mercoledì 29 aprile 2009

Lascio Facebook?

Da divertimento a impegno gravoso, totalizzante, quasi fastidioso con le mille notifiche che arrivano via email direttamente sul telefono cellulare. Aggiornare profilo e bacheca, rispondere ai commenti degli amici, ai messaggi di posta interna che oramai hanno sostituito le email con gli amici, è sempre meno divertente.

domenica 26 aprile 2009

La verità di Carlos sulla strage di Bologna

Un interessante articolo del reggiano Biagio Marsiglia

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da Corriere.it
LA NUOVA INCHIESTA LO «SCIACALLO» TIRA IN BALLO I SERVIZI SEGRETI AMERICANI. TORNA LA PISTA DEL TEDESCO KRAM
Carlos «assolve» Mambro e Fioravanti
Strage di Bologna, è stato interrogato per la prima volta a Parigi

DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI — Carlos lo sciacallo, per la prima volta davanti a un magistrato italiano, detta la risposta in lingua francese: «La strage del 2 agosto, a Bologna, non è opera dei fascisti». Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, così come Luigi Ciavardini, i neofascisti condannati per la bomba alla stazione coi suoi 85 morti e i duecento feriti, non avrebbero nulla a che fare con la terribile esplosione al tritolo che nell'estate del 1980 sbriciolò la sala d'aspetto di seconda classe e investì il treno Ancona-Chiasso in sosta sul primo binario. Ascoltato per rogatoria dal pubblico ministero bolognese Enrico Cieri, entrato alle nove di venerdì col funzionario della Digos Marotta nell'austero Palazzo di Giustizia parigino che guarda in faccia le punte della cattedrale di Notre Dame e taglia in due la Senna, il terrorista internazionale di origini venezuelane non batte ciglio e ripete: «A mettere la bomba a Bologna non sono stati né i rivoluzionari né i fascisti...».

Allora chi è stato, insiste il magistrato aggiustandosi gli occhiali sul naso. Ma Carlos, in camicia rossa, ben sistemato nei suoi sessant'anni in arrivo il prossimo 12 ottobre, va per i fatti suoi: «Io voglio parlare davanti a una commissione ministeriale, non a un magistrato... comunque quella è roba della Cia, i servizi segreti italiani e tedeschi lo sanno bene. Il guaio è che l'Italia è una semicolonia degli Stati Uniti, ragion per cui nel vostro Paese non si possono risolvere i tanti misteri... L'Italia dal 1943 è metà pizzeria e metà bordello degli americani, per questo non si risolve nulla... e lo stesso vale per la Germania, semicolonia americana dal 1945».

Carlos, il cui vero nome è Ilich Ramirez Sanchez, detenuto nel carcere francese di Poissy e famoso per l'assalto al quartier generale dell'Opec nel 1975, spiega anche perché «non possono essere stati i neofascisti» a mettere la bomba alla stazione di Bologna. «In quegli anni — detta — il traffico di armi ed esplosivi attraverso l'Italia era cosa soltanto nostra. Col beneplacito dei servizi italiani, coi quali noi rivoluzionari trattavamo personalmente, i compagni potevano attraversare l'Italia, così come la Grecia, con tutte le armi in arrivo da Saddam Hussein. Per questo posso certamente dire che in quei giorni mai ci sarebbe potuto sfuggire un carico di T4 grande come quello fatto esplodere a Bologna. Non sarebbe sfuggito a noi e di certo non lo potevano avere in mano i neofascisti italiani. Quel tritolo viene dai militari... Tra i rivoluzionari palestinesi e l'Ori (l'Organizzazione dei rivoluzionari internazionali, quella di Carlos, ndr) — puntualizza il terrorista — i patti con i servizi segreti italiani erano chiari: in Italia traffico di armi sì, attentati no... E noi abbiamo mantenuto la parola». Quindi Carlos demolisce anche la tesi di Cossiga, quella dello scoppio accidentale dell'esplosivo in transito: «Conosco bene quel tritolo, non suda, non si muove... per farlo saltare serve per forza l'innesco».

A fianco di Carlos, portato in tutta sicurezza al primo piano del tribunale circondato dalla Gendarmeria, ci sono gli avvocati Sandro Clementi e Isabelle Coutant. Con loro l'interprete Sophie Blanco. Davanti al terrorista, a far domande, stanno seduti il giudice istruttore Yves Jannier (che ha sostituito Brughier) e il pm Cieri, l'ufficiale di collegamento italiano in Francia, Forcella, e il magistrato italiano di collegamento a Parigi, Camelieri. Prima di iniziare «lo sciacallo» li fissa negli occhi uno per uno, prende carta e penna e chiede a ognuno di loro nome e cognome. Non tutti rispondono. A un tratto il magistrato bolognese tira fuori un album fotografico e chiede a Carlos se conosce Abu Saleh Anzeh, rappresentante in Italia del Fronte popolare per la liberazione della palestina (Fplp). Sorride, «lo sciacallo».

Prima di diventare segretario a Damasco di George Abbash, Anzeh era il suo uomo delegato ai rapporti con i servizi segreti militari. «Del resto noi eravamo organizzati militarmente — spiega Carlos — per questo subito dopo lo scoppio a Bologna ho ricevuto un rapporto scritto. Noi, prima di tutti, volevamo capire cosa fosse accaduto». A inviarlo, dice ancora, è stata Magdalena Cecilia Kop, nel 1980 una semplice militante poi diventata sua moglie, oggi ripudiata perché starebbe collaborando con il Bka, la polizia politica tedesca. «Andate a chiederlo a lei cosa c'era scritto... I servizi sapevano bene che a Bologna quel giorno c'era Thomas Kram e farlo saltare in aria con la stazione sarebbe stato come mettere la firma dei palestinesi sull'eccidio... Così l'Italia si sarebbe staccata dai palestinesi e avvicinata agli israeliani. Ma Kram (già interrogato dal pm Cieri, ndr) si è salvato e l'operazione è fallita. Thomas era braccato passo passo dagli 007... In realtà era diretto a Perugia. Perché non tutti lo sanno, ma il '68 non è nato a Parigi, è nato a Perugia nel 1967».
Biagio Marsiglia

Candidati a una notte d'altri tempi

1/ Notte d'altri tempi, tra battere e levare e idee che prendono forma e parola.

2/ Sto riscoprendo tutti i vecchi video di Madonna. Sono sempre pazzo di lei.

3/ Tensioni e disgelo, rapporti che si evolvono. Dove porteranno?

4/ Ho deciso che non andrò a letto prima di aver ricevuto una certa email.

5/ Piacevole scambio di battute e riflessioni con un candidato sindaco di Reggio in Spaghetteria.

venerdì 24 aprile 2009

Senza casco? Colpa dei genitori

da Tgcom.it
"Senza casco? Colpa dei genitori"
Lo dice Cassazione su minorenni in moto
Se i figli non indossano il casco quando vanno in motorino, la colpa è della "cattiva educazione" impartita loro dai genitori. Lo dice la Cassazione: in caso di incidente, mamma e papà dovranno pagare di tasca loro i danni causati dai figli che non sono stati educati a dovere. A questo proposito la Suprema Corte ha ricordato che "i genitori hanno doveri di natura inderogabile finalizzati a correggere comportamenti non corretti".

I giudici della terza sezione civile hanno confermato la sentenza della Corte d'appello di Potenza, che aveva condannato i genitori di un diciassettenne a risarcire la famiglia di un altro ragazzo, anch'egli minorenne, morto in seguito a un incidente tra i motorini dei due giovani.

Nelle motivazioni della sentenza 9556, la Suprema Corte sottolinea, senza mezzi termini "lo stato di immaturità, il temperamento e la cattiva educazione del minore". Una valutazione negativa che i giudici desumono anche dal fatto che "è pacifico che il ragazzo non indossava il casco".

L'obiettivo di mamma e papà, aggiunge la Corte, deve essere quello di "realizzare una personalità equilibrata, consapevole della protezione della propria e altrui persona da ogni accadimento consapevolmente illecito".

giovedì 23 aprile 2009

Montanelli, passione viola

da Gazzetta.it

Montanelli, passione viola
"Che lezione di calcio!"

Il grande giornalista toscano, morto nel 2001, oggi compirebbe 100 anni. Nei suoi diari appena pubblicati da Rizzoli emerge il suo tifo per la Fiorentina. Quando si entusiasmò per una vittoria a Kiev...

MILANO, 22 aprile 2009 - "Uno spettacolo miserevole, scoraggiante”. Da buon (e accanito) tifoso Montanelli non ammette mezzi termini: il 2-0 subito dalla sua Fiorentina in casa della Juventus è stata una batosta indigeribile. E tutta la colpa è del tecnico Pesaola "che ha fatto giocare la squadra all’insegna della rinuncia, per lo 0-0". E’ il 30 novembre 1969, un anno di tensioni e di bombe (da lì a 13 giorni sarebbe esplosa quella di piazza Fontana), ma il principe del giornalismo italiano non dimentica la sua grande passione per la Viola e annota nei suoi diari la mesta sconfitta di Torino. Il calcio fa capolino così ne "I conti con me stesso", l'impedibile raccolta dei diari di Montanelli curata da Sergio Romano.

CALCIO - Il grande giornalista di cui oggi ricorre il centenario scrisse questi diari in quattro periodi un po’ casuali del dopoguerra: dal 1957 al 1958, dal settembre al dicembre 1966, dal maggio 1969 all’aprile 1972 e dal maggio 1977 al maggio 1978. Con la consueta bravura ("Montanelli era incapace di scrivere male", ha detto Mario Cervi) l’ex direttore del "Giornale" appuntò momenti più o meno importanti della sua vita di quegli anni. Nelle 288 pagine di questi diari si incontra il meglio della cultura, della politica e del giornalismo di quella Italia. E qua e là sbuca anche il calcio. Anzi, la Fiorentina, suo grande amore, e la Juventus, la grande rivale.

A KIEV - Il 2 ottobre 1966 Montanelli, laconico, registra: "Giornata nera: la Fiorentina battuta in casa dalla Juventus per 2-1". Ma ci sono anche momenti di entusiasmo. E’ il 12 novembre 1966, Montanelli è, tanto per cambiare, nell'occhio del ciclone per un suo articolo su Vittorio Emanuele da alcuni considerato troppo elogiativo. Il giornalista se ne lamenta ("Ecco a cose servono le Repubbliche: a conferire nobiltà e grandezza perfino a un Vittorio Emanuele"). Ma poi sbollisce la rabbia così: "Però, la Fiorentina, a Kiev che partita! Una vittoria stupenda. Una lezione di arte calcistica". Pochi giorni dopo annota stizzito una frecciatina subita da Giorgio Bocca, ma anche qui c’è il finale dolce: "Fiorentina-Bari 3-0. E Chiarugi capo-cannoniere!".

BATTUTA L'INTER! - Nel 1969 è impegnato nella battaglia per la difesa di Venezia e contro la costruzione del polo industrale di Marghera. Un lungo e infuocato dibattito gli impedisce di seguire la sua squadra. Ma anche stavolta i risultati dei viola sono rigeneranti: "Quando alla fine mi liberano dall’assedio, mi sento sfinito. Credo che cadrei per terra, se in quel momento non mi annunziassero che la Fiorentina ha battuto l’Inter per 2-0. Accidenti, non ho nemmeno seguito la partita alla radio!".

ALTI E BASSI - Una passione vera, quella per la Fiorentina. Già direttore del "Giornale", nel 1982, mentre la Viola contendeva invano lo scudetto alla Juventus, intraprese uno splendido duello di scrittura con Giovanni Arpino, noto tifoso bianconero. Nel 1990 accettò persino l'invito fatto da Mario Cecchi Gori ad entrare nel consiglio di amministrazione della società. Per i viola si esaltò ("Batistuta non tradisce mai") e si depresse ("Non esiste che una società si arrenda a un mascalzone come Edmundo"), fino alla disillusione finale ("Basta con il circo Barnum del pallone").

martedì 21 aprile 2009

Breaking news - Materia si è dimesso

Il procuratore capo di Reggio Italo Materia ha rassegnato le dimissioni dalla magistratura dopo gli attacchi ricevuti dai grillini e da Sonia Alfano. Era in corsa per la poltrona di procuratore capo a Bologna.

lunedì 20 aprile 2009

Razzismo, Juve a porte chiuse

da Corriere.it
La decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel
Razzismo, mano dura del giudice
Una gara a porte chiuse per la Juve

Per i cori razzisti rivolti dai tifosi bianconeri nei confronti del giocatore dell'Inter Mario Balotelli

MILANO - Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha condannato la Juventus a disputare un turno a porte chiuse a causa dei cori razzisti rivolti dai tifosi bianconeri nei confronti del giocatore dell'Inter Mario Balotelli.

IL REFERTO - Nel suo referto il giudice sportivo ha sottolineato come i cori razzisti si siano verificati «in molteplici occasioni» e «in vari settori dello stadio» e ha sottolineato «l'assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissuasivi da parte della società». Quindi, dopo aver esaminato «la dettagliata ed esaustiva relazione dei collaboratori della Procura federale», ha deciso di punire la Juventus con un turno a porte chiuse perchè «in molteplici occasioni, sostenitori della società ospitante, in vari settori dello stadio, intonavano cori costituenti espressione di discriminazione razziale nei confronti di un calciatore della squadra avversaria». Il giudice ha tenuto conto della «gravità del fatto, per la pervicace reiterazione di tali deplorevoli comportamenti, che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva», e ha inoltre «preso atto dell'assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissuasivi da parte della società».

sabato 18 aprile 2009

Costretta a licenziarsi per un film porno, fa condannare gli ex datori di lavoro

da Corriere.it
Era commessa in un negozio a Grosseto
Costretta a licenziarsi per un film porno
fa condannare i suoi ex datori di lavoro

La donna ha firmato le dimissioni, poi la denuncia. I due pagheranno una multa. Risarcimento deciso in sede civile

GROSSETO - Costretta a licenziarsi perché aveva girato un film porno, ha vinto la causa contro i suoi datori di lavoro. La commessa di un negozio a Grosseto, allora 27enne, aveva dovuto firmare una lettera di dimissioni, ma non si è data per vinta. Ha querelato i proprietari dell'esercizio per violenza privata e ha vinto: i due sono stati condannati a un mese di reclusione, pena convertita in 1.140 euro di multa, in attesa che venga quantificato il risarcimento danni, che sarà fissato attraverso un'altra causa.

RISARCIMENTO - La vicenda risale al 2005: la donna è stata convocata e le è stato mostrato il filmino hard. Lei ha negato di essere la protagonista bendata, ma ha accettato di firmare la lettera di dimissioni, per tutelare il buon nome del negozio. Poi la denuncia. Nel frattempo la donna ha cambiato città e lavoro ma ha chiesto un risarcimento di 40mila euro su cui dovrà pronunciarsi il giudice civile.

Iran, Roxana Saberi condannata a 8 anni

Giornalisti nel mirino.

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da Corriere.it
Arrestata a gennaio con l’accusa di spionaggio
Iran, Roxana Saberi condannata a 8 anni
Secondo le autorità di Teheran la giornalista irano-statunitense lavorava «illegalmente» nel Paese

TEHERAN - La giornalista irano-statunitense Roxana Saberi, arrestata a Teheran a gennaio con l’accusa di spionaggio in favore degli Stati Uniti, è stata condannata a otto anni di prigione. Lo ha reso noto sotto anonimato una fonte vicina alla famiglia della donna comparsa questa settimana davanti ai giudici. La reporter, 31 anni e da 6 in Iran, ha lavorato per diverse testate giornalistiche internazionali. Secondo le autorità iraniane la donna lavorava «illegalmente» nel Paese e ha continuato le sue attività anche dopo che il governo le aveva ritirato il tesserino giornalistico. Il processo era iniziato lunedì davanti al tribunale rivoluzionario della capitale.

giovedì 16 aprile 2009

Televisionando al quarto piano

1/ Perché i giornali si sentono in dovere di dover fare paragoni tra le esibizioni televisive di Nina Moric e Belen Rodriguez?

2/ Possibile che la tv in chiaro offra ormai solo reality e vecchi film?

3/ Richieste strane e imbarazzo al quarto piano.

4/ Emilio Fede è stato assolto dall'accusa di aver diffamato la collega Giuliana Sgrena (leggi qui).

5/ Come dice il buon Giulio: "Anche oggi vacanza".

domenica 12 aprile 2009

venerdì 10 aprile 2009

Gianna, Ilaria e l'Abruzzo

1/ Deludente ritorno al ristorante Nizzoli di Dosolo (Mantova). Serata allietata dall'ottima compagnia, allargata eccezionalmente anche alle donne in deroga alla tradizionale cena maschietti di metà settimana.

2/ Mi godo il sigaro di fine giornata. Lo studio è saturo del suo profumo. Porte chiuse e finestre aperte. Il freddo aiuta a scrivere meglio.

3/ iTunes suona solo canzoni di Gianna Nannini. Avventuriera...

4/ Ilaria Alpi, Moby Prince, Giza.

5/ Domani mattina appuntamento per vedere l'ennesimo appartamento. Troverò mai quello giusto? In realtà credo di averlo trovato. Cucina di design in zona giorno non grandissima ma mossa, super terrazzo al sesto e ultimo piano vista vele di Calatrava, studio/camera matrimoniale, soppalco con camera matrimoniale e cabina armadio, garage enorme, prezzo ok. Il difetto? Ha il bagno cieco. Che faccio?

6/ Ok, lo ammetto. Invidio i colleghi che hanno avuto la possibilità di lavorare in Abruzzo in questi giorni.

7/ Domani alle 15 Legnano-Reggiana in diretta su Radio Erre 95fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

8/ La testa è molto più leggera da quando ho preso determinate decisioni. Ogni tanto farsi qualche domanda aiuta.

9/ Qualcuno ha notizie meteo affidabili per Pasqua e Pasquetta in Versilia?

10/ Mi dispiace per Adriano dell'Inter. Vive un momento difficile. Lasciamolo in pace.

domenica 5 aprile 2009

Zarina in streaming

1/ Felicità e amore sulla rotta Reggio-Torino. L'amica di Winnie The Pooh è finalmente felice. Se lo merita.

2/ Splendido tirare tardi in via Emilia Santo Stefano 38.

3/ Alle 15 sintonizzatevi su Radio Erre, c'è Reggiana-Lecco. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

4/ VS5P è fuori Reggio per il weekend.

5/ Mourinho dice si sentirsi come Robin Hood.

6/ Nella vita ci sono fantasmi che ogni tanto decidono di tornare. Quando svaniscono, lasciano pensieri. Non è destino. Punto. Continuo a scrivere.

7/ Sto cercando casa. Ma niente affitto, please.

8/ Il Foglio di Ferrara ha sposato il Mourinho pensiero.

9/ A Reggio si parla solo della decisione di Antonella Spaggiari di candidarsi a sindaco di Reggio. La Zarina è tornata, ma senza Armata Rossa.

10/ Nuove amicizie all'insegna dello squash.

sabato 4 aprile 2009

Curioso

Strani destini si incrociano nei locali reggiani il venerdì sera. Fantasmi, presenzialisti a oltranza, snob che fingono sorrisi, volti mascherati della peggio specie e amici sinceri: tutti mescolati in un beverone purgante per una società che fa i conti con una crisi che non ha ancora accettato.
E la notte non si dorme mai. Pala e piccone, scavando alla ricerca di chissà cosa.
Nella foto "Il curioso" di Lux 2009

venerdì 3 aprile 2009

V O L A R E

La planata (Lux 2009) - Ushuaia, Terra del Fuoco, 2009

Sicurezza, il Csm si spacca sulle ronde

da Corriere.it
VOTO CONTRARIO DEI LAICI PDL, SI ASTENGONO MANCINO E 3 TOGATI DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE
Sicurezza, il Csm si spacca sulle ronde
Il plenum vara il parere sul decreto, ma si divide sui volontari per la sicurezza e sui Cie
ROMA - Spaccatura nel plenum del Csm, chiamato ad approvare giovedì mattina il parere che esprime più di una perplessità sul decreto sicurezza, attualmente al vaglio della Camera. Il parere è stato approvato a larga maggioranza ma il plenum si è spaccato sulle ronde: sulla questione è stato registrato infatti il voto contrario dei laici del Pdl e l'astensione del vicepresidente Nicola Mancino e dei tre togati di Magistratura Indipendente. Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano apostrofa come «atto improprio» la bocciatura delle ronde da parte del Csm. E l'ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, chiama in causa la Corte dei Conti. «Invito la Corte - dice il leghista - ad aprire una procedura per danno erariale presso il Csm, visto che il Consiglio dei magistrati passa il suo tempo, che notoriamente costa tantissimo ai cittadini, ad occuparsi di questioni su cui non è chiamato ad esprimersi». Per il Pd, d'altro canto, il tentativo di Mantovano e di altri esponenti del centrodestra di contestare la legittimità dei pareri del Csm sul decreto ronde «è inaccettabile». Quelle del Csm, secondo i democratici, «sono critiche gravi che suonano come vere e proprie intimidazioni».

MANCINO - «Personalmente sono contro l'introduzione delle ronde - ha detto il vicepresidente del Csm Mancino - ma questo fa parte della politica, noi non ce ne possiamo occupare altrove, dunque, avrei dato un voto contrario, ma l'espressione di questo parere mi trova molto perplesso sul punto e quindi mi astengo».

DIVISIONI ANCHE SUI CIE - L'assemblea di Palazzo dei Marescialli ha votato il documento della sesta commissione esprimendosi, volta per volta, sui vari punti del decreto sicurezza che ha preso in esame: sulla parte inerente gli stupri, si è registrata la sola astensione dei laici del Pdl, mentre circa lo stalking, per il quale si rilevava un apprezzamento per il provvedimento legislativo, si è registrata l'unanimità. Nel capitolo dedicato al trattenimento degli immigrati irregolari nei centri per l'identificazione e l'espulsione, su cui il parere esprime perplessità in alcuni punti, hanno espresso voto contrario i laici del Pdl, e si è registrata l'astensione di Mancino e del togato di Magistratura Indipendente Cosimo Ferri.

mercoledì 1 aprile 2009

Russia, ancora un giornalista ucciso

da Corriere.it
IL DECESSO TRA DOMENICA E LUNEDÌ. MA PER LE AUTORITÀ SI TRATTA DI SUICIDIO
Russia, aggredito e ucciso giornalista
Serghiei Protazanov era l'impaginatore di una piccola testata dell’opposizione

MOSCA - Un tipografo impaginatore di un giornale locale di opposizione di Khimki, alle porte di Mosca, è morto in seguito ad una aggressione subita nella notte fra domenica e lunedì. Lo ha reso noto la dirigente di un movimento ecologista locale, Ievghenia Cirikova, citata dall'agenzia Interfax. Secondo le autorità locali, invece, l'uomo è morto intossicato per aver ingerito una dose eccessiva di pasticche non meglio precisate. In ogni caso è stata disposta l'autopsia. «L'impaginatore del quotidiano locale «Il consenso civile» Serghiei Protazanov è deceduto lunedì in ospedale dopo essere stato aggredito e brutalmente picchiato da sconosciuti il giorno precedente», ha dichiarato la Cirikova, leader del movimento per la difesa del bosco di Khimki, una zona verde minacciata dalla costruzione di un'autostrada. A causa della morte di Protazanov la pubblicazione del suo giornale è stata sospesa.

Bagagli nel motore

Piacevole serata tra giornalai prima dell'ennesima notte passata a riflettere con le dita sulla tastiera.
Oggi (ieri...) ho parlato con una cara amica della possibilità/necessità di fare i bagagli e lasciare Reggio alla ricerca di nuovi stimoli. Una esigenza reale o dettata dall'insoddisfazione del momento? Per ora resta un quesito senza risposta. Per ora.

A proposito, a Parma "schiena fredda" (detto anche "freccia rossa") fa strane smorfie al solo sentir pronunciare il mio nome. Stia tranquillo, l'antipatia epidermica è assolutamente reciproca e ben ricambiata.

Non c'entra niente, ma avete visto che i cinesi ora clonano anche le Rolls Royce?