sabato 16 maggio 2009

Bossi: Magistrati eletti dal popolo

Consentire al popolo di eleggere i magistrati risolverebbe davvero i problemi della giustizia? La Costituzione conta ancora qualcosa?

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da Repubblica.it
Tour elettorale in Veneto per il ministro delle Riforme e del Federalismo: "Sul referendum Berlusconi vota sì, ma è un nostro amico e spero ci ripensi"
Bossi, comizi e annuncio a sorpresa
"Tra poco magistrati eletti dal popolo"

"Il Veneto avrà le sue toghe. Potrebbe essere presto, prima di andare al voto". E dopo federalismo e immigrazione la Lega si batterà per il "salario territorializzato"

SCORZE' (Venezia) - La giustizia, il referendum, il federalismo e l'immigrazione. Ha affrontato tutti i temi cari alla Lega Umberto Bossi, oggi pomeriggio impegnato in ben tre comizi nel trevigiano e a Belluno. Il senatùr ha fatto anche una dichiarazione a sorpresa: "Tra poco i magistrati saranno eletti dal popolo".

Referendum. Il patto politico tra Lega Nord e Pdl non si romperà neanche con il referendum. "Lui - ha detto Bossi riferendosi al premier - ha sempre mantenuto le promesse". Il referendum, però, potrebbe minare il rapporto tra Bossi e il Cavaliere. "Berlusconi vota 'sì' perché ne trarrebbe vantaggio - ha concluso Bossi - ma non capisco la posizione del centrosinistra. Berlusconi è un nostro amico e spero che ci pensi su".

Magistrati. "Tra poco i magistrati saranno eletti dal popolo", ha detto dal palco il ministro delle Riforme e del Federalismo. "Il Veneto avrà i suoi magistrati - ha proseguito - non se ne può più di non avere neppure un magistrato Veneto. Potrebbe essere presto - ha concluso a sorpresa - potrebbe essere prima di andare al voto".

Federalismo. La legge quadro sul federalismo fiscale deve essere completata con la distribuzione delle risorse e Umberto Bossi rivendica a sé questo compito: "I numeri li voglio scrivere io - ha mandato a dire ai colleghi dell'esecutivo - Fino ad oggi non è stato possibile farlo. Adesso, però, non bisogna sbagliare".

Il ministro alle Riforme ha ammesso che non è più tempo di slogan come 'Roma ladrona', sostituito dalla parola magica federalismo. Però ci sono ancora "presidenti di Regione che buttano i soldi, tanto arrivano lo stesso". "Adesso cambierà tutto - ha assicurato Bossi agli elettori di Scorzè - perché non c'è più la spesa storica ma quella standard. Non capisco perché un pacco di garze in una regione costa una somma e in un'altra tre volte di più, è chiaro che qualcuno si mette i soldi in tasca. Chi paga?", si è chiesto Bossi. "Pagano gli imbecilli sopra il Po. Ma ora i popoli della Lombardia e del Veneto si sono svegliati".

Salario territorializzato.
Incassato il federalismo fiscale e la legge contro i clandestini, la prossima battaglia della Lega Nord sarà il "salario territorializzato", ha detto Bossi. "La sinistra parla di gabbie salariali, ma noi diciamo che ai nostri lavoratori spetta una busta paga proporzionale al costo della vita. Non è una regola contro il Sud - ha annunciato - ma dobbiamo tutelare chi è più penalizzato".

Immigrazione. Bossi ha anche rassicurato il capo dello Stato Giorgio Napolitano sulle misure per combattere l'immigrazione clandestina. "Non deve temere la legge perché c'era da preoccuparsi se la legge non passava. Non c'è rischio razzismo. Sono scuse che qualcuno va agitando. Il mondo cambia usando i criteri della legalità". Il leader della Lega ha attaccato, poi, la sinistra "che pensava di far venire un mucchio di gente e di dargli il voto".

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