venerdì 26 febbraio 2010

mercoledì 24 febbraio 2010

Condannati tre dirigenti di Google

da Corriere.it
Il caso nel 2006. Sei mesi di reclusione con la condizionale
Video di un ragazzo disabile vessato: condannati tre dirigenti di Google
Condanna senza precedenti per contenuti pubblicati da utenti. La replica: minacciata la libertà della Rete

MILANO - Il tribunale di Milano ha condannato tre dirigenti di Google accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino.

LE CONDANNE - A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. In particolare il giudice ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italy e ora senior vice presidente, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy e ora in pensione e Peter Fleischer, responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. I tre sono stati condannati per il capo di imputazione di violazione della privacy, mentre sono stati assolti per quello relativo alla diffamazione. È stato assolto invece Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, a cui veniva contestata la sola diffamazione. Il video con le vessazioni al disabile venne girato da quattro studenti nel maggio 2006 e poi caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione «video più divertenti», fino al 7 novembre, prima di essere rimosso.

LE MOTIVAZIONI - «Il diritto d'impresa non può prevalere sulla dignità della persona». Questo, secondo il procuratore aggiunto Alfredo Robledo che con il pm Francesco Cajani ha sostenuto l'accusa, è il significato della sentenza emessa dal giudice Oscar Magi. «Finalmente -aggiunge il magistrato- si è detta una parola chiara. Al centro di questo procedimento era la tutela della persona attraverso, appunto, la tutela della privacy. Il resto è un fatto fenomenico. Sono certo che questa sentenza uscirà dall'aula del tribunale di Milano e farà finalmente discutere su un tema che è fondamentale».

PRIMO CASO - Quello che si è concluso oggi in primo grado, davanti al giudice monocratico della quarta sezione penale Oscar Magi, è il primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web. Il giudice ha disposto la pubblicazione per estratto della sentenza su Corriere della Sera, Repubblica e Stampa.

RISARCIMENTI - Non hanno ottenuto risarcimenti le due parti civili costituite, ossia il comune di Milano e l'associazione «Vividown», poiché la loro posizione era legata solo al reato di diffamazione contestato agli imputati. Nelle scorse udienze i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela nei confronti dei dirigenti di Google.

GOOGLE: «ATTACCO A LIBERTÀ DELLA RETE» - «È un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet», ha commentato il portavoce di Google, Marco Pancini. Google ha chiarito che farà appello «contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente, dal momento che i nostri colleghi non hanno avuto nulla a che fare con il video in questione, poiché non lo hanno girato, non lo hanno caricato, non lo hanno visionato». Secondo il portavoce, dunque, i tre dirigenti sono stati dichiarati «penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi». Secondo Google, i tre dirigenti nel processo «hanno dato prova di coraggio e dignità, poiché il fatto stesso di essere stati sottoposti a giudizio è eccessivo». Google, nel corso del procedimento penale, ha sempre sostenuto che la responsabilità è di chi carica il video in rete. Per il portavoce di Google «se questo principio viene meno, cade la possibilità di offrire servizi su Internet».
Redazione online

domenica 21 febbraio 2010

Dalla Reggiana al Festival, con una riflessione seria...

Nota di sport per gli amici tifosi di Reggiana e Cosenza. Oggi, per seguire la radiocronaca del sottoscritto, dovrete collegarvi al sito di Radio Erre al link http://www.e-tv.it/page.php?10.

Avete visto il Festival di Sanremo? Io avrei fatto vincere Enrico Ruggeri o Malika Ayane, anche se in questo momento sono totalmente perso per Carmen Consoli... iTunes prima o poi si stancherà di suonare le sue canzoni.

Riflettevo l'altro giorno sull'atteggiamento di alcuni operanti delle forze dell'ordine. A Carpi un magistrato in servizio a Reggio Emilia è stato denunciato per guida in stato d'ebbrezza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Se ha sbagliato è giusto che paghi, però mi chiedo: possibile che le situazioni debbano degenerare prima di trovare una soluzione? Io sono un fan de buon senso, sempre. Il ripristino del reato di oltraggio a pubblico ufficiale (fonte Il Sole 24 Ore) ha provocato un boom di denunce in tutte le procure d'Italia. Scherzando, ma nemmeno troppo, chiedo provocatoriamente perché il Parlamento non debba riflettere sul punire il reato di oltraggio al cittadino.

mercoledì 17 febbraio 2010

Sanremo e palestra

Aspettando il serale mi sparo tre ore di palestra.
Mi chiedo solo una cosa: era proprio necessario dover veder salire sul palco dell'Ariston Emanuele Filiberto?

sabato 13 febbraio 2010

La verità sul caso Saverino

Da L'Informazione di Reggio del 14/02/2010

Dispiace continuare a leggere le parole del calciatore della Reggiana Davide Saverino - «cavolate», «non c’è nulla di vero» e via discorrendo - in merito alla volontà manifestata a L’Informazione (e non solo) e poi smentita (solo su altri media) di voler intentare una causa civile (e non una denuncia, sono due cose diverse e c’è chi ha fatto confusione anche su questo) contro il centrocampista del Real Marcianise Michele D’Ambrosio, coinvolto nello scontro di gioco costato al granata una lunga assenza dai campi.
Parole, quelle di Saverino, che oltre a offendere la professionalità e il lavoro di chi scrive, obbligano a riportare, per amore di cronaca e del vero, la cronologia dei fatti.
Già all’indomani del terribile infortunio di Marcianise, Saverino contattò alcuni media locali per acquisire foto e immagini dell’incidente manifestando la volontà di chiedere un risarcimento. Fatti confermati dallo stesso giocatore a chi scrive e così riportati nell’articolo dal titolo “Saverino-D’Ambrosio, scontro bis in tribunale” uscito a pagina 10 de L’Informazione di Reggio del 10 febbraio scorso. Non solo, in occasione della stessa telefonata il calciatore ha confermato di voler fare causa (non di sporgere una denuncia...) al calciatore del Real Marcianise Michele D’Ambrosio, rinviando a un successivo incontro che avrebbe avuto con il suo avvocato tempi e soprattutto modalità esecutive.
Evidentemente il fatto che la notizia sia stata pubblicata ha mutato le cose. Probabilmente il giocatore ha cambiato idea, o chissà cos’altro. Non importa. Avrebbe però potuto spiegare le cose così come sono andate.
(dav.b.)

mercoledì 10 febbraio 2010

Avvisi e colpevolezza

1 - Viviamo in un Paese dove un avviso di garanzia equivale a una pubblica condanna. Ne arriva uno a Bertolaso e il dibattito non si sviluppa sulla fondatezza o meno delle accuse (che per la verità ha il suo teatro naturale in tribunale, o no?), ma sulla opportunità o meno di aver formulato le accuse stesse e sul piacere/dispiacere per il siluto tirato all'avversario/compagno politico.

2 - Mister LA, ti voglio bene. Ti vogliamo tutti bene.

3 - Sono davvero curioso di leggere i giornali di domani.

4 - Avete visto le nuove foto di Melissa Satta? Grazie.

5 - Continuano a saltare appuntamenti importanti.

6 - Domani gita nei nuovi stabilimenti di Rio Saliceto, gran sudata in palestra e cnea maschietti. Ai più non interesserà, ma alla Virgin sono arrivate le bici per fare Spinning da soli: video e personal trainer virtuale.

7 - A proposito, c'è chi non riesce a guarire dal raffreddore e incolpa proprio il bagno turco della palestra.

8 - Popi è in ritiro spirituale/creativo a Cortina.

9 - Trasferta a Predazzo la prossima settimana?

10 - Sono annunciate novità che mi riguardano. Sarò l'ultimo a saperle?

Giallo in Tribunale: sentenza scritta prima del processo

da Corriere.it
Il nuovo collegio ha ridotto la pena all'imputato, da 8 a 5 mesi di reclusione
Giallo in Tribunale: avvocato trova
la sentenza scritta prima del processo

Era in un fascicolo sul tavolo del presidente di Corte d'Appello. Il magistrato: «Era solo una bozza»

MILANO - Un singolare episodio si è verificato mercoledì mattina presso la prima Corte d'Appello di Milano. Mentre il collegio giudicante era in camera di consiglio per alcuni processi già discussi, l'avvocato Paolo Cerruti - difensore in un procedimento ancora da trattare - è andato a sfogliare alcuni fascicoletti sul tavolo del presidente Giovanni Scaglioni e ha scoperto che per il suo assistito, Francesco Basile, la sentenza era già stata scritta, con la conferma del giudizio di primo grado: una condanna a 8 mesi per un borseggio avvenuto a Monza lo scorso anno. Al rientro della corte in aula l'avvocato Cerruti ha fatto verbalizzare l'episodio e il sostituto procuratore generale Isabella Pugliese ha chiesto un'integrazione del collegio giudicante. Il presidente, pur ravvisando l'anormalità della consultazione dei suoi documenti che non facevano parte del fascicolo processuale, ha deciso di astenersi. Per effettuare la sua sostituzione il processo Basile è stato lasciato per ultimo tra quelli in programma. L'episodio è stato segnalato all'ordine degli avvocati di Milano e quattro suoi componenti sono arrivati in aula per chiedere l'acquisizione del documento. Il fascicolo sul tavolo del presidente, a quanto appreso, non avrebbe avuto ancora l'intestazione del Tribunale.

«SOLO UNA BOZZA» - Il giudice Scaglione si è giustificato dicendo che la sentenza trovata dall'avvocato «era solo una bozza». «Hanno messo le mani nelle mie carte - ha detto, respingendo l'accusa di aver scritto il verdetto prime del tempo -. Io ho preparato una bozza di decisione, per quello che poteva essere il giudizio del collegio, che poi poteva esser completato diversamente. Ma un avvocato ha messo abusivamente le mani nelle mie carte e non lo poteva fare. Era solo un appunto e non la preparazione di un atto già assunto. Quello che conta è la decisione finale, non quello che ha in mente prima un giudice».

IL VERDETTO - Dopo il cambiamento dell'intero collegio giudicante, il processo si è svolto a porte chiuse e, mentre il sostituto procuratore generale Isabella Pugliese ha chiesto la conferma del verdetto di primo grado, la difesa ha invocato l'assoluzione. La corte ha concesso un'attenuante e ha ridotto la pena da 8 a 5 mesi. Tra due giorni Basile, avendo scontato la condanna, sarà scarcerato e potrà tornare alla sua abitazione. «Io non sono contento - ha commentato l'avvocato Cerruti - perchè sono convinto che il mio assistito meritava l'assoluzione».

lunedì 8 febbraio 2010

Carcere per chi provoca slavine killer

da Corriere.it
EMENDAMENTO GOVERNO A DL EMERGENZE,CARCERE A CHI PROVOCA VITTIME
Valanghe, weekend nero
in montagna: 8 morti

Bilancio terribile: una decina i feriti di cui uno grave

MILANO - Otto morti, una decina di feriti di cui almeno uno in gravissime condizioni, centinaia di soccorritori impegnati nelle ricerche sotto la neve: dal Piemonte al Veneto, è stato un week end nero sulle montagne italiane, complice anche l'imprudenza di sciatori ed escursionisti che ancora una volta non hanno rispettato le indicazioni provenienti dai bollettini meteo.

IL GOVERNO - E proprio per evitare il ripetersi di tragedie spesso evitabili con comportamenti più attenti, il governo - su proposta del Dipartimento della Protezione Civile - ha presentato un emendamento al decreto legge sulle emergenze in discussione al Senato: è previsto il carcere per chi, provocando una valanga, si rende responsabile della morte di altre persone e cinquemila euro di ammenda per chi scia fuori pista o compie escursioni in montagna quando i bollettini nivo-meteorologici indicano una situazione di reale pericolo. Il provvedimento ha già ricevuto il via libera dalla commissione Ambiente e sarà ora l'Aula del Senato a decidere se approvarlo o meno.

MESSNER: «REAZIONE ISTERICA» - Poco dopo l'annuncio del governo sono arrivate anche le critiche, in particolare quella Reinhold Messner che affermato che «la minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l'alpinismo», continua il re degli ottomila che propone invece un «dibattito con alpinisti, guide, giudici e politici per stabilire dove finisce il turismo e dove inizia l'alpinismo». E il Codacons aggiunge che si tratterebbe di «un provvedimento ridicolo. Per chi provoca valanghe e morti esiste già il codice penale. Per chi, invece, provoca danni, ad esempio costringendo lo Stato a mobilitare centinaia di soccorritori, esiste già il codice civile».

LE VITTIME - Intanto, si contano i morti. Otto in totale. L'ultima vittima, in ordine cronologico, è Rita Broggi, 49 anni, di Villa Guardia (Como). L'escursionista è stata travolta da una slavina domenica sul Monte Grona, a Plesio, nel Comasco. L'incidente era avvenuto domenica pomeriggio alle 14, mentre la donna stava compiendo un'escursione con le ciaspole insieme al marito Pietro Molteni, 55 anni. I due erano stati travolti dalla valanga e trascinati a valle per 300 metri. L'uomo era riuscito a riemergere e a chiamare i soccorsi, mentre la moglie era rimasta sotto due metri di neve per un'ora e mezza. Soccorsa in elicottero, era stata trasportata agli Ospedali Riuniti di Bergamo, con una grave ipotermia. Le sue condizioni erano però troppo gravi e la donna è morta nella tarda serata di domenica.

TROVATO IL DISPERSO - Anche il corpo senza vita di Mirko Cesco, 63 anni, di San Pietro di Cadore (Belluno), lo scialpinista scomparso domenica durante un'escursione in Val Visdende è stato ritrovato. Le squadre del Soccorso alpino della Val Comelico avevano iniziato le ricerche nel pomeriggio, quando la moglie, non vedendolo tornare a casa, ne aveva segnalato la sparizione. I soccorritori hanno ripreso lunedì mattina le ricerche verso forcella Dignas, luogo in cui l'uomo era diretto, incontrando diverse valanghe lungo la strada militare che la raggiunge. Una squadra ha poi rinvenuto sotto la neve.

IN VENETO - Altre due vittime sono state trovate tra sabato e domenica sul Monte Baldo nel veronese. Si tratta di due ragazzi di 20 e 17 anni travolti da una valanga con un fronte di 30-40 metri e una lunghezza di 250 che, in fuoripista, cercavano di raggiungere il tratto intermedio della funivia, in località Prati Superiore. Il diciassettenne è stato trovato domenica mattina, mentre il corpo di Matteo Barzoi era stato ritrovato nella serata di sabato. A dare l'allarme nel pomeriggio di domenica è stato un terzo ragazzo, anche lui di 17 anni, rimasto ferito. Sempre in Veneto è morto Riccardo Quaroni, 50 anni appassionato di scialpinismo, travolto domenica da una valanga con un fronte di 80 metri a Cimon di Palantina in Alpago nel bellunese: il suo corpo è stato ritrovato grazie ad uno sci, rimasto semisepolto nella neve in un canalone di una zona molto frequentata dagli appassionati. Quaroni era insieme a due amici, friulani come lui, Renzo P. e Sergio P. A dare l'allarme è stato quest'ultimo, mentre Sergio P. si è salvato per miracolo: i soccorritori lo hanno trovato con l'utilizzo di sondini perché non aveva con se l'Arva (lo strumento che consente la localizzazione sotto la neve). Rimasto sepolto per due ore e mezza sotto 80 centimetri di neve, deve la vita ad una bolla d'aria che si è formata attorno a lui ed ora è ricoverato in condizioni critiche all'ospedale di Treviso.

IN PIEMONTE - Due vittime anche in Piemonte e anche in questo caso dovute all'imprudenza. Gottardo Piana e Anna Maria Passello, di 56 e 62 anni, sono stati travolti da un lastrone di ghiaccio staccatosi a Salecchio, in Val d'Ossola, che si è abbattuto sul sentiero che i due stavano percorrendo: il soccorso alpino, proprio per la presenza di ghiaccio a strapiombo, aveva sconsigliato il passaggio in quel tratto di strada.

IN LOMBARDIA - Ed è morto anche Antonio Mariani, il titolare del rifugio Buzzoni, in localita Piani di Bobbio in Valsassina (Lecco), scomparso sabato pomeriggio e travolto da una slavina. Il corpo, che si trovava non molto in profondità nella neve ma in un punto molto a valle rispetto al rifugio, è stato ritrovato domenica mattina: l'allarme era stato dato nel pomeriggio di domenica da alcuni escursionisti che arrivati al rifugio dove avevano appuntamento con Mariani, hanno trovato sulla porta un biglietto con scritto «torno tra poco, sono a battere il sentiero». In condizioni disperate anche uno scialpinista di 45 anni recuperato dai soccorritori dopo oltre due ore di ricerche in Val Serina, in provincia di Bergamo, dopo esser stato travolto da una slavina sul monte Grem. La valanga lo ha trascinato per oltre 400 metri di dislivello e quando è stato estratto dalla neve la sua temperatura corporea era attorno ai 15 gradi.

giovedì 4 febbraio 2010

Baciami ancora batte Avatar

Una volta per tutte: benedetti sentimenti, intrecci, delusioni, vita reale, figli da amare, partner da riconquistare, pianti nervosi, pugni nello stomaco, illusioni, gioie, amori che finiscono, fiori che sbocciano, lacrime che scendono, porte che si aprono... E passi se, per una volta, in ballo non c'è la salvezza di questo mondo o di quell'altro.

Scusate, ma quanto è bella Vittoria Puccini?
Foto dalla rete.