domenica 9 maggio 2010

Usura, la lunga mano della 'Ndrangheta su Reggio Emilia

All'alba di domani partirò, nube vulcanica permettendo, per una breve settimana di vacanza.
Vi lascio con una riflessione che non mi abbandona da alcuni giorni, e che ieri ha avuto pesanti conferme. Dopo anni di polvere nascosta sotto al tappeto, Reggio riscopre di essere sotto scacco della 'Ndrangheta. Incendi, esplosioni e danneggiamenti, per lo più nei cantieri di imprenditori edili calabresi, non sono mai mancati; ma ora la mala ha alzato il tiro.
Personalmente faccio il tifo per il sostituto procuratore Isabella Chiesi, donna forte e coraggiosa e soprattutto magistrato serio. Si è caricata sulle spalle il peso della Procura di Reggio come facente funzioni dopo l'addio del procuratore capo Italo Materia, ma non si è arresa al mestiere di contabile e "passa carte" dell'ufficio, inaugurando in prima persona un importante filone di indagine sull'usura che ha già portato a cinque arresti, seguiti a stretto giro di posta da una bomba piazzata sotto le finestre di...
Ora che il coperchio è stato alzato, Dio solo sa cosa uscirà dal pentolone. Bolle, tanto da far esplodere ordigni. Avvertimenti pesanti. Stile inconfondibile. Nella memoria di tutti è ancora vivo il ricordo dell'attentato al bar Pendolino e della guerra intestina al clan Dragone che vide scorrere parecchio sangue anche a Reggio. Sono passati dodici anni, ma sembra ieri.


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