Questi sono tutti matti.
Parlare di carcere per i giornalisti è la morte della democrazia. Cerchiamo di andare oltre gli emendamenti concreti. Il Governo vuole far passare un principio letale: vietato criticare, vietato dare fastidio. Come intimorire? Con multe pazzesche per gli editori (che metteranno autonomamente il bavaglio ai giornalisti senza far sporcare le mani direttamente allo Stato) e minacciando con la galera i cronisti. I criminali però sono altri.
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da LaStampa.it
16/2/2009 (21:12) - LA PROPOSTA
In carcere chi pubblica intercettazioni
da distruggere: pena da uno a tre anni
La commissione Giustizia della
Camera approva 2 emendamenti
del Pdl. Vietato inoltre pubblicare
i nomi e le foto dei magistrati
ROMA - Via libera dalla commissione Giustizia della Camera a due emendamenti al ddl intercettazioni, entrambi del Pdl, che introducono una nuova figura di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali «sia stata ordinata la distruzione». Per questa nuova fattispecie di reato (finora punita con una "contravvenzione"), si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni «espunte» perchè riguardanti terzi estranei alle indagini e «irrilevanti».
Il primo dei due emendamenti, a prima firma di Deborah Bergamini (Pdl), prevede, con riferimento al codice della privacy, la reclusione da 1 a 3 anni, per chi con volontà di dolo, pubblica intercettazioni per le quali sia stata ordinata la distruzione. Il secondo, a firma di Nino Lo Presti (anche lui Pdl), prevede la stessa pena per chi pubblica anche per riassunto o in parte atti e contenuti relativi a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l’espunzione.
Vietato inoltre pubblicare i nomi e le immagini dei magistrati in relazione ai processi che sono stati loro assegnati. La commissione giustizia della Camera ha approvato l’emendamento del deputato Francesco Paolo Sisto, escludendo da questo divieto la fase del dibattimento quelle «situazioni che non sono scindibili dal diritto di cronaca» - spiega lo stesso deputato - «come ad esempio può avvenire quando un pubblico ministero si reca per un sopralluogo» sulla scena di un delitto. Questa scelta vuole fare in modo che i «giudici abbiano il volto del loro provvedimento e non il contrario, che i provvedimenti abbiano il volto del giudice». La norma è stata criticata duramente dall’opposizione.
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da Corriere.it
VIA LIBERA DALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA
In carcere chi pubblica intercettazioni
da distruggere: pena da 1 a 3 anni
Vietato pubblicare nomi e foto dei magistrati. Di Pietro: provvedimento con valenza criminale
ROMA - Via libera della commissione Giustizia della Camera al ddl sulle intercettazioni, dopo l'esame degli emendamenti al testo che ora dovrà attendere il parere delle altre commissioni sulle questioni di relativa competenza e infine approdare all'esame dell'Aula. Marcia indietro sui giornalisti: nonostante le rassicurazioni del governo, si ritorna al carcere. Passano infatti in commissione due emendamenti, entrambi del Pdl (da Debora Bergamini e da Nino LoPresti), che introducono una nuova figura di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali «sia stata ordinata la distruzione». Reato (finora punito con una contravvenzione) per cui si prevede il carcere da uno a tre anni. La stessa sanzione è stabilita per la pubblicazione di intercettazioni riguardanti persone estranee alle indagini.
MULTA DA 370MILA EURO - Gli editori dei giornali che violeranno il divieto di pubblicazione di atti e intercettazioni rischieranno una multa salata: fino a 370mila euro. Per i giornalisti che infrangono il divieto, il provvedimento prevede l’arresto fino a 30 giorni o l’ammenda fino a 5mila euro (fino a 10mila se si tratta di intercettazioni).
NO A PUBBLICAZIONE NOMI E FOTO MAGISTRATI - Sarà al tempo stesso vietato pubblicare i nomi e le immagini dei magistrati in relazione ai processi che sono stati loro assegnati. La commissione giustizia della Camera ha approvato l'emendamento del deputato Francesco Paolo Sisto, escludendo da questo divieto la fase del dibattimento e le «situazioni che non sono scindibili dal diritto di cronaca - spiega lo stesso deputato - come per esempio può avvenire quando un pubblico ministero si reca per un sopralluogo» sulla scena di un delitto. Questa scelta vuole fare in modo che i «giudici abbiano il volto del loro provvedimento e non il contrario, che i provvedimenti abbiano il volto del giudice».
RIPRESE IN AULA SOLO CON OK PARTI - Un altro emendamento prevede che le riprese in aula, durante il processo, siano possibili solo se c'è il via libera di tutte le parti.
REAZIONI - «È l'ennesimo strappo della maggioranza- commenta il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia - dopo lo strappo fatto allo strumento di indagine, ora quello al diritto di cronaca». Si sta andando verso «l'oscurantismo totale» afferma la copogruppo Pd in Commissione, Donatella Ferranti, «non si vuole il controllo democratico dei cittadini sull'attività giudiziaria». La cronaca giudiziaria «diventa - aggiunge - una corsa ad ostacoli». Il ddl sulle intercettazioni è un provvedimento «di alta valenza criminale», afferma invece il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che parla di «maggioranza cieca e becera» piegata alla «volontà dell'imperatore Berlusconi per il quale le intercettazioni non si devono fare perchè altrimenti si scoprono i reati». Di Pietro promette che il suo partito farà «opposizione articolo per articolo, emendamento per emendamento, affinchè resti agli atti che abbiamo fatto il possibile per impedire che un provvedimento di valenza così altamente criminale possa entrare in vigore».
3 commenti:
Non esageriamo...si parla di pubblicare intercettazioni che in realtà sono da distruggere...c'è, e lo sai bene, un limite al diritto di cronaca...si parla di veridicità della notizia e, se la stessa magistratura ordina la distruzione delle intercettazioni non puoi certo pensare che il giornalista si arroghi il diritto di pubblicarle.
oltretutto su questo punto sai bene come la penso in merito alla publicazione delle intercettazioni nella fase delle indagini preliminari.
Non drammatizziamo e non gridiamo allo scandalo.
L.A.
Al di là del caso concreto, questi due emendamenti celano un principio pericoloso e liberticida. Passa il concetto che se la stampa si azzarda a dare fastidio, la legge mette il bavaglio.
Onore a db che finalmente prende una posizione forte!
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