sabato 12 dicembre 2009

Rimorsi e verità

Lunghe giornate in Corte d'assise d'appello a Bologna. Ho guardato negli occhi un uomo e una donna mentre il presidente confermava per entrambi la condanna all'ergastolo per aver ucciso l'ex marito di lei. Hanno commesso un delitto terribile, efferato, premeditato... ma, c'è un ma...
Fatico a prendere sonno. Penso che con una condotta processuale diversa avrebbero potuto prendere entrambi meno di vent'anni. Avrebbe significato avere all'orizzonte una seconda chance, una seconda vita da modellare facendo tesoro degli errori commessi nella prima. Invece non sarà così.
Avrebbero potuto dire la verità, tutta la verità, e sperare nella clemenza della Corte. Forse uno dei due avrebbe anche voluto farlo. Ha avuto la possibilità di aprire l'ultimo paracadute, di aggrapparsi alla vita con un ultimo scatto di reni... ma alla fine non se l'è sentita, pagando forse un consiglio che non l'ha convinto del tutto o un momento di debolezza. Spero solo che ora non sia lì, nella sua cella, a provare a immaginare per i prossimi trent'anni cosa sarebbe accaduto se...
Ha ragione chi dice che un ergastolo non si festeggia mai, nemmeno se di mestiere si fa il pubblico ministero. Giovedì pomeriggio, nell'austera aula Bachelet teatro della Corte d'assise d'appello di Bologna, sono morte tre persone.

http://linformazione.e-tv.it/archivio/20091211/03_RE1112.pdf

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro mio, invece di pensare ora a quello che avrebbero potuto dire durante il processo per diminuire la pena, sarebbe stato meglio che avessero pensato prima allo scellerato gesto che stavano per commettere.Vedi Didi questa è la differenza tra chi come te è sempre buonista e chi come me vuole l'ordine e la disciplina...

A.F.

Davide Bianchini ha detto...

Verissimo. Non si sono mai pentiti. Nasce proprio da lì il ragionamento. Il mio non è buonismo, ma una amara riflessione su un omicidio efferato e il comportamento di chi non ha nemmeno avuto il coraggio e l'umanità di dire "mi dispiace".

Grazie per il tuo intervento, Andrea.
Ti abbraccio.

Anonimo ha detto...

Didi, capisco bene la tua riflessione. L'ho pensato anche io. E non per buonismo, penso. Ma per umana compassione. Anche se stiamo parlando di un delitto terribile, che naturalmente richiede che chi lo ha commesso paghi.

elpe

Anonimo ha detto...

Bah, non mi farei tanti scrupoli per questi due. Sono assassini: quello che è stato ammazzato, adesso ha un'altra chance di vivere, di rifarsi una vita, di cercare almeno di correggere gli errori fatti? No. Game over. Qualcuno ha deciso per lui che era venuto il momento di crepare. Così, in un amen. Senza alcun vero motivo per farlo.
E' giusto che questi due se ne stiano dentro e spero ci restino. Auguro loro di morire in pace con se stessi, questo sì: ma quando commetti certe mostruosità, la seconda chance è un lusso che nessuno può permetterti.
The Observer

Davide Bianchini ha detto...

Elisa ha colto in pieno il mio messaggio.
E' piacevole rivedere li blog animarsi così dopo tanto tempo. Avanti tutta!