venerdì 3 aprile 2009

Sicurezza, il Csm si spacca sulle ronde

da Corriere.it
VOTO CONTRARIO DEI LAICI PDL, SI ASTENGONO MANCINO E 3 TOGATI DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE
Sicurezza, il Csm si spacca sulle ronde
Il plenum vara il parere sul decreto, ma si divide sui volontari per la sicurezza e sui Cie
ROMA - Spaccatura nel plenum del Csm, chiamato ad approvare giovedì mattina il parere che esprime più di una perplessità sul decreto sicurezza, attualmente al vaglio della Camera. Il parere è stato approvato a larga maggioranza ma il plenum si è spaccato sulle ronde: sulla questione è stato registrato infatti il voto contrario dei laici del Pdl e l'astensione del vicepresidente Nicola Mancino e dei tre togati di Magistratura Indipendente. Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano apostrofa come «atto improprio» la bocciatura delle ronde da parte del Csm. E l'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, chiama in causa la Corte dei Conti. «Invito la Corte - dice il leghista - ad aprire una procedura per danno erariale presso il Csm, visto che il Consiglio dei magistrati passa il suo tempo, che notoriamente costa tantissimo ai cittadini, ad occuparsi di questioni su cui non è chiamato ad esprimersi». Per il Pd, d'altro canto, il tentativo di Mantovano e di altri esponenti del centrodestra di contestare la legittimità dei pareri del Csm sul decreto ronde «è inaccettabile». Quelle del Csm, secondo i democratici, «sono critiche gravi che suonano come vere e proprie intimidazioni».

MANCINO - «Personalmente sono contro l'introduzione delle ronde - ha detto il vicepresidente del Csm Mancino - ma questo fa parte della politica, noi non ce ne possiamo occupare altrove, dunque, avrei dato un voto contrario, ma l'espressione di questo parere mi trova molto perplesso sul punto e quindi mi astengo».

DIVISIONI ANCHE SUI CIE - L'assemblea di Palazzo dei Marescialli ha votato il documento della sesta commissione esprimendosi, volta per volta, sui vari punti del decreto sicurezza che ha preso in esame: sulla parte inerente gli stupri, si è registrata la sola astensione dei laici del Pdl, mentre circa lo stalking, per il quale si rilevava un apprezzamento per il provvedimento legislativo, si è registrata l'unanimità. Nel capitolo dedicato al trattenimento degli immigrati irregolari nei centri per l'identificazione e l'espulsione, su cui il parere esprime perplessità in alcuni punti, hanno espresso voto contrario i laici del Pdl, e si è registrata l'astensione di Mancino e del togato di Magistratura Indipendente Cosimo Ferri.

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