mercoledì 24 dicembre 2008

Doppio terremoto, Reggio ombelico del mondo

da Corriere.it
DI POCO CONTO I DANNI, NESSUN FERITO. TELEFONI IN PARTE INTERROTTI
Terremoti in provincia di Reggio Emilia avvertiti in tutto il centro-nord
La prima forte scossa alle 16,24 di 5,2 gradi Richter a 26 km di profondità, la seconda di 4,8 alle 22,58 a 30 km
MILANO - Proseguono martedì sera le scosse di assestamento in provincia di Reggio Emilia. È stato avvertito ancora in tutto il Nord Italia alle 22,58 un nuovo intenso sisma di 4,8 gradi della scala Richter (seguito alle 23,14 e alle 23,25 da due di 3 gradi), leggermente inferiore a quello di 5,2 gradi avvenuto alle 16,24 alla profondità di 26 chilometri presso Quattro Castella, al confine tra le province di Reggio Emilia e di Parma. L'epicentro del sisma serale è stato focalizzato a circa 30 km di profondità, praticamente nella stessa zona di quello del pomeriggio. Già Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, nel pomeriggio aveva avvertito che vi sarebbero state «scosse di assestamento nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma di intensità minore».

CONTROLLI - Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, intorno alle 21 aveva presieduto un vertice alla prefettura di Parma per fare un punto della situazione. Il sisma di martedì pomeriggio non aveva provocato particolari danni anche per «l'ottima gestione» da parte delle amministrazioni e degli altri organi competenti. Garantita la sicurezza dei punti a rischio, mercoledì mattina sarebbe dovuta iniziare la ricognizione da parte dei tecnici della Protezione civile, ma il nuovo sisma ha fatto di nuovo partire i controlli preventivi con priorità alle chiese danneggiate in provincia di Parma. Anche l'Agenzia interregionale per il Po (Aipo) non aveva segnalato problemi sul fiume. L'Aipo ha immediatamente attivato i controlli sulle opere e strutture di difesa idraulica.

SISMA DEL POMERIGGIO - Alla Protezione civile dell'Emilia Romagna sono state finora segnalate solo crepe in alcuni edifici dei Comuni di Vetto e Canossa, della chiesa di Quattro Castella e della parrocchiale di Mamiano, piccola frazione di Traversetolo, e qualche cornicione pericolante. «Siamo in costante contatto con i nostri comandi provinciali», ha riferito una fonte dell'Ispettorato regionale emiliano dei Vigili del fuoco, «e fino a questo momento possiamo dire che non abbiamo ricevuto segnalazioni per richieste di intervento o di soccorso. Le uniche riguardano la caduta di qualche intonaco o di calcinacci, ma nulla di più».

SCOPPIA TUBATURA - Tra Langhirano e Pastorello, in provincia di Parma, è scoppiata una tubatura di metano sotto il manto stradale. La strada è interrotta ed è presidiata da Carabinieri e Vigili del Fuoco, ma non c'è stato nessun danno né per le persone né per gli edifici.

SCOSSE - La scossa principale delle 16,24 (con epicentro a 44,64 N e 10,49 E) di magnitudo 5,2 della scala Richter, è stata preceduta sei minuti prima da uno scuotimento di 3,5 gradi (con epicentro a 44,60 N e 10,57 E) presso Vezzano sul Crostolo, quindi a sud-est dell'epicentro principale, a una profondità di 15 km. Alle 17,51 è stata registrata una nuova scossa di 3,4 gradi.

PROBABILE ASSESTAMENTO - «È stato un terremoto abbastanza forte, ma non distruttivo», ha commentato Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «Non ci sono stati danni seri perché in passato si è costruito bene. Si tratta di un tipico terremoto di quella zona dell'Appennino settentrionale, come ve ne sono stati anche altri in passato», ha concluso Boschi. Per Doriano Castaldini, professore al dipartimento di Scienze della terra della facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, i terremoti di martedì sono «un evento normale. Questi eventi sismici che si ripetono a distanza di pochi anni sono probabilmente collegati a una compressione regionale che è attiva in quasi tutta la fascia pede-appenninica».

TEMPORANEA INTERRUZIONE LINEE FERROVIARIE - Ferrovie dello Stato aveva comunicato in serata che era stata riattivata la circolazione ferroviaria sulle linee Bologna-Verona, Bologna-Padova e Milano-Bologna dopo il sisma del pomeriggio. Le ultime linee hanno avuto il via libera alle 19 senza che su nessuna fossero stati riscontrati problemi. L`interruzione era stata «una precauzione necessaria per consentire ai tecnici di effettuare le opportune verifiche sull'integrità dell'infrastruttura». A causa dello stop precauzionale, la circolazione ferroviaria nord-sud risultava rallentata con ritardi in taluni casi anche intorno ai 100-120 minuti.

Nessun commento: