martedì 31 marzo 2009

Tradimento della moglie meno grave se lui non può avere figli

da Repubblica.it
La Cassazione: "Procreazione fondamentale nel matrimonio. L'infedeltà della donna non ha causato la rottura del rapporto"
"Tradimento della moglie meno grave
se lui non può avere figli e non lo dice"


ROMA - Se la moglie tradisce il marito che le aveva tenuto nascosto di non poter avere figli, il tradimento è meno grave. E non può essere l'unica causa della separazione, neppure se lei e l'altro sono stati sorpresi dal marito proprio nel letto coniugale.

Lo ha stabilito la Cassazione, sottolineando che i figli sono una "dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio" e, in nome della "lealtà tra coniugi", ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva giudicato la moglie infedele colpevole della separazione, aggiungendo anche che l'impossibilità per il marito di avere figli non era "sufficientemente provata" in quanto attestata soltanto da testimonianze. Al contrario, scrivevano i giudici di secondo grado nel 2005, l'episodio del tradimento è più che documentato dal momento che il marito aveva portato in aula, come testimone, proprio l'uomo che era stato sorpreso in casa con la moglie.

I giudici della prima sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 6697, hanno invece accolto il ricorso della donna, evidenziando prima di tutto che l'infedeltà contestata si riduceva a un "incontro occasionale". Una "condotta isolata", precisa la Corte, e neppure il marito aveva "ravvisato nell'episodio una stabile relazione extraconiugale".

In secondo luogo, aggiunge la Cassazione, "l'infedeltà di un coniuge può essere rilevante ai fini della separazione quando sia stata causa o concausa della frattura del rapporto coniugale". Nel caso dei coniugi fiorentini, invece, la donna "ha denunciato l'omessa informazione da parte del marito, prima delle nozze" dell'incapacità ad avere figli. Un'omissione che per i giudici costituisce "violazione dell'obbligo di lealtà" che provoca "una lesione del diritto della donna all'autonoma determinazione al matrimonio e alle aspettative di armonica vita sessuale nella sua proiezione verso la procreazione che costituisce una dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio".

Perciò la Cassazione ha rinviato la causa alla Corte d'Appello fiorentina con il compito di "accertare se è stato leso il diritto della moglie di realizzarsi pienamente nella famiglia e nella società come donna e come madre, e quindi procedere ad una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi" prima di stabilire di chi è la colpa della separazione. Insomma, è vero che lei avrebbe potuto evitare di portarsi a casa un amante occasionale, ma è anche vero che per colpa di lui il matrimonio era partito con il piede sbagliato.

Stasi, il movente del film hard

da Corriere.it
LA RELAZIONE DELL'ACCUSA «L'IMPUTATO HA UNA PROPENSIONE MANIACALE PER LA PORNOGRAFIA»
Stasi, il movente del film hard
Il pm: Chiara forse uccisa perché rifiutò le riprese

VIGEVANO — La premessa: fu «un'esplosione di violenza e un accanimento che trovano spiegazione solo in virtù di un coinvolgimento personale diretto e non certo occasionale che doveva legare vittima e colpevole». La conclusione: è stato «un omicidio d'impeto ed estremamente efferato» e «il movente è certamente da collocarsi all'interno della dinamica di coppia, nel rapporto interpersonale tra Alberto e Chiara». Poi la «possibile ricostruzione del delitto sulla base degli elementi emersi dalle indagini ». Eccola, la ricostruzione del «caso Garlasco» nelle parole che il pubblico ministero Rosa Muscio ha pronunciato davanti al giudice delle udienze preliminari Stefano Vitelli. La dottoressa Muscio parla del fatto che Alberto Stasi, da sempre unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, la mattina stessa del delitto (il 13 agosto del 2007) visionò sul suo computer immagini pornografiche: «Appare chiaro che Stasi non fosse in quel contesto di tempo concentrato esclusivamente sulla tesi, come invece ha ostinatamente cercato di far credere nelle sue dichiarazioni, nascondendo e tacendo questo aspetto di quanto fatto la mattina.

La corrispondenza fra il contenuto delle immagini visionate da Stasi e i regali (erotici, ndr) da lui portati alla ragazza non può far escludere che lo stesso Stasi abbia potuto richiedere, come aveva fatto in passato, la realizzazione di immagini riproducenti quelle visionate o che abbia preteso da Chiara qualcosa di più o di più particolare rispetto ai loro rapporti intimi, soprattutto in relazione alla volontà di effettuare ulteriori riprese filmate dei loro rapporti. Stasi testualmente ha riferito sulle precedenti riprese. "Chiara non voleva, ma se io glielo chiedevo lo faceva"». Ipotizza, il pubblico ministero, che è possibile che «questa volta Chiara si sia opposta categoricamente, scatenando la reazione violenta e feroce di Alberto Stasi. È possibile quindi che, a fronte di questo rifiuto, Stasi abbia perso il controllo ed abbia ripetutamente colpito la ragazza, l'abbia trascinata e buttata nel vano scala dello scantinato, si sia poi lavato nel bagno del piano terra (dove risultano impronte sue miste a dna di Chiara, ndr) e si sia quindi allontanato con la bicicletta marca "Umberto da Milano", sui cui pedali ha lasciato il sangue della vittima.

Dopo essersi disfatto dell'arma, delle scarpe sporche di sangue, s'è presentato alla caserma dei Carabinieri di Garlasco inscenando il finto ritrovamento del cadavere della ragazza e la telefonata al 118». E ancora: «Tenuto conto che non vi è traccia informatica sul suo computer portatile della presenza di un operatore che interagisce con la macchina dopo le 10.17, Stasi ha avuto tutto il tempo per commettere l'omicidio, per cancellare ogni traccia direttamente a lui riconducibile e per costruire il ritrovamento casuale del cadavere. Non esiste un'ipotesi ricostruttiva dei fatti compatibile con tutte le emergenze probatorie diversa da questa». Rosa Muscio ha parlato per più di quattro ore e a tratti era così commossa da far dire alla mamma della vittima, Rita, che «mi ha toccato il cuore, ha parlato di Chiara come se stesse parlando di sua figlia». I suoi «gravi indizi di colpevolezza » sono raccolti in 209 pagine e una parte consistente della relazione riguarda la personalità di Alberto, in particolare la sua la «propensione maniacale per la pornografia e la sua ossessiva sensibilità per il tema della sessualità», argomento al quale il pm lega, appunto, il possibile movente del delitto. «Disse di aver lavorato alla tesi per accreditare un'immagine di sé stesso tranquillizzante come studente modello », accusa Rosa Muscio. La dichiarata vergogna di lui per giustificare di aver taciuto quel dettaglio non la convince: «Non si trattava di un fatto che potesse considerarsi particolarmente riprovevole a confronto con l'uccisione di Chiara, salvo ritenere che sin dal primo momento Stasi fosse più preoccupato dell'immagine di sé e della propria rispettabilità invece che della morte della fidanzata, fatto che però già porterebbe a guardare ai sentimenti di Alberto verso Chiara in tutt'altra ottica».
Giusi Fasano

sabato 28 marzo 2009

Sentenza terremoto a Reggio Emilia: se il verbale è nullo l'avvocato lo paga il Comune

da L'Informazione di Reggio
La rivoluzionaria sentenza del giudice Maria Luisa Manghi rischia di provocare una nuova ondata di ricorsi
Verbale nullo, Comune condannato
Dovrà farsi carico delle spese legali sostenute dallíautomobilista
*Accolto il ricorso presentatoda Enrico Fanticini, candidato a un posto in consiglio comunale per Reggio Civica
*Nonostante sia in possesso di un regolare permesso per invalidi, ha ricevuto ventidue verbali in poche settimane
*Tutte le sentenze che hanno disposto la compensazione delle spese possono essere impugnate davanti al Tribunale

di Davide Bianchini
REGGIO EMILIA - Non solo il verbale E' nullo, ma il Comune dovrà anche pagare le spese legali sostenute dallíautomobilista ingiustamente multato dal vigile elettronico.
Líultima novità nella già ricca casistica giurisprudenziale legata ai varchi d'accesso al centro storico si arricchisce di una sentenza che avrà gli effetti di una scossa di terremoto.
La sentenza della dottoressa Maria Luisa Manghi, giudice di pace e coordinatore dell'ufficio, rischia di aprire la strada a un fiume di ricorsi di automobilisti che, oltre ad essere stati multati ingiustamente, potranno anche chiedere al Comune di farsi carico delle spese legali. Non solo: chi ha già visto accogliere il proprio ricorso con le spese compensate, potrà fare appello davanti al Tribunale. Un vero boomerang per le casse del Municipio: oltre al mancato introito delle sanzioni annullate (70 euro ciascuna) e alle spese di notifica (10,69 per ogni raccomandata), dalle casse di Sala del Tricolore rischiano di uscire cifre a quattro o cinque zeri (considerata la mole dei ricorsi presentati) per rifondere gli automobilisti delle spese legali sostenute. Unica consolazione, díora in avanti chi saprà di aver torto dovrà pensarci bene prima di presentare ugualmente il ricorso solo per posticipare il pagamento della sanzione. Il rischio è di dover pagare non solo il proprio avvocato, ma anche quello del Comune.
Ad aprire un nuovo fronte nel braccio di ferro tra i cittadini e le telecamere a guardia del centro storico è stato un ricorso presentato da Enrico Fanticini, tetraplegico noto per il suo impegno civile e ora candidato a un posto in consiglio comunale alle prossime elezioni amministrative nella lista Reggio Civica.
Nonostante sia in possesso di una legittima autorizzazione per invalidi (regolarmente esposta dietro il parabrezza) e abbia tempestivamente segnalato ad Act la targa del veicolo (nella cui parte posteriore, quella fotografata, è tra l'altro ben visibile la piattaforma elevatrice impiegata per caricare la sedia a rotelle del proprietario) e di altri mezzi utilizzati più o meno frequentemente (segnalazione comunque superflua dato che il contrassegno per disabili non è legato al mezzo ma alla persona fisica), la multa è partita lo stesso. Anzi, ne ha ricevute ventidue in poche settimane. Ventuno sono già state contestate, l'ultimo ricorso sarà depositato a giorni. Due i verbali già annullati: la prima sentenza, con compensazione delle spese, è stata impugnata davanti al Tribunale; la seconda ha visto il giudice Manghi accogliere in toto le richieste dell'automobilista, affiancato dall'avvocato Fabrizio Corradi, e condannare il Comune "al pagamento delle spese del giudizio a favore del ricorrente", si legge nella sentenza, nella misura di cento euro.

Semaforo rosso, niente multa se il vigile non c'è

da Corriere.it
ANNULLATA LA SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE
Semaforo rosso, niente multa senza vigile
Lo ha deciso la Cassazione dopo il ricorso di un cittadino di Modena che ha ricevuto il verbale grazie al "Photored"
MILANO - Se si passa con il rosso non basta la foto scattata dall'apparecchio di rilevamento della velocità per avere una multa: è necessaria la presenza del vigile, cui si può presentare una contestazione immediata. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 7388 della seconda Sezione civile, che ha annullato la sanzione a un cittadino di Modena. Aveva ricevuto un verbale per essere passato col rosso in presenza dell'apparecchio "Photored" (un sistema simile a quello dell'autovelox), ma in assenza del vigile non aveva potuto presentare obiezioni immediatamente dopo il fatto.

POSSIBILI EQUIVOCI - Ha fatto ricorso in Cassazione e ha vinto: la sentenza del giudice di pace modenese è stata annullata. «La mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile - si legge nella motivazione -, così eludendo il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci, non risolubili con certezza, proprio l'assenza degli agenti sul posto».

CONSUMATORI - Soddisfatte le associazioni di difesa dei consumatori. Il Codacons: «La Cassazione conferma la tesi che sosteniamo da anni: senza la presenza di un vigile cui poter contestare l'infrazione, le multe elevate in automatico dai sistemi elettronici non sono valide e vanno annullate. Si tratta di una sentenza importante perché riconosce il diritto fondamentale dell'automobilista e poter contestare immediatamente la contravvenzione». L'Adoc parla di «sentenza giusta a favore degli automobilisti». Secondo l'associazione «le sentenze emessa dalla Corte Suprema testimoniano la crescita degli abusi da parte degli enti locali, che utilizzano in maniera distorta apparecchi e leggi al fine non di garantire una maggiore sicurezza, una migliore circolazione e il rispetto delle regole e degli automobilisti, ma solo allo scopo di fare cassa».

venerdì 27 marzo 2009

Sondaggio e seppia in salsa webcam

Cosa dite di questa foto?
L'ho scattata oggi pomeriggio utilizzando la webcam del Mac. Location: lo studio dove mi chiudo a scrivere quando sono a casa. A cosa ho lavorato? Non ve lo dico. Non ci credereste.
Have a nice night!

Girasoli


(foto dalla rete)

giovedì 26 marzo 2009

Schianto in auto, muore Parisi



da Corriere.it
SCONTRO FRONTALE A VOGHERA
Schianto in auto, muore Parisi
L'ex campione del mondo di pugilato, oro a Seul, ha perso la vita in un incidente stradale
VOGHERA - Giovanni Parisi, 42 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L'auto sulla quale viaggiava, verso le 20:40, si è scontrata frontalmente con un furgone. Parisi, originario di Vibo Valentia ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo.

FUORI STRADA - Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, nello scontro con un furgoncino che trasportava materiale elettrico, l'auto di Parisi, una Bmw, è uscita fuori strada, finendo in un campo lungo il tratto della tangenziale di Voghera, compreso tra le uscite di Oriolo e Voghera Ovest. Giovanni Parisi, sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua Bmw Coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell'immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d'accertamento da parte della Polizia Locale, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell'ospedale civile di Voghera. L'urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d'oro olimpica di Seul, nell'impatto devastante col camioncino, «è come esplosa» hanno raccontato i primi soccorritori. L'auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l'equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'ex-campione.

LA CARRIERA - Giovanni Parisi aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo un'Olimpiade e poi diventando campione del mondo in due diverse categorie. Non era riuscito però a conquistare il terzo mondiale, battuto nel 2000 dal portoricano Carlos Santos nel tentativo di scalata alla corona iridata dei pesi welters Wbo. Nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967 ma trasferitosi ben presto con i genitori a Voghera, Parisi era noto con il soprannome di Flash, per il carattere guascone, capace di infiammare il pubblico e soprattutto per l'intelligenza pugilistica. Dopo essere stato iridato nei leggeri (1992-93) e nei superleggeri (1996-98), aveva annunciato più volte il ritiro salvo poi tornare, richiamato dalla passione per la boxe. L'ultimo tentativo l'aveva fatto nell'ottobre 2006 quando, a 39 anni, aveva sfidato a Milano il francese Frederic Klose per il titolo europeo dei pesi welter. Ma era stato battuto e convinto a dire basta in maniera definitiva. Parisi era salito alla ribalta internazionale con la vittoria olimpica a Seul, dove aveva battuto il romeno Dumitrescu, per poi passare professionista per una brillante carriera.


Nella foto Giovanni Parisi durante uno dei suoi tanti incontri (Tam Tam da Corriere.it).

mercoledì 25 marzo 2009

Intercettazioni, lo Stato non paga

da Tgcom.it
Intercettazioni,società a collasso
"Lo Stato ci deve 400 milioni"

Ammontano a quasi 400 milioni i debiti contratti dalle Procure verso le società private che forniscono gli strumenti tecnologici per le intercettazioni. Se il ministero del Tesoro non darà nei prossimi mesi il via libera ai pagamenti, il settore rischia il collasso. In pericolo, oltre alle attività di investigazione, anche 300 posti di lavoro altamente qualificato.

"Il ministero non ha avuto neanche la decenza di convocarci - si sfoga con la Stampa Alberto Zappa, segretario provinciale della Fim Cisl di Como, che si occupa della crisi - e ora rischia di mettere in seria difficoltà la prosecuzione e la stabilità delle aziende che rappresentiamo".

Solo tre società, tutte lombarde, fatturano da sole oltre il 70 per cento dei costi in Italia: sono la Sio di Cantù, la Rcs di Milano e la Area di Binago, verso le quali lo Stato è debitore di oltre 140 milioni di euro.

La crisi è iniziata a luglio 2006, con il cambio del metodo di pagamento. Fino a quella data, infatti, le Procure liquidavano le somme richieste tramite anticipi delle Poste che poi il Tesoro restituiva. Dal 2006, invece, è la Banca d'Italia, su autorizzazione del ministero del Tesoro, a pagare. Quando può.

Quanto costa
Il costo di un’intercettazione varia, riporta sempre il quotidiano piemontese, a secondo del contesto e della regione. Per Elio Cattaneo, titolare della Sio di Cantù, il prezzo cambia da zona a zona, con un costo medio di circa 40 euro al giorno per intercettazione. Secondo uno studio del Ministero, a Campobasso un’intercettazione costa 3,85 euro al giorno, mentre a Lodi 27. Piazzare una microspia a Roma costa 19,05 euro al giorno contro i 195 di Catania.

Oltre ai costi delle telefonate, le cui tariffe dipendono dai gestori, c'è da tenere conto anche del noleggio degli apparecchi di registrazione, delle telecamere e della loro collocazione.

martedì 24 marzo 2009

Partita truccata, indagati tre giocatori del Palermo

da Repubblica.it
Palermo, partite truccate
indagati tre calciatori

I calciatori Franco Brienza, Salvatore Aronica e Vincenzo Montalbano sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo con l'accusa di frode sportiva per presunte combine durante il campionato 2002- 03, quando la squadra rosanero era in serie B e lottava per raggiungere la A. L'indagine rappresenta un filone dell'inchiesta in corso a Palermo su presunti rapporti del Palermo Calcio con esponenti mafiosi.
Gli avvisi di garanzia - come riporta il Giornale di Sicilia - sono stati notificati come atto dovuto per verificare le dichiarazioni di Marcello Trapani, l'avvocato dei boss Lo Piccolo, che da qualche giorno sta collaborando con gli inquirenti, dopo l'arresto.

Nella stagione 2002-03 i tre calciatori militavano nell'Ascoli; l'accusa nei loro confronti è di avere tentato di aggiustare la partita con il Palermo, dietro compenso di 200 mila euro. La partita finì 2 a 1 per i rosanero, con gol al 90' di Arturo Di Napoli, e nessuno dei tre calciatori indagati giocò. Trapani sarebbe stato informato della presunta combine dall'ex ds rosanero Rino Foschi, anche lui indagato.

Per la giustizia sportiva, comunque, l'eventuale reato sarebbe prescritto per scadenza dei termini d'apertura delle indagini: due anni per la responsabilità oggettiva dei club e quattro per i singoli tesserati.

lunedì 23 marzo 2009

Londra, sesso in Parlamento

da Tgcom.it
Gb,sesso in Parlamento: è scandalo
Coinvolto deputato amico del premier

Ennesimo scandalo sessuale a Londra. Questa volta non sono coinvolti i membri della famiglia reale ma i deputati. Secondo quanto pubblica il settimanale scandalistico 'News of the Worlds' l'ex ministro Nigel Griffiths, amico dell'attuale premier Gordon Brown, è stato scoperto mentre faceva sesso nella House of Commons con la sua amante.

Lo scandalo viene oggi riportato in esclusiva dal tabloid inglese che pubblica anche le foto, scattate dallo stesso Griffiths, a una donna bruna che improvvisa uno 'strip tease' all'interno del suo ufficio nella Camera, proprio nel 'Remembrance Day', il giorno in cui la Gran Bretagna rende onore ai suoi caduti.

Foto 'hot', scattate negli uffici del Parlamento per un'ora, che immortalano i giochi sessuali tra il deputato laburista e una donna bruna vestita di nero in reggicalze e stivaloni, poi distesa nuda con un sigaro in bocca.

Nelle scorse settimane il giornale scandalistico inglese aveva già rivelato la tresca 'hard' del deputato, sposato da 30 anni con sua moglie Sally, che però aveva immediatamente definito il servizio "oltraggioso e infondato". Ora con le foto sarà piu' difficile negare. Griffiths, candidato per le fila dei laburisti alle prossime elezioni britanniche, questa volta rischia proprio di non farcela.

domenica 22 marzo 2009

Reggiana - Monza alle 14,30 su Radio Erre

Il vostro blogger sta studiando per la radiocronaca di oggi pomeriggio, quando alle 14,30 al Giglio arriverà il Monza. Chi non sarà allo stadio potrà seguire la partita della Reggiana su Radio Erre, frequenza 95 fm, oppure in streaming sul sito della radio all'indirizzo http://www.e-tv.it/page.php?10.
Stay tuned!

sabato 21 marzo 2009

Spalle al divertimento

Giornata di riposo dopo sei di lavoro. La fatica si è fatta sentire, a maggior ragione perché alle 9 ero già in campo per una partita di squash con un collega che stimo. No, non lavoriamo per lo stesso giornale. Smettete di arrovellarvi sulla sua identità. Poi doccia, giretto in centro come tradizione impone il sabato mattina e pomeriggio in semi-relax, tra un pensiero e un lavoretto da finire.
In un momento di pausa ho trovato su Facebook questa vecchia foto scattata dall'amico Stefano Busà, per i pochi che non lo conoscono il principe del piano bar agostano in Capannina a Forte. Sembra ieri, invece da quella sera sono passati tre anni. Non l'avevo mai vista e me ne sono innamorato. Il titolo lo scelgo io: spalle al divertimento. Oggi mi sento così. O forse no. ITunes suona Meraviglioso... di Modugno, s'intende.

giovedì 19 marzo 2009

Sesso in tribunale/3, Popi e Mister LA

1/ Addetti ai lavori scatenati in pettegolezzi dopo il post Sesso in tribunale. Si dice che violare la camera di consiglio sia il sogno erotico di ogni magistrato. Sarà vero?

2/ Qualche "lingua sudata" (citazione) suggerisce di fare un giro nei sotterranei dopo le 16...

3/ Basket: Vecchie Glorie Ravenna battute di 21, ora sotto con la Rebasket.

4/ Quante volte è davvero sincero l'interlocutore che dice "mi dispiace molto"?

5/ Occhio sbarrato già alle 8 stamattina. Starò invecchiando? Insonnia?

6/ Illuminante colloquio con Magic Silvy farmacista. I capelli cadono e continueranno a cadere. Me li tengo così. Punto.

7/ Oggi esce in tutte le librerie "Fanculo amore", quarto romanzo dell'amico ed ex collega Pier Francesco Grasselli. Ne dà notizia l'irriverente e seguitissimo blog di Ciro Piccinini (a proposito di ex colleghi...).

8/ Mia nonna continua a telefonarmi. Non le rispondo da un po'. Sono arrabbiato. Scusa, ma ho bisogno di metabolizzare certe decisioni...

9/ Ci sono eventi e dinamiche che non stupiscono più. Vero, sgorbio?

10/ Una tisana per Mister LA, subito! Negli ultimi anni gli amici (compreso chi scrive) lo hanno massacrato sfogando su di lui paure, timori, ansie, mancanze... LA c'è e c'è sempre stato, per tutti, ma adesso ha bisogno di tirare il fiato. Ora tocca a noi, ragazzi. Chiaro? Mister, pure tu sei autorizzato a essere nervoso, incazzato e pure scorbutico. Gli amici capiranno.

mercoledì 18 marzo 2009

Scagionato dopo 27 anni dal test del Dna

da Corriere.it
CONDANNATO ALL'ERGASTOLO PER OMICIDIO. ERA INNOCENTE
Scagionato dopo 27 anni dal test del dna
L'uomo, malato mentale, aveva confessato l'omicidio
LONDRA - «E' bellissimo essere nuovamente libero, sono estasiato» ha affermato Sean Hodgson, l'uomo accusato dell'omicidio di una ventiduenne, Teresa de Simone, strangolata nella sua auto in un parcheggio di Southampton nel 1979. Hodgson, che soffre di gravi disturbi mentali, era stato condannato all'ergastolo nel 1982 anche perchè si era dichiarato più volte colpevole ma secondo la difesa l'uomo sarebbe un bugiardo cronico e le sue affermazioni sarebbero state false.

In seguito alla richiesta degli avvocati, quindi, il caso è stato riesaminato nello scorso novembre e dopo ventisette anni l'esame dna lo ha scagionato. All'epoca dell'0micidio i test non erano ancora in uso e l'appello presentato dalla commissione per la revisione delle pene non è stato contestato dalla procura in modo da garantire la rapida scarcerazione dell'uomo. Sean Hodgson è una delle persone rimaste più a lungo in una prigione di Sua Maestà a causa di un errore giudiziario.

martedì 17 marzo 2009

Sesso in tribunale/2


1/ Tra gli addetti ai lavori impazza la lettura del post Sesso in tribunale.

2/ A proposito, tutti sono convinti di conoscere l'identità dei protagonisti. No, non chiedetemi conferme. Io non li conosco.

3/ A proposito di tribunale, la primavera sta facendo sbocciare nuovi amori. O forse sono solo vecchie storie che diventano pubbliche. Matrimoni permettendo, s'intende.

4/ Questa settimana doppia partita, metà riposo e mezzo stipendio. Mi impicco?

5/ Ora esco, devo andare a litigare con gommista e meccanico.

Consulenze d'oro, il sindaco di Milano resta sotto indagine

da Corriere.it
LA CORTE DEI CONTI CONTESTA 90 INCARICHI «ILLEGALMENTE ATTRIBUITI»
Incarichi e consulenze d'oro in Comune
Il sindaco Moratti di nuovo sotto indagine

Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione: «violenza privata» a dirigenti e «volontà di favorire» altri

MILANO - Il Gip milanese Paolo Ielo ha ordinato nuove indagini nell’ambito dell’inchiesta sui cosiddetti «incarichi d’oro», scattata nel 2007, in cui è coinvolto, con l’accusa di abuso di ufficio a scopo patrimoniale, il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il Gip, per il momento, ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal Pm Alfredo Robledo, nella quale si affermava che le condotte degli indagati non apparivano penalmente rilevanti. Nell’inchiesta sono coinvolte altre quattro persone, tra le quali l’ex direttore generale del Comune di Milano ed ex sindaco Giampiero Borghini, che rispondono a vario titolo di abuso di ufficio, concussione e truffa. Il Gip ha dato al Pm tempo fino al 30 giugno prossimo per sentire testimoni e acquisire documenti.

GLI INCARICHI D'ORO - «Il numero dei dirigenti nominati tra gli esterni non avrebbe potuto superare la decina, a fronte del numero di 51 concretamente nominati», scrive il gip Paolo Ielo nel respingere la richiesta di archiviazione. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con il numero degli incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti, e poi un esposto in procura. Nel corso dell'inchiesta sono stati ascoltati una serie di testimoni, ex dirigenti comunali a cui erano subentrati i nuovi, che avevano messo a verbale di essere stati convocati dall'amministrazione comunale e invitati ad andare in pensione, con l'obbligo di una risposta nel giro di tre giorni.

«VIOLENZA PRIVATA» - Secondo il gip, il «vernissage» della macchina comunale milanese sarebbe avvenuto «con la prospettazione di modalità umilianti nella prosecuzione del rapporto di lavoro, con minacce - credibili per la fonte da cui promanavano - di pagarla» nei confronti di decine di funzionari che sarebbero stati indotti ad andare in pensione per lasciare il posto ad altri di nuova nomina. «Modalità umilianti» che, sostiene il magistrato, integrerebbero il delitto di violenza privata, «e non quello di concussione», ipotizzato dal pm. Inoltre, il gip annota che «l'indagine appare non essere sufficientemente approfondita in ordine al livello cui sono state prese le determinazioni per l'ottenimento delle risoluzioni consensuali». E ancora: l'amministrazione comunale milanese non avrebbe dato la pubblicità, prevista dallo statuto municipale, alla possibilità di presentare domande per la selezione di nuovi dirigenti. Sarebbe, questa, «una violazione di legge conclamata». «Merita rilievo la circostanza - scrive Ielo - che, incontestabilmente, la selezione dei dirigenti nominati è intervenuta senza la preventiva pubblicità richiesta dallo statuto, senza peraltro nessuna ricerca delle professionalità maggiormente adeguate alle funzioni da ricoprire, come il pur illegittimo regolamento richiederebbe» con il risultato che (anche) ai cittadini del Comune di Milano «è stata preclusa la possibilità di accesso a funzioni poi assegnate a terzi».

IL CASO MADAFFARI - Motivando la sussistenza della volontà di favorire qualcuno (uno dei presupposti dell'ipotesi di reato di abuso d'ufficio), il gip cita, tra gli altri, il caso di Carmela Madaffari, direttore della Direzione centrale famiglia del Comune di Milano, scelta «senza una preventiva ricerca» e che «nel momento della designazione aveva subito provvedimenti negativi, sia pur non definitivi, quali la sospensione dalla funzione di direttore generale e la decadenza» in occasione della «risoluzione del suo contratto di direttore generale dell'Asl di Locri». «Non rileva, com'è ovvio - annota il gip -, il merito delle scelte, ovviamente insindacabili, quanto piuttosto il metodo, che evidenzia una violazione di legge, allo stato degli atti, indice di una volontà specificamente diretta a favorire la Madaffari».

LA CORTE DEI CONTI - Viaggia in parallelo l'esposto alla Corte dei Conti. Tra le accuse, quella di 90 incarichi su 91 «illegittimamente attribuiti», regolamenti riscritti, «singolare circostanza», pochi giorni prima del conferimento degli incarichi (cosa che potrebbe configurare il dolo) e contratti stipulati in numero superiore all'ammissibile e con persone prive di titolo, per un danno totale di 11 milioni di euro. Secondo la Corte dei Conti, dal 2006 al 2007 l'amministrazione ha «pressoché raddoppiato il numero delle direzioni centrali, portate da 13 a 23, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia». Inoltre, il nuovo regolamento del Comune varato dalla Moratti prescinde dalla necessità di laurea per le funzioni dirigenziali. E così, si trovano dirigenti non soltanto non dottori, ma anche in «assoluta insufficienza dei requisiti professionali». Un primo capitolo a parte riguarda l'ufficio stampa. Secondo i magistrati, «non appare comprensibile in base a quali criteri sia stato determinato» il numero degli addetti, che sono venti.

domenica 15 marzo 2009

Verona-Reggiana su Radio Erre

Ultimi respiri di vita prima di correre a letto. Appuntamento a Verona, dove alle 14,30 la Reggiana si giocherà un'altra fetta di sogni di gloria. Il vostro cronista sarà come sempre in diretta sulle frequenze di Radio Erre (95 fm). Chi non abita in Emilia può seguire la radiocronaca in streaming sul sito http://www.e-tv.it/page.php?10.
Stay tuned!

sabato 14 marzo 2009

Quando l'autovelox è una truffa

da Corriere.it
DECISIONE DELLA SUPREMA CORTE
La Cassazione: autovelox da segnalare 400 metri prima, altrimenti è una truffa
La sentenza ribadisce il principio di una circolare del ministero: no ad apparecchiature nascoste

ROMA - Gli autovelox devono sempre essere segnalati. E quanto stabilisce una sentenza della Cassazione che mette uno stop agli autovelox utilizzati in maniera scorretta - solo al fine di rispondere alle esigenze di cassa dei Comuni o delle società private che hanno in appalto il servizio - e sottolinea che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. In caso contrario gli stessi autovelox possono venire sequestrati dall'autorità giudiziaria e i titolari della società di rilevamento rischiano l'incriminazione per truffa.

SEQUESTRO - La Cassazione con la sentenza 11131 ha confermato il sequestro di alcuni veicoli e autovelox della società Speed Control attiva nei comuni calabresi di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi (Cosenza). Gli apparecchi erano stati messi in funzione senza essere segnalati con chiarezza e in anticipo. Ad avviso della cassazione, è corretta la tesi accusatoria della Procura di Cosenza in base alla quale l'attività di rilevamento così svolta «era intenzionalmente preordinata a trarre in inganno gli automobilisti, in contrasto con lo spirito della normativa in materia diretta a reprimere incidenti più che a reprimere». I giudici ricordano che la circolare del Ministero dell'Interno - del 3 agosto 2007 - prescrive «la segnalazione almeno 400 metri prima del punto di collocamento» dell'autovelox. Invece la società, che riceveva un compenso per ogni multa riscossa, occultava gli apparecchi a bordo di macchine di sua proprietà in modo che nessun automobilista potesse accorgersi della presenza di autovelox.

MULTE DA ANNULLARE - Esulta il Codacons, una delle associazioni di consumatori che ha sostenuto varie battaglie su questo tema. «Con la decisione di oggi la Cassazione ha stabilito che gli apparecchi devono essere segnalati agli automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione. E' una decisione sacrosanta - dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi - perchè limita il malcostume delle amministrazioni comunali di utilizzare tale strumento di controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa e non con la finalità di garantire la sicurezza stradale. Ora i Comuni devono annullare d'ufficio tutte le contravvenzioni elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso contrario, si preannunciano migliaia di ricorsi, tutti accolti, da parte degli automobilisti, che potrebbero mettere in crisi le casse comunali».

venerdì 13 marzo 2009

Colpa della crisi: Hefner (Playboy) vende la villa

da Corriere.it
LA VILLA ERA STATA ACQUISTATA A 6,7 MILIONI DI DOLLARI NEL 1998
C'è la crisi, Hefner vende la mega-villa
Il re di Playboy ha messo sul mercato a 28 milioni di dollari la lussuosa residenza vicino al Country Club
LOS ANGELES - La crisi non risparmia nessuno. Nemmeno Hugh Hefner. Il re di Playboy ha deciso di disfarsi della sua villa a Holmby Hills, una lussuosa residenza (settecento metri quadrati più un grande guardino) messa sul mercato a 28 milioni di dollari.
ACQUISTATA NEL 1998 - Stando a quanto riporta il Los Angeles Times', la residenza di Hefner è accanto al Country Club e il suo terreno confina anche con la sede ufficiale di Playboy, dove sembra che l'82enne fondatore del celebre impero di conigliette gironzoli durante la notte indossando i suoi famosi pigiami. Hefner aveva acquistato la villa a 6,7 milioni di dollari nel 1998 per la moglie, la playmate Kimberly. La coppia divorziò l'anno successivo e la villa rimase a Kimberly che ha vissuto lì crescendo i figli avuti da Hefner, ora studenti al college.

giovedì 12 marzo 2009

Tutto vero/21

Un uomo a processo per omicidio volontario aggravato (ha sparato in faccia a un giovane nel corso di una lite) si concede ai giornalisti.

"XXX, lei ha sparato a YYY con una pistola detenuta illegalmente".
"E' vero, non potevo tenerla perché anni addietro fui trovato in possesso di un coltellino. Non mi daranno mai un'arma legale".

Come si fa a vivere senza una pistola?

lunedì 9 marzo 2009

Sesso in tribunale a Reggio

Bisbigli, sussurri, pettegolezzi sempre più coloriti. Il gossip sbarca in grande stile anche in tribunale a Reggio (in realtà covo di pettegoli sottotraccia, e nemmeno troppo) ed esplode in un rumor che i più assicurano vero. Anzi, verissimo.
Alcune settimane fa una donna delle pulizie avrebbe sorpreso due magistrati - ma c'è chi dice giudici - nel bel mezzo di un amplesso nella camera di consiglio dell'aula di corte d'Assise, al primo piano, quel giorno libera da udienze. Stupore, imbarazzo, e un patto di segretezza presto violato. Troppo succosa la notizia, troppo bello spifferare tutto con la sola censura di non rivelare i nomi dei beati protagonisti. E via con mille particolari: pieno pomeriggio, riscaldamento altissimo, tribunale deserto, la certezza di potersi lasciare andare e conquistare in un luogo proibito, poi la sorpresa. Il tam tam di radio tribunale ha regalato solo una certezza: ad amarsi erano un uomo e di una donna. Tutto il resto è avvolto dal mistero.
Curiosa la cronostoria di un racconto che ha preso forza e vigore grazie al passaparola. La prima versione diffusa al e dal popolino aveva come protagonisti due avvocati (coppia focosa) e un cancelliere (l'occhio nemmeno tanto indiscreto). Poi via con mille nomi, supposizioni, investigazioni, pettegolezzi morbosi e sospetti. Tanto da rendere imbarazzante incrociare gli occhi di amici e colleghi nelle salette d'attesa come in aula.
Dove sta la verità?
Ogni tanto è bello anche sorridere senza fare male a nessuno.

domenica 8 marzo 2009

Nyt, il figlio dell'editore in redazione

da Corriere.it
Arthur Sulzberger nel quotidiano di famiglia dal 23 febbraio. Si è fatto le ossa in provincia
Nyt, il figlio dell'editore in redazione
Neoassunto, firma in prima: «Nepotismo, già licenziati 100 colleghi». «No, segno di fiducia»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK — «Due settimane fa», racconta un reporter del New York Times, «rientrando dopo il weekend nei nostri cubicoli al terzo piano del nuovo grattacielo disegnato da Renzo Piano sulla Ottava Avenue, abbiamo notato con grande sorpresa una nuova targhetta fuori dalla newsroom: Arthur Gregg Sulzberger». Dallo scorso 23 febbraio, il 28enne primogenito dell'editore Arthur Sulzberger Jr. lavora nel giornale di famiglia come reporter di City Room, il popolarissimo blog del quotidiano più autorevole d'America, proprietario anche del Boston Globe e dell'International Herald Tribune. E l'altroieri, in tempo assolutamente record, ha debuttato sulla prima pagina del cartaceo con un lungo servizio sull'asta del Mahatma Gandhi.

L'arrivo del giovane Sulzberger al New York Times, dopo essersi fatto le ossa in quotidiani di provincia come l'Oregonian e il Providence Journal, ha creato alcune perplessità. «È il solito nepotismo», punta il dito un aspirante reporter sul blog Gawker. «Non meritava di essere assunto, solo per il nome, quando il Times ha licenziato cento colleghi appena un anno fa». Ma nella meritocratica America, stranamente, questa volta i commenti sono quasi tutti positivi. «È un giornalista di grande talento, che ha fatto la gavetta», ribatte Sandy Rowe, suo direttore all'Oregonian, dove le inchieste del giovane Sulzberger hanno portato alle dimissioni per corruzione del popolarissimo sceriffo italo-americano Bernie Giusto.

Sul sito muckety.com, Carol Eisenberg riassume il sentimento generale: Arthur Gregg Sulzberger «è il salvatore. La sua discesa in campo dimostra come la dinastia che dal 1896 controlla il Times creda ancora nel futuro dei giornali». Quando il «business blogger» Henry Blodget gli consiglia di «tenere il curriculum vitae a portata di mano», non scherza. «Le azioni del Times adesso costano meno del domenicale — spiega Blodget — e si deprezzeranno ulteriormente». Persino l'infusione di 250 milioni di dollari in contanti fatta di recente dal miliardario messicano Carlos Slim non è bastata a coprire un debito intorno a 1,1 miliardi di dollari.

Dopo aver ipotecato il grattacielo di Renzo Piano, un mese fa il consiglio di amministrazione ha azzerato i dividendi per far fronte alla crisi di liquidità provocata dall'emorragia delle inserzioni. Il ragazzo avrà «un compito, insieme, semplice e immenso — teorizza la Eisenberg —. Assicurare un futuro al Times, in un mondo in cui i giornali stanno scomparendo». In redazione i colleghi tifano perché ci riesca. «È uno bravo, umile, preparato, che non chiede sconti — spiegano, nascosti dall'anonimato imposto a tutti dalla testata —. Sarebbe arrivato anche con un cognome diverso». Non un figlio di papà, dunque, piuttosto un figlio d'arte: prima di fare l'editore anche suo padre aveva lavorato all'Associated Press e al Raleigh Times (ma con esiti ben più modesti del figlio), mentre la madre Gail Gregg è stata per anni una stimatissima corrispondente dell'Upi a Washington e Londra.

Chi lo conosce, insiste che Arthur Gregg sarebbe tornato a New York anche per stare vicino alla madre — da cui ha preso il secondo nome — che lo scorso maggio ha divorziato dal Sulzberger Jr. dopo 33 anni di matrimonio. Ma in The Girls in the Balcony, il libro del '92 sulla causa per discriminazione sessuale intentata contro il Times, la giornalista Nan Robertson cita un'intervista in cui Sulzberger Jr. giura di «voler lasciare a mio figlio un giornale molto diverso da quello che ho ereditato io». La secondogenita Annie, restauratrice d'opere d'arte, non è neppure citata.
Alessandra Farkas

Ufficio centrale?

Ufficio centrale?
Intanto abbiamo perso due validi colleghi.

sabato 7 marzo 2009

Tutto vero/20

"Maresciallo, aiuto! Sono stato rapinato da tre energumeni. Mi hanno puntato un coltello alla gola".
"Dove? Quando?".
"Prima, alle 14, in piazza a XXX".
"Quanto le hanno preso?".
"150 euro".

La bugia è costata a un 40enne di Reggio una denuncia per procurato allarme, simulazione di reato, e la separazione dalla moglie che mal ha digerito di leggere sulla nota dei carabinieri che il marito si era in realtà intrattenuto con una prostituta.
Mai tradimento fu più caro.

(Leggi l'articolo su L'Informazione di Reggio)

Omicidio colposo al volante. Arrestato

Commenti?

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da Corriere.it
L'ARRESTO PER EVITARE CHE FACCIA ALTRE VITTIME
Investe e uccide ragazza
Linea dura dei magistrati

La studentessa, 23 anni, stava attraversando sulle strisce

MILANO - Quindici giorni fa su un ciclomotore ha sorpassato a destra un autobus e ucciso una ragazza sulle strisce pedonali. Ieri i magistrati l'hanno fatto arrestare dai carabinieri per «omicidio colposo» (da 2 a 6 anni) aggravato dalla previsione dell'evento: dunque non perché se la sentano di contestargli l'omicidio volontario, ma perché sostengono che, alla luce di 5 precedenti incidenti stradali provocati in 7 anni alla guida anche di mezzi altrui, e di due multe per passaggio col rosso e uso del telefono cellulare, non basti il sequestro del motorino o la sospensione della patente, ma soltanto la custodia cautelare (agli arresti domiciliari) possa impedirgli di reiterare «altre condotte colpose che violano norme di prudenza» nella circolazione stradale. Una scelta delicata. Nella valutazione del gip. E più ancora forse nell'approccio della Procura, almeno a giudicare dall'inedito passaggio che, nella richiesta di arresto, rimarca che «questo ufficio ha inteso imprimere alle investigazioni una forte accelerazione e il dovuto rigore».

«Non ho la forza di parlare... sono morto con mia figlia... aveva 23 anni e studiava al quarto anno di Giurisprudenza, voleva fare il magistrato.... », sussurra dalla Calabria il papà di Michela Corica, parte civile con l'avvocato Giuseppe Fiorella. La dinamica dell'incidente non è dubbia nella sua gravità. Alle 11.15 del 23 febbraio la studentessa attraversa sulle strisce pedonali in pieno centro, tra corso XXII Marzo e Piazza 5 Giornate. L'autobus si ferma per farla passare. Ma Matteo Grassitelli, 40 anni, alla guida di un ciclomotore appartenente a un'amica, sorpassa a destra il bus e travolge la ragazza, lasciando «sull'asfalto una strisciata di 9 metri», per il gip «significativa dell'elevata velocità». Non scappa. Ma dal pronto soccorso «si allontana autonomamente prima che i sanitari di turno possano prendersi cura di lui e prima pertanto che possano essere effettuati gli opportuni accertamenti volti a rilevare l'eventuale assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti». Circostanza che per il pm «attesta l'evidente volontà di sottrarsi alle conseguenze del suo gravissimo atto», mentre per il difensore Barbara Mancini dipende solo dal fatto «che nessuno gli ha detto che doveva fermarsi: tanto che, appena uscito, per prima cosa è andato nell'altro ospedale a chiedere notizie della ragazza». Ma non è questo l'elemento principale che fa scattare l'arresto. È invece il "curriculum" stradale dell'uomo.

Il giudice Simone Luerti, pur notando che «i rilievi sono stati eseguiti dalla polizia locale non senza una certa censurabile approssimazione», valorizza la nota dei vigili urbani che segnala che «dal 2001 al 2008» l'investitore «si è reso responsabile quantomeno di 5 incidenti stradali contrassegnati da una sua condotta in violazione di norme del codice della strada» (ma l'avvocato obietta che sarebbero microtamponamenti con danni alle carrozzerie, e di un'auto con gomma bucata); e che ha riportato «almeno altre due recenti infrazioni che non hanno comportato incidenti ma costituiscono comunque comportamenti pericolosi, come parlare al cellulare e non arrestarsi al semaforo rosso».

È lo stesso gip a premettere quanto sia «arduo e delicato » valutare «esigenze di tutela sociale» nel caso di reati colposi «e quindi presumibilmente occasionali». Ma ciò, a suo avviso, «non esclude che determinate circostanze possano rivelare un'attitudine costante del reo a tenere comportamenti che violano norme di prudenza generiche o specifiche». E in questi casi, «una volta accertata la sistematica noncuranza delle regole che disciplinano la convivenza civile, nulla vieta di considerare concreto e attuale il pericolo di reiterazione di condotte colpose».
Luigi Ferrarella

mercoledì 4 marzo 2009

Desecretati i diari di Claretta Petacci

da Tgcom.it
Il duce: "Schiavo della tua carne"
Desecretati i diari di Claretta Petacci

E' un Benito Mussolini innamorato quello descritto nei diari intimi di Claretta Petacci. Gli scritti, desecretati 70 anni dopo, riferiscono minuziosamente della quotidianità del duce 54enne e della 25enne sua amante preferita. Non rivelano retroscena politici, ma mostrano che lui, in quel cruciale 1938, le telefonava decine di volte al giorno e le diceva: "Come puoi pensare che io, schiavo della tua carne e del tuo amore, pensi ad altre".

Alcuni passi del diario di Claretta, vera e propria grafomane, sono stati ripresi dal settimanale "Oggi". Tra le righe si legge chiaramente che lei era innamoratissima del suo Benito. "Una passione febbrile, - scrive Mauro Suttora del settimanale - totale, che ha divorato per anno ogni ora delle sue giornate. Leggendo il diario, si capisce come pochi anni dopo si sia fatta fucilare con Mussolini".

Si immagina lui che interrompe le trattative con il premier inglese Winston Churchill per chiamarla al telefono e raccomandarsi che esca un'ora a prendere un po' di sole. I due si erano conosciuti nel '32, fanno l'amore dal '36. Il diario, del '38, rivela che la vita di lei avesse senso solo nel riflesso di quella di lui.

Il diario parla anche dei loro incontri, di lei che insiste per vederlo, tra un impegno e l'altro - governare il Paese e presentarsi al balcone di piazza Venezia reclamato dalla folla - anche solo da lontano, a teatro.

Il 5 gennaio 1938 il duce dichiara: "Lo sai amore, ieri sera a teatro ti ho spogliata per tre volte almeno. Quando mi sono alzato i piedi dietro a mia moglie sentivo di prenderti. Avevo un folle desiderio di te. Mi dicevo: Il suo piccolo corpo, la sua carne di cui sono folle, domani sarà ancora mia".

C'è ghiaccio sull'isola deserta?

Ok, signori. Sediamoci e guardiamoci negli occhi. Chi è soddisfatto? Chi è felice? Siamo sinceri: la ricerca della strada che porta a un briciolo di soddisfazione è perenne. I sogni di ieri, esauditi oggi, si rivelano prigioni giorno dopo giorno più anguste. Che sia il destino dell'uomo occidentale?
Su un'isola deserta porterei gli amici veri, una bottiglia di Franciacorta (che me ne faccio senza un cestello col ghiaccio?) e la tastiera. Non è necessario leggere per ricordare ciò che si scrive.

martedì 3 marzo 2009

Cani e padroni, la responsabilità è penale

da Tgcom.it
Entro un mese nuove regole su cani
Scatta responsabilità civile e penale
L'ordinanza contro le aggressioni dei cani entrerà in vigore entro la fine di aprile. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Sono sette gli articoli della nuova regolamentazione. Scompare la lista delle razze pericolose e arriva la responsabilità penale e civile dei proprietari. Inoltre divieto di selezioni e addestramento all'aggressività, doping e interventi chirurgici per modificare la morfologia degli animali.

Sono sette gli articoli della nuova ordinanza. Scompare la black list, ovvero la lista nera delle razze pericolose, arriva la responsabilità penale e civile dei proprietari e di chi detiene un cane anche momentaneamente, vengono vietati l'addestramento all'aggressività, selezioni o incroci pericolosi, il doping e gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi. Tra l'altro l'ordinanza obbliga chiunque conduca il cane in ambito urbano a raccoglierne le feci e avere con sè strumenti idonei alla raccolta. In primo piano il ruolo dei veterinari cui spetterà il compito di organizzare un registro per i cani a rischio potenziale elevato. Per questi cani è obbligatorio sia il guinzaglio che la museruola.

"Questa è una giornata storica per quanto riguarda l'attività del Ministero sul rapporto uomo-animale. Un lavoro straordinario nel quadro europeo". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, presentando l'Ordinanza per la tutela "dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani". "Abbiamo stabilito per la prima volta la responsabilità del proprietario e di chi detiene momentaneamente l'animale. Per la prima volta - ha sottolineato Martini - vengono previsti corsi formativi ad hoc, un patentino e viene creata un'alleanza e una rete tra amministrazione centrale, locale, esperti e cittadini".

"I metodi adottati nelle ordinanze precedenti - ha aggiunto Martini - non avevano fondamento scientifico. Non esistono razze pericolose. Le 17 razze indicate nella precedente ordinanza hanno fallito l'obiettivo perche' di fatto non si è inciso sulla responsabilità dei proprietari tanto che non sono diminuite le aggressioni che anzi sono avvenute in modo costante e in ambito familiare oppure legate alla piaga del randagismo".

"Con questa ordinanza storica abbiamo superato - ha concluso Martini - la black list che era una foglia di fico e abbiamo alzato il livello di garanzie per i cittadini".

Niente impronte digitali in ufficio

da Tgcom.it
No a impronte digitali sul lavoro
Privacy,punita azienda:troppo invasivo
Le aziende non possono registrare le impronte digitali per controllare le presenze sul lavoro dei propri dipendenti "se non per particolari esigenze di sicurezza". Il divieto arriva dal Garante della Privacy. Il caso era stato sollevato da un dipendente di un'azienda che rilevava gli orari di entrata e uscita, basato sull'impiego delle impronte digitali, per poter corrispondere l'esatta retribuzione ai propri lavoratori.

Il Garante ha ritenuto l'utilizzo di sistemi di identificazione biometrica uno strumento "troppo invasivo e sproporzionato". Dai controlli dell'Autorità sull'azienda in questione non sono emerse "ragioni specifiche in grado di giustificare l'adozione di questo sistema di riconoscimento", né sono state riscontrate particolari esigenze di sicurezza.

L'Authority dei dati personali ha perciò vietato all'azienda l'ulteriore trattamento dei dati raccolti, rilevando anche che "il sistema era stato installato senza che fosse stato raggiunto un accordo con le rappresentanze sindacali o vi fosse l'autorizzazione del ministero del Lavoro", come previsto dallo Statuto dei lavoratori.