giovedì 25 novembre 2010

Georgofili, il Governo attacca i giudici


da Repubblica.it

IL CASO

"Nessuno ci ha avvertiti, ma siamo parte civile" il governo attacca i giudici fiorentini

Ieri lo Stato non si era presentato come parte civile al nuovo processo sulle stragi del '93.
Oggi la risposta di Palazzo Chigi: "Spettava all'autorità giudiziaria avvertirci"

Dopo lo sconcerto e le critiche di ieri, il governo passa all'attacco. Lo Stato non si è subito costituito parte civile nel nuovo processo d'appello aperto a Firenze sulle stragi del '93 perché "la notizia del procedimento è giunta in ritardo" e dovevano essere i magistrati fiorentini a comunicarne immediatamente la notifica agli "interessati". Palazzo Chigi risponde così alle polemiche sollevate ieri per quella che sembrava un'assenza strategica. Uscendo dall'aula il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, aveva detto che per sapere della data del processo "bastava che l'avvocatura avesse letto la Gazzetta Ufficiale". Ma a quanto pare nessuno l'aveva fatto. Dopo le condanne a Riina, Provenzano e Graviano, per la strage di via dei Georgofili, la magistratura fiorentina aveva continuato a indagare. Nuove responsabilità e complicità erano emerse sulle bombe. Prima fra tutte quella del boss siciliano Francesco Tagliavia, accusato dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, lo stesso che ha rivelato anche nuovi particolari su un accordo fra Cosa Nostra, Dell'Utri e Berlusconi.

"In merito al procedimento penale pendente avanti alla Corte d'Assise di Firenze per la strage di Via dei Georgofili, corre l'obbligo di precisare che la presidenza del Consiglio dei ministri, i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione si sono già costituiti parti civili nel procedimento penale contro Leoluca Bagarella ed altri fin dal 1996. Tale costituzione non è stata mai revocata", scrive in un comunicato Palazzo Chigi. "Per quanto riguarda il procedimento aperto in data 23 novembre 2010 - precisa il comunicato - si è immediatamente proceduto ad autorizzare la costituzione di parte civile contro l'unico, ulteriore imputato, non appena è giunta - in ritardo - notizia del processo".

E ancora: "Il metodo seguito per notificare il procedimento alla pubblica amministrazione, per pubblici annunzi (art. 155 c.p.p.)  non sembra, peraltro, rispettoso della qualità di parti civili, già costituite per gli stessi fatti, rivestita in passato dallo Stato e - in particolare - dalla Presidenza del Consiglio e dai citati ministeri. In quanto, tenendo conto che lo stesso articolo 155 del codice di rito penale prevede espressamente che l'autorità giudiziaria designa 'quando occorre, i destinatari nei cui confronti la notificazione deve essere eseguita nelle forme ordinarie'. In più, dovrebbe essere dovere della stessa Autorità Giudiziaria portare l'atto a conoscenza degli interessati, tra i quali certamente vi è chi ha già tangibilmente manifestato tale interesse. Per sanare la situazione processuale sono state richieste le necessarie iniziative per il tramite dell'Avvocatura dello Stato".

 (24 novembre 2010)

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