giovedì 30 settembre 2010

Giornata al volante

Cronaca di una giornata infinita, tra un appuntamento e l'altro, tra commercialista, tasse e servizi da preparare per i prossimi giorni. E non è ancora finita. Riuscirò ad arrivare in tempo all'allenamento di basket?

lunedì 27 settembre 2010

La famiglia

Nel luglio scorso mio nonno ha festeggiato i 90 anni con tutta la famiglia. Figli, nuore, sorella, nipoti. C'erano proprio tutti, o quasi. Non starò qui a descrivere i perché dell'assenza mia e dei miei genitori. Servirebbero almeno trent'anni e poi forse, nessuno ci capirebbe niente perché io stesso, probabilmente, non ho ancora capito.

Oggi sono passato a trovarli, Walter e Melania, i miei nonni paterni (quelli materni non ci sono più). Cerco di farlo il più possibile, poi mi accorgo che tra una visita e l'altra passano settimane, a volte qualche mese, e mi sento terribilmente in colpa.
Adoro mia nonna. Sono sempre stato pazzo di lei e della sua vocina, delle sue telefonate e delle sue confidenze. Voglio bene a mio nonno e lui ne vuole a me. Anzi, tra di noi c'è un legame fortissimo mai dichiarato. Quando mi guarda e sbuffa, quando ci urliamo dietro, lo so che è perfettamente consapevole di non potermi domare e questo lo strega e al tempo stesso lo fa incazzare. Sa che nelle mie vene scorre il suo stesso sangue. E non è un modo di dire. Io sono come lui. Questo aspetto spesso ci ha portato a litigare. Ma è anche il motivo per cui mio nonno sa che quando non ci sarà più, continuerà a vivere in una qualche forma dentro di me. Lo ha sempre saputo, fin da quando mi guardava giocare in cortile prime della "guerra fredda" con i miei. Mi rispetta. Teme il mio giudizio come io temo il suo, perché sa che non userò giri di parole, che non farò il signorsì come gli altri. Riesco a farlo parlare di argomenti tabù. Come? Semplicemente lo faccio, e lui non si tira indietro. Mi maledice, s'arrabbia, si tira su le maniche e inizia a battagliare. Non ha mai digerito del tutto la mia scelta di fare il giornalista. La vicenda di Ilaria Alpi lo ha colpito molto e teme che il mio lavoro di cronista possa portarmi ad avere dei guai. Quando mi fa la ramanzina io sorrido e sto zitto, perché le sue parole sono come le carezze che non regala mai. Quando mi dice che sono un sandrone, che finirò per mettermi nei guai, che devo smettere di occuparmi di certi argomenti e di farmi nemici, in realtà mi incita a non chinare la testa e ad andare avanti. E' il suo modo per dirmi che mi vuole bene, che vorrebbe proteggermi.

Oggi, nell'uscire dal loro appartamento, sul mobile dove fanno bella mostra di sé le foto di tutti i nipoti, ne ho notata una nuova. E' stata scattata il giorno della festa di compleanno. I nonni con tutti i nipoti (e una bisnipote, nel frattempo qualcuno ha avuto figli). Tutti i nipoti, o quasi. Io non c'ero quel giorno. In quella foto non ci sono. Una pugnalata si è infilata nella carne di una ferita mai rimarginata. E ora rifletto sul perché a volte le scelte dei grandi condizionino così tanto la vita dei bimbi, che poi crescono e devono fare i conti con silenzi e cose non dette che negli anni scavano fossati così profondi da allontanare le persone.
Rifletto anche sul significato della famiglia e sui rapporti con i parenti. Personalmente sono cresciuto senza parenti (con l'eccezione della famiglia di mia madre, comunque non numerosa e presente per lo più per le feste comandate) e a 30 anni davvero non riesco a inventarmi un rapporto nuovo e sano con chi di fatto è sempre stato un estraneo con cui al massimo guardarsi di traverso. Non è colpa di nessuno. Non porto rancore. Davvero. E' andata così. Semplicemente sono dispiaciuto. Il discorso è sempre stato diverso per i miei nonni. Mi sono sempre imposto di fare in modo di continuare ad avere un rapporto con loro, a volte scontrandomi anche in casa. Credo di esserci riuscito.

Alla fine di tutto questo sproloquio non ho nemmeno voglia di rileggere quello che ho scritto. Ora esco, con gli occhi lucidi e i pensieri occupati dai se e dai ma. E una certezza: mio nonno ha ragione, in me non morirà mai.

Il principe Giannini

Con il principe Giuseppe Giannini dopo Reggiana-Verona di ieri al Giglio. In sala stampa ha regalato una perla: "Per me i giocatori sono tutti uguali. I nomi non contano, altrimenti oggi avrei giocato io".

domenica 26 settembre 2010

Calcio e libri sul comodino

Domenica di allenamento, corsetta, pesi, relax, studio prepartita (Reggiana-Verona in diretta su Radio Erre 95fm a partire dalle 15, streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10), pranzo in famiglia e rilfessioni.

Dai finestroni della Virgin ho visto Monica e gli addetti della Reggiana preparare la riapertura dei distinti dello stadio. Spero davvero di vedere tanta gente. Il tempo aiuta e una bella festa sarebbe lo spot migliore per tutti.

Uscendo invece ho notato davanti al cinema il cartellone del film tratto dal romanzo La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (Ed. Mondandori, già premio Strega). Alcune settimane fa, aggirandomi tra gli scaffali di una libreria, mi sono sentito l'unico italiano a non aver ancora letto quel libro. Così, complice anche l'edizione economica degli Oscar a portata di mano, mi sono deciso a spendere 13 euro per soddisfare la mia curiosità.

Premetto, ho avuto un approccio diffidente (a qualcuno fischieranno le orecchie). Le prime pagine però mi hanno colpito molto. Geniale l'intuizione, il legame che si crea tra persone così diverse e in fondo così uguali. Il resto però è andato in discesa. Bilancio finale? Un inglese direbbe so and so, anche se devo dire che un paio di colpi di scena cammin facendo hanno riacceso l'attenzione. Risultato: tre notti di full immersion e la consapevolezza di voler tornare a sfogliare Haruki Murakami, lasciato momentaneamente sul comodino.

venerdì 24 settembre 2010

Avanti con la schiena dritta

Una 40enne stuprata nel sonno dal vicino di pianerottolo, negozi regolarmente presi di mira da ladri e rapinatori, figli che uccidono i genitori. E' davvero questa la mia Reggio?
Lo so, sembrerà un discorso retorico e semplicistico, ma ancora mi stranisco quando sento una mia amica dire che ha avuto paura nell'uscire di casa e percorrere cento metri a piedi per andare a comprare le sigarette. La percezione di pericolo è ben altra cosa rispetto al pericolo reale. Porta con sé conseguenze ancora più pesanti.

Negli ultimi giorni (settimane) le fonti di stress e di preoccupazione non sono certo mancate. C'è chi si diverte a ricordarmi della sua presenza ossessiva e ossessionante con squilli ed sms a ogni ora del giorno e della notte e chi, in odore di 'ndrangheta, usura e chi più ne ha più ne metta, esce allo scoperto cercandomi apertamente e facendo da solo quel 2+2 che tra le righe ho nemmeno troppo velatamente suggerito ai lettori.

Detto questo, la schiena è dritta. Io non mi fermo.

giovedì 23 settembre 2010

martedì 21 settembre 2010

Particolari

Serata di lavoro, aspettando la cronaca di un duplice omicidio dai colleghi di Modena, con prima pagina e locandine da finire, riflettendo su come questo mestiere sia più esigente di una moglie in termini di disponibilità, tempo e risorse.
Ho scattato una foto a un particolare della mia scrivania. C'è tutto quello che mi serve e che mi descrive: una battuta da sandrone, tanta autostima, un pizzico di memoria storica, il giusto disordine, il telefono e l'immancabile bottiglia d'acqua per fronteggiare gli sforzi sulla tastiera.

domenica 19 settembre 2010

Sveglia e (in)certezze


Svegliarsi dopo quasi undici ore di sonno filato, precedute da una lettura alternata di Murakami e Giordano, regala sempre un certo grado di incertezza. Come far decollare la giornata? Musica e colazione, amici e risate telefoniche e virtuali, e ora le ripetute sui 300 in onore di Leo. Mentre infilo le scarpe scorro su Facebook le foto dell'inaugurazione del Sali & Tabacchi, felice di aver scelto Murakami e Giordano. Per carità, nulla contro quel tipo di serate e contro chi vi prende parte. Ne ho fatte mille e più di mille, ma ora sento che in quel contesto non mi divertirei più come una volta. Si cambia.

Oggi niente radiocronaca, il che significa aver potuto godere di una domenica mattina senza dover rincorrere dati e curiosità, leggere i giornali, preparare appunti e discorsi tappabuchi. Se proprio non potete fare a meno di sentirmi, l'appuntamento è per domani sera alle 20,45 sempre su Radio Erre 95fm (streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10) con la diretta di Como-Reggiana.

Vi lascio con una non notizia che negli ultimi due giorni ha occupato le prime pagine di tutti i giornali del mondo.
***
da www.ilpost.it
L’attentato al Papa che non lo era
I sei erano stati arrestati venerdì perché sospettati di aver preparato un piano per assassinare Benedetto XVI
Scotland Yard ha annunciato di aver rilasciato senza accuse i sei uomini arrestati venerdì perché sospettati di ordire un attentato contro papa Benedetto XVI in occasione della sua visita in Inghilterra, scrive BBC. Fonti interne alla polizia hanno dichiarato che i sei «non sono una minaccia fondata».
I sei — di cui cinque stranieri, a prevalenza algerina — hanno tra i 26 e i 50 anni e sono netturbini dell’area di Westminster. Erano stati arrestati dopo che qualcuno li aveva sentiti per caso parlare di un attentato, ma la Metropolitan Police ha comunicato di avere perquisito otto case, due sedi di aziende e il magazzino della loro impresa di pulizie a Londra e di non aver trovato nulla che lasciasse pensare al piano per un possibile attentato.
La polizia ha comunicato che il livello d’allarme per la visita del Papa è ancora severe (serio), la possibilità di un attentato terroristico è ancora quindi considerata “molto probabile”.

sabato 18 settembre 2010

Indice o menù? I dubbi del nativo digitale

Da Il blog del Mestiere di Scrivere.
Mercoledì, settembre 15, 2010
Vecchia signora
"Zia, ma dov'è il menù?" mi ha chiesto mio nipote di sei anni sfogliando furiosamente un libro.
Confesso che mi ci è voluto qualche secondo per realizzare che stava cercando l'indice.

Quando si dice "divorare un libro"... Da amante di ristoranti e grandi tavolate, di primo acchito per me il menù altro non è che un elenco di pietanze. Ma non per questo bambino, splendido esempio di nativo digitale.

mercoledì 15 settembre 2010

Diversi dalle bestie

Ha ragione Accorsi quando in Radiofreccia di Ligabue dice "Vai dentro, che qui fuori è un brutto mondo". Stasera tiro su il ponte levatoio. Un buon libro sarà la miglior compagnia. Là fuori è davvero un brutto mondo: rapinatori senza scrupoli che massacrano anziani sorpresi in casa di notte per pochi euro, matti delle specie più diverse che si divertono a dare il tormento alla gente, assassini che evadono per togliere il sonno a chi pensava finalmente di essere al sicuro.
Cosa ci salva dal rischio di scendere allo stesso livello di queste bestie? Cosa ci rende diversi? L'amore.

martedì 14 settembre 2010

Nuove regole e sorprese

Apro una parentesi extra lavorativa. Ieri sera mi sono unito alla mia squadra di basket (amatori Csi, ma con tanta fame di vincere) e ho avuto subito due piacevoli sorprese. La prima riguarda la nuova riga da tre punti, più lontana dal canestro di 50 centimetri rispetto al passato: nessun problema, la mano c'è ancora. Ok, scusate l'esibizione di testosterone. La verità, e qui vengo alla seconda sorpresa, è che ho il morale a mille per come il mio fisico ha reagito all'appuntamento. Sto andando come un treno. Tanta velocità nelle gambe (grazie Leo) e fiato da vendere. Ora non resta che riprendere confidenza con il pallone e con gli schemi della squadra. L'obiettivo è sempre lo stesso: divertirmi. I love this game!

Cambiando discorso, questa notte ho capito una cosa.

lunedì 13 settembre 2010

Man @ work




Non solo tribunali...
Reggiana-Monza 3-2, Stadio Giglio, Reggio Emilia, 12 settembre 2010.

Frecce Tricolori battono Padania

Dal blog di un carissimo amico.
Tommaso Lombardini Blog: Frecce Tricolori battono Padania: "Rivolto, provincia di Udine, 300mila persone per assistere allo spettacolo delle Frecce Tricolori, orgoglio italiano nel mondo. Venezia, poco più di 35mila persone plaudono all'ennesima difesa dell'inesistente Padania.
I numeri non sono tutto nella vita, ma a volte sono davvero utili."

Giornalismo è...

Emozione. Ecco la nostra arma. Se riusciamo a raccontare con imparzialità ma con emozione abbiamo vinto.

Pietro Calabrese (1944-2010)

sabato 11 settembre 2010

Corn flakes & Well flakes

1 - Come ho detto all'amico LA, un storia d'amore deve iniziare con i vestiti che volano e non con il pannetto perché fa freddo.

2 - Piacevole birretta in settimana con il sempre più abbronzato LA e il leader del gruppo Future & Freedom. Mister Nonsoloaria ha "paccato". Assente giustificato Joe Timbri, esame in vista. Joe Piastrella che fine ha fatto?

3 - Articolo scritti oggi: sesso, spari e firme false. Amen.

4 - Ho una certezza: non sono allergico ai gatti. Ho anche scoperto che mi piacciono i corn flakes... anzi, i well flakes.

5 - Il sindaco partirà per Dallas. Starà via alcuni mesi. Sigh sigh! Martina, la giunta ti aspetta!

6 - Lo sapete che a Gottano, una frazione di Vetto d'Enza, c'è un antico oratorio dove vanno a morire le formiche alate?

7 - Oggi in Comune a Reggio si sono sposati gli amici e colleghi Linda e Giuseppe. Felicitazioni!

8 - Negli ultimi giorni ho osservato e discusso dei tratti dell'italiano medio... sociologia applicata.

9 - Buona la birra Dolomiti doppio malto.

10 - Festa al quinto piano... tutti colpiti dal mio cambiamento.

giovedì 9 settembre 2010

Tre candeline

Tre candeline da spegnere tutte d'un fiato, con un pizzico di emozione e ancor più di soddisfazione. Chi l'avrebbe mai detto? Dopo tre anni questo blog non solo è ancora qui, ma ha ritrovato slancio come testimoniano le statistiche.



Il 9 settembre 2007, era una domenica, scrivevo:
- Finalmente -
Ciao a tutti!
Questa sera, 9 settembre 2007, ho realizzato un desiderio che covavo da tempo: aprire un blog. Sono un incostante, e sarà una sfida tenerlo aggiornato per cercare di mettere ordine laddove non ce n'è. Pensieri, esperienze, ricordi e riflessioni colorano la nostra vita più di quanto possiamo immaginare. Bene, spero di aver trovato la mia tavolozza. La tela è linda. Non resta che dipingere...


***
Quella della e della vita è una metafora e me molto cara, forse perché non sono mai stato bravo a disegnare. Allora mi accontento di avere come pennelli i miei pensieri. In questi anni il blog è cambiato ed è divenuto forse uno spazio più intimo, soprattutto negli ultimi mesi. Internet è per definizione movimento, come lo è un giornale che viene riscritto ogni giorno e un blog non può sottrarsi a questa dinamica.
Sono un incostante, è vero, ma sono ancora qui.

mercoledì 8 settembre 2010

Oggi è così


(Occhi da orientale - Daniele Silvestri)

La canzone perfetta per pensare a quello che è stato, a quello che è e a quello che sarà. Non è un messaggio per nessuno, ma la colonna sonora del mio pomeriggio di pausa tra un fatto di cronaca e l'altro.

domenica 5 settembre 2010

"Vaffa..". Si può?

da www.lastampa.it
La Cassazione riscrive
le regole del "vaffa..."

L'imputato: ormai è inoffensivo.
I giudici: dite «non infastidirmi»

FRANCESCA PACI
ROMA - Immaginate d’essere incompatibili con il collega con cui dividete la scrivania ma non le abitudini telefoniche. Avete o no il diritto di mandarvi a quel paese all’ennesimo battibecco su, poniamo, la chiamata oraria al partner tipo «mi pensi, quanto mi pensi»? Dipende dal contesto. Almeno a giudicare dalla Cassazione che ha confermato la multa per ingiuria comminata un anno fa a tal Giuseppe di Civitavecchia, reo d’aver troncato un diverbio con il socio Angelo con un sonoro «vaffa...».

Secondo la sentenza 30956 della Suprema Corte non c’è margine per il ricorso di Giuseppe che aveva accampato la neutralità del vocabolo «talmente d’uso comune d’aver perso la sua efficacia offensiva». Il motivo? Questione d’onore: «L'espressione proferita, brutalmente volgare, zittiva l'interlocutore, ridicolizzandolo e troncando perentoriamente ogni discussione. Lo scurrile e crudo frasario (...) attingeva l'interlocutore con virulenza demolitoria, vulnerandone il senso di dignità (...)». Vale a dire che le parolacce non sono tutte uguali né lo sono i loro destinatari. Tanto che nel 2007 gli stessi giudici riconobbero la «legittima difesa» di un politico di Giulianova Marche avvalsosi del «vaffa» contro le offese del vicesindaco durante un Consiglio comunale.

Nell’Italia che s’interroga sulla democraticità dei fischi al presidente del Senato Schifani, l’insulto è materia giuridica ma anche linguistica. Il «vaffa» rientra nell’articolo 594 del Codice penale, che punisce l’ingiuria, o va depenalizzato alla luce dello Zeitgeist, lo spirito informale del tempo? La Quinta sezione penale suggerisce d’affidarsi a «un ingiuriometro», sorta di metro delle situazioni, perché «la riaffermazione del senso definitorio della parola costituisce un'esigenza etica irrinunciabile». Sociologi e esperti di cultura pop replicano obiettando la volubilità del senso comune.

Un anno fa Vito Tartamella, caporedattore di Focus e autore del saggio «Parolacce», lanciò sul suo blog il «volgarometro», un’idea analoga a quella della Cassazione ma dagli esiti opposti. Sentite i risultati: «Nonostante le battaglie contro le discriminazioni, frocio e handicappato sono ancora considerati fra gli insulti più pesanti ma meno di mafioso, giudicato offensivo quanto stronzo». Nessuno ormai se la prende più tanto per «cornuto», spiega Tartamella. E il leggendario «vaffa»? «Ampiamente superato per potenza offensiva da “Ti venisse un cancro”».

Le parole sono importanti, urlava Nanni Moretti in una scena di «Palombella rossa». In Italia di sicuro. Perché la Corte d’appello di New York ha chiesto invece la moratoria delle volgarità dette in tv nelle ore di punta in nome del primo emendamento. Secondo i giudici di Piazza Cavour sarebbe bastato che l’imprecatore di Civitavecchia chiudesse la lite «con un’espressione tipo “non infastidirmi”». Avrebbe placato l’offeso Angelo. Ma la sua rabbia?

Sorrento-Reggiana in diretta su Radio Erre 95 fm

Preparare la radiocronaca di Sorrento-Reggiana e svegliarsi così. Carico per la diretta!
Appuntamento a partire dalle 15 su Radio Erre 95 fm. Streaming on http://www.e-tv.it/e107_plugins/content/content.php?recent.24


Ghostface Killah, Nate Dogg & Mark Ronson - Ooh Wee

venerdì 3 settembre 2010

Per non dimenticare

‎"Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per poter guardare negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli" - Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia assieme alla moglie, Emanuela Setti Carraro, il 3 settembre 1982.

Black Eyed Peas - Rock That Body

mercoledì 1 settembre 2010

Pronto per una nuova giornata


Ac/Dc - You shook me al night long.


David Guetta feat Kid Cudi - Memories (Official Music Video)