mercoledì 21 luglio 2010

Addio Nanni

Nanni è morto questa mattina al Santa Maria. Lo ha fatto dopo aver preso in giro per mesi, pungente e sarcastico come solo lui sapeva essere, quel male terribile che secondo i medici non gli avrebbe lasciato che poche settimane. Si è spento con il sorriso, perché è così che lo voglio ricordare, con negli occhi la spiaggia del Forte che tanto amava e dove avrebbe voluto tornare per l'ultima volta insieme alla moglie Rita - che amore il loro - e ai figli Nicolò, Edoardo e Davide.
Giovanni Degl'Incerti Tocci, nato a Reggio il 22 dicembre 1945, residente in Corso Garibaldi al civico 20, laurea in giurisprudenza, manager e dirigente d'azienda. Stop. L'articolo convenzionale si ferma qui. Perché è triste ridurre la vita a un curriculum, elencando meriti, titoli e formalità. A Nanni non importava un fico secco delle formalità. Era un osservatore attento, schietto, diretto, sincero, agrodolce, a volte crudo, ma dio solo sa quante risate ci ha fatto fare parlando a mezza voce, con l'occhio vispo e il volto fermo, quasi a voler lanciare la battuta e lasciare ai suoi commensali il gusto di ridere per primi. Aveva un dono su tutti: riportare con i piedi per terra le persone troppe piene di sé. Badava al sodo, alla faccia di chi pensa che basta nascere in una famiglia "bene" per essere automaticamente snob.
Tre figli, una moglie stupenda, e tanti amici sempre in casa, a Reggio come in Versilia. Una casa dal cancello aperto, dove non sentirsi mai ospiti, dove parlare di economia e di politica, di calcio e di facezie, in salotto davanti a quel camino che amava accendere già al primo accenno d'autunno o in veranda, al mare, sotto l'ombra di un pino marittimo.
Alla moglie Rita e ai figli Nico, Eddy e Dave va un abbraccio senza fine, come le risate che Nanni sapeva regalarci. Lo hanno coccolato fino all'ultimo, alzando un muro di normalità perché era questo che voleva. Normalità. Una famiglia unita, di caratteri forti e piccoli gesti sinceri. Come un fiore o un cornetto per la prima colazione. Ho avuto la fortuna di osservarlo da vicino e se devo scegliere una fotografia nell'album dei ricordi, un gesto, scelgo la carezza. Quante volte l'ho visto accarezzare Rita o i figli. Un gesto dal movimento minimo, lento, patriarcale, denso di calore e di amore.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Accidenti! E anche questa volta sei arrivato prima di tutti noi. Come un puro ci hai insegnato a cogliere l'essenziale, a rinunciare al superfluo ma non al buongusto e alla luce della verità.Hai colto e vissuto la vita nella sue essenze migliori, con il profumo dell'amore che donavi alla tua famiglia, il dolce sapore della serenità che regalavi a quelli che avevan la fortuna di esser tuoi amici, così con la tua semplicità è intelligenza acuta che tutto rendeva semplice. Attorno al camino o in riva al Tirreno sarai sempre con noi. Grazie di tutto e a presto!

Davide Bianchini ha detto...

Grazie per il ricordo. Ha fatto molto piacere anche alla famiglia, a questo punto curiosa di svelare l'identità di una penna tanto affettuosa nei confronti di Nanni. Una curiosità di cui mi faccio messaggero.

Grazie davvero per l'intervento.