"Scusa, mi vergogno anche a chiederlo. Vorrei andare a dormire in via dell'Abbadessa, ci vogliono tre euro e non ho un lavoro...". Italiano, cinquantenne, educato, assolutamente presentabile. Mi avvicina a bordo di una bicicletta. Un vecchio piumino e un cappello per ripararsi dalla pioggia. In via dell'Abbadessa c'è un dormitorio.
Sono quasi le due di una notte come tante a Reggio Emilia, Corso Garibaldi per chi conosce la città. La ricca Emilia, ricca, non lo è più. Sulla bocca di tutti passano parole come crisi, cassa integrazione, debiti. E anche chi nasconde la testa sotto la sabbia, di notte deve fare i conti con la realtà. A giugno ci saranno le elezioni. Ci pensassero, quelli di Sala del Tricolore...
2 commenti:
non volgio rovianre la magia del tuo post/articolo...ma, visto che ero con te, non posso esimermi.
il "distinto signore" che ti ha fermato e a cui hai dato i soldi è in realtà un orrendo tossico, piuttosto noto in corso garibaldi e cliente fisso nei bar della zona...vecchio didi lascia perdere i poveri, purtroppo sono altri, ti sei fatto gabbare come sempre!!!
PIRLA!
L.A.
Sai che vengo dalla campagna e sono un ingenuone... Quando mi chiedono soldi dicendo di aver fame o di non avere un posto dove dormire, mi si stringe il cuore.
La poesia è completamente rovinata! ;)
Comunque mi piace pensare che per dieci volte in cui vengo gabbato, ce ne sia una in cui riesco a fare una buona azione.
Sai che mi piace questa tua fervente attività di lettore del blog? Ottimo L.A.!
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