domenica 10 maggio 2009

Radio e realtà

Nelle ultime settimane ho un po' trascurato il blog, e il numero dei visitatori ne ha subito risentito. Questione di puntualità e di qualità dell'aggiornamento. Facebook ha preso il sopravvento, ma il blog resta una vetrina completamente diversa che non ho intenzione di chiudere. Anzi. A fagocitare tempo e risorse mentali ha contribuito anche la ricerca di una nuova casa, più aperta che mai. Idee per il centro storico di Reggio?

Per gli amanti del genere, alle 15 Reggiana-Padova (calcio, Prima Divisione) in diretta su Radio Erre 95 FM oppure in streaming all'indirizzo http://www.e-tv.it/page.php?10.

Vi lascio con uno degli articoli che ho letto con più interesse negli ultimi giorni.

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da Ansa.it
L'ABBRACCIO DELLE VEDOVE PINELLI E CALABRESI
di Silvia Barocci
ROMA - "Finalmente". Gemma Capra Calabresi sorride e si china su una donna di 82 anni che, come lei, ha portato su di sé il peso della morte violenta del proprio marito. Licia Rognini Pinelli non riesce ad alzarsi ma ricambia il sorriso. E' in una stretta di mano e in un abbraccio tra due donne che non si sono mai incontrate, ma i cui destini si sono incrociati 40 anni fa, il senso della "Giornata della memoria" che nel Salone dei Corazzieri, tra decine di familiari di vittime del terrorismo nero, rosso, e internazionale, tenta di conciliare ciò che per anni è apparso insuperabile: l'odio e il rancore. La vedova del commissario Luigi Calabresi, ucciso il 17 maggio del 1972 dopo una violenta campagna politica e di stampa che lo rappresentò ingiustamente come responsabile della morte di Pinelli, è la prima a fare quel gesto disarmante: tendere la mano alla vedova del ferroviere anarchico morto il 15 dicembre 1969 precipitando da una finestra del quarto piano della questura di Milano perché sospettato della strage di Piazza Fontana. "Finalmente, dopo 40 anni, possiamo stringerci la mano e guardarci negli occhi. Finalmente due famiglie si ritrovano".

"La ringrazio. Sono contenta anch'io. Facciamo che non siano passati tutti questi anni", s'illumina Licia Pinelli, mentre la figlia Claudia si alza in piedi per salutare Gemma Calabresi. Per le due donne è l'inizio di un nuovo percorso personale ("abbiamo parlato anche di figli e nipoti. Ci rivedremo presto: la signora Pinelli mi ha invitata a casa sua e ho accettato", racconta la vedova Calabresi all'ANSA), ma è anche - sottolinea il Capo dello Stato Giorgio Napolitano - l'avvio di "un'opera di ricomposizione storica nella chiarezza e di rinnovata coesione umana, morale e civile della nazione". In fondo al salone dei Corazzieri campeggia una gigantografia in bianco e nero che ritrae i funerali al Duomo di Milano delle vittime di piazza Fontana. Francesca Dendena, presidente dell' Associazione dei familiari delle 17 persone che morirono all' interno della Banca dell'Agricoltura, dice che quella bomba "ne uccise anche un'altra: Giuseppe Pinelli, vittima anch'egli di quella strage". Benedetta Tobagi, figlia del giornalista del Corriere della Sera ucciso nel 1980, Agnese Moro, figlia dello statista assassinato dalle Br il 9 maggio del 1978, ad Alfredo Arnoldi, che nella strage di piazza Fontana perse il padre, Rosa Calipari, moglie del funzionario del Sismi morto in Iraq nel 2005, e altre decine di vedove e orfani delle vittime del terrorismo sembrano quasi incoraggiare, con un applauso, il "gesto politico e istituzionale" del presidente Napolitano che, con voce rotta dall'emozione, rende omaggio a Pinelli, "sottraendolo alla rimozione e all'oblio".

Terminata la cerimonia, che ha visto alternarsi sul palco testimonianze e racconti (l'attore Luca Zingaretti legge un articolo di Tobagi sui funerali di tre poliziotti uccisi dalle Br scritto quattro mesi prima del suo assassinio), le vedove Calabresi e Pinelli vengono ricevute in privato dal Capo dello Stato assieme ad altri familiari delle vittime. Cominciata con una stretta di mano, la giornata si conclude con un "arrivederci" tra due donne che possono tornare a vedersi per parlare del passato e del presente perché "non è più tempo di recriminazioni": "é il tempo della memoria, che deve essere sgombra" dal rancore, dice la signora Calipari raccontando di una mattinata "ricca di emozioni, intensa, e di grande tensione". Un incontro, il loro, che - per dirla con il presidente della Camera Gianfranco Fini - "completa il percorso di riconciliazione che ha permesso all'Italia di superare, negli ultimi decenni, il clima di odio e di intolleranza ideologica".

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