIDE.