lunedì 30 novembre 2009

I volti della crisi

Nella (non più) ricca Reggio Emilia capita di essere avvicinati in un parcheggio da un ragazzo ben vestito, occhiali, camicia e maglione, capelli in ordine, cartellina in mano. Capita di sentirsi raccontare di settimane trascorse a battere a piedi tutti i negozi, tutte le attività, tutte le fabbriche della città alla disperata ricerca del lavoro che non c'è. Sventola il curriculum, la laurea, dice di essere disposto a fare qualsiasi cosa, ma nessuno ha un impiego per lui. E' disperato. Dice di pensare al suicidio. Anche la moglie è stanca. Piange. Ha perso pure la forza di mangiare. O forse da mangiare non c'è più nulla. Non è italiano. Mi chiede se Bologna è vicina. Lì ci sono più possibilità, gli hanno detto. Ci si può andare a piedi? No. Disperazione. Bisogna prendere il treno. Già, ma con quali soldi?

giovedì 26 novembre 2009

Divino nello sbagliare tempi e modi

Tempi, modi, sfumature, ritmo, colori. E ora non si dorme. Meglio scrivere e archiviare. Accarezzare e sognare.

lunedì 23 novembre 2009

Arrestato il presidente del Potenza

Sveglia all'alba, dita che danzano sulla tastiera, e rapido aggiornamento.
Vi lascio una news pescata poco fa in rete.

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da Corriere.it
Calcio: in manette il presidente del Potenza
23 Novembre 2009 06:32 SPORT
POTENZA -Giuseppe Postiglione, il presidente del Potenza Calcio squadra di Prima divisione, e' finito in manette insieme ad altri otto dirigenti sportivi ed esponenti della criminalita' organizzata. Le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alle frodi nelle competizioni sportive per un giro di scommesse illecite e di partite truccate. Le gare coinvolte sono una del campionato di Serie B del 2007-2008 e altre sei-sette del campionato di Prima divisione della stagione 2008-2009. (RCD)

mercoledì 18 novembre 2009

Inquieto

Rapporto conflittuale con il telefono e insofferenza totale per chi fissa appuntamenti e non li rispetta. Ecco il riassunto delle ultime giornate, fatte di lavoro (che confusione con il nuovo editor, ma la situazione - assicurano, e ne sono convinto - migliorerà) e tensioni sfogate sudando in palestra.
Vi capita mai di essere infastiditi da qualsiasi cosa accada? Bene, allora potete capirmi.
In una parola, inquieto.

sabato 14 novembre 2009

Lavoro e birre mancate

Lunga, lunghissima giornata in redazione. Sono uscito a mezzanotte, e mi scuso con l'amico Roberto che mi aspettava alla Kennedy per una birra tra vecchi amici. Robby, vediamoci presto, ok? Mi dispiace anche di non aver raggiunto l'amico Corrado a Scandiano alla presentazione del suo calendario. Mi farò raccontare tutto, promesso.
Due notizie ai naviganti: comprate L'Informazione oggi e domani perché ho ritrovato la gioia di scrivere qualcosa; sono riuscito nell'impresa di far resuscitare il telefonino dopo averlo affogato nel caffè. L'orizzonte non è poi così nero. Adesso vado a letto, a rileggere Utente sconosciuto di Michael O'Connelly. Gli intellettuali storceranno il naso, lo so, ma il giallo all'americana mi prende sempre.

mercoledì 11 novembre 2009

Tempo e morale

Nei prossimi mesi avrò parecchio tempo a disposizione. I progetti non mancano, le energie nemmeno, ma il morale in questo momento è basso. Molto basso.

domenica 8 novembre 2009

Reggiana-Potenza in diretta

Reggiana-Potenza (calcio, campionato di Prima Divisione) alle 14.30 in diretta su Radio Erre 95fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

giovedì 5 novembre 2009

Ho scaricato Miss Italia (Pier Francesco Grasselli, Mursia 2009)


Non manca certo il ritmo a questo romanzo di Pier Francesco Grasselli. Popi, per chi lo conosce da sempre. Il linguaggio è sciolto, diretto, preso dalla strada senza filtri e sbattuto in tipografia. Stupisce piacevolmente l'accelerazione finale che chiude il romanzo.

"Ho scaricato Miss Italia" si legge d'un fiato, soprattutto se si è cresciuti frequentando le persone, i locali e gli angoli di Reggio Emilia che colorano una vicenda che di provinciale ha solo l'ambientazione. Di primo acchito viene da pensare che Popi abbia semplicemente messo nero su bianco una serie di situazioni vissute da protagonista o da spettatore, ma dietro questa apparente semplicità (di contenuti, non di stesura) si celano una malinconia di fondo e una insoddisfazione sempre più evidenti, che costringono il lettore a fare i conti con se stesso e a rivalutare gli anni spesi a cercare una dimensione per la vita adulta. E' il ritratto di una generazione cresciuta in miniere d'oro i cui filoni si sono presto esauriti, mettendo tutti con la faccia davanti alla crisi.

Personalmente faccio il tifo per Popi, per il suo coraggio e per la sua testardaggine nel voler percorrere una strada che sembra impossibile, ma che impossibile non è. Dietro quell'aria scanzonata, da cazzone (sono sicuro che non si offederà), c'è tanta determinazione. Scrivere non è improvvisare.

Ora Popi - che nel frattempo ha sfornato, sempre per Mursia, "Fanculo amore" - è atteso da un compito non facile: dimostrare di saper uscire dallo schema "alcol, droga e rock and roll" e offrire al suo pubblico un prodotto adulto e meno commerciale. So che ha già iniziato a rimboccarsi le maniche e a sudare sulla tastiera, nei pomeriggi trasteverini che hanno il sapore dell'alba per chi è abituato a vivere la notte. L'appuntamento è in libreria.

Ho scaricato Miss Italia
di Pier Francesco Grasselli
Mursia 2008 - 15 euro

mercoledì 4 novembre 2009

Abu Omar, Pollari e Mancini non giudicabili

da Repubblica.it
Segreto di Stato sul rapimento dell'imam di Milano. Tre anni a Pompa e Seno
Non luogo a procedere per l'ex direttore del Sismi e il suo vice
Abu Omar, Pollari e Mancini non giudicabili
Condanne per la Cia, e gli Usa protestano

Un milione di euro di risarcimento in via provvisionale alla vittima, mezzo milione alla moglie

MILANO - Il giudice di Milano Oscar Maggi ha deliberato il non luogo a procedere per l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e per il suo vice Marco Mancini, a processo per il sequestro dell'ex imam di Milano Abu Omar. Sono stati invece condannati gli agenti della Cia che parteciparono all'operazione: in gran parte a cinque anni di reclusione, mentre Robert Seldon Lady, capo della Cia a Milano all'epoca dei fatti, è stato condannato a otto anni. I funzionari del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno accusati di favoreggiamento sono stati condannati a tre anni. Assolto invece l'ex responsabile della Cia in Italia Jeff Castelli. Tutti gli imputati ritenuti colpevoli dovranno risarcire un milione di euro all'ex imam. Alla moglie Nabila Ghali dovranno invece essere versati 500 mila euro. Queste somme sono state decise dal giudice a titolo di provvisionale, mentre l'entità del risarcimento verrà stabilito in un separato giudizio civile.

Una sentenza destinata a far discutere, mentre già arriva la protesta degli Usa: "Siamo rimasti delusi dal verdetto contro gli (agenti) americani e italiani a Milano", dice il portavoce del dipartimento di Stato Ian Kelly. E "forte disappunto" arriva anche dal portavoce del Pentagono per la condanna del tenente colonnello Joseph Romano: "Il nostro punto di vista resta che i tribunali italiani non hanno alcuna giurisdizione su Romano e avrebbero dovuto archiviare le accuse".

Pollari, alcuni suoi uomini e i 26 agenti Cia erano accusati di aver prelevato il religioso islamico Abu Omar, indagato dalla Procura di Milano per terrorismo internazionale, nel febbraio del 2003. Abu Omar fu poi portato in Egitto, dove fu torturato, tanto da subire lesioni permanenti. Per i dirigenti del Sismi l'accusa aveva chiesto una pena di 13 anni di reclusione.

Per Pollari il non doversi procedere è stato disposto dal giudice sulla scorta dell'articolo 202 del Codice di procedura penale: "Qualora il segreto sia confermato e per la definizione del processo risulti essenziale la conoscenza di quanto coperto dal Segreto di Stato il giudice dichiara non doversi procedere per l'esistenza del segreto di Stato". Pollari ha così commentato la sentenza: "Senza il segreto di Stato avrei dimostrato la mia innocenza". Il procuratore Armando Spataro ha a sua volta dichiarato: "La sentenza dimostra che la nostra azione è stata legittimamente promossa".

Spataro, in fase di replica, aveva ribadito la linea dell'accusa: "Pollari e Mancini non hanno assicurato la sicurezza in Italia ma, con il loro comportamento, l'hanno compromessa". Per circa due ore il pm ha replicato alle conclusioni difensive degli avvocati e, in particolare, ha negato di aver aggirato la sentenza della Corte costituzionale sul segreto di Stato rivendicando, invece, quello che a suo giudizio era "un dovere e un diritto di interpretazione". Alle affermazioni di Spataro avevano replicato i difensori degli imputati. Prima di ritirarsi in camera di consiglio, il giudice Maggi aveva rigraziato tutti, "soprattutto gli avvocati d'ufficio degli imputati latitanti che hanno reso possibile con la loro presenza la celebrazione del processo".

Nelle scorse udienze, la pubblica accusa aveva chiesto per l'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, 13 anni di carcere, così come per l'ex responsabile Cia in Italia Castelli. I pm avevano chiesto la condanna a 10 anni per l'ex numero due del Sismi, Marco Mancini e per una serie di agenti Cia coinvolti nel sequestro, avvenuto il 17 febbraio del 2003 nei pressi della moschea di viale Jenner a Milano. I difensori dei funzionari o ex del Sismi avevano tutti chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto dei loro assistititi oppure, in subordine, la sentenza di non luogo a procedere - che è poi stata la scelta finale del giudice.

Fu il governo Prodi ad apporre per primo il segreto di Stato, poi confermato da Berlusconi. E proprio sull'interpretazione della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha fissato i criteri dell'estensione del segreto e, di conseguenza, dell'utilizzabilità degli atti processuali, in aula si è dibattuto. Per l'accusa, non vi può essere segreto di Stato riguardo notizie relative a un "fatto reato", come, per l'appunto, il rapimento di Abu Omar. "Nulla esiste, nulla può esistere in tema di un accordo istituzionale riguardo la commissione di un reato", avevano detto più volte Spataro e il suo collega Ferdinando Pomarici che, nel corso della loro requisitoria, avevano usato quelle prove che non riguardavano, a loro dire, "i rapporti" tra il Sismi e altre intelligence straniere, come chiarito dalla Consulta. Gli imputati, per i pm, hanno fatto "grave scempio del proprio dovere di fedeltà ai principi della democrazia".

Marrazzo per chi?

A chi giova tutto questo proliferare di particolari sulla vicenda Marrazzo? Com'è possibile che i verbali degli interrogatori siano immediatamente a disposizione della stampa?
Lo so, sono domande retoriche. Ma non dovrebbero esserlo...

lunedì 2 novembre 2009

Coliandro e il tartufo

1 - Ho deciso che su questo blog non farò accenno al caso Marrazzo.

2 - Popi è amico dell'ispettore Coliandro.

3 - Certi uomini dovrebbero smettere di parlare delle donne.

4 - Il direttore è alla Maddalena con un amico. Deve essere splendida in questo periodo dell'anno, quando in pianura è tutto grigio.

5 - Corsa, corsa, corsa, e ancora corsa.

6 - Anche Mister LA è stato al mare, e ha pure fatto il bagno.

7 - Sto aspettando una email che non arriva.

8 - Buoni i tagliolini con il tartufo.

9 - Problemi di batteria per il mio Blackberry: è sfigato o dopo un anno è normale?

10 - Presto mi chiederanno delle firme.

Strage di Viareggio, prima causa civile contro le Ferrovie

da Corriere.it
I SUOI LEGALI HANNO DEPOSITATO L'ATTO DI CITAZIONE
Strage di Viareggio, ecco la prima
causa civile contro le Ferrovie

Intentata da una donna che ha patito grandi ustioni alle gambe e la sua casa, in via Ponchielli, è stata distrutta
VIAREGGIO (LUCCA) - Per la strage avvenuta alla stazione ferroviaria di Viareggio il 29 giugno scorso «le Ferrovie sono controparte e devono pagare i danni». È questo il senso della prima causa civile avviata contro le Ferrovie da una donna rimasta ferita nell'esplosione di una ferrocisterna. La notizia è stata anticipata da alcuni quotidiani locali.

DUE PERIZIE - Rene Manfredi, questo il nome della prima vittima che ha intentato causa civile, ha patito grandi ustioni alle gambe e la sua casa, in via Ponchielli, è stata distrutta dall'esplosione e dall'incendio. I suoi legali, gli avvocati Cosimo Zei e Maurizio Dalla Casa, hanno già depositato l'atto di citazione nella cancelleria del tribunale di Viareggio individuando nella «controparte» proprio le Ferrovie. Con l'atto di citazione, i due legali hanno depositato due perizie, una medico-legale e una tecnica. Prossimamente verrà depositata anche una perizia psicologica sul danno biologico subito dalla donna.