venerdì 23 luglio 2010

Il respiro delle pagine

Mi piace fare lo slalom tra pile di libri per andare a letto, il silenzio rotto solo dallo sfogliare delle pagine, dai sussulti e dai commenti detti a mezza voce tra un colpo di scena e una battuta sagace. Ho bisogno di ritrovare il mio respiro. Gli ultimi giorni non sono stati facili per nessuno.

mercoledì 21 luglio 2010

Addio Nanni

Nanni è morto questa mattina al Santa Maria. Lo ha fatto dopo aver preso in giro per mesi, pungente e sarcastico come solo lui sapeva essere, quel male terribile che secondo i medici non gli avrebbe lasciato che poche settimane. Si è spento con il sorriso, perché è così che lo voglio ricordare, con negli occhi la spiaggia del Forte che tanto amava e dove avrebbe voluto tornare per l'ultima volta insieme alla moglie Rita - che amore il loro - e ai figli Nicolò, Edoardo e Davide.
Giovanni Degl'Incerti Tocci, nato a Reggio il 22 dicembre 1945, residente in Corso Garibaldi al civico 20, laurea in giurisprudenza, manager e dirigente d'azienda. Stop. L'articolo convenzionale si ferma qui. Perché è triste ridurre la vita a un curriculum, elencando meriti, titoli e formalità. A Nanni non importava un fico secco delle formalità. Era un osservatore attento, schietto, diretto, sincero, agrodolce, a volte crudo, ma dio solo sa quante risate ci ha fatto fare parlando a mezza voce, con l'occhio vispo e il volto fermo, quasi a voler lanciare la battuta e lasciare ai suoi commensali il gusto di ridere per primi. Aveva un dono su tutti: riportare con i piedi per terra le persone troppe piene di sé. Badava al sodo, alla faccia di chi pensa che basta nascere in una famiglia "bene" per essere automaticamente snob.
Tre figli, una moglie stupenda, e tanti amici sempre in casa, a Reggio come in Versilia. Una casa dal cancello aperto, dove non sentirsi mai ospiti, dove parlare di economia e di politica, di calcio e di facezie, in salotto davanti a quel camino che amava accendere già al primo accenno d'autunno o in veranda, al mare, sotto l'ombra di un pino marittimo.
Alla moglie Rita e ai figli Nico, Eddy e Dave va un abbraccio senza fine, come le risate che Nanni sapeva regalarci. Lo hanno coccolato fino all'ultimo, alzando un muro di normalità perché era questo che voleva. Normalità. Una famiglia unita, di caratteri forti e piccoli gesti sinceri. Come un fiore o un cornetto per la prima colazione. Ho avuto la fortuna di osservarlo da vicino e se devo scegliere una fotografia nell'album dei ricordi, un gesto, scelgo la carezza. Quante volte l'ho visto accarezzare Rita o i figli. Un gesto dal movimento minimo, lento, patriarcale, denso di calore e di amore.

domenica 18 luglio 2010

Cambiamenti

Questa volta parlerò di me. Sto lavorando sodo, non solo in ufficio. Ho perso 25 chili in 14 mesi, 7 negli ultimi due. Come? Corsa, pesi, nuoto, bici e un pizzico di attenzione in più a tavola. Avevo raggiunto l'incredibile peso di 123 chili (sono alto 180 centimetri), abbastanza per prenotare un abbonamento del cardiologo per un futuro nemmeno così prossimo e per portarmi a dire davanti allo specchio: "Ma chi è quello lì? Non sono certo io!".

Così ho cominciato a rimettermi in moto. Camminate, poi divenute corsette, con le ripetute a rendere più vario l'esercizio con il passare delle settimane. Il tutto accompagnato dal nuoto con un impegno pressoché giornaliero seguendo un paio di tabelle dell'amico triathleta Lorenzo Villa (lui sì che va forte). In questo modo, da fine maggio dell'anno scorso a settembre ho perso 18 chili, complice anche la bella stagione e il piacere di allenarmi all'aria aperta.

Con l'arrivo dell'autunno correre all'aperto è divenuto sempre meno stimolante, soprattutto la mattina prima di andare in redazione, e nuotare sotto il sole (la mia vera passione) impossibile. Così ho sottoscritto un abbonamento al centro fitness Virgin di Reggio Emilia dove ho avuto la possibilità di scoprire il piacere di correre guardando SkyTg24 e la rassegna stampa, in modo da arrivare preparato alla riunione di redazione del mattino, di nuotare in corsie il più delle volte deserte e di iniziare un lungo percorso con un istruttore di spinning (o forse adesso si dice groupcycling) davvero bravo, Fabio Beltrami. Mi ha insegnato a tenere duro e soprattutto a gestire la fatica e il battito cardiaco. Una conoscenza di me che prima non avevo. Ho migliorato tonicità e muscolatura, però la bilancia non è più scesa, complici esercizi con i pesi - fatti in totale autonomia - evidentemente mirati ad aumentare la massa e non ad asciugare un fisico ancora imponente.

Volete sapere qual è stata la svolta? L'ingresso nella mia vita di un personal trainer. Ce ne sono parecchi, alla Virgin. Ammetto di aver sempre considerato clienti e allenatori come un gruppo di esaltati in vena di buttare denaro (i primi) e tempo per un obiettivo che, in fondo, è alla portata di ciascuno. Per allenarsi non occorre per forza qualcuno che ti dica di farlo. Sei mesi di autonomia e di (relativamente) scarsi risultati hanno però minato sempre di più questa mia convinzione. Mi sono reso conto di lavorare a vuoto, pur andando in palestra quasi tutti i giorni, in alcuni casi anche due volte (mattina presto e pausa pranza). Così mi sono deciso.

Ho conosciuto Leonardo Marazzi (per tutti Leo) tramite l'amica Vania e ho capito che la differenza non è sul quanto, ma sul come. Perché ho scelto Leo? Perché non è il classico palestrato "tutto muscoli" fissato con la ghisa. Viene dall'atletica leggera (e si vede) ed è un ex velocista, ma soprattutto è un ragazzo intelligente con una dote preziosa: è sempre sorridente, anche quando ti chiede sforzi che credi impossibili, e soprattutto è un ragazzo intelligente e preparato. Lo dicono i risultati. Altro aspetto sicuramente indicativo: è uno dei personal più richiesti e ha clienti fedeli nel tempo (sintomo di soddisfazione, no?). Così a maggio, in prossimità del mio trentesimo compleanno (vissuto, non vi nascondo, con una certa ansia), ho deciso di farmi un regalo e ho acquistato un primo pacchetto di lezioni. Da allora la qualità del mio lavoro (fisico e mentale) è cambiata. Il corpo ha ripreso a mutare e ad asciugarsi in modo armonioso, seguendo una tabella fatta di tanta corsa (che ogni tanto sostituisco con il nuoto) e pesi quanto basta per mantenere il fisico tonico. Il mio impegno quotidiano e la mia attenzione a tavola a mangiare non meno, ma meglio, hanno fatto il resto.

Oggi peso 98 chili. L'obiettivo è scendere a 92 per ottobre, e da lì lavorare al raggiungimento di un peso forma di 87-88 chili per febbraio. Per intenderci, a 18 anni, quando trascorrevo più ore sul campo da basket che sui libri di greco, pesavo poco meno.

Come dico sempre anche a Leo e a quanti, incuriositi, mi chiedono spiegazioni di un cambiamento fisico così radicale, la bilancia per me non è una ossessione. Lo è di più per il mio personal, che a cadenze regolari mi prende tutte le misure per mettere nero su bianco progressi ma anche eventuali bugie a tavola. A me interessa solo stare bene e aver ritrovato me stesso. Ho sempre fatto sport, qualsiasi tipo di sport, fin da ragazzino. L'inattività fisica legata anche all'aumentare dell'impegno sul lavoro (poi ho capito che basta organizzarsi e riuscire a sfruttare anche i ritagli di tempo) mi ha portato a sedermi letteralmente per cinque anni. Così sono arrivato a minare anche la mia salute. Poi ho detto basta. Oggi sto bene. Voglio continuare a stare bene. Faticare in palestra mi libera la mente e mi aiuta anche sul lavoro: pronti, partenza e via fino a tagliare il traguardo, anche superando i limiti se occorre. Perché i limiti sono solo nella nostra testa.

lunedì 12 luglio 2010

Se ti pizzica il velox ma non ti fermano, niente decurtazione dei punti sulla patente

da LaStampa.it
12/7/2010 (15:43) - SICUREZZA STRADALE
Patente, niente decurtazione
punti senza i dati del conducente

Sentenza della Cassazione:
sì ad una multa accessoria

ROMA - No alla decurtazione dei punti sulla patente se non è stato identificato chi era alla guida dell’auto al momento dell’infrazione. Sì alla multa, quindi, intestata al proprietario della vettura al quale però non vanno tolti i punti, ma solo inflitta un’ulteriore sanzione pecuniaria se non comunica i dati del conducente trasgressore. È la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n.16276.

I Supremi Giudici hanno accolto il ricorso di un romano che aveva contestato la sanzione dei punti inflittagli per non aver comunicato chi era alla guida della sua auto passata col rosso. Secondo le Sezioni Unite, il giudice di pace nel confermare la decurtazione, non aveva tenuto conto della pronuncia della Corte Costituzionale del 2005.

Con la sentenza n. 27 la Consulta aveva dichiarato «l’illegittimità, per contrarietà al principio di ragionevolezza, dell’art 126 bis del Codice della strada, nella parte in cui disponeva che, in caso di mancata identificazione del conducente autore della trasgressione e di mancata successiva comunicazione dei relativi dati personali e di abilitazione alla guida, entro il termine di 30 giorni dalla notifica, da parte del proprietario del veicolo, cui il verbale di accertamento della violazione fosse stato notificato, quest’ultimo avrebbe subito la sanzione della decurtazione del punteggio della patente; dovendo invece trovare applicazione, in siffatti casi, soltanto l’ulteriore sanzione pecuniaria prevista dall’art 180 del codice della strada».

sabato 10 luglio 2010

Giornalista di strada

Ridendo e scherzando, da sei giorni non aggiorno il blog. Tra serate danzanti (a casa Corradi si sta sempre una meraviglia), feste di laurea (Wizzy power) e bollicine a fiumi ho perso i necessari riferimenti temporali.
E' arrivata l'estate. Grazie, direte voi, con questo caldo. Invece no. Il termometro migliore è il flusso di agenzie e email nel sistema editoriale del giornale... calma piatta! Ora gambe in spalla e pedalare. Questo mestiere si fa in strada.

giovedì 1 luglio 2010

Letture

Gianrico Carofiglio non delude mai. Dopo aver scoperto, con colpevole ritardo, la penna del magistrato pugliese leggendo "Le perfezioni provvisorie" ( l'ultima avventura dell'avvocato Guerrieri data alle stampe), ho deciso di mettere indietro le lancette e affrontare "Testimone inconsapevole", il primo romanzo pubblicato nel 2002. Sarà la prima tappa di un viaggio di aggiornamento che divorerò ad ampie falcate.