giovedì 23 aprile 2009

Montanelli, passione viola

da Gazzetta.it

Montanelli, passione viola
"Che lezione di calcio!"

Il grande giornalista toscano, morto nel 2001, oggi compirebbe 100 anni. Nei suoi diari appena pubblicati da Rizzoli emerge il suo tifo per la Fiorentina. Quando si entusiasmò per una vittoria a Kiev...

MILANO, 22 aprile 2009 - "Uno spettacolo miserevole, scoraggiante”. Da buon (e accanito) tifoso Montanelli non ammette mezzi termini: il 2-0 subito dalla sua Fiorentina in casa della Juventus è stata una batosta indigeribile. E tutta la colpa è del tecnico Pesaola "che ha fatto giocare la squadra all’insegna della rinuncia, per lo 0-0". E’ il 30 novembre 1969, un anno di tensioni e di bombe (da lì a 13 giorni sarebbe esplosa quella di piazza Fontana), ma il principe del giornalismo italiano non dimentica la sua grande passione per la Viola e annota nei suoi diari la mesta sconfitta di Torino. Il calcio fa capolino così ne "I conti con me stesso", l'impedibile raccolta dei diari di Montanelli curata da Sergio Romano.

CALCIO - Il grande giornalista di cui oggi ricorre il centenario scrisse questi diari in quattro periodi un po’ casuali del dopoguerra: dal 1957 al 1958, dal settembre al dicembre 1966, dal maggio 1969 all’aprile 1972 e dal maggio 1977 al maggio 1978. Con la consueta bravura ("Montanelli era incapace di scrivere male", ha detto Mario Cervi) l’ex direttore del "Giornale" appuntò momenti più o meno importanti della sua vita di quegli anni. Nelle 288 pagine di questi diari si incontra il meglio della cultura, della politica e del giornalismo di quella Italia. E qua e là sbuca anche il calcio. Anzi, la Fiorentina, suo grande amore, e la Juventus, la grande rivale.

A KIEV - Il 2 ottobre 1966 Montanelli, laconico, registra: "Giornata nera: la Fiorentina battuta in casa dalla Juventus per 2-1". Ma ci sono anche momenti di entusiasmo. E’ il 12 novembre 1966, Montanelli è, tanto per cambiare, nell'occhio del ciclone per un suo articolo su Vittorio Emanuele da alcuni considerato troppo elogiativo. Il giornalista se ne lamenta ("Ecco a cose servono le Repubbliche: a conferire nobiltà e grandezza perfino a un Vittorio Emanuele"). Ma poi sbollisce la rabbia così: "Però, la Fiorentina, a Kiev che partita! Una vittoria stupenda. Una lezione di arte calcistica". Pochi giorni dopo annota stizzito una frecciatina subita da Giorgio Bocca, ma anche qui c’è il finale dolce: "Fiorentina-Bari 3-0. E Chiarugi capo-cannoniere!".

BATTUTA L'INTER! - Nel 1969 è impegnato nella battaglia per la difesa di Venezia e contro la costruzione del polo industrale di Marghera. Un lungo e infuocato dibattito gli impedisce di seguire la sua squadra. Ma anche stavolta i risultati dei viola sono rigeneranti: "Quando alla fine mi liberano dall’assedio, mi sento sfinito. Credo che cadrei per terra, se in quel momento non mi annunziassero che la Fiorentina ha battuto l’Inter per 2-0. Accidenti, non ho nemmeno seguito la partita alla radio!".

ALTI E BASSI - Una passione vera, quella per la Fiorentina. Già direttore del "Giornale", nel 1982, mentre la Viola contendeva invano lo scudetto alla Juventus, intraprese uno splendido duello di scrittura con Giovanni Arpino, noto tifoso bianconero. Nel 1990 accettò persino l'invito fatto da Mario Cecchi Gori ad entrare nel consiglio di amministrazione della società. Per i viola si esaltò ("Batistuta non tradisce mai") e si depresse ("Non esiste che una società si arrenda a un mascalzone come Edmundo"), fino alla disillusione finale ("Basta con il circo Barnum del pallone").

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