giovedì 31 dicembre 2009

Capodanno

Capodanno alle porte da festeggiare insieme agli amici più cari in quel di Poiano. A tutti l'augurio di un 2010 ricco di soddisfazioni. Crepi l'avarizia!
Il 2009 ha riservato alti e bassi. Personalmente voglio continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno.

sabato 26 dicembre 2009

Tangenziale pericolosa

Secondo copertone squarciato in meno di un anno in tangenziale a Reggio, un campo di patate fatto di buche e rattoppi più che una strada. Il tutto la sera di Natale. Devo dire che il servizio clienti Bmw è stato puntuale e in trenta minuti è arrivato il carroattrezzi. Unico inconveniente, oltre alla spesa (avevo montato le gomme termiche nuove quattro giorni prima), il dover rimanere senza auto fino a lunedì... Anas, Provincia, Comune: non so di chi sia la tangenziale, ma vedrò se sarà possibile fare causa. E' una questione di principio. La tangenziale di Reggio è pericolosa.

venerdì 18 dicembre 2009

Batterie e decisioni

Vi capita mai di avere l'impressione di perdere del tempo? Di fare qualcosa che in realtà non porterà frutti futuri?
Le batterie sono scariche. Il morale sotto il livello di guardia. Le feste di fine anno cadono a fagiolo. Ho bisogno di tirare il fiato e di fare ordine. Poi dovrò prendere alcune decisioni importanti.
Magari qualcuno si aspetta un commento all'assoluzione di Alberto Stasi. Senza prove, non può esserci una condanna. Troppi i coni d'ombra non esplorati, le incertezze su aspetti basilari della vicenda. Come ha detto un'amica, forse per coerenza avrebbe dovuto chiedere l'assoluzione lo stesso pubblico ministero.

lunedì 14 dicembre 2009

Silenzio e coraggio

Certe notti capita anche di non avere voglia di tornare a casa, ma di voler godere del silenzio della redazione senza telefoni che squillano e giornalisti che viaggiano a mille per rispettare i tempi della tipografia. Tutte le pagine sono andate. Stremato, ma con la mente libera da pensieri, appoggio le mani sulla tastiera e condivido con voi questo momento.
Oggi avrei voluto tanto fare una telefonata a Mister LA, ma il tempo è volato. Ho rimediato con un sms. Poche parole bastano quando c'è stima e affetto fraterno. Domani sarà il primo di tre giorni importanti. Falli neri, amico mio.

sabato 12 dicembre 2009

Rimorsi e verità

Lunghe giornate in Corte d'assise d'appello a Bologna. Ho guardato negli occhi un uomo e una donna mentre il presidente confermava per entrambi la condanna all'ergastolo per aver ucciso l'ex marito di lei. Hanno commesso un delitto terribile, efferato, premeditato... ma, c'è un ma...
Fatico a prendere sonno. Penso che con una condotta processuale diversa avrebbero potuto prendere entrambi meno di vent'anni. Avrebbe significato avere all'orizzonte una seconda chance, una seconda vita da modellare facendo tesoro degli errori commessi nella prima. Invece non sarà così.
Avrebbero potuto dire la verità, tutta la verità, e sperare nella clemenza della Corte. Forse uno dei due avrebbe anche voluto farlo. Ha avuto la possibilità di aprire l'ultimo paracadute, di aggrapparsi alla vita con un ultimo scatto di reni... ma alla fine non se l'è sentita, pagando forse un consiglio che non l'ha convinto del tutto o un momento di debolezza. Spero solo che ora non sia lì, nella sua cella, a provare a immaginare per i prossimi trent'anni cosa sarebbe accaduto se...
Ha ragione chi dice che un ergastolo non si festeggia mai, nemmeno se di mestiere si fa il pubblico ministero. Giovedì pomeriggio, nell'austera aula Bachelet teatro della Corte d'assise d'appello di Bologna, sono morte tre persone.

http://linformazione.e-tv.it/archivio/20091211/03_RE1112.pdf

martedì 8 dicembre 2009

Funerale senza lacrime

Cornelio Bianchini si è spento mercoledì scorso, 2 dicembre, a 96 anni. Fratello di mio nonno, cui assomigliava come una goccia d'acqua, e mio primo fan. Il primo a incoraggiarmi a coltivare la scrittura poi divenuta giornalismo. Lo faceva anche lui, scrivere. E lo faceva bene. Una passione che ha sempre coltivato parallelamente al lavoro: direttore del consorzio agrario di Bagnolo, giudice conciliatore, imprenditore; ma anche apicoltore, amante dei fiori e del mare della Liguria, si rifugiava a lungo a Rapallo che aveva eletto a sua seconda casa.

Gli amici lo ricordano come una persona onesta, credente, seria, quadrata, anche severa. I miei ricordi, per lo più legati all'infanzia, parlano invece di un finto burbero dal sorriso dolce. Era sempre pronto alla battuta, al gioco di parole. Mi piace pensare di aver avuto un posto speciale nel suo cuore. Porterò sempre con me un ricordo legato agli ultimi anni Novanta. Avrò avuto 19, 20 anni al massimo. Lo zio mi chiese di accompagnarlo a Reggio alla visita per il rinnovo della sua patente di guida, non una semplice formalità vista l'età. Non ci sentiva bene. Anzi, diciamo che ormai era quasi sordo nonostante un apposito apparecchio nell'orecchio. Durante il viaggio mi spiegò cosa avrei dovuto fare. Consapevole di avere l'udito debole, era spaventato dall'idea di iniziare con il piede sbagliato la visita non sentendosi chiamare nella confusione della sala d'attesa. "Stai attento, mi raccomando - mi disse - e quando chiamano il mio nome dammi una gomitata". Andò tutto bene. Lo zio scattò in piedi con un tempo di reazione da velocista sui blocchi di partenza, e strappò ai medici della commissione il rinnovo per altri sei mesi. Nel viaggio di ritorno scoppiammo a ridere come due ragazzini.

Sabato mattina la famiglia si è riunita per rendergli l'ultimo addio. Non fraintendete il titolo del post. Ricorderò Cornelio con il sorriso, sempre. Ricorderò le sue pacche sulle spalle, il suo interessarsi sincero a quello che stavo facendo in quel momento. La sua passione per le arti. Era molto orgoglioso - a ragione - dei figli e dei nipoti, e amava tantissimo la sua famiglia fatta anche di due fratelli e una sorella che a loro volta sono diventati nonni.
Ora mi piace pensarlo in cielo insieme alla moglie Bruna, scomparsa troppo presto nel 1966. Al cimitero riposano vicini. Flavio, il figlio maggiore, mi ha confidato di aver infilato una foto della mamma sotto la giacca del papà prima di far chiudere la bara. Piccoli gesti, grande amore. Bruna e Cornelio riposano vicini nel cimitero di Bagnolo. Sopra di loro i genitori di lui, Mario e Clorinda, i miei bisnonni. Clorinda, donna d'acciaio. Si occupava di far quadrare i conti e di dare da mangiare a tutti in una casa di campagna dove - tra figli, nuore e nipoti - vivevano quattordici persone. Aveva forza e carattere. In paese si narra che durante la fiera, in un anno imprecisato, bloccò a mani nude, in piazza e davanti a tutti, un toro inferocito scappato dal suo recinto. Ma questa è un'altra storia...

giovedì 3 dicembre 2009

Tuffi, novità e inc@zzature

Giorni di attività intensa, soprattutto dietro le quinte. Ripetitivo? Forse, ma il giorno di riposo arriva come manna dal cielo.
Giorni di novità, per colleghi meritevoli e amici fraterni. In questi momenti il resto sembra immobile e puzza pure un po' di sfiga, ma la cosa importante è continuare a lavorare al meglio delle proprie possibilità. Il treno passerà.
Ieri e martedì ho condotto per la prima volta SporToday, il tg sportivo di èTv Teletricolore. Pochissimi commenti, per lo più positivi. Bene. Mi sono divertito. Mi piace affrontare situazioni sempre nuove e mettermi alla prova. Ho trascorso la mattina bighellonando davanti al Mac, con iTunes che propone tuffi nel passato, Take That e Gianna Nannini, Metallica e Bon Jovi, Madonna e Mc Hammer. Vorrei fare un salto in palestra, poi passerò a salutare vecchi amici. Sarà il tempo, sarà il periodo dell'anno che considero da sempre il più triste... ma viaggio sul filo dell'incazzatura perenne.
Stay Tuned

Vi lascio i link per rivedere le due edizioni di SporToday.
http://www.e-tv.it/addon/detailmedia.php?2875
http://www.e-tv.it/addon/detailmedia.php?2870

lunedì 30 novembre 2009

I volti della crisi

Nella (non più) ricca Reggio Emilia capita di essere avvicinati in un parcheggio da un ragazzo ben vestito, occhiali, camicia e maglione, capelli in ordine, cartellina in mano. Capita di sentirsi raccontare di settimane trascorse a battere a piedi tutti i negozi, tutte le attività, tutte le fabbriche della città alla disperata ricerca del lavoro che non c'è. Sventola il curriculum, la laurea, dice di essere disposto a fare qualsiasi cosa, ma nessuno ha un impiego per lui. E' disperato. Dice di pensare al suicidio. Anche la moglie è stanca. Piange. Ha perso pure la forza di mangiare. O forse da mangiare non c'è più nulla. Non è italiano. Mi chiede se Bologna è vicina. Lì ci sono più possibilità, gli hanno detto. Ci si può andare a piedi? No. Disperazione. Bisogna prendere il treno. Già, ma con quali soldi?

giovedì 26 novembre 2009

Divino nello sbagliare tempi e modi

Tempi, modi, sfumature, ritmo, colori. E ora non si dorme. Meglio scrivere e archiviare. Accarezzare e sognare.

lunedì 23 novembre 2009

Arrestato il presidente del Potenza

Sveglia all'alba, dita che danzano sulla tastiera, e rapido aggiornamento.
Vi lascio una news pescata poco fa in rete.

***
da Corriere.it
Calcio: in manette il presidente del Potenza
23 Novembre 2009 06:32 SPORT
POTENZA -Giuseppe Postiglione, il presidente del Potenza Calcio squadra di Prima divisione, e' finito in manette insieme ad altri otto dirigenti sportivi ed esponenti della criminalita' organizzata. Le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alle frodi nelle competizioni sportive per un giro di scommesse illecite e di partite truccate. Le gare coinvolte sono una del campionato di Serie B del 2007-2008 e altre sei-sette del campionato di Prima divisione della stagione 2008-2009. (RCD)

mercoledì 18 novembre 2009

Inquieto

Rapporto conflittuale con il telefono e insofferenza totale per chi fissa appuntamenti e non li rispetta. Ecco il riassunto delle ultime giornate, fatte di lavoro (che confusione con il nuovo editor, ma la situazione - assicurano, e ne sono convinto - migliorerà) e tensioni sfogate sudando in palestra.
Vi capita mai di essere infastiditi da qualsiasi cosa accada? Bene, allora potete capirmi.
In una parola, inquieto.

sabato 14 novembre 2009

Lavoro e birre mancate

Lunga, lunghissima giornata in redazione. Sono uscito a mezzanotte, e mi scuso con l'amico Roberto che mi aspettava alla Kennedy per una birra tra vecchi amici. Robby, vediamoci presto, ok? Mi dispiace anche di non aver raggiunto l'amico Corrado a Scandiano alla presentazione del suo calendario. Mi farò raccontare tutto, promesso.
Due notizie ai naviganti: comprate L'Informazione oggi e domani perché ho ritrovato la gioia di scrivere qualcosa; sono riuscito nell'impresa di far resuscitare il telefonino dopo averlo affogato nel caffè. L'orizzonte non è poi così nero. Adesso vado a letto, a rileggere Utente sconosciuto di Michael O'Connelly. Gli intellettuali storceranno il naso, lo so, ma il giallo all'americana mi prende sempre.

mercoledì 11 novembre 2009

Tempo e morale

Nei prossimi mesi avrò parecchio tempo a disposizione. I progetti non mancano, le energie nemmeno, ma il morale in questo momento è basso. Molto basso.

domenica 8 novembre 2009

Reggiana-Potenza in diretta

Reggiana-Potenza (calcio, campionato di Prima Divisione) alle 14.30 in diretta su Radio Erre 95fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

giovedì 5 novembre 2009

Ho scaricato Miss Italia (Pier Francesco Grasselli, Mursia 2009)


Non manca certo il ritmo a questo romanzo di Pier Francesco Grasselli. Popi, per chi lo conosce da sempre. Il linguaggio è sciolto, diretto, preso dalla strada senza filtri e sbattuto in tipografia. Stupisce piacevolmente l'accelerazione finale che chiude il romanzo.

"Ho scaricato Miss Italia" si legge d'un fiato, soprattutto se si è cresciuti frequentando le persone, i locali e gli angoli di Reggio Emilia che colorano una vicenda che di provinciale ha solo l'ambientazione. Di primo acchito viene da pensare che Popi abbia semplicemente messo nero su bianco una serie di situazioni vissute da protagonista o da spettatore, ma dietro questa apparente semplicità (di contenuti, non di stesura) si celano una malinconia di fondo e una insoddisfazione sempre più evidenti, che costringono il lettore a fare i conti con se stesso e a rivalutare gli anni spesi a cercare una dimensione per la vita adulta. E' il ritratto di una generazione cresciuta in miniere d'oro i cui filoni si sono presto esauriti, mettendo tutti con la faccia davanti alla crisi.

Personalmente faccio il tifo per Popi, per il suo coraggio e per la sua testardaggine nel voler percorrere una strada che sembra impossibile, ma che impossibile non è. Dietro quell'aria scanzonata, da cazzone (sono sicuro che non si offederà), c'è tanta determinazione. Scrivere non è improvvisare.

Ora Popi - che nel frattempo ha sfornato, sempre per Mursia, "Fanculo amore" - è atteso da un compito non facile: dimostrare di saper uscire dallo schema "alcol, droga e rock and roll" e offrire al suo pubblico un prodotto adulto e meno commerciale. So che ha già iniziato a rimboccarsi le maniche e a sudare sulla tastiera, nei pomeriggi trasteverini che hanno il sapore dell'alba per chi è abituato a vivere la notte. L'appuntamento è in libreria.

Ho scaricato Miss Italia
di Pier Francesco Grasselli
Mursia 2008 - 15 euro

mercoledì 4 novembre 2009

Abu Omar, Pollari e Mancini non giudicabili

da Repubblica.it
Segreto di Stato sul rapimento dell'imam di Milano. Tre anni a Pompa e Seno
Non luogo a procedere per l'ex direttore del Sismi e il suo vice
Abu Omar, Pollari e Mancini non giudicabili
Condanne per la Cia, e gli Usa protestano

Un milione di euro di risarcimento in via provvisionale alla vittima, mezzo milione alla moglie

MILANO - Il giudice di Milano Oscar Maggi ha deliberato il non luogo a procedere per l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e per il suo vice Marco Mancini, a processo per il sequestro dell'ex imam di Milano Abu Omar. Sono stati invece condannati gli agenti della Cia che parteciparono all'operazione: in gran parte a cinque anni di reclusione, mentre Robert Seldon Lady, capo della Cia a Milano all'epoca dei fatti, è stato condannato a otto anni. I funzionari del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno accusati di favoreggiamento sono stati condannati a tre anni. Assolto invece l'ex responsabile della Cia in Italia Jeff Castelli. Tutti gli imputati ritenuti colpevoli dovranno risarcire un milione di euro all'ex imam. Alla moglie Nabila Ghali dovranno invece essere versati 500 mila euro. Queste somme sono state decise dal giudice a titolo di provvisionale, mentre l'entità del risarcimento verrà stabilito in un separato giudizio civile.

Una sentenza destinata a far discutere, mentre già arriva la protesta degli Usa: "Siamo rimasti delusi dal verdetto contro gli (agenti) americani e italiani a Milano", dice il portavoce del dipartimento di Stato Ian Kelly. E "forte disappunto" arriva anche dal portavoce del Pentagono per la condanna del tenente colonnello Joseph Romano: "Il nostro punto di vista resta che i tribunali italiani non hanno alcuna giurisdizione su Romano e avrebbero dovuto archiviare le accuse".

Pollari, alcuni suoi uomini e i 26 agenti Cia erano accusati di aver prelevato il religioso islamico Abu Omar, indagato dalla Procura di Milano per terrorismo internazionale, nel febbraio del 2003. Abu Omar fu poi portato in Egitto, dove fu torturato, tanto da subire lesioni permanenti. Per i dirigenti del Sismi l'accusa aveva chiesto una pena di 13 anni di reclusione.

Per Pollari il non doversi procedere è stato disposto dal giudice sulla scorta dell'articolo 202 del Codice di procedura penale: "Qualora il segreto sia confermato e per la definizione del processo risulti essenziale la conoscenza di quanto coperto dal Segreto di Stato il giudice dichiara non doversi procedere per l'esistenza del segreto di Stato". Pollari ha così commentato la sentenza: "Senza il segreto di Stato avrei dimostrato la mia innocenza". Il procuratore Armando Spataro ha a sua volta dichiarato: "La sentenza dimostra che la nostra azione è stata legittimamente promossa".

Spataro, in fase di replica, aveva ribadito la linea dell'accusa: "Pollari e Mancini non hanno assicurato la sicurezza in Italia ma, con il loro comportamento, l'hanno compromessa". Per circa due ore il pm ha replicato alle conclusioni difensive degli avvocati e, in particolare, ha negato di aver aggirato la sentenza della Corte costituzionale sul segreto di Stato rivendicando, invece, quello che a suo giudizio era "un dovere e un diritto di interpretazione". Alle affermazioni di Spataro avevano replicato i difensori degli imputati. Prima di ritirarsi in camera di consiglio, il giudice Maggi aveva rigraziato tutti, "soprattutto gli avvocati d'ufficio degli imputati latitanti che hanno reso possibile con la loro presenza la celebrazione del processo".

Nelle scorse udienze, la pubblica accusa aveva chiesto per l'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, 13 anni di carcere, così come per l'ex responsabile Cia in Italia Castelli. I pm avevano chiesto la condanna a 10 anni per l'ex numero due del Sismi, Marco Mancini e per una serie di agenti Cia coinvolti nel sequestro, avvenuto il 17 febbraio del 2003 nei pressi della moschea di viale Jenner a Milano. I difensori dei funzionari o ex del Sismi avevano tutti chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto dei loro assistititi oppure, in subordine, la sentenza di non luogo a procedere - che è poi stata la scelta finale del giudice.

Fu il governo Prodi ad apporre per primo il segreto di Stato, poi confermato da Berlusconi. E proprio sull'interpretazione della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha fissato i criteri dell'estensione del segreto e, di conseguenza, dell'utilizzabilità degli atti processuali, in aula si è dibattuto. Per l'accusa, non vi può essere segreto di Stato riguardo notizie relative a un "fatto reato", come, per l'appunto, il rapimento di Abu Omar. "Nulla esiste, nulla può esistere in tema di un accordo istituzionale riguardo la commissione di un reato", avevano detto più volte Spataro e il suo collega Ferdinando Pomarici che, nel corso della loro requisitoria, avevano usato quelle prove che non riguardavano, a loro dire, "i rapporti" tra il Sismi e altre intelligence straniere, come chiarito dalla Consulta. Gli imputati, per i pm, hanno fatto "grave scempio del proprio dovere di fedeltà ai principi della democrazia".

Marrazzo per chi?

A chi giova tutto questo proliferare di particolari sulla vicenda Marrazzo? Com'è possibile che i verbali degli interrogatori siano immediatamente a disposizione della stampa?
Lo so, sono domande retoriche. Ma non dovrebbero esserlo...

lunedì 2 novembre 2009

Coliandro e il tartufo

1 - Ho deciso che su questo blog non farò accenno al caso Marrazzo.

2 - Popi è amico dell'ispettore Coliandro.

3 - Certi uomini dovrebbero smettere di parlare delle donne.

4 - Il direttore è alla Maddalena con un amico. Deve essere splendida in questo periodo dell'anno, quando in pianura è tutto grigio.

5 - Corsa, corsa, corsa, e ancora corsa.

6 - Anche Mister LA è stato al mare, e ha pure fatto il bagno.

7 - Sto aspettando una email che non arriva.

8 - Buoni i tagliolini con il tartufo.

9 - Problemi di batteria per il mio Blackberry: è sfigato o dopo un anno è normale?

10 - Presto mi chiederanno delle firme.

Strage di Viareggio, prima causa civile contro le Ferrovie

da Corriere.it
I SUOI LEGALI HANNO DEPOSITATO L'ATTO DI CITAZIONE
Strage di Viareggio, ecco la prima
causa civile contro le Ferrovie

Intentata da una donna che ha patito grandi ustioni alle gambe e la sua casa, in via Ponchielli, è stata distrutta
VIAREGGIO (LUCCA) - Per la strage avvenuta alla stazione ferroviaria di Viareggio il 29 giugno scorso «le Ferrovie sono controparte e devono pagare i danni». È questo il senso della prima causa civile avviata contro le Ferrovie da una donna rimasta ferita nell'esplosione di una ferrocisterna. La notizia è stata anticipata da alcuni quotidiani locali.

DUE PERIZIE - Rene Manfredi, questo il nome della prima vittima che ha intentato causa civile, ha patito grandi ustioni alle gambe e la sua casa, in via Ponchielli, è stata distrutta dall'esplosione e dall'incendio. I suoi legali, gli avvocati Cosimo Zei e Maurizio Dalla Casa, hanno già depositato l'atto di citazione nella cancelleria del tribunale di Viareggio individuando nella «controparte» proprio le Ferrovie. Con l'atto di citazione, i due legali hanno depositato due perizie, una medico-legale e una tecnica. Prossimamente verrà depositata anche una perizia psicologica sul danno biologico subito dalla donna.

mercoledì 28 ottobre 2009

Vacanze romane

I colori e i profumi di Campo dei fiori, il vociare di Trastevere, la genuina simpatia degli indigeni e il piacere di condividere esperienze con gli amici di sempre. Tutto questo è Roma.

martedì 20 ottobre 2009

Compleanni e zingarate

1 - Lo sapete che a fine anni Ottanta un noto avvocato reggiano fu inquadrato dalle telecamere della Rai in platea all'Ariston per il Festival di Sanremo?

2 - Avete ragione, non interessa a nessuno... Lo sapete che ieri sera uno dei leader silenziosi del Palazzaccio ha festeggiato il compleanno con gli amici da Nizzoli a Dosolo?

3 - Anche Elisa P. è pazza per le sorelle Bertè.

4 - Mezza Reggio sta dando la caccia a un certificato medico... Quanti nemici per N.

5 - Reggio-pontile-Reggio: quattro ore per una zingarata solitaria coi fiocchi.

6 - In piazza Vallisneri L'Informazione arriva prima.

7 - Città blindata per Reggiana-Verona. Era davvero necessario? Che spettacolo sentire "respirare" il Giglio.

8 - A proposito di zingarate, all'orizzonte c'è un atteso weekend romano. Quartier generale: Trastevere.

9 - Domani mattina 2.500m in acqua.

10 - Il verso del mese è "ubriaca di gelosia".

mercoledì 14 ottobre 2009

Prova a rubare un cellulare mentre attende la sentenza per furto

da Corriere.it
Un carabiniere lo ha visto e lo ha subito bloccato nel tribunale di Sanremo
Attende la sentenza per furto
e prova a rubare un cellulare

Un algerino, accusato di tentato furto, sorpreso mentre tenta un altro "colpo" ai danni della sua interprete
SANREMO (Iimperia) - Attendeva una sentenza in tribunale a Sanremo, in un processo per direttissima per tentato furto, ma non ha saputo resistere: un immigrato algerino di 37 anni ha tentato di rubare il cellulare dall'interprete. L'uomo, approfittando di una distrazione dell'interprete, ha allungato le mani per sfilare il telefonino dalla sua borsetta, ma un carabiniere lo ha visto e lo ha subito bloccato. L'interprete ha poi detto di non volerlo denunciare.

sabato 10 ottobre 2009

Futuro invadente

1 - Da una vita non osservavo l'alba. La sveglia (nella mia testa) suona presto. I pensieri si accavallano.

2 - Venerdì sera anomalo, con l'allegra combriccola riunita a Montericco e il sottoscritto impantanato fino ad oltre le 20 da chi non sa decidere.

3 - A proposito di allegra combriccola, oggi parte una spedizione per San Casciano dei Bagni (Siena) dove parteciperà ai festeggiamenti per i 30 anni della Checca. Impossibile fare tardi e domani mattina presto fare 4 ore di auto per tornare a Reggio a lavorare.

4 - Querele.

5 - A casa ascolto spesso Rimmel di De Gregori. In auto invece mi faccio ipnotizzare dai Metallica e dal loro Black Album.

6 - E' giunto il momento di dare una sistemata ai (pochi) capelli.

7 - Lunedì sera alle 21 sarò ad Appuntamento Sport su èTv Teletricolore.

8 - A proposito, domani alle 15 Ravenna-Reggiana in diretta su Radio Erre 95 fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

9 - Tutto è ovattato, lontano, ma al tempo stesso presente e fonte mi mille pensieri. Sono giorni di ultimatum e trattative, questi.

10 - "E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e la pagine scure..."

Strisce blu, anche i disabili devono pagare

Ecco un'altra sentenza che farà discutere, credo, non tanto per il principio, quanto per l'assunto da cui è partito il ricorso del disabile/automobilista, "costretto" parcheggiare utilizzando le strisce blu perché il posto riservato era già occupato da un altro avente diritto.

***
da Tgcom.it
Strisce blu, disabili devono pagare
Cassazione: ticket anche per loro
Anche gli invalidi devono pagare il ticket del posteggio auto sulle strisce blu. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, sottolineando che il prezzo è dovuto anche in caso di parcheggio negli spazi ordinari perchè l'area riservata ai disabili era già stata occupata da qualcun altro. La sentenza, la 21271 del 2009, riguarda un disabile palermitano che aveva contestato una decisione in tal senso.
L'uomo aveva impugnato davanti al giudice di pace la multa che aveva ricevuto dai vigili urbani: si riteneva infatti in diritto di lasciare l'auto sulle strisce blu senza pagare il ticket dal momento che l'area riservata agli invalidi era già stata occupata da altri.
Ma le sue ragioni non hanno convinto i giudici: prima il magistrato onorario, e adesso anche le toghe della Cassazione infatti hanno respinto la sua istanza chiarendo che al riguardo non esiste una legge che prevede l'esenzione per i disabili dal pagamento del ticket della sosta sulle strisce blu.
Quindi, anche i disabili devono versare la tariffa fissata nei parcheggi nei quali è previsto, per gli altri, il pagamento.

venerdì 9 ottobre 2009

La crisi non risparmia i giornali

La crisi colpisce tutti, a più livelli. Solidarietà ai colleghi del Corriere di Livorno. Il rischio di perdere il lavoro, in un momento in cui non ce n'è, fa tremare le ginocchia a tutti.

***
da Corriere.it
«NON HO PIÙ NÉ LE FORZE ECONOMICHE NÉ MORALI PER ANDARE AVANTI»
Lucarelli chiude il Corriere di Livorno
L'annuncio dell'editore-calciatore: «Colpa della crisi
e dello scarso interesse degli imprenditori»

LIVORNO - «Attualmente, complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull'eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009». Era nato il 9 settembre 2007. L'editore-calciatore Cristiano Lucarelli affida l'annuncio-choc della possibile chiusura del suo quotidiano in un editoriale (il primo in due anni di vita) apparso in prima pagina. Ultimo tentativo prima di alzare bandiera bianca, per ammissione dello stesso Lucarelli, sarà quello «di vendere il giornale ai semafori con gli strilloni». Ma se le copie non aumenteranno, ammette Lucarelli terminando l'editoriale, quello sarà l'ultimo tentativo, poi il giornale chiuderà: «Voglio avere la coscienza serena di chi ha dato il massimo sempre e comunque, dentro e fuori dal campo, per amore della propria città».

L'EDITORIALE - Eppure, in questa avventura all'inizio Lucarelli aveva creduto moltissimo fino a fargli dire nell'editoriale rivolto ai lettori che, dopo il boom di vendite del primo giorno, si era illuso «di diventare, in un futuro, il successore di Spinelli alla guida del Livorno». Ma le cose non sono andate come aveva sognato e, scrive nell'editoriale, nonostante abbia «creato una ventina di posti di lavoro tra redazione e concessionaria di pubblicità, con persone assunte per lo più dalle liste di collocamento», in città il giornale non è stato vissuto come una risorsa per la città, ma solo come «il Corriere di Lucarelli». «Ho investito - conclude Lucarelli - un milione e seicentomila euro senza ottenere i risultati sperati, non ho più né le forze economiche né morali per andare avanti».

mercoledì 7 ottobre 2009

La Consulta: il Lodo Alfano è incostituzionale

da LaStampa.it
LA SENTENZA
"Il Lodo Alfano è incostituzionale"
La Consulta boccia l'immunità
per le più alte cariche dello Stato:
«Serviva una legge costituzionale»

ROMA - Meno di nove ore di Camera di Consiglio, nell’arco di due giorni. Questo il tempo impiegato dalla Consulta per decidere sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano. Sarebbe stata di nove a sei la maggioranza con la quale i giudici costituzionali hanno bocciato, nel merito (per violazione del principio di uguaglianza) e nel metodo (per il ricorso errato allo strumento della legge ordinaria), il provvedimento che sospendeva i processi per le quattro più alte cariche dello Stato: i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è intervenuto per precisare che il governo «ha seguito tutte le indicazioni che la Corte costituzionale aveva suggerito dopo la bocciatura, nel 2004, dell'allora Lodo Schifani. A questo però - aggiunge in Guardasigilli - non è nei piani del governo pensare a una legge costituzionale perchè questa potrebbe aprire la strada all'immunità parlamentare».

La Camera di Consiglio della Consulta si era aperta ieri attorno alle cinque del pomeriggio, dopo che nella mattinata il relatore Franco Gallo aveva esposto i termini della questione di incostituzionalità del Lodo Alfano, sollevata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, in relazione a due processi che coinvolgevano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Alla relazione erano seguiti gli interventi degli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella in rappresentanza del premier e di Glauco Nori per l’Avvocatura dello Stato. Non ammesso al dibattimento, invece, il costituzionalista Alessandro Pace in rappresentanza dei pm milanesi, secondo una consuetudine oramai consolidata della Corte. La camera di Consiglio sospesa una prima volta alle 19.30 di ieri, si è riaperta questa mattina alle 9 e, dopo una seconda sospensione, tra l’una e le 16, è ripresa fino alla sentenza decisa attorno alle 18, con la proclamazione della illegittimità del Lodo Alfano.

La Corte costituzionale, ha spiegato la Consulta stessa nella nota con cui ha diffuso la propria decisione, «giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze numero 397/08 e numero 398/08 del Tribunale di Milano e numero 9/09 del Gip del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1 della legge 23 luglio 2008, numero 124 per violazione degli articoli 3 (principio di uguaglianza, ndr) e 138 (obbligo di ricorso a legge costituzionale e non ordinaria, ndr) della Costituzione». La Corte ha altresì dichiarato «inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal Gip del Tribunale di Roma». Il riferimento all’articolo 138 esclude, di fatto, la possibilità di tornare sulla materia con una legge ordinaria, rendendo così lunga e complessa l’eventuale riproposizione del provvedimento, che dovrebbe comunque sanare l’obiezione nel merito sollevata dalla Corte, ovvero evitare la violazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

L’articolo 138 della Carta costituzionale specifica invece che, «le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione». L’articolo disciplina anche l’eventualità che le leggi di revisione della Costituzione vengano sottoposte a referendum dopo la loro pubblicazione. Nella sua nota a chiarimento della decisione presa, la Consulta ha dichiarato anche l’inammissibilità delle «questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal Gip del Tribunale di Roma». Il riferimento è alla causa promossa dal Gip di Roma Orlando Villoni, legata al procedimento per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all’estero durante la scorsa legislatura. La Consulta l’ha dichiarata inammissibile in quanto non avanzata nella giusta fase del procedimento.

sabato 3 ottobre 2009

Compleanni

Giornata di chilometri e di festa, con sullo sfondo sempre trenta candeline.
La giornata inizierà a Carrara, dove la regina di via Aristotele potrà abbracciare i suoi dopo aver degnamente festeggiato con amici e colleghi in Spaghetteria. Questa sera invece torneremo a Reggio, dove ci attende Chicco (Mister Nonsoloaria, per i fedeli del blog). Appuntamento al Casino. No, cosa avete capito? Al Circolo del Casino. Merito di Eddy e di Allegra, che in 48 ore hanno organizzato tutto. Stay tuned!

giovedì 1 ottobre 2009

Addio FF


Dopo otto anni e mezzo di onorata carriera, la mia mitica Ford Focus mi ha lasciato per passare a miglior vita. Un colpo improvviso, inatteso. Mi sono trovato a piedi, costretto a estenuanti (ma in fondo divertenti) staffette con genitori e amici per riuscire a strappare un passaggio o avere l'auto a disposizione per un pomeriggio.
Fa un certo effetto vedere l'auto nuova (è come quella in alto, ma cambia il colore) in cortile al posto di FF. Chissà dove sarà finita. Le ultime notizie la danno pronta a un lungo viaggio in nave verso il nord Africa, comprata da un mercante che periodicamente fa incetta di mezzi malandati dalle nostre parti. Aggiustarli, fuori dall'Italia, costa molto meno e possono essere di nuovo appetibili.
Ciao FF, ti penserò.

Foto dalla rete e da www.bmw.it.

martedì 29 settembre 2009

Giallo di Garlasco, la perizia scagiona Stasi

da Corriere.it
L'UNICO IMPUTATO PER L'OMICIDIO DI CHIARA POGGI: «SONO ABBASTANZA CONTENTO»
Giallo di Garlasco, la perizia medica
avvalora l'alibi di Alberto Stasi

Il documento dà ragione in più punti alla difesa: «Non attendibili riscontri del 118». Mistero sull'ora della morte

MILANO - Un'aggressione avvenuta in due fasi diverse, ma in un'ora che non si può stabilire; macchie di sangue già in parte o totalmente secche quando Alberto Stasi calpesta il pavimento della villetta di via Pascoli con scarpe in grado di disperdere eventuali tracce ematiche. Ancora: non sangue, ma materiale sconosciuto sui pedali della bici dell'unico imputato e le sue impronte miste al Dna della vittima sul dispenser portasapone del bagno dimostrano che entrambi lo hanno toccato. Nulla di più: «Il dato è irrilevante al fine della costituzione di una prova scientifica». È un duro colpo all'accusa quello che si legge nelle conclusione della relazione consegnata dall'esperto medico-legale Lorenzo Varetto al giudice dell'udienza preliminare di Vigevano, Stefano Vitelli. Punto per punto i dubbi sollevati dal gup sembrano trovare soluzione e l'assoluzione per Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, sembra sempre più vicina.

L'ORA DELLA MORTE - L'omicidio di Garlasco del 13 agosto 2007 rischia, alla luce delle nuove indagini, di rimanere un omicidio irrisolto. Secondo l'esperto, «non è valutabile con precisione l'epoca della morte se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata». Un punto che non può smontare l'alibi di Stasi contenuto nel computer portatile su cui stava lavorando, secondo la relazione degli esperti, dalle 9.36 alle 12.20 del giorno del delitto. Inoltre, si legge in un altro passaggio della perizia, i riscontri del medico del 118 intervenuto nella villetta di Garlasco «non crediamo possano essere considerati attendibili, seppur valutati e riferiti senz'altro in buona fede». Dato che la vittima indossava un indumento estivo da notte e nel suo stomaco è stato ritrovato del cibo della colazione fatta da poco, «questi dati fanno ritenere che la morte sia avvenuta probabilmente non molto tempo dopo il risveglio della ragazza». Inoltre i periti sostengono che non possono essere «di grande aiuto» gli altri parametri rilevati, come la rigidità cadaverica. I periti hanno rilevato che l'aggressione è avvenuta in due fasi: la ragazza, nella prima fase dell'aggressione, «molto probabilmente ha perduto conoscenza e altrettanto probabilmente non ha riportato grosse ferite».

LE DUE AGGRESSIONI - Secondo la ricostruzione dei periti è verosimile che Chiara «in prossimità della porta d'ingresso» di casa abbia subìto la prima aggressione senza però riportare «importanti ferite» e sia stata colpita «verosimilmente al viso». Invece «il primo significativo spargimento di sangue - si legge ancora nel documento - è stato probabilmente in prossimità della larga macchia di sangue situata alla base della scala che conduce al primo piano». Non molto lontano sono state ritrovate le sue pantofole perse e gocce di sangue nel soggiorno, «non facili da interpretare», accanto a «strisciate determinate dalle dita della vittima, che probabilmente fu trascinata afferrata per gli arti inferiori, fino nei pressi della porta che conduce alla scala del seminterrato». Inoltre nella perizia si ritiene che il corpo di Chiara sia rimasto per un certo tempo in una posizione diversa da quella terminale, con la testa situata al livello di uno dei gradini superiori. Gli esperti del gup scrivono inoltre di non sapere se poi il corpo della giovane «sia stato scaraventato giù dalle scale dopo aver subito tutte le lesioni» oppure se al pianterreno sia stata colpita in modo «relativamente meno grave» per poi essere stata gettata lungo la scala e «finita eventualmente dopo un tempo anche piuttosto lungo».

PUNTO PER PUNTO - Tre le conclusioni delle analisi che sono favorevoli a Stasi. La prima riguarda le tracce biologiche rinvenute sul pedale delle bicicletta di Alberto: per la perizia, non si può dire con sicurezza che si tratti di sangue. «Il materiale biologico di Chiara rinvenuto sui pedali potrebbe essere costituito da qualunque tipo di tessuto riccamente cellulato» scrive il professor Lorenzo Varetto. La seconda ruota intorno al dispenser portasapone, sul quale è stata ritrovata un'impronta digitale di Stasi mischiata al Dna di Chiara, fatto che secondo l'accusa - rappresentata dal pm di Vigevano Rosa Muscio - prova che il ragazzo si sarebbe lavato le mani dopo averla uccisa. Ma, per la perizia, «il fatto che i due abbiano entrambi toccato l'oggetto in tempi e per un numero di volte a noi del tutto sconosciuto, rende il rilievo del tutto irrilevante e non costituisce una prova scientifica».

TRACCE DI SANGUE - La terza conclusione riguarda il fatto che sulle scarpe di Alberto non sono mai state ritrovate tracce di sangue. L'accusa ha sempre sostenuto che fosse impossibile, e che il ragazzo avrebbe quindi cambiato calzature. Per la perizia, però, il sangue di Chiara sparso sul pavimento era «in buona parte secco» già 40 minuti dopo il delitto, e quindi Alberto potrebbe non essersi sporcato. Se anche si fosse sporcato - argomenta poi la perizia - le macchie avrebbero potuto disperdersi sull'erba nel tragitto dalla villetta alla caserma dei carabinieri. Già lo scorso agosto la perizia sul pc di Stasi rivelò che tra le 10.20 e le 12.20 - il lasso di tempo durante il quale secondo la difesa fu commesso il delitto - il ragazzo avrebbe lavorato alla sua tesi di laurea, particolare che avvalorerebbe il suo alibi confermando la versione sostenuta sin dall'inizio.

IL PROCESSO - Entro il 14 ottobre verranno depositate tutte le perizie e il processo riprenderà. Nei confronti di Stasi, i pm di Vigevano hanno chiesto 30 anni di carcere e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. La difesa dell'ex fidanzato di Chiara invece ha chiesto che venga assolto perché innocente. Il ragazzo viene giudicato con il rito abbreviato, che consente di evitare il dibattimento e di arrivare a sentenza nell'udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo, e vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello. Stasi, che venne iscritto nel registro degli indagati pochi giorni dopo l'omicidio e si è sempre proclamato innocente, nel settembre 2007 fu fermato e restò in carcere per qualche giorno.

«ABBASTANZA CONTENTO» - È una felicità contenuta quella di Alberto Stasi nel giorno in cui la perizia medico-legale sembra scagionarlo dall'accusa di aver ucciso Chiara Poggi. «Sono abbastanza contento», ha detto alle persone che gli stanno vicino. «Per lui dire una frase del genere è già molto, prima non si era mai espresso così» dice chi gli era accanto. Il giovane ha letto la perizia nello studio dei suoi avvocati con l'attenzione che ha riservato a ogni passaggio del suo percorso giudiziario.

venerdì 25 settembre 2009

Salvate le inchieste di Mauro Rostagno

Recuperate inchieste e video di Rostagno
salvato il lavoro del giornalista antimafia

La sorella Carla ha sottratto al macero i documenti giornalistici
girati da Mauro negli utlimi anni di vita prima che fosse ucciso dalle cosche
di ATTILIO BOLZONI e SALVO PALAZZOLO

LE SUE inchieste giornalistiche erano finite in un magazzino alla periferia di Trapani, sulla strada delle saline. Nastri abbandonati, destinati al macero. Ma a ventuno anni dall'omicidio di Mauro Rostagno - l'anniversario della sua morte il 26 settembre - sua sorella Carla ha ritrovato decine e decine di vidoecassette e le ha messe in salvo. Sono 120 ore di registrazione. Una collezione di interviste, di editoriali, di inchieste sul campo curate dall'"ultimo" Mauro Rostagno, l'ex operaio e capopolo, l'ex professore e terapeuta, l'ex sociologo e saniasi che a Trapani, terra di mafia, nel settembre del 1988 è stato ucciso a fucilate. E' il giornalista Mauro Rostagno che parla di mafia e politica dal "profondo Sud", dove lui, figlio del grande Nord, si era rifugiato negli ultimi anni della sua esistenza.

Il recupero delle registrazioni è stato affidato alla Loopservice di Matteo Frenguelli, una società perugina di produzioni video. Al recupero della memoria è bastata la tenacia di Carla, la sorella: "Voglio diffondere fra i giovani tutta quell'esperienza di Mauro per far capire come si può fare i giornalisti anche in condizioni ambientali estreme. E poi voglio diffondere il pensiero di Mauro in un momento così delicato per l'informazione nel nostro Paese".

Qualche nastro era ormai cancellato, qualcun altro danneggiato. Ma alla fine la faccia di Mauro, direttore dell'emittente televisiva trapanese RTP, è ritornata sul video. A volte sorridente, a volte seria. Con lui sempre curioso, caustico, coraggioso. "Si è verificata a Trapani una sorta di malformazione nelle menti di molti uomini politici, i quali hanno creduto di essere impunibili", comincia così una sua intervista a un assessore provinciale democristiano. "A che punto siamo con la lotta alla mafia?", chiede Rostagno al procuratore Paolo Borsellino. Sono giorni terribili per una Sicilia insanguinata, il magistrato lancia un atto di accusa contro Roma, Giovanni Falcone minaccia le dimissioni dal pool antimafia, "saltano" tutti i vertici investigativi di Palermo.

E poi c'è anche un'intervista a Leonardo Sciascia. Domanda: "Si è parlato molto dell'eventualità che lo Stato arrivi a una pacificazione degli anni di piombo, a una liberazione di Renato Curcio, che ha espresso l'intenzione, ove fosse libero, di venire a vivere qui a Trapani e lavorare in una comunità di tossicodipendenti". Sciascia gli risponde: "I terroristi che non hanno ucciso nessuno... penso che dovrebbero ormai aver pagato e quindi...". Il nastro è uno di quelli danneggiati, l'intervista allo scrittore bruscamente s'interrompe.

In un'altra cassetta Mauro Rostagno compare in video mentre denuncia "il venticello della normalizzazione che attraversa gli apparati dello Stato". In un'altra ancora, c'è il racconto del 1968, della sua esperienza in Lotta Continua e poi del suo lungo viaggio in Sicilia: "Nella mia generazione credevamo che un movimento politico potesse cambiare tutto quello che non andava. Eravamo un po' illusi, un po' ingenui. Oggi i giovani sanno che si devono confrontare con le cose e che devono cercare di strappare i loro diritti poco a poco con un confronto politico preciso con le strutture".
Fra queste registrazioni Carla Rostagno ha continuato a cercare una verità sul delitto di Mauro.

Le indagini sull'omicidio, insabbiate per molto tempo, sono state riaperte qualche anno fa dai procuratori palermitani Antonio Ingroia e Gaetano Paci. Hanno scoperto che è un delitto di mafia. Ma non solo di mafia. Ancora oggi s'indaga sui killer di Cosa Nostra e sull'"isolamento" che condannò a morte il giornalista sognatore.

Messico, giornalista ucciso in redazione

da Corriere.it
Nello Stato di Chihuahua, la zona con il maggior numero di omicidi
Messico, giornalista ucciso in redazione
Norberto Miranda Madrid freddato da un commando di almeno cinque uomini: si occupava di lotta ai narcos

MILANO - Ucciso perché si occupava dei cartelli di narcotrafficanti. Il giornalista messicano Norberto Miranda Madrid è stato freddato a colpi di pistola nella redazione della radio in cui lavorava, in una zona rurale di Nuevo Casas Grandes, da un commando di almeno cinque uomini. Molto probabilmente si tratta di sicari inviati dai narcos della zona. Miranda Madrid, 44 anni, era responsabile della pagina web di Radio Vision e scriveva su alcuni giornali locali: nelle ultime settimane si era occupato dell'insicurezza legata al traffico della droga nello Stato di Chihuahua, la zona al confine con gli Usa con il maggior numero di omicidi del Messico (25 nel mese di settembre e circa 1.500 ogni anno) e nota per le lotte tra i cartelli della droga per ottenere il controllo del mercato locale. Il giornalista era noto con lo pseudonimo di El Gallito.

IL PRECEDENTE - A maggio 2008 un altro giornalista di Casas Grandes aveva chiesto asilo negli Stati Uniti dicendo di aver ricevuto minacce di morte per la sua attività. Il governo messicano ha impegnato nel nord del Paese 50mila militari in aggiunta alla polizia per la lotta ai narcos, ritenuti responsabili di circa 14mila omicidi dalla fine del 2006. Le ultime vittime tra martedì e mercoledì a Ciudad Juarez, vicino alla frontiera con il Texas, dove sono state uccise 17 persone.

sabato 12 settembre 2009

Sexy e mondana

1 - Domani alle 15 Portogruaro-Reggiana in diretta su Radio Erre 95 fm. Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

2 - Telereggio ha dedicato un servizio ai conti di èTv.

3 - Feltri ammetterà mai di aver commesso un errore? Ha mangiato un boccone avvelenato grande così.

4 - Querele e richieste di risarcimento, così i potenti intimoriscono i giornalisti.

5 - Grande serata, venerdì, in Spaghetteria. Brava Silvana!

6 - Repubblica...

7 - Apprezzata svolta sexy e mondana della regina di via Aristotele.

8 - Debutto coi fiocchi per il nuovo cardiofrequenzimetro. Spinning a go-go.

9 - Veneto, laguna, via Edison, tastiera, pizzetta?

10 - Ho voglia di una serata con l'allegra combriccola al completo.

domenica 6 settembre 2009

Carbonari, Facebook e nuovi giornali

1 - Tra i soci del nuovo quotidiano Il Fatto figura anche l'editore reggiano Aliberti.

2 - La presenza di Aliberti pare aprirà la strada a un ruolo, nel nuovo giornale, anche per Nicola Fangareggi, direttore del sito www.reggio24ore.it

3 - Reggiana favorita oggi al Giglio contro il Real Marcianise.

4 - Dicono che a Parma ci si diverta molto. Viva la Repubblica?

5 - E' ufficiale. Mi sono iscritto in palestra. Da domani mattina via con il nuoto. Appuntamento pressoché quotidiano alla Virgin di Reggio Emilia.

6 - A proposito di Virgin, piscina carina, zona relax molto curata, e una gustosa vista sullo stadio Giglio. Curioso vedere la mia postazione in tribuna stampa dalla sala per il pilates.

7 - Cena carbonara sotto le stelle dopo il lavoro?

8 - Anche la regina di via Aristotele è sbarcata su Facebook.

9 - A Bagnolo c'è la tradizionale fiera di settembre, senza bagnolesi però... Resta per fortuna l'antico e meraviglioso rituale di "saccheggiare" le bancarelle di caramelle.

10 - Oggi l'edicolante mi ha fatto 20 centesimi di sconto. Grazie!

Reggiana-Real Marcianise in diretta su Radio Erre

Alle 15 Reggiana-Real Marcianise (calcio, campioanto di Prima Divisione) in diretta su Radio Erre 95 fm (per l'Emilia). Streaming on http://www.e-tv.it/page.php?10.

giovedì 3 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

Morto il papà dell'Ape Maia


da Tgcom.it
Muore il creatore dell'Ape Maia
Marty Murphy aveva 76 anni


Il cartoonist statunitense Marty Murphy, creatore e disegnatore del popolare cartone animato L'Ape Maia, è morto nella sua casa di Los Angeles all'età di 76 anni. La notizia della scomparsa, che risale a giovedì scorso, è stata data oggi dalla nipote dell'artista, Judy Kaenel Czajka, al Los Angeles Times. Le sue avventure sono state tradotte in 43 lingue e trasmesse in oltre cinquanta Paesi.

Creata e disegnata nel 1975 da Marty Murphy, la serie è tratta dai racconti L'Ape Maia e le sue avventure (1912) e Il popolo del cielo (1912) dello scrittore tedesco Waldemar Bonsels (1881-1952). In Italia Maia è arrivata nel 1979, trasmessa su Raiuno: qui i simpatici disegni di Murphy e la celebre canzone cantata da Katia Svizzero ("Vola, vola l'Ape Maia...") conquistarono da subito i più piccoli. Il cartone L'Ape Maia fu realizzato grazie a una co-produzione tedesco-giapponese dalla Apollo Film e dalla mitica Nippon Animation.

Marty Murphy ha lavorato come fumettista per 45 anni per la rivista Playboy, dove esordì con le sue strisce ironiche nel 1963. Sul mensile ha pubblicato complessivamente 348 lavori a fumetti. Nel mondo dei cartoni animati, Murphy esordì nel 1962, collaborando alla realizzazione del film Mister Magoo's Christmas Carol, per entrare poi nello staff di Hanna-Barbera.

Tra i suoi lavori per l'animazione figurano numerosi episodi di Fritz the Cat ed ha scritto tanti soggetti per DuckTales, Garfield and Friends e Tom and Jerry. Per la Nippon Animation ha creato la serie Bambino Pinocchio ed ha scritto il soggetto di Little Nemo. Murphy lavorò con grande soddisfazione alla creazione di L'ape Maia, da lui stesso pensata come ricca di contenuti educativi e pedagogici, un cartoon intramontabile in cui dietro la descrizione delle scoperte di Maia, c'è la crescita interiore della protagonista, la ricerca del suo ruolo nella comunità delle api. Maia è intelligente, curiosa, impaziente di scoprire il mondo, di conoscere nuovi amici, di non fermarsi alle apparenze. Tutta la vasta gamma di personaggi che incontra, non sono altro che i modelli di altrettanti "esemplari" della società umana.

lunedì 31 agosto 2009

Breaking news - Strage a Gavasseto

Nella notte, a Gavasseto (Reggio Emilia), un uomo ha ucciso a coltellate la moglie e il figlio maggiore. Un altro figlio, poco più che neonato, è in fin di vita all'ospedale. Ferita gravemente anche una donna anziana.

domenica 30 agosto 2009

mercoledì 26 agosto 2009

Strage del Circeo, libero Gianni Guido

da Lastampa.it
Strage del Circeo, libero Gianni Guido
Finito l'affidamento ai servizi sociali
ROMA - Da ventiquattro ore è un uomo libero: Gianni Guido, uno dei tre responsabili della strage del Circeo, ha da ieri chiuso i conti con la giustizia italiana. «Fine pena 25 agosto 2009», è scritto sulla sua scheda del casellario giudiziario. L’orami 53enne ex ragazzo della borghesia romana che assieme ad Angelo Izzo e Andrea Ghira seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti in una villa del Circeo la notte del 30 settembre 1975, non ha più l’obbligo di dimora nella casa dei genitori così come previsto dall’affidamento ai servizi sociali che il Tribunale sorveglianza gli aveva concesso l’11 aprile 2008.

martedì 25 agosto 2009

Corte UE: Carlo Giuliani fu ucciso per legittima difesa

da Corriere.it
G8
Per la Corte europea Carlo Giuliani
fu ucciso per «legittima difesa»

Placanica non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a un reale e imminente pericolo

STRASBURGO - Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, ha agito per legittima difesa. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno quindi accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti inerenti la morte del giovane. Secondo la sentenza, infatti, il militare che sparò a Giuliani non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi. La Corte ha dato invece ragione ai familiari di Carlo Giuliani riconoscendo come l'Italia avrebbe dovuto svolgere un'inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico. Per questo i giudici hanno stabilito che lo Stato dovrà risarcire 40.000 euro ai genitori di Carlo Giuliani.

IL GOVERNO ITALIANO - Infine i giudici di Strasburgo hanno ritenuto che, a differenza di quanto sostenuto dalla famiglia Giuliani, il governo italiano abbia cooperato sufficientemente con la Corte, consentendo di condurre un appropriato esame del caso. Nessuna violazione, dunque, dell'articolo 38 della convenzione che impone agli Stati contraenti di fornire tutte le informazioni richieste dai giudici di Strasburgo.

IL PADRE DI GIULIANI: FAREMO RICORSO - «La sentenza della Corte europea dei diritti umani la possiamo considerare positiva, soprattutto nella parte in cui sostiene che l'inchiesta in Italia avrebbe dovuto valutare aspetti dell'organizzazione e della gestione dell'ordine pubblico e che non è stata adeguata nella misura in cui non ha ricercato quali siano state le persone responsabili di questa situazione. E non è cosa da poco». Così Giuliano Giuliani, padre di Carlo, ha commentato la sentenza della Corte europea. «Noi, comunque, faremo ricorso - prosegue - e impugneremo la sentenza nella parte in cui non vengono messe in luce le violenze che le forze dell'ordine hanno fatto sul corpo di Carlo subito dopo la sua morte, per cercare di fare credere che il colpo fosse stato deviato». «Questa sentenza - conclude Giuliani - esprime davvero quello che abbiamo sempre detto, e cioè che ci fu una volontà politica di creare quel disastro. Del resto anche il tribunale genovese aveva detto nella sentenza ai 25 manifestanti che buona parte della reazione dei manifestanti era stata motivata da un comportamento violento delle forze dell'ordine».

Flash da Predazzo



lunedì 24 agosto 2009

Giochi di parole estivi

Agosto strano, senza ferie. In realtà, a conti fatti, giocando con i turni di riposo, sono riuscito ad abbandonare la città prima per la montagna, poi per il mare, infine di nuovo per la montagna. Tentativi forse inconsci, nemmeno tanto, di evadere dalle incertezze del quotidiano. E scusate il gioco di parole.

sabato 15 agosto 2009

Ferragosto al lavoro

Ferragosto al lavoro. Dalla prossima settimana si inizierà a fare sul serio. Se il tribunale ancora dorme, il fronte sportivo scalpita. Tempo di raduni per l'Arbor e di prima giornata di campionato (domenica prossima) per la Reggiana. Il vostro cronista sarà lì, microfono in mano, per raccontarvi tutto. Stay tuned!

venerdì 14 agosto 2009

L'uomo che visse sei volte

Da malato della palla a spicchi, un doveroso tributo a Magic.

***
da Repubblica.it
I cinquant'anni di Magic
L'uomo che visse sei volte

Gli Usa festeggiano Johnson, mito del basket fra trionfi e ritiri. Sieropositivo dal '91, ma grazie ai farmaci ha respinto l'Aids. "Pensavo che Larry Bird e Michael Jordan fossero la cosa più dura al mondo, poi ho scoperto la malattia
dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK - C'è un ragazzone di vent'anni, pantaloncini e canottiera blu d'ordinanza, in piedi davanti al telecronista, il gigante e il giornalista. "Sono così eccitato" dice, "è la mia prima partita qui in Nba con i Los Angeles Lakers", e sorride di quel sorriso contagioso che invade lo schermo: è il 1979, quel ragazzo si chiama Earvin Johnson ma per tutti è già Magic.

Poi c'è un uomo in giacca e cravatta, dodici anni anni dopo, il volto tirato, "mi hanno trovato positivo al test dell'Hiv", dice, la tensione che taglia la sala della conferenza stampa di Inglewood, Los Angeles, non è più tempo di sorrisi, di contagioso adesso c'è quel virus terribile, "vi devo annunciare che lascio i Los Angeles Lakers e il basket". E dov'è più la Magia? si chiede Sports Illustrated, che dà voce all'angoscia di un popolo.

Il terzo flash è di qualche mese fa, Detroit, l'ex ragazzone oggi è un businessman di tutto rispetto, col suo nome ha aperto catene di cinema e società di promozione, si batte per la comunità nera e per la lotta all'Aids, ma stavolta è tornato in campo da vecchia gloria. Accanto a lui l'amico-nemico di sempre, Larry Bird, festeggiano trent'anni dal debutto. "Perché l'America ci ama ancora? Perché io e Larry abbiamo giocato nel modo giusto: noi non giocavamo per noi stessi, noi giocavamo per la squadra".

L'uomo che visse sei volte - la gloria, il ritiro, il ritorno, il nuovo ritiro e ancora un ritorno, fino alla vita attuale di manager e testimonial - oggi compie mezzo secolo e firma l'ultima magia: un compleanno in sordina, nessuno show previsto, salvo sorprese dell'ultima ora, la famiglia prima di tutto, come sempre negli ultimi venticinque anni. No, non è vero quello che dice, non ha sempre giocato per la squadra, anzi troppo spesso ha giocato per sé solo. Ma oggi Earvin Johnson è davvero un altro uomo, e ogni giorno ringrazia di esserlo, tenuto su da un cocktail di costosissimi farmaci, gentilmente forniti da GlaxoSmithKline e Abbott Laboratories.

Un altro uomo. Grazie a quella donna che oggi spegnerà le cinquanta candeline con lui, Earlitha Kelly, detta Cookie, e che quel giorno di novembre del '91 portava in grembo il suo Earvin III. "Io pensavo che la cosa più dura al mondo, nella vita, sarebbe stata trovarmi a giocare contro Michael Jordan e Larry Bird insieme. Non avrei mai potuto immaginare che la cosa più dura sarebbe stato guidare verso casa per dire a mia moglie che avevo preso l'Hiv".

Le tv interruppero le trasmissioni per annunciare la notizia che scioccò l'America. "La prima cosa che pensai fu: ecco, grazie a Dio è sana, grazie a Dio lei e il mio Ervin jr sono sani, però lei adesso prende e se ne va, se ne torna da sua madre con tutto il pancione e mi lascia qui da solo a spaccarmi la testa contro il muro. E a me non resta che impazzire, fare la fine di Mike Tyson".

La fine di Mike Tyson. Un incubo per uno come Magic, venuto su da una famiglia operaia (il padre alla General Motors, la madre bidella) e cresciuto con gli ideali solidi di Christine, la mamma tutta casa e chiesa che quando al suo ragazzo quindicenne un giornalista sportivo appiccicò quel nomignolo, Magic, insorse timorosa: sarà blasfemo?

E invece no, Cookie restò, Cookie è rimasta, e dopo di allora insieme hanno adottato anche una bambina, Elisa (Magic aveva avuto un primo erede da una relazione prematrimoniale). Dopo di allora la vita di Magic Johnson è finita e ricominciata almeno un paio di volte (il ritorno al basket nel '92, il nuovo ritiro tra le polemiche dei suoi ex compagni che temevano di infettarsi, l'ennesimo ritorno del '96) e oggi il basket per l'uomo che fu Magic sono un paio d'ore di palleggi al giorno. Oggi la sua missione, dice, è un'altra. "Io sono qui per dirvi che lì fuori c'è l'Hiv e voi, ragazzi, dovete sapere prendere le decisioni giuste".

Lui non le prese. Nemmeno quel giorno del '91 disse tutta la verità. Cedette quando si cominciò a parlare delle sue presunte amicizie gay e bisex. "No, basta: ho avuto rapporti a rischio con tante donne. E punto". Punto un corno, s'infiammarono le femministe. Com'è possibile che un campione del genere non si renda conto di essersi trasformato in una bomba umana? scrisse Selly Jenkins. Da allora la bomba umana ha trasformato se stesso nel missionario della lotta all'Aids. "Non sono così ingenuo da credere che i ragazzi non facciano sesso. Però posso battermi perché lo facciano protetto".

L'attenzione è soprattutto verso i fratelli neri: il 13 per cento della popolazione, ma la metà degli affetti da Aids, come ha ricordato recentemente anche il primo presidente nero, Barack Obama. Certo che Magic lo stima, Obama, è pure un patito di basket. Solo che lui, anche qui, aveva puntato tutto su Hillary, facendo l'endorsement per i Clinton che stavano rilanciando la sua Harlem. Benedetto Earvin: un'altra scelta perdente. Prima di scartare come una volta e andare, magicamente, ancora a canestro.

lunedì 10 agosto 2009

Solitudine cittadina

Insolita solitudine cittadina. La regina di via Aristotele è all'Elba con Alice. La rivedrò a Ferragosto. All'orizzonte, appoggiata la penna, c'è una ministrasferta a Forte dei Marmi, poi di nuovo a lavorare. Voglia di rivedere vecchi amici. La stessa che mi porterà a Predazzo la settimana prossima, sempre per 48 ore. Fatte due telefonate, sarà l'occasione per riunire la vecchia compagnia e, perché no, presentare vecchi amici a Irene.

domenica 9 agosto 2009

La vittime sono bolognesi

da Corriere.it
SALVI UNA ROMANA DI 42 ANNI E IL FIGLIO DI 13: SONO ARRIVATI TARDI IN ELIPORTO
Tragedia New York, due famiglie distrutte
Uccisi padre, madre e figlio (i Gallazzi), mentre la moglie di Michele Norelli è rimasta a terra: temeva quel volo
MILANO - Due famiglie distrutte nel disastro aereo sul fiume Hudson, a New York. Le cinque vittime italiane sono Tiziana Pedrone, Fabio e Giacomo Gallazzi (madre, padre e figlio di 45, 49 e 16 anni), Michele e Filippo Norelli (padre e figlio, di 52 e 17 anni). Tutti provenienti dalla provincia di Bologna.

DUBBI SUL VOLO - Il gruppo aveva raggiunto gli Stati Uniti il 4 agosto, via Amsterdam, e avrebbe dovuto tornare in Italia il 12. Una donna si è salvata perché temeva quel volo e quindi non è salita sull’elicottero della Liberty Tours: è Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli e madre di Filippo. Salvo anche un altro figlio della coppia, Davide, che avrebbe dovuto raggiungere la famiglia a New York nei prossimi giorni. Anche Tiziana Pedrone, prima di raggiungere gli Usa, aveva detto di aver paura di volare in elicottero. La donna era moglie di Fabio Gallazzi e madre di Giacomo, che frequentava il liceo scientifico. Anche Filippo Norelli frequentava lo scientifico, ma in un altro istituto. I Norelli abitavano a Trebbo di Reno, frazione di Castel Maggiore, grosso comune al nord di Bologna, i Gallazzi a San Lazzaro di Savena, a est del capoluogo.

IMPRENDITORI - A New York il gruppo era stato raggiunto da un cugino dei Norelli, Vittorio, che domenica avrebbe dovuto ripetere il sorvolo turistico in elicottero su Manhattan. Tutti i bolognesi avevano prenotato da Bologna, 130 euro il costo a persona del volo, ed erano divisi tra gli entusiasti e i timorosi. Ne avevano parlato prima di partire insieme ad altri amici che non sono andati a New York. Fabio Gallazzi e Michele Norelli erano entrambi imprenditori. Gallazzi aveva una ditta di rappresentanza di prodotti per aziende metalmeccaniche, Norelli era titolare della Quadreria di via Zanardi a Bologna, un negozio che produce cornici e vende prodotti per l'arredamento. Insieme alla sorella Amalia, che gestisce un'altra Quadreria di via Mazzini, era contitolare di un negozio dallo stesso nome nel Centro Borgo, un grande centro commerciale di via Lame. Silvia Rigamonti, moglie di Michele Norelli, è insegnante, Tiziana Pedrone era casalinga.

I DUE RAGAZZI - New York era una delle città preferite dal giovane Filippo Norelli. Lo scriveva nella sua pagina personale sul social network Netlog. Nato il 29 novembre '92, studente al liceo scientifico Sabin, Filippo si definiva single, in cerca di amicizie o di una relazione. In rete con il nick "vroom_92", si definiva appassionato di tecnologie, auto (soprattutto sportive), amici, musica e sport, con una passione per il Milan che lo aveva portato a inserire nella sua pagina Internet una foto di Kakà. Oltre a New York, Filippo scriveva di amare Barcellona, Madrid, Londra e Lisbona. Tra i suoi amici con la passione comune del web c'era proprio Giacomo Gallazzi.

SALVI UNA ROMANA E IL FIGLIO - Si è invece salvata Paola Casali, romana di 42 anni, che aveva prenotato il tour sull'elicottero precipitato per sé e il figlio Lorenzo, 13 anni, ma è arrivata tardi all'eliporto sulla 30esima strada. Mentre i due aspettavano l'elicottero successivo si è diffusa la notizia del disastro. «Sono confusa, ma penso di essere stata molto fortunata» ha detto la donna al New York Times «Oggi per me comincia una nuova vita». Sabato il figlio le aveva detto che era preoccupato e che aveva paura di volare. «Lorenzo avrebbe voluto fermarsi in uno Starbucks, ma lei le aveva detto che il tour era perfettamente sicuro perchè l'aveva fatto sei anni fa».

martedì 4 agosto 2009

Cassazione: non è reato presentare un pusher agli amici

da Ansa.it
Cassazione: non è reato indicare un pusher
Annullata condanna per intermediazione in traffico hascisc
ROMA, 4 AGO - Per la Cassazione non é reato presentare al pusher dal quale ci si serve i propri amici affinché anche loro si possano rifornire da lui. Il fatto, in sostanza, non costituisce intermediazione nello spaccio di droga. La Suprema Corte con la formula ampiamente liberatoria "perché il fatto non sussiste", ha assolto due ragazzi di Trento condannati per concorso in vendita di stupefacenti con l'accusa di aver fatto da intermediari al pusher dal quale portavano i loro amici amanti della cannabis.

domenica 2 agosto 2009

sabato 1 agosto 2009

Mafia e appalti

Siamo sicuri che la pioggia di soldi pubblici per l'ennesimo rilancio del Sud, circa 4 miliardi di euro, non finirà per alimentare nuovi business per Cosa Nostra?

domenica 26 luglio 2009

Capolavoro Pellegrini: oro e record

Elegante, bellissima, Federica Pellegrini ha incantato Roma, l'Italia, il mondo intero e il vostro cronista con una gara perfetta. Oro mondiale e nuovo record dei 400 stile libero abbattendo il muro dei 4': 3'59"15.
Grazie.
Foto Gazzetta.it

sabato 25 luglio 2009

Il riscatto di Cleri

Che emozione l'oro vinto da Valerio Cleri ai Mondiali di nuoto. Nel mare di Ostia l'azzurro ha chiuso i 25 chilometri del percorso in 5h26'31"6, prendendosi la miglior rivincita dopo l'amaro quarto posto nella 10 chilometri di mercoledì scorso, con il tira e molla per il bronzo con l'americano Francis Crippen che aveva sbagliato l'ingresso verso il traguardo.
Foto Reuters da Corriere.it

venerdì 24 luglio 2009

Eredità Agnelli: respinte le richieste della figlia Margherita

da Corriere.it
«INAMMISSIBILI»: SENTENZA A NOVEMBRE
Eredità Agnelli: respinte
le richieste di Margherita

Bocciati i 48 capitoli di prova presentati dalla figlia dell’Avvocato

MILANO - Il tribunale di Torino ha dichiarato inammis sibili tutti i 48 capitoli di pro va (testimoni compresi) pre sentati da Margherita Agnelli de Pahlen nella causa contro la madre, Marella Agnelli e contro i manager Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron. L’ordinanza, resa nota dall’Ansa , è stata depositata ieri. Il tribunale ha inoltre re­spinto tutte le istanze di esibi zione di documenti proposte dalla figlia dell’Avvocato nei confronti dei quattro e di 15 banche italiane ed estere.

È un colpo durissimo al l’enorme lavoro investigativo prodotto dai legali e dai consu lenti di Margherita a partire dal giugno 2007, quando la causa partì. Marella era stata citata in giudizio in quanto fir mataria, con la figlia, degli ac cordi del 2004 che avrebbero dovuto chiudere definitiva mente il contenzioso nato sul l’eredità dell’Avvocato. Margherita invece si ritiene dan neggiata dai patti ereditari e chiede che vengano annullati. I tre uomini di fiducia, che ave vano lavorato per molti anni a fianco di Giovanni Agnelli, fi no alla sua morte nel gennaio 2003, sono stati coinvolti nel la causa come presunti gestori del patrimonio privato dell'Av vocato. Margherita chiede, in particolare, che il tribunale or dini ai tre manager di predi sporre un rendiconto comple to del patrimonio dell’Avvoca to, nella presunzione, tra l’al tro, che una parte sia stata oc cultata. La causa andrà probabil mente a sentenza il 12 novembre pros simo quando è pre vista la prossima udienza. E tutto è ancora possibile.

La deci sione resa nota ieri con il deposito del l’ordinanza è pura mente tecnica ma è chiaro che toglie munizioni a chi at tacca (Margherita) e conte stualmente facilita il lavoro della difesa. Senza per altro en trare nel merito della questio ne, ovvero i dubbi, gli interro gativi e le accuse di Margheri ta, che restano agli atti. Però non è un caso che dal riserbo torinese trapeli la sod disfazione di Gabetti e Grande Stevens per la scelta del giudi ce Brunella Rosso di andare a sentenza. È chiaro che la vicen da giudiziaria si chiuderà, co munque, in tempi rapidi. E già questo è un obiettivo rag giunto per Gabetti & C che hanno sempre mal sopportato (di questo vi è traccia eviden te anche negli atti) l’atteggia mento molto comunicativo di Margherita. Nell’ordinanza vi è un riferi mento a 15 banche italiane ed estere per le quali Margherita chiedeva l’ordine di esibizio ne dei conti ritenendoli colle gati alla successione: è una delle istanze respinte. Per la cronaca si tratta di due ban che italiane, una francese, una canadese, una del Liechten stein, una lussemburghese, una olandese e otto svizzere. Per dare l’idea del livello dello scontro in atto, Marghe rita aveva anche chiesto al giu dice che venisse ordinato ai tre manager l’elenco delle do nazioni, gratuite e onerose, eventualmente fatte da Gian ni Agnelli a favore della mo glie, cioè sua madre. Richiesta respinta come tutte le altre e appuntamento a novembre.
Mario Gerevini

giovedì 23 luglio 2009

Sposa una pornostar: licenziato

da Corriere.it
LA CONSORTE SI CHIAMA ANABELA MOTA, MA NEL SETTORE È CONOSCIUTA COME JAZELLA MOORE
Licenziato perché la moglie fa la pornostar
E' accaduto a Scott Janke, un manager del comune di Fort Myers in Florida

MILANO - Scott Janke, un dirigente dell’amministrazione di Fort Myers, in Florida, non ha tradito la moglie, non ha neppure avuto una relazione con una delle sue collaboratrici. No, semplicemente si è sposato. Ha scelto, tuttavia, una compagna con un impiego molto particolare. E per questo è stato licenziato.

LA SCOPERTA - Janke manager del comune di Fort Myers, piccola cittadina degli Stati Uniti con 6.500 abitanti, nella Contea di Lee, in Florida, ha sposato lo scorso anno la compagna della vita. La sua vita lavorativa, però, ora è in difficoltà. Il motivo: la moglie, che si chiama Anabela Mota, fa la pornostar. E dopo che la notizia è giunta anche alle orecchie del sindaco e dei componenti del consiglio comunale Janke ha dovuto lasciare il lavoro. Il consiglio comunale di Fort Myers Beach ha infatti convocato martedì sera una «seduta d’urgenza». Unico punto all’ordine del giorno: interrompere il rapporto lavorativo con Janke. Poche ore prima avevano infatti scoperto che la consorte dell’uomo è una nota pornostar. Il voto è stato unanime: 5 componenti si sono espressi a favore di un licenziamento «immotivato» del collaboratore.

IL LICENZIAMENTO - «Abbiamo fatto il possibile per non dover giudicare», ha spiegato il primo cittadino Larry Kiker alla Associated Press. «Non si tratta di un fatto che riguarda lui o la moglie, ma l’intera città». Kiker ha spiegato ai media che l’amicizia con Janke «non si è dissolta a causa di questa vicenda», aggiungendo che una clausola nel suo contratto permette effettivamente di licenziarlo con un voto di maggioranza e «senza giusta causa». Tuttavia ha aggiunto il sindaco «l’impiegato non ha fatto nulla di illegale, ma visto che abbiamo diversi progetti importanti in cantiere, niente può andare storto». Per Janke dunque solo una modesta buonuscita - il suo salario sarà garantito per i prossimi sei mesi. Lui ha già contattato gli avvocati per vagliare la possibilità di intentare una causa. Una cosa, però, è certa: nulla lo farà dividere da Anabela Mota, conosciuta nell'ambito hard col nome di «Jazella Moore». «Non abbiamo motivo per vergognarci. Ora vogliamo solo stare in pace con i nostri tre figli», ha detto la coppia.
Elmar Burchia

mercoledì 22 luglio 2009

Super Soldini sull'Atlantico

Lo so, andiamo fuori tema, ma Soldini è e resta un grandissimo.

***
da Corriere.it
NELLA REGATA IN DUE TAPPE DALLA FRANCIA ALLE AZZORRE
Soldini e Fauconnier, successo Atlantico
Sul 40 piedi Telecom vincono la Les Sables-Horta-Les Sables, due tappe al comando: «Barca perfetta»

MILANO - Giovanni Soldini e Karine Fauconnier, a bordo del 40 piedi Telecom Italia, poco prima delle 2 di mercoledì, hanno tagliato per primi il traguardo a Les Sables d'Olonne, vincendo così l'edizione 2009 della Les Sables-Horta-Les Sables, la regata velica in doppio dalla Francia alle Azzorre e ritorno, con un percorso complessivo 2.540 miglia. La seconda tappa, partita il 15 luglio scorso da Horta, è stata percorsa da Telecom Italia in 6 giorni, 5 ore 39'32", alla media di 8,49 nodi.

INTESA A BORDO - Soldini e Fauconnier hanno vinto entrambe le tappe, mantenendo sempre il comando della flotta dei Class 40, nonostante qualche imprevisto, come un tronco d'albero che ha urtato lo scafo nella parte finale della seconda tappa. Il tempo totale di percorrenza delle due frazioni è stato di 12 giorni 17 ore34', ad una media di 8,32 nodi. «Siamo molto contenti, meglio di così non potevamo andare - ha detto via telefono lo skipper Giovanni Soldini ad Apcom una volta arrivato in banchina- . Siamo stati davvero bravi a navigare e poi con Karine ci siamo trovati d’accordo sulle scelte, il che è stato molto importante. E poi devo dire che la barca è davvero perfetta, non ci ha dato nessun problema».

domenica 19 luglio 2009

A casa con Lampedusa negli occhi

Rieccomi a casa, o per meglio dire al lavoro. Le vacanze sono finite. Non se ne riparlerà - salvo brevissime parentesi - fino a settembre. A Reggio si respira un'aria strana. Vedremo...

Tornando alle vacanze, personalmente resto convinto che Lampedusa sia un'isola incantevole che continuerò a visitare anche negli anni a venire. Mi sbilancio: a meno di due ore d'aereo offre spiagge e mare senza rivali nel Mediterraneo.

sabato 11 luglio 2009

(ari)Chiuso per ferie

Chiuso per ferie (sì, di nuovo). Prossimo aggiornamento non prima di lunedì 20 luglio.

martedì 7 luglio 2009

Tra Salento e realtà

Riemergo dopo oltre una settimana di assenza, fatta di Puglia e di triste rientro al lavoro. Negli ultimi tempi ho un po' trascurato il blog. Lo so, non è la prima volta che lo dico. Ma è così.
E' il giorno dei funerali di Michael Jackson, del G8 e delle vittime innocenti del disastro ferroviario di Viareggio. E' anche il giorno della delusione per il comportamento di certe persone. Nessuno che possiate immaginare, davvero, così evito di offendere la sensibilità della regina di via Aristotele, a sua volta al centro di alcune incomprensioni nelle ultime settimane.
Durante il soggiorno in Salento (grazie a Fillo per l'ospitalità, a Chicco e a Eddy per i loro gavettoni d'acqua gelata) ho avuto modo di riflettere e di confrontarmi con persone che stimo molto. Ho anche conosciuto un personaggio straordinario, ma di questo vi parlerò un'altra volta.
Stay tuned!

martedì 23 giugno 2009

Multato perché chiama il cane Berluscane

da Tgcom.it
Chiama cane "Berluscane": multato
Verona, contravvenzione da 55 euro


Nonostante abbia visto ormai molte primavere, è ancora particolarmente vigoroso: per questo un cane lupo è stato battezzato "Berluscane" dal suo proprietario, il veronese Imerio Mariotto, noto in città per la sua eccentricità. Una storpiatura poco gradita a qualche vicino, che ha avvertito i vigili. I quali hanno dovuto multare Mariotto, perché sul cancello manca il cartello "Attenti al cane": quello che c'è recita infatti "Attenti al Berluscane".

La vicenda non si è però conclusa con la multa (da 55,60 euro): Mariotto, assistito dal suo legale, ha infatti deciso di presentare ricorso al giudice di pace, motivando la scelta del cartello e del nome. Nella memoria difensiva, l'uomo sostiene che Berluscane è stato chiamato cosi' per una "vivacità amorosa inversamente proporzionale all'età", ma in realta è un animale tranquillo, che "i cani femmina che si presentassero al cancello, soprattutto se cagnette giovani e ambiziose", potrebbero avvicinare senza timore di avance.

Ciò perché "a differenza degli esseri umani, sempre teoricamente disponibili, cagne e cagnette, per suscitare interesse, devono essere in calore". Per la cronaca, Mariotto possiede altri due cani, uno dei quali si chiama "Noemi".

Condannato per le minacce a Michelle Hunziker

da Corriere.it
Dovrà risarcire 10mila euro a titolo di provvisionale, il resto con la causa civile
Minacce alla Hunziker, condanna a 9 mesi
Andrea Spinelli, romano, 36 anni, aveva inviato una lettera con una lametta da barba e insulti alla show girl

MILANO - Andrea Spinelli, romano di 36 anni, accusato di minacce alla show girl Michelle Hunziker è stato condannato a 9 mesi di reclusione (pena sospesa) col rito abbreviato dal Tribunale di Milano. L’imputato dovrà risarcire 10mila euro a livello di provvisionale per i danni morali subiti dalla showgirl e i danni morali e patrimoniali, la cui entità verrà stabilita in un separato giudizio civile, oltre a 1.500 euro di spese processuali. Spinelli era accusato di aver inviato, il 12 marzo del 2008, una lettera alla Hunziker, contenente una lametta da barba con la quale paventava di deturparle il volto e altre pesanti minacce. «Prima o poi ti trovo senza quel cane rognoso, guardia del corpo, e ti deturpo quel visino da p...» era lo scritto. Il giorno dopo Spinelli ha mandato un'email da un Internet point a Striscia la notizia, dove era impegnata la Hunziker, minacciandola di «farla saltare in aria». Nell'email si leggeva: «Sono un amico di quello che ti ha mandato una lettera con le minacce. Se fai indagare la polizia ti faccio saltare in aria brutta z...».

UN AIUTO ALLE DONNE MINACCIATE - Michelle Hunziker si era costituita parte civile attraverso il suo legale, l'avvocato Davide Steccanella. Quest'ultimo ha telefonato alla sua assistita subito dopo la lettura del verdetto e ha riferito che la presentatrice è «molto soddisfatta e ci tiene a precisare che il denaro che le verrà risarcito sarà destinato alla sua Fondazione che aiuta le donne minacciate».

domenica 21 giugno 2009

Così si diverte la "donna ragno"

da Corriere.it
Avvicinava le vittime nei bar, poi a casa sua le stordiva con una bevanda drogata
Russia: donna arrestata per violenze
e abusi sessuali commessi su uomini

A uno ha strappato i testicoli con una pinza, a un altro ha tagliuzzato il pene

MILANO - Dopo indagini durate vari mesi, la polizia di Tambov, una città a 480 km a sud-est di Mosca, ha arrestato Valeria K. (32 anni). La donna è accusata di aver commesso abusi sessuali su almeno dieci uomini di età tra i 25 e i 35 anni. La tecnica di Valeria, soprannominata la «donna ragno» dagli organi d'informazione russi, era molto semplice: avvicinava le vittime nei bar e li portava a casa sua. Qui, offriva loro una bevanda alcolica in cui si inserisce una droga o un potente sonnifero.

VIOLENZE - La donna, studentessa universitaria fuori-corso, era una fanatica ammiratrice di film horror nonché una collezionista di ragni e altri tipi di insetti. I suoi amici, interrogati dalla polizia, dicono che aveva una vera e propria malattia per la vedova nera, uno dei ragni più velenosi esistenti al mondo. Attirato il maschio di turno nella sua tela e dopo averlo addormentato, la bella Valeria si scatenava nei confronti della vittima che aveva tra le mani. A Denis F., 29 anni, gli ha tagliuzzato il pene; ad Ayrtom Z. (32 anni) ha strappato i testicoli con una pinza. Altri uomini, per fortuna, non sono stati trattati in modo così duro. Comunque, tutte e dieci le vittime hanno dovuto trascorrere periodi più o meno lunghi in ospedale. Solo una di loro, di cui la polizia non rivela il nome, non si è lamentata del trattamento di Valeria. Anzi, secondo le sue parole, la cosa è stata «molto eccitante».
Paolo Torretta

Spine e tecnologia

Il telefono che non squilla, l'sms che non arriva, l'email che funziona a singhiozzo, internet che fa i capricci. E se fosse altro a non funzionare?

La data della partenza per la Puglia di avvicina, idem per Lampedusa. Credo sia proprio arrivato il momento di staccare la spina.

giovedì 18 giugno 2009

Moldavi e travestiti intraprendenti in tribunale

Oggi mi sono divertito a scrivere di un giovane moldavo che, giunto da Parma a Reggio per soddisfare il desiderio di un rapporto orale con un travestito, ha cacciato fuori dall'auto, sparandogli con una pistola a gas, un prestante ecuadoregno che, avendo forse mal interpretato la richiesta, aveva esibito l'arnese lanciandosi in avance di matrice attiva. Non soddisfatto, il 22enne si è pure ripreso i 30 euro versati.
Morale? Ha patteggiato due anni di reclusione e 400 euro (pena sospesa) per rapina e lesioni.