giovedì 10 giugno 2010

Vivere da morire

A grande richiesta torno ad aggiornare il blog, colpevolmente trascurato nelle ultime settimane.
Lo faccio reduce da una serata con l'allegra combriccola, che per qualche ora è riuscita a non farmi prendere dai pensieri di un periodo non proprio idilliaco. Tendo a non avere mezze misure, nel bene e nel male. Gli amici hanno un effetto terapeutico. Così passo dall'euforia regalata dall'aver realizzato di aver perso 5 chili in altrettante settimane (grazie Leo) alla confusione per quanto riguarda tutto il resto. Il mare è in tempesta. Colpa del vento.

Negli ultimi giorni ho letto il romanzo "Vivere da morire", quinta fatica dell'amico Pier Francesco Grasselli (sì, Popi). Veloce, agile, quasi fotografico del descrivere una Italietta fatta di apparenze, senza tralasciare di offrire una condanna decisa e analitica rutto della "conversione" di uno dei protagonisti. Davvero gustosa la presentazione sul terrazzo della libreria All'Arco di Reggio Emilia condotta da Carlo Baja Guarienti, ottima occasione per una rimpatriata attesa da troppo tempo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Didissimo, ritrova il sorriso. Qui siamo tutti nervosi, io in particolare. Meglio pensare alle cose belle
S.R.

Carlo ha detto...

Che dire... quell'aperitivo post-grasselliano per me è stato davvero un bell'appuntamento: come si è detto, dovremmo frequentarci più spesso!