mercoledì 25 marzo 2009

Intercettazioni, lo Stato non paga

da Tgcom.it
Intercettazioni,società a collasso
"Lo Stato ci deve 400 milioni"

Ammontano a quasi 400 milioni i debiti contratti dalle Procure verso le società private che forniscono gli strumenti tecnologici per le intercettazioni. Se il ministero del Tesoro non darà nei prossimi mesi il via libera ai pagamenti, il settore rischia il collasso. In pericolo, oltre alle attività di investigazione, anche 300 posti di lavoro altamente qualificato.

"Il ministero non ha avuto neanche la decenza di convocarci - si sfoga con la Stampa Alberto Zappa, segretario provinciale della Fim Cisl di Como, che si occupa della crisi - e ora rischia di mettere in seria difficoltà la prosecuzione e la stabilità delle aziende che rappresentiamo".

Solo tre società, tutte lombarde, fatturano da sole oltre il 70 per cento dei costi in Italia: sono la Sio di Cantù, la Rcs di Milano e la Area di Binago, verso le quali lo Stato è debitore di oltre 140 milioni di euro.

La crisi è iniziata a luglio 2006, con il cambio del metodo di pagamento. Fino a quella data, infatti, le Procure liquidavano le somme richieste tramite anticipi delle Poste che poi il Tesoro restituiva. Dal 2006, invece, è la Banca d'Italia, su autorizzazione del ministero del Tesoro, a pagare. Quando può.

Quanto costa
Il costo di un’intercettazione varia, riporta sempre il quotidiano piemontese, a secondo del contesto e della regione. Per Elio Cattaneo, titolare della Sio di Cantù, il prezzo cambia da zona a zona, con un costo medio di circa 40 euro al giorno per intercettazione. Secondo uno studio del Ministero, a Campobasso un’intercettazione costa 3,85 euro al giorno, mentre a Lodi 27. Piazzare una microspia a Roma costa 19,05 euro al giorno contro i 195 di Catania.

Oltre ai costi delle telefonate, le cui tariffe dipendono dai gestori, c'è da tenere conto anche del noleggio degli apparecchi di registrazione, delle telecamere e della loro collocazione.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

gradirei sapere cosa ne pensi di questo argomento, giuro sono curioso!

L.A.

Davide Bianchini ha detto...

Sacrosanto dare alla magistratura la possibilità di avvalersi di strumenti sofisticati come le intercettazioni nel corso delle indagini. Solo non capisco perché il costo del noleggio dell'apparecchiatura debba essere diverso da provincia a provincia.
Infine, allo Stato non converrebbe comprare le attrezzature necessarie invece di pagare conti salatissimi alle solite società private?

Anonimo ha detto...

Se posso dire la mia, non credo convenga molto allo stato comprare un'attrezzatura del genere
1) dovrebbe formare le persone della polizia a gestire sistemi sofisticati, quindi aumentando molto i costi
2) non sarebbe mai all'avanguardia col l'avanzare della tecnologia, perchè dovrebbe investire in ricerca e sviluppo, in un settore altamente in evoluzione
3) comprare lo stesso sistema o diversi sistemi?