martedì 29 settembre 2009

Giallo di Garlasco, la perizia scagiona Stasi

da Corriere.it
L'UNICO IMPUTATO PER L'OMICIDIO DI CHIARA POGGI: «SONO ABBASTANZA CONTENTO»
Giallo di Garlasco, la perizia medica
avvalora l'alibi di Alberto Stasi

Il documento dà ragione in più punti alla difesa: «Non attendibili riscontri del 118». Mistero sull'ora della morte

MILANO - Un'aggressione avvenuta in due fasi diverse, ma in un'ora che non si può stabilire; macchie di sangue già in parte o totalmente secche quando Alberto Stasi calpesta il pavimento della villetta di via Pascoli con scarpe in grado di disperdere eventuali tracce ematiche. Ancora: non sangue, ma materiale sconosciuto sui pedali della bici dell'unico imputato e le sue impronte miste al Dna della vittima sul dispenser portasapone del bagno dimostrano che entrambi lo hanno toccato. Nulla di più: «Il dato è irrilevante al fine della costituzione di una prova scientifica». È un duro colpo all'accusa quello che si legge nelle conclusione della relazione consegnata dall'esperto medico-legale Lorenzo Varetto al giudice dell'udienza preliminare di Vigevano, Stefano Vitelli. Punto per punto i dubbi sollevati dal gup sembrano trovare soluzione e l'assoluzione per Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, sembra sempre più vicina.

L'ORA DELLA MORTE - L'omicidio di Garlasco del 13 agosto 2007 rischia, alla luce delle nuove indagini, di rimanere un omicidio irrisolto. Secondo l'esperto, «non è valutabile con precisione l'epoca della morte se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata». Un punto che non può smontare l'alibi di Stasi contenuto nel computer portatile su cui stava lavorando, secondo la relazione degli esperti, dalle 9.36 alle 12.20 del giorno del delitto. Inoltre, si legge in un altro passaggio della perizia, i riscontri del medico del 118 intervenuto nella villetta di Garlasco «non crediamo possano essere considerati attendibili, seppur valutati e riferiti senz'altro in buona fede». Dato che la vittima indossava un indumento estivo da notte e nel suo stomaco è stato ritrovato del cibo della colazione fatta da poco, «questi dati fanno ritenere che la morte sia avvenuta probabilmente non molto tempo dopo il risveglio della ragazza». Inoltre i periti sostengono che non possono essere «di grande aiuto» gli altri parametri rilevati, come la rigidità cadaverica. I periti hanno rilevato che l'aggressione è avvenuta in due fasi: la ragazza, nella prima fase dell'aggressione, «molto probabilmente ha perduto conoscenza e altrettanto probabilmente non ha riportato grosse ferite».

LE DUE AGGRESSIONI - Secondo la ricostruzione dei periti è verosimile che Chiara «in prossimità della porta d'ingresso» di casa abbia subìto la prima aggressione senza però riportare «importanti ferite» e sia stata colpita «verosimilmente al viso». Invece «il primo significativo spargimento di sangue - si legge ancora nel documento - è stato probabilmente in prossimità della larga macchia di sangue situata alla base della scala che conduce al primo piano». Non molto lontano sono state ritrovate le sue pantofole perse e gocce di sangue nel soggiorno, «non facili da interpretare», accanto a «strisciate determinate dalle dita della vittima, che probabilmente fu trascinata afferrata per gli arti inferiori, fino nei pressi della porta che conduce alla scala del seminterrato». Inoltre nella perizia si ritiene che il corpo di Chiara sia rimasto per un certo tempo in una posizione diversa da quella terminale, con la testa situata al livello di uno dei gradini superiori. Gli esperti del gup scrivono inoltre di non sapere se poi il corpo della giovane «sia stato scaraventato giù dalle scale dopo aver subito tutte le lesioni» oppure se al pianterreno sia stata colpita in modo «relativamente meno grave» per poi essere stata gettata lungo la scala e «finita eventualmente dopo un tempo anche piuttosto lungo».

PUNTO PER PUNTO - Tre le conclusioni delle analisi che sono favorevoli a Stasi. La prima riguarda le tracce biologiche rinvenute sul pedale delle bicicletta di Alberto: per la perizia, non si può dire con sicurezza che si tratti di sangue. «Il materiale biologico di Chiara rinvenuto sui pedali potrebbe essere costituito da qualunque tipo di tessuto riccamente cellulato» scrive il professor Lorenzo Varetto. La seconda ruota intorno al dispenser portasapone, sul quale è stata ritrovata un'impronta digitale di Stasi mischiata al Dna di Chiara, fatto che secondo l'accusa - rappresentata dal pm di Vigevano Rosa Muscio - prova che il ragazzo si sarebbe lavato le mani dopo averla uccisa. Ma, per la perizia, «il fatto che i due abbiano entrambi toccato l'oggetto in tempi e per un numero di volte a noi del tutto sconosciuto, rende il rilievo del tutto irrilevante e non costituisce una prova scientifica».

TRACCE DI SANGUE - La terza conclusione riguarda il fatto che sulle scarpe di Alberto non sono mai state ritrovate tracce di sangue. L'accusa ha sempre sostenuto che fosse impossibile, e che il ragazzo avrebbe quindi cambiato calzature. Per la perizia, però, il sangue di Chiara sparso sul pavimento era «in buona parte secco» già 40 minuti dopo il delitto, e quindi Alberto potrebbe non essersi sporcato. Se anche si fosse sporcato - argomenta poi la perizia - le macchie avrebbero potuto disperdersi sull'erba nel tragitto dalla villetta alla caserma dei carabinieri. Già lo scorso agosto la perizia sul pc di Stasi rivelò che tra le 10.20 e le 12.20 - il lasso di tempo durante il quale secondo la difesa fu commesso il delitto - il ragazzo avrebbe lavorato alla sua tesi di laurea, particolare che avvalorerebbe il suo alibi confermando la versione sostenuta sin dall'inizio.

IL PROCESSO - Entro il 14 ottobre verranno depositate tutte le perizie e il processo riprenderà. Nei confronti di Stasi, i pm di Vigevano hanno chiesto 30 anni di carcere e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. La difesa dell'ex fidanzato di Chiara invece ha chiesto che venga assolto perché innocente. Il ragazzo viene giudicato con il rito abbreviato, che consente di evitare il dibattimento e di arrivare a sentenza nell'udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo, e vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello. Stasi, che venne iscritto nel registro degli indagati pochi giorni dopo l'omicidio e si è sempre proclamato innocente, nel settembre 2007 fu fermato e restò in carcere per qualche giorno.

«ABBASTANZA CONTENTO» - È una felicità contenuta quella di Alberto Stasi nel giorno in cui la perizia medico-legale sembra scagionarlo dall'accusa di aver ucciso Chiara Poggi. «Sono abbastanza contento», ha detto alle persone che gli stanno vicino. «Per lui dire una frase del genere è già molto, prima non si era mai espresso così» dice chi gli era accanto. Il giovane ha letto la perizia nello studio dei suoi avvocati con l'attenzione che ha riservato a ogni passaggio del suo percorso giudiziario.

venerdì 25 settembre 2009

Salvate le inchieste di Mauro Rostagno

Recuperate inchieste e video di Rostagno
salvato il lavoro del giornalista antimafia

La sorella Carla ha sottratto al macero i documenti giornalistici
girati da Mauro negli utlimi anni di vita prima che fosse ucciso dalle cosche
di ATTILIO BOLZONI e SALVO PALAZZOLO

LE SUE inchieste giornalistiche erano finite in un magazzino alla periferia di Trapani, sulla strada delle saline. Nastri abbandonati, destinati al macero. Ma a ventuno anni dall'omicidio di Mauro Rostagno - l'anniversario della sua morte il 26 settembre - sua sorella Carla ha ritrovato decine e decine di vidoecassette e le ha messe in salvo. Sono 120 ore di registrazione. Una collezione di interviste, di editoriali, di inchieste sul campo curate dall'"ultimo" Mauro Rostagno, l'ex operaio e capopolo, l'ex professore e terapeuta, l'ex sociologo e saniasi che a Trapani, terra di mafia, nel settembre del 1988 è stato ucciso a fucilate. E' il giornalista Mauro Rostagno che parla di mafia e politica dal "profondo Sud", dove lui, figlio del grande Nord, si era rifugiato negli ultimi anni della sua esistenza.

Il recupero delle registrazioni è stato affidato alla Loopservice di Matteo Frenguelli, una società perugina di produzioni video. Al recupero della memoria è bastata la tenacia di Carla, la sorella: "Voglio diffondere fra i giovani tutta quell'esperienza di Mauro per far capire come si può fare i giornalisti anche in condizioni ambientali estreme. E poi voglio diffondere il pensiero di Mauro in un momento così delicato per l'informazione nel nostro Paese".

Qualche nastro era ormai cancellato, qualcun altro danneggiato. Ma alla fine la faccia di Mauro, direttore dell'emittente televisiva trapanese RTP, è ritornata sul video. A volte sorridente, a volte seria. Con lui sempre curioso, caustico, coraggioso. "Si è verificata a Trapani una sorta di malformazione nelle menti di molti uomini politici, i quali hanno creduto di essere impunibili", comincia così una sua intervista a un assessore provinciale democristiano. "A che punto siamo con la lotta alla mafia?", chiede Rostagno al procuratore Paolo Borsellino. Sono giorni terribili per una Sicilia insanguinata, il magistrato lancia un atto di accusa contro Roma, Giovanni Falcone minaccia le dimissioni dal pool antimafia, "saltano" tutti i vertici investigativi di Palermo.

E poi c'è anche un'intervista a Leonardo Sciascia. Domanda: "Si è parlato molto dell'eventualità che lo Stato arrivi a una pacificazione degli anni di piombo, a una liberazione di Renato Curcio, che ha espresso l'intenzione, ove fosse libero, di venire a vivere qui a Trapani e lavorare in una comunità di tossicodipendenti". Sciascia gli risponde: "I terroristi che non hanno ucciso nessuno... penso che dovrebbero ormai aver pagato e quindi...". Il nastro è uno di quelli danneggiati, l'intervista allo scrittore bruscamente s'interrompe.

In un'altra cassetta Mauro Rostagno compare in video mentre denuncia "il venticello della normalizzazione che attraversa gli apparati dello Stato". In un'altra ancora, c'è il racconto del 1968, della sua esperienza in Lotta Continua e poi del suo lungo viaggio in Sicilia: "Nella mia generazione credevamo che un movimento politico potesse cambiare tutto quello che non andava. Eravamo un po' illusi, un po' ingenui. Oggi i giovani sanno che si devono confrontare con le cose e che devono cercare di strappare i loro diritti poco a poco con un confronto politico preciso con le strutture".
Fra queste registrazioni Carla Rostagno ha continuato a cercare una verità sul delitto di Mauro.

Le indagini sull'omicidio, insabbiate per molto tempo, sono state riaperte qualche anno fa dai procuratori palermitani Antonio Ingroia e Gaetano Paci. Hanno scoperto che è un delitto di mafia. Ma non solo di mafia. Ancora oggi s'indaga sui killer di Cosa Nostra e sull'"isolamento" che condannò a morte il giornalista sognatore.

Messico, giornalista ucciso in redazione

da Corriere.it
Nello Stato di Chihuahua, la zona con il maggior numero di omicidi
Messico, giornalista ucciso in redazione
Norberto Miranda Madrid freddato da un commando di almeno cinque uomini: si occupava di lotta ai narcos

MILANO - Ucciso perché si occupava dei cartelli di narcotrafficanti. Il giornalista messicano Norberto Miranda Madrid è stato freddato a colpi di pistola nella redazione della radio in cui lavorava, in una zona rurale di Nuevo Casas Grandes, da un commando di almeno cinque uomini. Molto probabilmente si tratta di sicari inviati dai narcos della zona. Miranda Madrid, 44 anni, era responsabile della pagina web di Radio Vision e scriveva su alcuni giornali locali: nelle ultime settimane si era occupato dell'insicurezza legata al traffico della droga nello Stato di Chihuahua, la zona al confine con gli Usa con il maggior numero di omicidi del Messico (25 nel mese di settembre e circa 1.500 ogni anno) e nota per le lotte tra i cartelli della droga per ottenere il controllo del mercato locale. Il giornalista era noto con lo pseudonimo di El Gallito.

IL PRECEDENTE - A maggio 2008 un altro giornalista di Casas Grandes aveva chiesto asilo negli Stati Uniti dicendo di aver ricevuto minacce di morte per la sua attività. Il governo messicano ha impegnato nel nord del Paese 50mila militari in aggiunta alla polizia per la lotta ai narcos, ritenuti responsabili di circa 14mila omicidi dalla fine del 2006. Le ultime vittime tra martedì e mercoledì a Ciudad Juarez, vicino alla frontiera con il Texas, dove sono state uccise 17 persone.

sabato 12 settembre 2009

Sexy e mondana

1 - Domani alle 15 Portogruaro-Reggiana in diretta su Radio Erre 95 fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

2 - Telereggio ha dedicato un servizio ai conti di èTv.

3 - Feltri ammetterà mai di aver commesso un errore? Ha mangiato un boccone avvelenato grande così.

4 - Querele e richieste di risarcimento, così i potenti intimoriscono i giornalisti.

5 - Grande serata, venerdì, in Spaghetteria. Brava Silvana!

6 - Repubblica...

7 - Apprezzata svolta sexy e mondana della regina di via Aristotele.

8 - Debutto coi fiocchi per il nuovo cardiofrequenzimetro. Spinning a go-go.

9 - Veneto, laguna, via Edison, tastiera, pizzetta?

10 - Ho voglia di una serata con l'allegra combriccola al completo.

domenica 6 settembre 2009

Carbonari, Facebook e nuovi giornali

1 - Tra i soci del nuovo quotidiano Il Fatto figura anche l'editore reggiano Aliberti.

2 - La presenza di Aliberti pare aprirà la strada a un ruolo, nel nuovo giornale, anche per Nicola Fangareggi, direttore del sito www.reggio24ore.it

3 - Reggiana favorita oggi al Giglio contro il Real Marcianise.

4 - Dicono che a Parma ci si diverta molto. Viva la Repubblica?

5 - E' ufficiale. Mi sono iscritto in palestra. Da domani mattina via con il nuoto. Appuntamento pressoché quotidiano alla Virgin di Reggio Emilia.

6 - A proposito di Virgin, piscina carina, zona relax molto curata, e una gustosa vista sullo stadio Giglio. Curioso vedere la mia postazione in tribuna stampa dalla sala per il pilates.

7 - Cena carbonara sotto le stelle dopo il lavoro?

8 - Anche la regina di via Aristotele è sbarcata su Facebook.

9 - A Bagnolo c'è la tradizionale fiera di settembre, senza bagnolesi però... Resta per fortuna l'antico e meraviglioso rituale di "saccheggiare" le bancarelle di caramelle.

10 - Oggi l'edicolante mi ha fatto 20 centesimi di sconto. Grazie!

Reggiana-Real Marcianise in diretta su Radio Erre

Alle 15 Reggiana-Real Marcianise (calcio, campioanto di Prima Divisione) in diretta su Radio Erre 95 fm (per l'Emilia). Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

giovedì 3 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

Morto il papà dell'Ape Maia


da Tgcom.it
Muore il creatore dell'Ape Maia
Marty Murphy aveva 76 anni


Il cartoonist statunitense Marty Murphy, creatore e disegnatore del popolare cartone animato L'Ape Maia, è morto nella sua casa di Los Angeles all'età di 76 anni. La notizia della scomparsa, che risale a giovedì scorso, è stata data oggi dalla nipote dell'artista, Judy Kaenel Czajka, al Los Angeles Times. Le sue avventure sono state tradotte in 43 lingue e trasmesse in oltre cinquanta Paesi.

Creata e disegnata nel 1975 da Marty Murphy, la serie è tratta dai racconti L'Ape Maia e le sue avventure (1912) e Il popolo del cielo (1912) dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels (1881-1952). In Italia Maia è arrivata nel 1979, trasmessa su Raiuno: qui i simpatici disegni di Murphy e la celebre canzone cantata da Katia Svizzero ("Vola, vola l'Ape Maia...") conquistarono da subito i più piccoli. Il cartone L'Ape Maia fu realizzato grazie a una co-produzione tedesco-giapponese dalla Apollo Film e dalla mitica Nippon Animation.

Marty Murphy ha lavorato come fumettista per 45 anni per la rivista Playboy, dove esordì con le sue strisce ironiche nel 1963. Sul mensile ha pubblicato complessivamente 348 lavori a fumetti. Nel mondo dei cartoni animati, Murphy esordì nel 1962, collaborando alla realizzazione del film Mister Magoo's Christmas Carol, per entrare poi nello staff di Hanna-Barbera.

Tra i suoi lavori per l'animazione figurano numerosi episodi di Fritz the Cat ed ha scritto tanti soggetti per DuckTales, Garfield and Friends e Tom and Jerry. Per la Nippon Animation ha creato la serie Bambino Pinocchio ed ha scritto il soggetto di Little Nemo. Murphy lavorò con grande soddisfazione alla creazione di L'ape Maia, da lui stesso pensata come ricca di contenuti educativi e pedagogici, un cartoon intramontabile in cui dietro la descrizione delle scoperte di Maia, c'è la crescita interiore della protagonista, la ricerca del suo ruolo nella comunità delle api. Maia è intelligente, curiosa, impaziente di scoprire il mondo, di conoscere nuovi amici, di non fermarsi alle apparenze. Tutta la vasta gamma di personaggi che incontra, non sono altro che i modelli di altrettanti "esemplari" della società umana.