lunedì 8 febbraio 2010

Carcere per chi provoca slavine killer

da Corriere.it
EMENDAMENTO GOVERNO A DL EMERGENZE,CARCERE A CHI PROVOCA VITTIME
Valanghe, weekend nero
in montagna: 8 morti

Bilancio terribile: una decina i feriti di cui uno grave

MILANO - Otto morti, una decina di feriti di cui almeno uno in gravissime condizioni, centinaia di soccorritori impegnati nelle ricerche sotto la neve: dal Piemonte al Veneto, è stato un week end nero sulle montagne italiane, complice anche l'imprudenza di sciatori ed escursionisti che ancora una volta non hanno rispettato le indicazioni provenienti dai bollettini meteo.

IL GOVERNO - E proprio per evitare il ripetersi di tragedie spesso evitabili con comportamenti più attenti, il governo - su proposta del Dipartimento della Protezione Civile - ha presentato un emendamento al decreto legge sulle emergenze in discussione al Senato: è previsto il carcere per chi, provocando una valanga, si rende responsabile della morte di altre persone e cinquemila euro di ammenda per chi scia fuori pista o compie escursioni in montagna quando i bollettini nivo-meteorologici indicano una situazione di reale pericolo. Il provvedimento ha già ricevuto il via libera dalla commissione Ambiente e sarà ora l'Aula del Senato a decidere se approvarlo o meno.

MESSNER: «REAZIONE ISTERICA» - Poco dopo l'annuncio del governo sono arrivate anche le critiche, in particolare quella Reinhold Messner che affermato che «la minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l'alpinismo», continua il re degli ottomila che propone invece un «dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l'alpinismo». E il Codacons aggiunge che si tratterebbe di «un provvedimento ridicolo. Per chi provoca valanghe e morti esiste già il codice penale. Per chi, invece, provoca danni, ad esempio costringendo lo Stato a mobilitare centinaia di soccorritori, esiste già il codice civile».

LE VITTIME - Intanto, si contano i morti. Otto in totale. L'ultima vittima, in ordine cronologico, è Rita Broggi, 49 anni, di Villa Guardia (Como). L'escursionista è stata travolta da una slavina domenica sul Monte Grona, a Plesio, nel Comasco. L'incidente era avvenuto domenica pomeriggio alle 14, mentre la donna stava compiendo un'escursione con le ciaspole insieme al marito Pietro Molteni, 55 anni. I due erano stati travolti dalla valanga e trascinati a valle per 300 metri. L'uomo era riuscito a riemergere e a chiamare i soccorsi, mentre la moglie era rimasta sotto due metri di neve per un'ora e mezza. Soccorsa in elicottero, era stata trasportata agli Ospedali Riuniti di Bergamo, con una grave ipotermia. Le sue condizioni erano però troppo gravi e la donna è morta nella tarda serata di domenica.

TROVATO IL DISPERSO - Anche il corpo senza vita di Mirko Cesco, 63 anni, di San Pietro di Cadore (Belluno), lo scialpinista scomparso domenica durante un'escursione in Val Visdende è stato ritrovato. Le squadre del Soccorso alpino della Val Comelico avevano iniziato le ricerche nel pomeriggio, quando la moglie, non vedendolo tornare a casa, ne aveva segnalato la sparizione. I soccorritori hanno ripreso lunedì mattina le ricerche verso forcella Dignas, luogo in cui l'uomo era diretto, incontrando diverse valanghe lungo la strada militare che la raggiunge. Una squadra ha poi rinvenuto sotto la neve.

IN VENETO - Altre due vittime sono state trovate tra sabato e domenica sul Monte Baldo nel veronese. Si tratta di due ragazzi di 20 e 17 anni travolti da una valanga con un fronte di 30-40 metri e una lunghezza di 250 che, in fuoripista, cercavano di raggiungere il tratto intermedio della funivia, in località Prati Superiore. Il diciassettenne è stato trovato domenica mattina, mentre il corpo di Matteo Barzoi era stato ritrovato nella serata di sabato. A dare l'allarme nel pomeriggio di domenica è stato un terzo ragazzo, anche lui di 17 anni, rimasto ferito. Sempre in Veneto è morto Riccardo Quaroni, 50 anni appassionato di scialpinismo, travolto domenica da una valanga con un fronte di 80 metri a Cimon di Palantina in Alpago nel bellunese: il suo corpo è stato ritrovato grazie ad uno sci, rimasto semisepolto nella neve in un canalone di una zona molto frequentata dagli appassionati. Quaroni era insieme a due amici, friulani come lui, Renzo P. e Sergio P. A dare l'allarme è stato quest'ultimo, mentre Sergio P. si è salvato per miracolo: i soccorritori lo hanno trovato con l'utilizzo di sondini perché non aveva con se l'Arva (lo strumento che consente la localizzazione sotto la neve). Rimasto sepolto per due ore e mezza sotto 80 centimetri di neve, deve la vita ad una bolla d'aria che si è formata attorno a lui ed ora è ricoverato in condizioni critiche all'ospedale di Treviso.

IN PIEMONTE - Due vittime anche in Piemonte e anche in questo caso dovute all'imprudenza. Gottardo Piana e Anna Maria Passello, di 56 e 62 anni, sono stati travolti da un lastrone di ghiaccio staccatosi a Salecchio, in Val d'Ossola, che si è abbattuto sul sentiero che i due stavano percorrendo: il soccorso alpino, proprio per la presenza di ghiaccio a strapiombo, aveva sconsigliato il passaggio in quel tratto di strada.

IN LOMBARDIA - Ed è morto anche Antonio Mariani, il titolare del rifugio Buzzoni, in localita Piani di Bobbio in Valsassina (Lecco), scomparso sabato pomeriggio e travolto da una slavina. Il corpo, che si trovava non molto in profondità nella neve ma in un punto molto a valle rispetto al rifugio, è stato ritrovato domenica mattina: l'allarme era stato dato nel pomeriggio di domenica da alcuni escursionisti che arrivati al rifugio dove avevano appuntamento con Mariani, hanno trovato sulla porta un biglietto con scritto «torno tra poco, sono a battere il sentiero». In condizioni disperate anche uno scialpinista di 45 anni recuperato dai soccorritori dopo oltre due ore di ricerche in Val Serina, in provincia di Bergamo, dopo esser stato travolto da una slavina sul monte Grem. La valanga lo ha trascinato per oltre 400 metri di dislivello e quando è stato estratto dalla neve la sua temperatura corporea era attorno ai 15 gradi.

Nessun commento: