domenica 30 novembre 2008

Neve a Borzano by Lux 2008


Sotto la nevicata.
Borzano di Albinea, 2008.
Lux 2008

Quando si dice che le donne sono pericolose...

da Corriere.it
NEL MIRINO SOPRATTUTTO BIANCHI RICCHI
Ragazze disponibili e spalmate di sedativi
per derubare ricchi e ignari stranieri

Allarme della polizia ugandese: alcune giovani si cospargono il corpo di sostanze chimiche
KAMPALA - Ragazze belle e prosperose. Che prendono di mira uomini benestanti, in cerca di sesso facile. Si lasciano abbracciare, toccare, baciare. Fino a che, irrimediabilmente, la vittima designata cade svenuta. E, irrimediabilmente, viene derubata di tutto. A lanciare l'allarme, come riporta l'Afp, è la polizia ugandese. «Alcune giovani malviventi - spiega Fred Enanga, portavoce del "Criminal Investigations Directorate" - si spalmano il seno e il resto del corpo con particolari sedativi» per mettere letteralmente al tappeto gli uomi che sono riuscite ad adescare.

GANG - A quanto pare, il sistema viene utilizzato da una gang formata da decine di prostitute e criminali: al momento le persone sospettate dalla polizia sono 37. Le vittime di questa sorta di rapine a luci rosse sono soprattutto stranieri bianchi. «Ne abbiamo trovati alcuni privi di coscienza e spogliati di ogni cosa. Non sappiamo ancora da chi si riforniscano le giovani - ha spiegato Enanga - ed è quello che stiamo cercando di scoprire». Le autorità lanciano però l'avvertimento: attenzione a farvi sedurre troppo facilmente.

sabato 29 novembre 2008

I vigili censurano una pubblicità hard

da Tgcom.it
Pubblicità hard,censura dei vigili
Rovigo, applicata una legge del 1960
I vigili di Rovigo hanno 'oscurato' con strisce di carta i manifesti ritenuti osè che pubblicizzavano uno spettacolo di una attrice hard. La polizia municipale ha applicato una legge del lontano 1960. Sotto accusa sono finite le stelle di Natale che ricoprivano il corpo dell'attrice lasciando intravederne le 'forme'. Un manifesto che i responsabili del locale hanno invece definito 'pudico'.

Birretta di complimenti con Joe Timbri

1/ Joe Timbri ha superato il primo scoglio verso la professione. Ne mancano ancora due. Forza!

2/ Dove c'è la festa di laurea al femminile, c'è il mio candidato sindaco preferito. Mitico Russokut!

3/ Too Late.

4/ Oggi ho rivisto con piacere F.B. No, non sta per Facebook. Curiosi!

5/ Ho fatto due passi in via Emilia come non accadeva da tempo. Devo dire che si inizia a respirare aria natalizia. Tanta reggiani davanti alle vetrine, pochi dentro le botteghe...

6/ Il dubbio della serata è: divano o birretta con allegra combriccola?

7/ Mumbai, la battaglia è finita. Bene hanno fatto le teste di cuoio indiane a fare meno prigionieri possibile.

8/ Bagliori all'orizzonte. Il nero sulla tavolozza è finito. Riscossa!

9/ Vetrate ampie e vista sui tetti di Reggio. Voglio un appartamento così, a patto che costi poco.

10/ Mi riallaccio alla riflessione precedente. Ma i giornalisti non erano una casta?

venerdì 28 novembre 2008

Vino rosso a macchiare la neve

1/ Nevica, qualcuno sogna un camino, una bottiglia di buon vino rosso e una pelle d'orso.

2/ Serata con "tardone" ober 20 per Mister LA. Bilancio?

3/ A Spresiano (Treviso) l'assessore al Sociale (giunta leghista) offre duemila euro ad ogni immigrato disoccupato che decide di andarsene.

4/ Olindo e Rosa minacciano il suicidio dopo l'ergastolo condito da tre anni di isolamento diurno.

5/ Su FB qualcuno non si presta alle burle. BUH!

6/ Giorni di neve, caccia all'albero?

7/ Piange il telefono... E pure l'Adsl. Dannata Te@@com!

8/ Stasera compleanno-rimpatriata alle Riserie, neve permettendo.

9/ A proposito di neve, chi ha voglia di uscire di casa con questo tempo? E' così bello guardare i fiocchi cadere.

10/ Richiamo ufficiale con cartellino giallo a Joe Piastrella e a Mister Nonsoloaria. Dove sono i vostri commenti?

Molestata da un sergente, ma è lesbica: risarcita

da Corriere.it
LA POLEMICA DE I VETERANI CHE ACCUSANO: I NOSTRI MUTILATI PRENDONO MOLTO MENO
«Sono lesbica», Kerry vince la battaglia
Molestata da un sergente, la soldatessa ha ottenuto un risarcimento record: 187 mila sterline
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA — Kerry Fletcher ha 32 anni, è alta, bella, di mestiere fa il soldato ed è dichiaratamente lesbica. Tutto bene, o quasi, fino a quando un sergente nel 2006 le ha detto: «Vieni a letto con me, ti riporto sulla giusta via». La soldatessa Kerry non ha accettato, ma siccome era abituata al clima da caserma per un po' ha sopportato. Il sergente ha insistito, si è fatto sempre più assillante e volgare: «Non sai quello che ti perdi, io potrei convertirti », «magari preferisci le cose a tre...» le ha scritto in vari sms. Lei alla fine lo ha denunciato e da quel giorno il reggimento l'ha messa nell'angolo, sottoponendola ad altre umiliazioni. Il tribunale del lavoro di Leeds ora ha condannato il Ministero della Difesa a versare 187 mila sterline di danni (circa 220 mila euro) per «molestie e discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale». Una cifra record, nella quale il giudice ha inserito 50 mila sterline di «danni esemplari» per la complicità dei superiori che volevano coprire il sergente.

In aula sono sfilati parecchi testimoni e se ci fossero state le telecamere (proibite in Gran Bretagna), ne sarebbe uscito un film come quelli italiani anni Settanta interpretati da Alvaro Vitali. Il Ministero della Difesa ha citato commilitoni secondo i quali Kerry Fletcher era una provocatrice, era stata sorpresa «in quelle attività» con un'altra soldatessa e per la sua auto privata aveva scelto la targa TRTX, che in gergo significherebbe più o meno «baci dalla tart », dove tart sta per «ragazza facile». I giornali popolari, schierati in massa contro Kerry, hanno ricordato che nel 1998 la soldatessa era finita in prima pagina quando l'avevano sorpresa abbracciata a letto (in branda) con una poliziotta militare australiana. Erano ancora i tempi in cui l'omosessualità era bandita dalle forze armate e la soldatessa se l'era cavata negando di essere lesbica e sostenendo che stava solo parlando con la collega.

Poi la legge è cambiata e Kerry si è dichiarata. Ma la Royal Artillery evidentemente resta un'istituzione maschilista. Fletcher era stata la prima donna nel King's Troop, la più celebre batteria d'artiglieria a cavallo del mondo, costituita nel 1793. Si era meritata titoli sui giornali. E ancora foto quando fu la prima soldatessa a sfilare di fronte alla regina nella parata Trooping the Colour. Aveva servito anche in Bosnia «distinguendosi », come si dice nei bollettini. Poi era entrato in scena il sergente Ian Brown, con le sue proposte indecenti. Un tipo caratteristico il sergente: si vantava di essersi portato a letto decine di colleghe e in qualche occasione era arrivato al limite della violenza.

Il giudice ha deciso che la Fletcher, grado Lance Bombardier, è stata sottoposta a una «campagna di vittimizzazione ». Ma ora protestano le associazioni dei veterani di Iraq e Afghanistan, perché il risarcimento è superiore a quello riconosciuto agli invalidi per servizio: un Royal Marine che ha perso una gamba e un braccio in azione ha appena ricevuto solo 160 mila sterline. «È osceno », dice la Veterans' Association. «La soldatessa ha subito qualche ferita morale che guarirà, i mutilati sono segnati per la vita», ha detto il deputato conservatore Patrick Mercer, ex colonnello. Alle ultime udienze la Lance Bombardier Kerry si è presentata con la compagna, una pilota della Lufthansa, «una tedesca»: anche questo particolare è stato usato dai tabloid contro di lei.
Guido Santevecchi

giovedì 27 novembre 2008

Terrore a Mumbai, c'è la firma dei Mujaddin del Deccan


Terrore a Mumbai. La capitale economica dell'India è stata colpita da una serie simultanea di attacchi ad alberghi, stazioni e siti turistici. Decine di ostaggi occidentali, soprattutto americani ed inglesi, sono tenuti in ostaggio dai terroristi negli hotel. Una quindicina gli italiani sono «ancora asserragliati» negli alberghi ha detto il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano. Si parla di almeno uin centianio di vittime (Afp da Corriere.it)

Erba, ergastolo per Rosa e Olindo


da Corriere.it
AZOUZ: «ORA I MIEI CARI POSSONO RIPOSARE IN PACE». LA DIEFESA: RICORREREMO IN APPELLO
Erba, ergastolo per Rosa e Olindo
La sentenza della Corte d'Assise di Como sulla strage del 2006: carcere a vita e isolamento diurno per 3 anni
COMO - Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all'ergastolo e all'isolamento diurno per tre anni. Dopo 23 udienze, 100 testimoni e sette ore di Camera di consiglio, i giudici della Corte d'Assise di Como hanno riconosciuto i coniugi di Erba colpevoli della strage dell’11 dicembre del 2006. Secondo il collegio giudicante, presieduto da Alessandro Bianchi, Rosa Bazzi e Olindo Romano sono dunque responsabili dell’omicidio di Raffella Castagna, di suo figlio Youssef Marzouk, di sua madre Paola Galli Castagna e della vicina di casa, Valeria Cherubini, nonchè del tentato omicidio di Mario Frigerio.

«ORA I MIEI CARI POSSONO RIPOSARE IN PACE» - La sentenza di primo grado al processo per la strage di Erba (sentenza che soddisfa in pieno le richeste dell'accusa) è stata accolta con alcuni secondi di silenzio e poi con qualche applauso in aula. Gli imputati erano assenti, i parenti delle vittime hanno ascoltato la lettura a testa china. «Era l'unica sentenza possibile, se questo processo si fosse anche svolto di fronte ad altre, diverse cento Corti d'Assise il risultato sarebbe stato lo stesso» ha detto il pm Massimo Astori. «Finalmente i miei cari possono riposare in pace» è stato il primo commento di Azouz Marzouk, che a stento ha trattenuto le lacrime. E non ha nascosto il suo profondo dolore Andrea Frigerio, figlio di Mario, l'unico sopravvissuto alla strage di Erba, e che nell'eccidio perse la madre Valeria Cherubini: «È stata fatta giustizia - ha detto - ma la pace è ancora lontana».

«VOLEVAMO GIUSTIZIA, NON VENDETTA» - «Volevamo una pena giusta commisurata a quello che hanno fatto, non abbiamo mai cercato vendetta» ha detto Carlo Castagna, che nella strage dell'11 dicembre del 2006 ha perso la moglie, la figlia e il nipotino. «La parola ergastolo mi angoscia ma giustizia è fatta. Penso che due anni fa in questo periodo - ha aggiunto - stavamo preparando la festa di Natale, poi il nostro mondo è completamente crollato». Castagna ha aggiunto che durante questi lunghi mesi di udienza, i momenti più brutti sono stati il sentire e risentire il racconto delle drammatiche fasi degli omicidi, dalle testimonianze di chi era intervenuto ai particolari anatomici. «Ma l'aspetto forse più difficile da sopportare - ha aggiunto - è stato vedere l'atteggiamento di Rosa e Olindo che si sono sempre comportati come se fossero lì per caso e alla fine hanno provato anche a parlare di condoglianze».

«TUTTO SECONDO COPIONE» - La difesa dei coniugi Romano ha parlato di «diritti difensivi compressi», annunciando che ricorrerà in appello contro la sentenza. «Tutto secondo copione, tutto previsto e calcolato» è stato il primo commento dell'avvocato Enzo Pacia, capo del pool difensivo di Rosa e Olindo. «A Como, lo sapevo, non poteva che finire così: sono stati dipinti come dei mostri e mostri dovevano essere»ì ha aggiunto. «Ci sono tre gradi di giudizio - ha poi spiegato il legale - e nella mia carriera ho visto un sacco di volte sentenze di ergastolo completamente capovolte». Proprio Pacia ha consigliato ai Romano di non assistere alla lettura della sentenza. «Prevedevo quello che sarebbe successo e ho voluto risparmiare loro questo momento - ha detto -, soprattutto per Rosa che è una persona molto sensibile».

SUBITO 500MILA EURO AI FRIGERIO - La Corte d’Assise di Como, oltre a condannarli all'ergastolo, ha previsto che i coniugi risarciscano, a titolo provvisorio, 300mila euro a Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla mattanza, e 100mila euro a testa ai figli Elena e Andrea come provvisionale. I giudici hanno stabilito anche un risarcimento immediato, sempre a titolo provvisionale, di 60mila euro a Azouz Marzouk e di 10mila euro ciascuno ai suoi genitori, residenti in Tunisia.

IL FAX - L'ultima udienza si era aperta con un colpo di scena. Il pubblico ministero, Massimo Astori, ha riferito di un fax proveniente dalla Casa circondariale di Vigevano, dove è detenuto Azouz Marzouk. Il documento rende noto un colloquio della parte lesa con la Polizia penitenziaria nel quale Marzouk avrebbe espresso la volontà di manifestare i propri «dubbi» sulla ricostruzione dei fatti. La circostanza è frutto, secondo il fax, della visita di uno sconosciuto ai familiari di Marzouk in Tunisia durante la quale questa persona avrebbe detto che i responsabili non sono gli attuali imputati.

IN AULA - Chiamato in aula, Marzouk ha precisato di non avere dubbi sulla colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ma ha confermato la visita dello sconosciuto alla sua famiglia. «Sono solo preoccupato per i miei genitori - ha detto il tunisino. - Ho chiesto al mio avvocato di andare da loro per tranquillizzarli. Mia mamma mi ha detto al telefono di avere paura».

«AZOUZ VUOLE RITARDARE L'ESPULSIONE» - Il sospetto del pm, però, è che Azouz voglia «ritardare l'espulsione»». È stato proprio Astori ad arrestare Azouz per spaccio di droga. Un'accusa che gli costa 13 mesi di carcere e l'espulsione, prevista il primo gennaio prossimo. Le dichiarazioni del tunisino non cambiano le carte in tavola, secondo l'accusa. La persona che avrebbe parlato con i suoi genitori «non è identificato né identificabile - ha spiegato Astori - Le sue parole non portano nessun contributo probatorio, insinua i dubbi ma non fornisce una versione alternativa».

OLINDO - Poi, in aula, ha parlato Olindo Romano. «Ribadisco la nostra innocenza, e vorrei esprimere con Rosa il nostro sincero dispiacere per le persone che sono morte e per i loro familiari» ha dichiarato. A quel punto, Carlo Castagna, padre, marito e nonno di tre delle vittime, ha urlato: «Vergogna, assassini». I suoi due figli hanno aggiunto: «Basta!».

Pirata della strada condannato per omicidio volontario, è la prima volta

da Corriere.it
È LA PRIMA VOLTA IN ITALIA CHE VIENE CONFIGURATO QUESTO REATO IN UN INCIDENTE STRADALE
Investì e uccise coppia di fidanzati
Il pirata Lucidi condannato a 10 anni

Condannato per omicidio volontario l'uomo che a maggio scorso falciò Alessio Giuliani e Flaminia Giordani
ROMA- Il Gup Marina Finiti ha riconosciuto colpevole del reato di omicidio volontario con dolo eventuale Stefano Lucidi, che il 22 maggio scorso investì ed uccise con l’auto del padre Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, due ragazzi che viaggiavano a bordo di uno scooter. Il pm Carlo Lasperanza aveva chiesto 14 anni. È la prima volta in Italia che viene configurato questo reato in un caso di incidente stradale. Si tratta anche della condanna più pesante mai comminata nel nostro Paese. Il giudice per prendere la sua decisione non ha impiegato più di mezz'ora e la sua sentenza ha lasciato pienamente soddisfatti sia il pubblico ministero Carlo Lasperanza che da sempre ha sostenuto questa tesi, sia l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, difensore dei famigliari delle vittime.

L'AVVOCATO DEI FIDANZATI - Infatti, l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi ha detto che «la condanna a 10 anni per omicidio volontario con dolo eventuale comminata a Lucidi è una sentenza giusta». E ha aggiunto: «Dedichiamo a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita e non hanno avuto giustizia. Che questa sentenza costituisca un monito severissimo per tutti quei giovani che hanno perso il senso della loro vita e il rispetto profondo della vita altrui».

L'AVVOCATO DELLA DIFESA - Di tutt'altro avviso l’avvocato Basilio Fiore, dopo la sentenza del gup Marina Finiti: «Una decisione in contraddizione con la giurisprudenza di legittimità. Credo che ci sia qualche altra sentenza di merito in linea con questa, ma sono convinto che potrà resistere al vaglio del giudice d’appello. Aspettiamo il deposito delle motivazioni della sentenza e poi impugneremo questa decisione».

mercoledì 26 novembre 2008

A proposito di Roma...


Gonne e cinghiale

1/ In tribunale a Reggio si respira un'aria frizzante. I maschietti sono eccitati dall'arrivo di un nuovo magistrato in gonna e tacchi alti. Le donne cosa ne pensano?

2/ Grandissima cena a base di cinghiale e vino rosso. La compagnia non è stata da meno. Prosit!

3/ La pubblicità è l'anima del commercio. Si spende per guadagnare. Si guadagna davvero?

4/ A Mantova qualcuno è impazzito. Anzi, no. Ha fatto un regalo immenso a una persona intelligente. Lo capirà? Parola d'ordine, tempo.

5/ "SPQR - 2000 e mezzo anni fa" per chiudere la serata in bellezza e addormentarsi con il sorriso.

martedì 25 novembre 2008

Facebook, spammer condannato a risarcire 700 milioni di euro

da Corriere.it
IL SITO VINCE LA BATTAGLIA LEGALE CONTRO ADAM GUERBUEZ E LA SUA SOCIETÀ
Facebook, condannato: uno "spammer": deve pagare 700 milioni di euro
Il social network vince la causa: Adam Guerbuez bombardò migliaia di utenti con messaggi su marijuana e "sex toys"
PALO ALTO (California) - Una corte distrettuale degli Stati Uniti ha condannato un cittadino canadese al risarcimento di 873 milioni di dollari (circa 700 milioni di euro) al social network Facebook per averne bombardato gli utenti con messaggi che promuovevano l’uso di marijuana e pubblicizzavano giocattoli erotici.

4 MILIONI DI MESSAGGI - La causa contro Adam Guerbuez e la sua società Atlantis Blue Capital era cominciata lo scorso agosto. L’accusa nei confronti di Guerbuez era quella di aver inviato oltre 4 milioni di messaggi indesiderati agli iscritti a Facebook. La società di Palo Alto, California, anche se non si illude di poter ottenere per intero la somma stabilita dall corte, spera che l’astronomico risarcimento scoraggi in futuro un utilizzo improprio del sito.

Quando il telefono uccide: una pistola nel cellulare


da Corrieredelmezzogiorno.it
RIONE PENNINIELLO DI TORRE ANNUNZIATA
Arrestato l'armiere del clan Gionta
Aveva un cellulare-pistola come 007

Sicari con licenza di uccidere. Sembrava un innocuo telefonino, invece era capace di sparare quattro colpi
NAPOLI - Una pistola nascosta in un cellulare. Un'arma micidiale, degna della fantasia di Ian Fleming, creatore di 007, l'agente speciale di Sua Maestà, James Bond. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Torre Annunziata nel corso di un sequestro d'armi, al parco Penniniello, a un uomo ritenuto vicino al clan Gionta. È la prima volta che viene trovata un'arma tanto micidiale, camuffata in un telefonino, ma in grado di sparare ben quattro colpi calibro 22. Una soluzione che fa capire quanto la malavita vesuviana ormai adotto soluzioni tecnologicamente avanzate per offendere i nemici e le forze dell'ordine.

Quello sequestrato sembrava all'apparenza un telefono cellulare, era in realtà una pistola in grado di sparare quattro proiettili calibro 22.
Una fantasiosa quanto mortale nuova arma: un’arma che ricorda i vecchi film di 007, quando Bond usava penne o orologi in grado di uccidere, ma che suscita allarme tra gli investigatori, per la sua alta capacità offensiva e soprattutto per la sua capacità di passare inosservato rispetto a una «comune» pistola. Il telefono-pistola ha una finta antenna che è, in realtà, la canna. Uno dei pulsanti sulla tastiera comanda lo sparo dei quattro proiettili nascosti all’interno. Indagini sono in corso per accertare se il singolare strumento abbia mai sparato. Secondo gli inquirenti è la prima volta che un oggetto del genere viene rinvenuto.

Una persona è stata arrestata perché in possesso dell'arsenale (oltre alla pistola-cellulare, anche armi «convenzionali», munizioni e giubbotti antiproiettli) e di droga. L’arrestato è Luigi Gaito, di 28 anni ed è accusato di ricettazione e detenzione illecita di armi e munizioni comuni da sparo e da guerra, nonchè di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.

domenica 23 novembre 2008

C'è più freddo ad Aosta o a Crema?

1/ Freddo maledetto e spettacolo osceno. Pergocrema-Reggiana, grazie.

2/ Domani sveglia all'alba, per la seconda volta in due giorni. Non ho più il fisico. Pietà, please.

3/ Sarà un San Prospero lavorativo per il vostro cronista, di studio per Joe Timbri e Mister LA, di lavoro oltre confine per Joe Piastrella e di ... per Mister Nonsoloaria. Si attendono notizie.

4/ Se ci fosse stato Buffon, se Manninger qui, se Manninger là... BASTA! Inter-Juve 1-0. Il resto è storia. Bisogna saper perdere. A proposito, sono talmente tifoso che ho appreso il risultato stamattina dai giornali... Pessimo!

5/ Per chi ancora non se ne fosse accorto, nella Trenkwalder Reggio Emilia (basket, Legadue) gioca un futuro campione che si chiama Nicolò Melli.

6/ Domani, lunedì, festeggia il 28° compleanno il bagnolese John. Grande festa venerdì sera alle Riserie a Novellara.

7/ Come diceva il saggio, "chi non partecipa alla lotta è un gran figlio di...".

8/ Sono senza parole per quanto accaduto all'ultimo concorso per entrare in magistratura.

9/ Viaggetto ad Aosta?

10/ Quanto accaduto al liceo Darwin di Torino è inaccettabile. Non si può morire così a 17 anni.

Quando in tribunale manca anche la carta igienica...

da Corriere.it
«I tribunali sono in una condizione di disastro»
Manca carta igienica, la portano i giudici
La denuncia dei magistrati della Procura di Venezia: «Privi anche del sapone ma le vere carenze sono altre»
VENEZIA - A Venezia magistrati, cancellieri e personale tecnico amministrativo giudiziario devono portare in ufficio carta igienica e sapone: i servizi del Tribunale e della Procura della città lagunare, infatti, non ne sono provvisti.

LA DENUNCIA - «Lo sanno tutti che i tribunali sono in una condizione di disastro - spiega il procuratore generale Ennio Fortuna - siamo senza macchine, senza benzina, senza personale: il dettaglio di questi materiali di consumo fa colore, ma non è certo la cosa più tragica».

NIENTE MATERIALI - In ogni caso, le forniture di questo tipo di accessori, scrive il Gazzettino, non sono contemplate da parecchio tempo, sembra fin dagli anni novanta. Ma mancano anche altri materiali strettamente indispensabili per il lavoro giudiziario, a cominciare dalla carta da fotocopie. A destare preoccupazione, tra l'altro, la messa in forse dell'indennità da procedimento speciale ai viceprocuratori onorari che coprono i tre quarti delle udienze penali, a fronte di 10mila procedimenti penali pendenti, oltre 14mila civili e quasi 3mila di lavoro.

venerdì 21 novembre 2008

Caos al concorso per magistrati

da Corriere.it
Cori, proteste e denunce nella prova per 500 posti da uditore giudiziario
Caos al concorso per magistrati
«Una farsa, la prova va annullata»

Sopra i banchi anche i vietatissimi codici «commentati» con il timbro del ministero che ne autorizza l'utilizzo
MILANO - Niente male per essere un concorso per futuri magistrati. Niente male, poi, per un concorso organizzato dal ministero della «Giustizia». Dentro le aule è entrato di tutto: fotocopie, fisarmoniche di carta con possibili tracce e, soprattutto, codici «irregolari», cioè «commentati». Eppure ugualmente approvati dai cancellieri durante i controlli con tanto di timbro del dicastero di via Arenula. Così si spiega la sollevazione generale mercoledì scorso da parte dei partecipanti. E la contestazione è andata avanti per almeno un'ora. Andiamo per ordine.

LA STORIA - Lunedì nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, iniziano le procedure della prova del concorso nazionale da magistrato. Partecipano 5.600 laureati in legge, per 500 posti da uditore giudiziario. Tutti hanno con se i testi che potranno poi consultare in aula. Ma prima devono superare il controllo. Cioè, un cancelliere di tribunale, quindi un esperto, verifica i loro libri. Controlla che siano realmente dei codici e che non vi siano infilati dentro dei fogli. Non deve esserci trascritto assolutamente nulla. Ma soprattutto il cancelliere deve controllare i volumi siano conformi al bando. Cioè dei semplici codici senza commenti. Due giorni di lavoro e code interminabili per fare questi controlli. Eppure cosa accade? Mercoledì, giorno della prova scritta, i futuri magistrati si ritrovano degli aspiranti colleghi con testi «fuorilegge» però con tanto di timbro del ministero della Giustizia.

LE DENUNCE - Intorno alle 18, quando è stato consentito ai candidati che lo desideravano di lasciare il padiglione, sono stati tanti quelli usciti furenti: «O i cancellieri sono incompetenti, e non si capisce perché il ministero si serva di loro, oppure sono in malafede», denuncia Marco che arriva da Napoli. «Io sono stata sottoposta ad un controllo che è durato dieci minuti. Non si spiega come sia possibile che quei volumi abbiano ottenuto il timbro ministeriale. Eppure, anche un bambino vedrebbe che il tomo pesa il doppio perché contiene dei commenti», urla Katia dalla Sicilia. Così è iniziata la sollevazione dei futuri magistrati. Con il coro «vergogna, vergogna» all'indirizzo della commissione d'esame. E dopo le proteste sono andati a denunciare i fatti in procura. Una cinquantina di ragazzi ha anche abbandonato il concorso: «È una farsa. Vogliamo che la prova venga annullata!», ci dice un giovane neolaureato che arriva da Genova. Alla fine, 21 espulsi il primo giorno e una cinquantina giovedì.

IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO - Venerdì mattina in tanti hanno rinunciato alla prova. E si chiedevano come mai il presidente della commissione, Antonio Gialanella, nominato appena 14 giorni prima della prima della prova, dopo appena una settimana ha lasciato l'incarico: «Forse il suo telefono era diventato rovente», afferma un futuro magistrato che vuole restare anonimo (sic!). «Una settimana a Milano per fare il concorso, ho speso 1000 euro tra albergo e viaggio, e devo assistere ad un simile spettacolo». Molti poi contestano che il concorso si tenga nella sede unica di Milano quando negli anni passati si teneva anche a Roma. Giovanni da Catania è lapidario: «Forse qualcuno della Lega vuole penalizzare la maggioranza dei concorrenti che arriva dal sud?». Ma questa è un'altra polemica.
Nino Luca

Mister LA, Renato Zero e le berlusconine

1/ A Roma si parla parecchio del nuovo calendario di Ciro Piccinini e delle "berlusconine" immortalate dal fotografo reggiano Corrado Bertozzi.

2/ Il momento più alto delle 48 ore capitoline? Sicuramente l'incontro con il mitico Renato Zero. Certo, anche l'incredibile serie di coatti incrociati a ogni latitudine...

3/ Mister LA fa impazzire Facebook.

4/ Molti impazziscono per Dubai. Vale davvero la pena andarci o l'obiettivo è poterlo raccontare? Nel dubbio, Forte dei Marmi e Silvietta.

5/ Bella la vita dei cronisti politici a Roma. Peccato non aver incrociato le Iene.

6/ Oggi "t.s." è di corta.

7/ Dopo un articolo che presto sarà anche on line, VS5P ha smesso di parlarmi. Mah...

8/ Perché in treno il vicino è sempre logorroico? Mi sono difeso trincerandomi dietro mille giornali.

9/ No, non ho voglia di rituffarmi nel triste tran tran quodiano. E' ancora triste?

10/ Stasera cena in Spaghetteria o concerto in San Prospero. Nessun dubbio, voto la prima. Presenti?

Rivoluzione, la Bbc in diretta su Internet

da Tgcom.it
Bbc in diretta su Internet
Gb, rivoluzione per due canali della tv
Rivoluzione in casa Bbc. L'emittente britannica, infatti, dalla settimana prossima inizierà a trasmettere in diretta anche su internet. I due canali storici del servizio pubblico, Bbc 1 e Bbc 2, si aggiungeranno così ai due digitali che in rete ci sono già. L'iniziativa, da tempo annunciata, sta già provocando polemiche e dibattito. In primis vi è il timore che internet possa in qualche modo rendere obsoleto il concetto di canone.

''Che faranno? Ci sequestreranno il computer per controllare se ci siamo connessi?'', ha domandato ironico Sir Howard Davis, rettore della London School of Economics e membro della commissione di revisione sul canone pubblico. In secondo luogo, gli operatori del settore internet temono che l'aumento del volume dati possa portare la rete britannica, per la maggior parte costituita dai doppini di rame, e non da fibra ottica, al collasso nel medio periodo. Non appena cioè sarà diventato popolare guardare la TV sul pc, o sul portatile.

L'emittente britannica ha però rigettato le critiche. ''Il lancio di Bbc One e Bbc Two su internet fa parte della nostra strategia di rendere fruibili i nostri canali su diversi formati'', ha detto Jana Bennett, di BBc Vision. Negando quindi che la possibilità di vedere la televisione online possa davvero portare i telespettatori ad abbandonare il televisore. Gli esperti fanno notare però che ora, anche per chi risiede all'estero, siano cittadini britannici o no, potranno vedere la Bbc evitando di pagare il canone.

Nonostante, infatti, la connessione in teoria sia possibile solo da parte di coloro che abitano nel Regno Unito, sono disponibili in rete semplici programmi che mascherano la reale collocazione dell'utente, rendendo quindi possibile la connessione ai programmi della 'Beeb' ovunque nel mondo

martedì 18 novembre 2008

Chiuso per ferie (?)

Cari amici, fino a venerdì non potrò aggiornare il blog causa impegni romani.
Stay tuned!

I compagni del presidente Obama

da Corriere.it
Dove sono e cosa fanno, 36 anni dopo, gli undicenni dell'istituto Punahou alle Hawaii
Barry Obama e la classe del '72
Hanno fatto strada molti dei compagni di scuola del neo presidente degli Stati Uniti

Aristoteles e i cavalli buoni

1/ Tra poche ore la regina di via Aristotele partirà per Roma.

2/ Allenamento iperproduttivo. La memoria è arrugginita. Il coach mi ha dato gli appunti con gli schemi da ripassare. Siamo la squadra di amatori Csi più organizzata e più forte della regione. Amen.

3/ A volte ritornano. Vero?

4/ L'orologio corre, ma non ho voglia di andare a letto. Medito una trasferta di lavoro ad Aosta. E' ora di raccogliere dopo aver tanto seminato.

5/ E' una notte creativa. Quasi quasi non dormo e tiro dritto per la mia strada. Chi non sarà in grado di seguirmi, mi osserverà da dietro. Non aspetto più.

6/ Dicono che una grossa azienda di Correggio sia ai ferri corti con le banche. Dicono.

7/ Dicono pure che nella redazione di un giornale locale qualcuno non abbia ancora capito il potenziale che ha per le mani. I cavalli, quelli buoni, corrono veloci. Guai a perderli per un pugno di dollari.

8/ Non condivido l'attacco del Comitato Insieme per Pino (La Monica) nei confronti del collega Andrea Zambrano, persona seria e stimata, padre di famiglia responsabile e assennato. Senza entrare nel merito, chi ha una idea e la sostiene merita rispetto.

9/ Vi è piaciuto il nuovo inserto sportivo dell'Informazione nelle tre edizioni di Reggio, Parma e Modena?

10/ Aristoteles è la Longobarda e la Longobarda è Aristoteles. Sì, non ha senso. Ma ci sta bene.

lunedì 17 novembre 2008

L'errore dei medici non sarà più reato

da Corriere.it
Per i cittadini sarà meno automatico poter citare i medici in giudizio
«L'errore non sarà più reato»
Pronta la legge per i dottori

Nove cause su dieci si concludono con l'assoluzione. Santelli: depenalizziamo. Ma imperizia e negligenza resteranno punite
ROMA — Destino inesorabile per otto su dieci. Denunciati e trascinati in tribunale per sospetta malpractice. Accusati di aver sbagliato. Un rischio che i chirurghi devono mettere in preventivo e dal quale cercano di difendersi con tutte le armi. Ricorrendo ad esempio alla cosiddetta medicina difensiva, cioè prescrivendo al paziente cure, ricoveri, esami che in cuor loro ritengono superflui ma che risulterebbero solidi scudi in caso di processo. Ogni anno il sistema sanitario pubblico sborsa tra 12 e 20 miliardi per analisi di tipo precauzionale. Una proposta di legge appena depositata ha l'obiettivo di alleggerire «il disagio di fronte alla crescita prepotente del contenzioso medico legale e alla richiesta di risarcimento a tutti i costi».

Un progetto di depenalizzazione dell'errore medico annunciato già a giugno dal sottosegretario al Welfare Fazio, e auspicato dalle categorie dei camici bianchi, chiamati da famiglie e pazienti a sostenere battaglie giudiziarie infinite che in quasi 9 casi su 10 si concludono con l'assoluzione. Primi firmatari Iole Santelli (vicepresidente commissione Affari Costituzionali) e Giuseppe Palumbo (presidente Affari sociali), entrambi Pdl, il provvedimento introduce nel codice penale e civile una serie di aggiunte e nuovi articoli che definiscono la colpa professionale legata ad un atto medico e chiariscono i meccanismi del nesso di causalità. «Ora la giurisprudenza non dà margini di certezza, i tribunali decidono in modo discrezionale, non c'è uniformità e i cittadini possono fare causa contro tutti e tutto», spiega la Santelli. «Un conto sono imperizia e negligenza che continueranno ad essere punite e resteranno nell'ambito penale — aggiunge Palumbo —. Un altro sono gli errori che non derivano da omissioni o superficialità tecnico scientifica. E allora la causa è civile».

Insomma, sarà meno automatico per i cittadini citare il dottore in giudizio. La legge si affianca a quella già in discussione al Senato, avviata da Antonio Tomassini. Obiettivi «modesti», si spiega nella premessa: «Alleggerire la pressione psicologica sul medico e l'animo a volte vendicativo del paziente nei confronti dei sanitari, accelerare la soluzione delle vertenze giudiziarie». Particolare importanza viene attribuita alle caratteristiche dei periti, al ruolo delle assicurazioni e al consenso informato. Un anno di carcere per chi «sottopone una persona contro la sua volontà a un trattamento arbitrario». «Siamo il Paese col maggior numero di denunce contro la categoria, assieme al Messico — lamenta Rocco Bellantone, segretario della società italiana di chirurgia —. Solo in Italia i reati medici vengono puniti penalmente, altrove si dà per scontato che chi opera o prescrive una cura non ha un atteggiamento lesivo. Quando sbagliamo siamo accomunati a chi commette un omicidio in stato di ubriachezza». Tra gli specialisti più tartassati, i ginecologi-ostetrici, su cui pesa la doppia responsabilità di mamma e bambino. Tra le contestazioni più frequenti, il ritardato cesareo.
Margherita De Bac

domenica 16 novembre 2008

Pianobar piccante e le novità in edicola

1/ Si narra di incontri piccantissimi attorno al pianobar di Busà in Capannina. Bene, bravi, bis.

2/ La Montepaschi Siena ha rifilato venti punti alla Lottomatica Roma. Mostruosa. Parlo di basket, of course.

3/ Adelmus Cutwines è tornato entusiasta dal palasport. Il sottoscritto invece è tornato infreddolito dal Giglio.

4/ Ipod resuscitato dalle sapienti mani di Alessandra. La regina di via Aristotele ringrazia.

5/ Domani sarà in edicola il nuovo fascicolo sportivo de L'Informazione. Anzi, dell'Informazione.

Sesso libero per combattere la crisi

da Corriere.it
«The White Cockatoo», villaggio turistico di Mossman, nel nordest dell' Australia
Sesso libero per combattere la crisi
Il nuovo corso del resort australiano

Per tutto il mese di marzo organizzerà feste per nudisti dove i partecipanti potranno dedicarsi a orgie di gruppo
SYDNEY (AUSTRALIA) - Un mese di sesso libero e di party senza veli per combattere la crisi economica. È l'iniziativa lanciata da Tony Fox, proprietario de «The White Cockatoo», villaggio turistico di Mossman, nel nordest dell' Australia che per tutto il prossimo mese di marzo organizzerà nel suo resort feste per nudisti dove i partecipanti potranno dedicarsi al sesso libero e a orgie di gruppo. La crisi economica ha colpito duramente l'economia australiana e uno dei settori che soffre di più l'attuale recessione è proprio il comparto turistico. Le statistiche ufficiale dichiarano che solo nel mese di settembre i villeggianti in Australia sono diminuiti del 7,6% rispetto all'anno precedente e le previsioni per i prossimi mesi non sono incoraggianti.

LA STORIA DEL RESORT - Proprio per aggirare la crisi il patron del resort ha deciso di tornare sui propri passi. Fino a tre anni fa infatti questo villaggio turistico, che si trova vicino alla Grande barriera corallina, era uno dei luoghi di ritrovo più famosi per gli scambisti e gli amanti del sesso libero. Celebri erano i «clothes optional» party, feste in cui erano organizzate orgie di gruppo e chi vi partecipava poteva tranquillamente presentarsi nudo visto che, come dichiarava il titolo di questi singolari party, i vestiti erano considerati solo un optional. Durante una di queste feste la situazione degenerò e la polizia fu costretta a intervenire. Da allora il resort cambiò politica e anche a causa delle numerose proteste il patron del «The White Cockatoo» adottò un regime più sobrio e più adatto a un normale villaggio turistico.

MISURE RADICALI - «I tempi duri impongono misure radicali», ha spiegato al «Courier Mail» Tony Fox. »Abbiamo preso il toro per le corna e la risposta è stata incredibile; siamo quasi al tutto esaurito». Il resort si trasfomerà per un mese in un villaggio turistico edonista, dove qualsiasi cosa potrà accadere. Non usiamo esplicitamente le parole sesso o scambio di coppia, ma non ci vuole uno scienziato per capire cosa succederà nel mese di marzo». Naturalmente non tutti hanno salutato con piacere la notizia. James Foley, vescovo della diocesi di Cairns è estremamente critico:«Ciò screditerà la gestione dell'intero resort in cambio di profitti di breve periodo. Chiunque partecipa a un party edonista ci va a suo rischio e pericolo. Dovresti chiederti che razza di gente va in questi posti e perché. Dove è il codice di comportamento e come si fermeranno queste persone nel caso si verifichino scontri e scenate di gelosia?»

I RAPPRESENTANTI LOCALI - I rappresentanti politici locali non disprezzano l'iniziativa e sperano che essa dia un po' di respiro alla stagnante economia: «Le persone che vivono nel nord tropicale del Queensland si sono dimostrate ancora una volta estremamente creative» dichiara Val Schier, sindaco regionale di Cairns. «Se possono creare un'opportunità commerciale che non rechi danno ai vicini e che non faccia del male a nessuno a noi sembra qualcosa di buono». Anche Doug Rian, direttore dell'ufficio del turismo locale sembra sposare la causa del resort: Finché non violano la legge tutto va bene».
Francesco Tortora

L'ultimo bacio dieci anni dopo

da Corriere.it
DIECI ANNI DOPO
Muccino girerà il sequel
de «L'ultimo bacio»

Il film s'intitolerà «Baciami ancora» e uscirà tra un anno. Ancora incertezza sul cast
MILANO — Gabriele Muccino torna sul luogo del successo. A quasi 10 anni di distanza dall'uscita del film che lo rese famoso, L'ultimo bacio, ha deciso infatti di girare un sequel. S'intitola Baciami ancora, le riprese inizieranno in primavera a Roma.
Il film, prodotto da Domenico Procacci per Fandango e distribuito da Medusa, uscirà nel gennaio 2010 e racconterà gli errori, i traguardi raggiunti, i desideri e le delusioni dei protagonisti, diventati ormai adulti.
Al momento non è chiaro se tutto o parte del cast de L'ultimo bacio, composto tra gli altri da Stefano Accorsi e Giovanna Mezzogiorno, sarà riconfermato. «Sono tutti in preallarme», è l'unica cosa che dice Procacci: «Gabriele sta ancora scrivendo la sceneggiatura, finirà di lavorarci su la prossima settimana». Questo sequel segna il ritorno in Italia per Muccino, dopo due film girati a Hollywood con Will Smith: La ricerca della felicità, uscito nel 2006, e Sette anime, che debutterà negli Usa a dicembre e arriverà nei cinema italiani a gennaio.

Mister LA in meta con i Pacific Islanders?

1/ La nazionale italiana di rugby arriva oggi a Reggio, dove sabato sfiderò i Pacific Islanders che sono già in ritiro a Correggio.

2/ Mister LA sarà andato a segno aiutato dalle note del Busà?

3/ Urge una rimpatriata con Joe Piastrella, Mister Nonsoloaria e Joe Timbri, presto a Roma per i temutissimi quiz.

4/ Qualcuno non ha ancora capito che a volte è meglio evitare di scrivere cose troppo personali sui wall di Facebook. Possono leggerli tutti! Oh...

5/ Chi ha voglia di andare al Giglio alzi la mano... Almeno c'è il sole.

6/ Facendo un sondaggio, ho realizzato che Stefani e Mallus sono i giocatori della Reggiana che più piacciono alle donne. Amen.

7/ Ieri mattina Bondi ha visitato la Cattedrale di Reggio fresca di restauro. Impressionante il codazzo di finte autorità, arricchiti e imbucati sempre pronti a darsi un tono.

8/ Un sincero in bocca al lupo al futuro sindaco di Reggio Simone Russo.

9/ Spettacolo da non perdere ogni domenica mattina davanti all'edicola di Bagnolo in Piano.

10/ Reggiana-Legnano: ma che squadra è il Legnano???

sabato 15 novembre 2008

Lettere inattese e persone curiose

1/ Mister LA e tutta l'allegra combriccola al Forte per il compleanno di PIer di Cremona. Festa anni '60 nel privée della Capannina.

2/ Chi mi insegna a usare InDesign?

3/ Compleanni di vecchi amici in arrivo. Sono carico? Rivedo volentieri molte facce, altre proprio no.

4/ La trasferta romana è sempre più vicina: eurostar e hotel Hosianum, care sane vecchie abitudini.

5/ Domani radiocronaca di Reggiana-Legnano. Appuntamento alle 14,30 su Radio Erre 95fm.

6/ Penso e ripenso alle scelte fatte negli ultimi giorni e ai traguardi da tagliare nel prossimo futuro. La chiave? La pubblicità.

7/ I visitatori del blog continuano ad aumentare. Bravi, continuate così!

8/ Venerdì mattina ho ricevuto una lettera inaspettata. No, non indovinerete mai chi ha preso carta e penna. Complimenti, consigli e richieste. Nero su bianco. VS5P muore dalla voglia di leggerla. Che faccio? L'accontento?

9/ Amata regina di via Aristotele, tieni duro! La meta è vicina. Davvero.

10/ I colleghi Chiara Zini e Alessio Fontanesi hanno superato l'esame di Stato e ora sono giornalisti professionisti. Benvenuti nel club!

Sicilia, medici curavano 51mila morti

da Repubblica.it
Decine di migliaia di deceduti ancora iscritti nelle liste dei medici di famiglia
. Danno erariale per 14 milioni di euro. La categoria si difende: "Non è colpa nostra"
Medici "curavano" 51.000 morti

Maxitruffa alla sanità siciliana

PALERMO - Maxitruffa in Sicilia: i medici continuavano a percepire l'indennità mensile per oltre 51.000 pazienti morti da anni (51.287 per l'esattezza). Quasi un quarto dei pazienti deceduti, 12.711, erano palermitani, scomparsi dal 1990 ad oggi. Secondo la Guardia di Finanza, il danno allo Stato è pari a 14 milioni di euro.

Chiesti 3 milioni ai medici di Palermo. Le procedure per recuperare le somme indebitamente incassate sono state già avviate: solo nel capoluogo, i medici dovranno restituire tre milioni di euro. Qualche medico dovrà rimborsare anche 38 mila euro. E non è finita: l'Ausl ha aperto un'indagine anche sulle esenzioni ticket per patologie gravi e invalidità. Un recente studio condotto dalla Cgil, ha calcolato che le truffe al sistema sanitario hanno inciso mediamente per un terzo sulla spesa complessiva della sanità siciliana.

"La colpa è del sistema". "Non è colpa nostra se un paziente deceduto continua a risultare fra gli assistiti", si difende Saverio La Bruzzo, vicesegretario nazionale della Fimmg, la Federazione che raggruppa i medici di famiglia. Dietro la maxitruffa, sostengono i medici, ci sarebbe un cattivo sistema di comunicazione tra l'anagrafe dei comuni e quella dell'azienda sanitaria. "Quando un assistito passa a miglior vita - spiega la Fimmg - la nostra segnalazione all'Ausl 6 tante volte si perde nel vuoto. La cancellazione del paziente dalla lista degli assistiti scatta solo quando l'ufficio anagrafe del comune segnala l'avvenuto decesso".

"La sanità vive un momento difficile". Già l'anno scorso i finanzieri aveva scoperto una truffa simile nell'isola. Allora, il danno erariale accertato fu di 5 milioni di euro. Con la nuova indagine appena conclusa, la somma recuperata sarà tre volte tanto. "Aver recuperato delle somme così ingenti - spiega Salvatore Iacolino, direttore generale dell'Ausl 6 - è molto importante. La sanità vive un momento difficile: questi soldi saranno una boccata d'ossigeno".

Indagine sulle esenzioni. E dopo la mutua pagata per i pazienti morti, l'Ausl annuncia di aver attivato sistemi di controllo sulle esenzioni ticket per patologie gravi e invalidità: l'azienda sanitaria teme che dietro le agevolazioni concesse a migliaia di assistiti si nasconda un altro raggiro alle casse dello Stato.

venerdì 14 novembre 2008

Tradita su Second Life, ottiene il divorzio

da Repubblica.it
La coppia è appassionata di chat e community online
La tradisce su Second Life: si separano
Una donna inglese scopre che l'avatar del marito ha relazioni extraconiugali e assolda un detective virtuale
LONDRA - Primo divorzio al mondo (passato alle cronache) dopo un tradimento virtuale. Una donna inglese si è accorta che il marito aveva una relazione su Second Life e ha deciso di chiedere la separazione. Entrambi appassionati di community multi-utenti dove si vive una vita parallela, Amy Taylor e David Pollard - 28 e 40 anni - si erano conosciuti nel 2003, e quindi innamorati, su una chat e il giorno del matrimonio, nel luglio del 2005, avevano replicato la cerimonia anche su Second Life ispirandosi alle nozze di David e Victoria Beckham. Ma è stata proprio la dimensione virtuale a rovinarli.

DETECTIVE VIRTUALE - Secondo quanto racconta il Daily Mail, i due trascorrevano più tempo su Internet che nella realtà. E un giorno la donna ha scoperto l'avatar del marito in una posizione compromettente con una prostituta. «Sono diventata pazza - racconta -: ero così ferita che non potevo credere a quel che era successo». Ma Amy non ha gettato la spugna: usando la moneta virtuale (il Linden Dollar) utilizzata dai residenti, ha assunto un detective per indagare sull'adulterio. La situazione è precipitata quando, ad aprile, ha scoperto un nuovo tradimento del "marito". «Abbracciava una donna su un sofà e l'atteggiamento era molto affettuoso». Secondo Amy, il marito faceva cyber-sesso con un'utente in Usa e per quanto i due non si fossero mai incontrati di persona, Amy si è sentita ugualmente tradita: «Gli ho chiesto di farmi leggere le conversazioni, ma lui ha spento il computer: ha confessato che aveva contatti con una donna americana da una settimana o due, ma ha detto pure che il nostro matrimonio era finito, che non mi amava più e che non avremmo mai dovuto sposarci».

«ERA SEMPRE AL COMPUTER» - Sabato la donna andrà dal giudice per chiedere il divorzio. «L'avvocato non era affatto sorpreso - spiega -. Ha detto che era il secondo caso di divorzio collegato a Second Life che le capitava in una settimana». E anche se Internet le ha rovinato la vita non ha intenzione di rinunciarvi: «Vado ancora online, ma non così tanto come prima». E si è già consolata: «Ho conosciuto qualcun altro e viviamo insieme. Sono molto felice: so che suona strano, ma mi fa bene». Il marito, che ha conversato con il Daily Mail solo attraverso Second Life, ha detto che «non pensa di aver fatto nulla di male»; e ha aggiunto che il vero problema era la relazione con quella che, per tre anni, è stata sua moglie. «Non ha mai fatto nulla in casa: stava solo al computer a fare giochi di ruolo. E se volevo trascorrere un po' di tempo con lei glielo dovevo chiedere, ma lei si staccava sempre a fatica».

Come difendersi da Facebook

Da Corriere della sera Magazine
Come difendersi da Facebook
La privacy? Sul sito più trendy del momento è impossibile garantirla. Non resta che seguire alcune regole...
Marta Serafini per il Magazine del Corriere della Sera
Un bel mondo. Virtuale, semplice, complicato, divertente, pericoloso. Che tiene attaccati 110 milioni di utenti, oltre due milioni in Italia. Che ci fa tornare a casa la sera davanti al computer, solo per spiare le vite altrui. È Facebook, il social network fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg che in origine lo concepì come circolo esclusivo per tenersi in contatto con i compagni di college, scambiarsi dispense e appunti. Poi Zuckerberg ha capito: il “fenomeno” doveva divenire business. Ed eccolo Fb (acronimo per gli aficionados), una megalopoli da 300 milioni di dollari, aperto a tutti, gratis. Ma il prezzo da pagare è un altro. La propria privacy. Iscriversi è un attimo: mail, password, nome (vero o finto che sia), sesso (è obbligatorio). A scelta: il numero di cellulare, la data di nascita, le scuole frequentate, le preferenze musicali, politiche e religiose. Il numero di carta di credito. Poi si caricano le istantanee del matrimonio, delle vacanze, si “taggano” (nominano) gli amici sulle foto altrui, si commenta. E, non da ultimo, su Facebook c’è anche chi aggiunge le immagini di figli e di nipoti.

Un piatto troppo ricco anche per truffatori, ladri di identità, pedofili alla ricerca di immagini da scaricare e teenager da adescare. Incominciamo dai pedofili: «Certo, è possibile che un malintenzionato possa scaricare materiale, ma è difficile poiché il rapporto è mediato dal genitore, dal fratello, dallo zio che hanno caricato la foto. La pedofilia su Facebook è un fenomeno sporadico», tranquillizza Umberto Rapetto, colonnello del Gat, il nucleo anti frodi telematiche della Guardia di Finanza. Tuttavia i minori possono iscriversi senza problema. «Il furto di identità è invece molto più facile: nei social network come Facebook, MySpace, Linkedin milioni di persone consegnano a un universo di interlocutori sconosciuti la propria radiografia anagrafica. Chiunque può appropriarsi della vita di chiunque ». Casi ce ne sono già stati, con relative denunce (è successo in Gran Bretagna). È la teoria della finestra rotta, formulata dal giallista americano Jeffrey Deaver, secondo il quale sarebbero state create società con il solo scopo di immagazzinare i dati di milioni di persone per poi rivenderli. Leggende metropolitane? Come ogni mondo che si rispetti Facebook ha le sue. Spiega Rapetto: «Secondo i complottisti sarebbe un programma della Cia. Una maschera dietro la quale si cela l’Information Awareness Office (Iao), varato a ridosso dell’11 settembre».

Una volta creato il profilo vanno impostati i livelli di sicurezza. L’utente deve scegliere chi può vedere le sue foto (solo gli amici, o tutto il resto del “mondo”?), chi può leggere il suo status (solo chi è in connessione o anche gli amici degli amici?). Non è abbastanza per mettersi al riparo. «A leggere l’homepage di Facebook si scoprono due cose terribili», dice Rapetto. «“Non possiamo garantirti che i contenuti che invii al sito non siano visualizzati da persone non autorizzate” e poi un comodo (e altrettanto illegale) “non siamo responsabili di elusioni delle misure di sicurezza del sito o delle impostazioni della privacy”». E se il Garante sta tentando di disciplinare i siti di social network «controllare un mondo anarchico è impossibile, i server ricadono sotto legislazioni straniere fuori dall’orbita giurisdizionale italiana. Sarebbe possibile controllare il network solo se fosse “cittadino” italiano a tutti gli effetti», afferma il colonnello. Per difendersi la regola è: «Stare fermi il più possibile e non proporre più di quanto ci viene chiesto». Ma spesso i filtri saltano: il motore non regge. Così, pure chi non è amico può mettere il naso nei tuoi affari.

Un dilemma, esserci o non esserci? Sociologi, psicologi ed economisti si sono già espressi. «Facebook rende soli», ha detto Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). «Facebook non disturba il lavoro», tranquillizza una ricerca inglese. «Facebook ha bisogno di fondi perché spende oltre un milione di dollari al mese solo in energia elettrica», dice TechCrunch, il blog creato da Michael Arrington e dedicato alle segnalazioni sul Web 2.0. «E Facebook, non essendo una compagnia fondata con lo scopo di fare soldi, morirà». Già, morirà. Ma uscirne è difficile. In gergo si dice suicidarsi. Si compila un modulo spiegandone le ragioni. Le opzioni vanno da “Facebook sta creando problemi alla mia vita sociale”, fino a “si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò”. Il profilo resta ad memoriam, coperto di grigio come una tomba, e i dati, attenzione, rimangono nel sistema.

Negli Usa molti utenti hanno già smesso. Così, proprio nel momento in cui Facebook raggiungeva l’apice, ha iniziato a soffrire. Come una bolla speculativa da subprime. Gli iscritti hanno capito. E si sono suicidati in massa.
Marta Serafini

Blitz alla Diaz, assolti i vertici della polizia

da Corriere.it
Quattro anni di reclusione a Vincenzo Canterini
Blitz alla Diaz, 13 condanne
assolti i vertici della polizia

La decisione dopo 11 ore di camera di Consiglio. Grida in aula alla lettura della sentenza: «Vergogna!»
GENOVA - Tredici condanne, per un totale di 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa, e 16 assoluzioni. Questa è la sentenza emessa dal prima sezione penale del Tribunale di Genova sui fatti avvenuti alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova. Assolti i vertici della polizia: Francesco Gratteri, ex capo dello Sco ora direttore dell'Anticrimine; Giovanni Luperi, ex vicedirettore Ucigos, ora all'intelligence; Gilberto Caldarozzi, ex vicedirettore Sco e ora a capo del Servizio centrale operativo della Polizia; Spartaco Mortola, ex dirigente della Digos genovese. Alla lettura della sentenza, in aula si sono levate delle urla: «Vergogna! Vergogna!».

LE CONDANNE - La condanna più pesante a 4 anni di reclusione è stata inflitta a Vincenzo Canterini, nel 2001 comandante del settimo nucleo sperimentale di Roma. Il suo vice, Michelangelo Fournier, è stato condannnato a 2 anni di reclusione. Pena di 3 anni, invece, per gli otto capisquadra al comando di Canterini: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone. Le altre condanne riguardano Pietro Troiani, all'epoca dei fatti vicequestore aggiunto di Roma, condannato a 3 anni, e Michele Burgio, suo assistente, a 2 anni e sei mesi, ritenuti i protagonisti della vicenda delle due bottiglie molotov. Canterini e gli altri condannati dovranno risarcire le parti civili con il responsabile civile, il Viminale, per una cifra che si aggira sugli oltre 700 mila euro. Canterini, Troiani e Burgio, sempre con il responsabile civile, dovranno rifondere alle parti civili costituite nei loro confronti le spese di difesa a oltre 125 mila euro. Il tribunale infine ha disposto il pagamento in favore dello Stato delle somme liquidate a titolo di rimborso per le parti civili ammesse al gratuito patrocinio.

LE ALTRE ASSOLUZIONI - Assolti, invece, oltre a Gratteri, Luperi, Caldarozzi e Mortola, Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi, Massimo Nucera, Maurizio Panzieri, Salvatore Gava. Per Alfredo Fabbrocini i pm avevano chiesto l'assoluzione.

LE REAZIONI - Com'era prevedibile, la sentenza ha provocato un serie di reazioni contrastanti. Per Luca Casarini, uno dei leader del movimento che sfilò al G8 del 2001, «si è fatta un'amnistia a senso unico su Genova, nei confronti di dirigenti della polizia e del potere politico. E invece ci si è accaniti sui capri espiatori che sono i manifestanti, condannati pesantemente dallo stesso tribunale». Per l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini, «è stato smontato il teorema della procura». Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista, parla di «una delle pagine più tristi della storia d'Italia». «Prendiamo atto che più della metà degli imputati è stata assolta. Il che ridimensiona la violenta campagna contro le forze dell’ordine da taluni fatta finora» dice invece il presidente del gruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. E Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, dichiara: «Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verità nota a tutti gli italiani e cioè che al vertice della Polizia di Stato in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione». Haidi Giuliani, madre di Carlo, il giovane ucciso durante gli scontri del G8, parla di «mancanza di dignità e di coraggio». «In quest'aula - prosegue - ho visto persone coraggiose che hanno testimoniato e pm coraggiosi, ma non ho visto altri atti di coraggio e neppure rispetto per la nostra Costituzione».

IL PROCESSO - La sentenza arriva a sette anni e due mesi dai fatti, dopo duecento udienze e quattro anni di processo davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Genova, presieduta da Gabrio Barone. Tutti e 29 gli imputati sono appartenenti alla Polizia, tra dirigenti, funzionari e poliziotti. Le accuse mosse nei loro confronti dai pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini sono di lesioni, calunnia, falso e arresti illegali.

I FATTI - La notte del 21 luglio 2001 agenti del settimo nucleo del Reparto Mobile di Roma e altri reparti fecero irruzione nel complesso scolastico Armando Diaz e Giovanni Pascoli, che era il quartier generale dei no global. La difesa ha sempre sostenuto che l'azione fosse diretta ad arrestare gli autori delle devastazioni che migliaia di manifestanti avevano compiuto in città, per l'accusa sarebbe stata una specie di rivalsa voluta dai vertici della polizia che non erano riusciti a tutelare l'ordine pubblico. Nella scuola furono malmenati e arrestati 93 giovani, poi liberati perché contro di loro non c'erano prove. I poliziotti furono accusati di falsificazione delle prove: le due molotov, i picconi e le spranghe esibiti come tali, secondo l'accusa, sarebbero stati rispettivamente trovati nelle aiuole di corso Italia e in un cantiere aperto nel complesso scolastico. Secondo gli avvocati difensori, però, le presunte falsificazioni sarebbero state causate dalla fretta e dal disordine di quei momenti. La questione centrale del processo è stata quella di accertare le responsabilità personali di ciascuno degli imputati e provare se le violenze commesse siano state il frutto di un piano di azione deciso dai superiori. Dal processo sono nate altre tre inchieste: una contro l'ex questore Francesco Colucci, accusato di falsa testimonianza, con il coinvolgimento dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro; la seconda per la sparizione delle bottiglie molotov, smarrite nella questura genovese; una terza per l'identificazione di un poliziotto ripreso nei filmati dell'irruzione e riconosciuto dal pm durante un'udienza tra il pubblico.

giovedì 13 novembre 2008

Il mondo del biliardo piange "Lo Scuro"


da Corriere.it
Nove volte campione italiano, aveva 79 anni
Biliardo, addio a «Lo Scuro»
Morto a Firenze il campione di birilli Marcello Lotti.
Partecipò a due film con il regista toscano Nuti
FIRENZE - , più volte campione italiano di biliardo, soprannominato «Lo Scuro», è deceduto a Firenze all'età di 79 anni. Divenne famoso nel 1982 interpretando se stesso nel film Io, Chiara e lo Scuro in cui recitava insieme a Francesco Nuti e Giuliana De Sio. Nel 1985 partecipò anche a Casablanca Casablanca, il seguito di Io, Chiara e lo Scuro.

9 VOLTE CAMPIONE ITALIANO - Lotti da tempo combatteva contro una grave malattia. La sua carriera da professionista del biliardo era nata nei locali fiorentini degli anni Cinquanta, quando Lo Scuro lavorava ancora alle Poste e come hobby, oltre al biliardo, aveva il sassofono. Tra il 1963 e il 1980 Lotti è stato nove volte campione italiano (sette individuali e due a coppie) nelle specialità cinque birilli e nove birilli, a lui è attribuita a lui l’ideazione del colpo chiamato «ottavina reale».

mercoledì 12 novembre 2008

Moggi, Patty Pravo e la giornata delle riflessioni

1/ Mister Nonsoloaria è tornato. Reggio tira un sospiro di sollievo.

2/ Consigli preziosi da parte di Mister LA.

3/ Festa di Natale in arrivo? Rumors: triade d'accordo su cosa mettere sul biglietto d'invito.

4/ "Osservare" lascia il posto a "riflettere" nel motto di giornata.

5/ Oggi riposo, niente tribunale. Radiogossip soffre per la mia assenza.

6/ Era un'associazione a delinquere, la Gea World. Intimidiva e mandava avvertimenti in stile mafioso nel mondo del calcio. E per questo - per la violenza privata realizzata e le minacce fatte ai fini della distorsione del calciomercato - il sostituto procuratore Luca Palamara, dopo cinque ore di requisitoria, ha chiesto una pena dura per il "padre della Gea", Luciano Moggi: sei anni, senza attenuanti per il pessimo comportamento tenuto in aula (da Repubblica.it).

7/ Aria di crisi tra il collega misterioso e la nuova fidanzata. Colpa della moglie?

8/ iTunes suona Patty Prato... Patty è sempre Patty!

9/ Ho visto un servizio dell'amico Alessandro Iori trasmesso da Mediaset. Bravo. Davvero.

10/ Urge un piano di riqualificazione... personale.

martedì 11 novembre 2008

Condannati a 20 anni gli assassini di Lorena Cultraro


da Repubblica.it
Accolte pienamente le richieste del pm, interdetti anche per cinque anni dai pubblici uffici
Lorena Cultraro fu attirata in un casolare, picchiata e strangolata per paura che fosse incinta
Delitto Niscemi, condannati a 20 anni
i tre minorenni per l'omicidio di Lorena

I ragazzi sono rei confessi, ma hanno sempre negato la violenza sessuale e la premeditazione
CATANIA - Sono stati condannati a vent'anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici i tre minorenni imputati per l'omicidio di Lorena Cultraro, la quattordicenne scomparsa da casa il 30 aprile scorso, il cui cadavere fu ritrovato il 13 maggio in una cisterna nelle campagne di Contrada Giummarra di Niscemi (Caltanissetta). Lo ha deciso il gup del Tribunale dei minori di Catania, Alessandra Chierego. I tre sono rei confessi del delitto, ma hanno sempre negato di avere violentato Lorena e la premeditazione dell'omicidio.

I minorenni, D. D., 16 anni, G. G., 17 anni, ed A. A., 15 anni, sono stati accusati di violenza sessuale, omicidio premeditato ed occultamento di cadavere. Lorena fu picchiata e poi strangolata con il cavo di un'antenna della tv. Nella confessione i tre raccontarono di avere portato la vittima in un casolare vicino alla cisterna, di avere avuto rapporti sessuali con lei e di averla assassinata per paura dopo che lei disse di essere incinta di uno di loro, fatto che non era vero.

Il gup ha accolto interamente le richieste del pm Stefania Barbagallo, che aveva sollecitato il massimo possibile della pena tenendo conto dello sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato con cui sono stati processati i tre ragazzi.

Calcolo illegale degli interessi sui mutui: si può chiedere il rimborso

da Repubblica.it
ECONOMIA
Metodo di calcolo illegale
degli interessi sui mutui
Si può chiedere il rimborso

Una sentenza del tribunale di Bari ha stabilito che il sistema "alla francese", che riguarda quasi tutti i mutui in Italia, viola la legge. Sul sito dell'Adusbef il modulo per chiedere la restituzione
ROMA - L'associazione dei consumatori Adusbef, guidata da Elio Lannutti, pubblica sul suo sito, a disposizione dei mutuatari, il modello per la richiesta di rimborso degli interessi calcolati nel piano di ammortamento del mutuo in modo 'anatocistico', come spiega un comunicato. L'iniziativa arriva dopo il pronunciamento di un tribunale che ha evidenziato come il tasso sottoscritto al 13%, attraverso il tasso 'anatocistico' è arrivato al 14,276%.

Infatti, il 29 ottobre scorso il tribunale di Bari (sezione distaccata di Rutigliano, giudice Pietro Mastronardi) ha pronunciato un sentenza sui mutui definita dall'Adusbef "epocale" perchè "applicabile alla massima parte dei contratti in italia". Si tratta di mutui basati sull'ammortamento "alla francese", nel quale le rate sono costanti, composte dalla somma di quota capitale (che cresce progressivamente) e quota interessi (che cala al pagamento delle rate) e calcolate con la formula dell'interesse composto (cioè del calcolo di interessi sugli interessi). Nel caso - continua il comunicato - era coinvolta una famiglia di imprenditori pugliesi, difesa dal vicepresidente di Adusbef, l'avvocato Antonio Tanza del Foro di Bari, che nell'aprile 2001 ha portato in giudizio il Banco di Napoli (oggi gruppo Intesa Sanpaolo).

Sotto la lente sono finiti due mutui aperti a gennaio 1988 (da 350 milioni di lire, decennale, rate semestrali, tasso fisso) e a maggio 1989 (da un miliardo, tasso variabile, decennale, rate semestrali). Nei due contratti sotto esame, una consulenza tecnica ha dimostrato che la rata era calcolata con la formula dell'interesse composto che non era espressamente indicata dal contratto.

La consulenza ha evidenziato un aumento del costo effettivo del contratto dovuta a un tasso effettivo superiore a quello nominale: più erano le rate, più costava il mutuo. I clienti, alla firma dei contratti, non si erano resi conto dell'alto tasso effettivo da pagare perché il tasso nominale annuo era davvero quello indicato per iscritto nel contratto, mentre quello effettivo poteva essere desunto solo dall'esame del piano di ammortamento.

Invece di un tasso del 13% sul mutuo da 350 milioni di lire, i clienti pagavano un tasso effettivo annuale del 14,276 per cento, sottolineano all'Adusbef. Il magistrato ha accolto la richiesta e ha affermato che il calcolo dell'interesse nel piano di ammortamento deve essere trasparente ed eseguito secondo le regole matematiche dell'interesse semplice e non di quello composto utilizzato appunto nell'ammortamento "alla francese". Il codice civile richiede il calcolo dell'interesse giorno per giorno (articolo 820/821), non può essere applicato quello composto se non nei limiti dell'articolo 1.283 che prevede che il patto anatocistico (cioè di capitalizzazione composta) sia successivo alla maturazione dell'interesse e mai precedente, come invece accade nell'ammortamento "alla francese".

La banca che utilizza nel contratto questo tipo di capitalizzazione viola non solo l'articolo 1.283 del codice civile ma anche l'articolo 1.284 che, in caso di mancata determinazione e specificazione o di incertezza (tra tasso nominale contrattuale e tasso effettivo del piano di ammortamento allegato al contratto), impone l'applicazione del tasso legale semplice e non quello ultralegale, indeterminato o incerto.

I risparmiatori hanno ottenuto l'annullamento parziale dei contratti di mutuo per violazione della buona fede nella conclusione ed esecuzione dei contratti e per difformità tra tasso contrattuale (indicato agli atti) e quello effettivo di ammortamento. I piani di ammortamento sono stati ricalcolati al tasso legale di volta in volta in vigore, con l'eliminazione dell'anatocismo, determinando una quota interessi inferiore a quella pagata.

Tutto vero/20

"Un amico mi ha chiesto di accompagnarlo a prendere dei bancali".
"Ma non ha trovato strano andarci di notte?"
"No, è normale. E poi la recinzione dell'azienda era già divelta. Non l'abbiamo forzata noi. Non sapevo di commettere un furto".

Hanno patteggiato e convertito la pena detentiva in una multa. La pagheranno a rate...

Tutto vero/19

"La droga nascosta nel tacco delle scarpe? Giudice, mi creda, non è mia. E' di mia moglie".
"Ma sono scarponi da lavoro, da uomo. Sono suoi!".
"Non lo so, manco da casa cinque giorni su sette e non posso sapere cosa succede quando non ci sono".
Quando si dice l'amore...

sabato 8 novembre 2008

Nudo su un sito gay per ripicca: sarà risarcito

da L'Informazione di Reggio di sabato 8 novembre 2008.
Uno studente ha vinto la causa col rivale in amore condannato a versare 5mila euro
Nudo su sito gay: sarà risarcito
Il giudice Fanticini: «Lesa la reputazione, non l’onore»

di Davide Bianchini
REGGIO EMILIA - Chiamare qualcuno “gay” non è di per sé lesivo dell’onore della persona. Lede però la reputazione di chi viene dipinto come diverso da quello che è.
È il principio affermato dal giudice Giovanni Fanticini, che ha condannato a pagare un risarcimento di cinquemila euro uno studente reggiano responsabile di aver pubblicato sul sito internet www.gay.it il volto del rivale in amore, con tanto di recapiti telefonici, applicato con un fotomontaggio al corpo di un aitante modello. Uno «scherzo» già costatogli un decreto penale di condanna. Dovrà anche far fronte a tutte le spese legali.
Sono passati oltre sette anni dalla lite tra i due giovani,scoppiata per alcuni sms ricevuti dalla fidanzata di chi ha poi deciso di vendicarsi sul web. Per evitare di ricevere telefonate, anche oscene, da tutta Italia a ogni ora del giorno e della notte,al malcapitato non è bastato nemmeno cambiare numero di cellulare,perché sul sito era finito pure il recapito dei genitori.
Dopo la querela, furono i carabinieri a eliminare per sempre la pagina incriminata. Ne seguì il decreto penale di condanna. Infine la questione è approdata davanti al Tribunale civile. Tramite l’avvocato Marco Fornaciari, nell’ottobre del 2004 la vittima ha chiesto un risarcimento di 25mila euro al rivale,assistito dall’avvocato Donatella Ferretti. A giudizio quest’ultimo ha inizialmente negato che il viso del fotomontaggio fosse quello dell’amico. Ipotesi smentita dall’istruzione probatoria:anche il padre ha riconosciuto nel volto applicato al corpo nudo quello del figlio, nonostante fosse camuffato con capelli non suoi. Nome, età,numeri di telefono e informazioni sull’orientamento sessuale,«bisex» (in una delle pagine del sito) o «gay» (in un’altra pagina),sono rimasti sul sito internet per alcuni mesi.L’accesso a quella pagina web non era in alcun modo limitato e «chiunque avrebbe potuto vedere l’inserzione»,scrive Fanticini nella sua sentenza. Davanti all’evidenza anche il giovane poi condannato non ha potuto negare.

- Onore & reputazione -
Nell’illustrare i motivi della sua decisione,il giudice fa notare che «ciò che rileva è la lesione dei diritti della personalità (tutelati dall’articolo 2 della Costituzione). Secondo una tradizionale distinzione dottrinale, mentre il diritto all’onore – inteso come dignità personale - può essere leso esclusivamente dalla denigrazione realizzata con epiteti o con attribuzione di condotte oggettivamente offensive in relazione ai condivisi valori morali e sociali,la reputazione – intesa come la considerazione in cui si è tenuti dagli altri – può essere pregiudicata anche solo fornendo un’immagine distorta di un individuo,incoerente coi suoi principi,che comporti un travisamento del suo patrimonio intellettuale,politico o sociale».
Nel caso specifico,aggiunge il giudice, «non pare ravvisabile nella condotta» del giovane poi condannato «una lesione del diritto all’onore:infatti, l’attribuzione di un orientamento sessuale (gay o bisessuale) non è ex se offensiva; se così fosse,anche dare dell’eterosessuale a chi non lo è dovrebbe costituire un pregiudizio all’onore.Si riscontra, invece, una lesione della reputazione dell’attore il quale, nell’ambiente familiare e nella cerchia di amicizie e anche rispetto ad estranei sconosciuti, è stato dipinto come diverso da quello che invece è (e cioè omosessuale o bisex, nonché disponibile ad incontri con partner contattati via Internet pur avendo un legame in essere con la “ex-ragazza” del convenuto). È innegabile,poi,che la diffusione dei recapiti telefonici personali, dell’abitazione e del cellulare (entrambi costituiscono dati personali),abbia comportato ex seun pregiudizio per il diritto alla riservatezza» dello studente finito a sua insaputa su internet. A ciò si aggiungono «le numerose interferenze nella vita privata dovute alle telefonate ricevute dai lettori dell’inserzione».Il rivale poi non ha addotto «nessuna valida giustificazione per escludere l’illiceità della propria condotta».

- Un danno contenuto -
Nel quantificare la somma idonea a riparare il danno,il magistrato giudica contenute le conseguenze patite dallo studente, perché «i soggetti che sono stati in grado di identificarlo tramite i recapiti telefonici e il viso camuffato nel fotomontaggio appartengono a una ristretta cerchia di amici e familiari,i quali non hanno certo prestato molto credito alle affermazioni lette sul sito». E perché «per quanto di cattivo gusto,si trattava evidentemente di uno “scherzo”».

Madonna, che divorzio!


da Corriere.it
AL REGISTA BRITANNICO PER LA SEPARAZIONE POTREBBERO ANDARE 250 MILIONI DI DOLLARI
Divorzio Madonna-Ritchie: sparita borsa popstar con lettere hard dell'amante
Rubata la Mailbag con dentro la corrispondenza tra la cantante e l'asso del baseball Rodriguez
NEW YORK (USA) - Ormai è lotta senza esclusioni di colpi. Che Madonna e Guy Ritchie fossero ai ferri corti è cosa nota, ma che addirittura si fosse arrivati ai furti è davvero bizzarro.
Tanto che, negli ultimi giorni sarebbe sparita dalla villa di Marble Arch della Material Girl la Mailbag firmata Alviero Martini che la star aveva comprato recentemente in Italia e dove avrebbe nascosto una fitta corrispondenza con il prestante giocatore di baseball dei New York Yankees, Alex Rodriguez.

DIVORZIO RECORD - E' stato stimato che il tanto chiacchierato divorzio della supercoppia valga circa 518 milioni di dollari (circa 404 milioni di euro) e la pop star, pur di non scendere a compromessi, avrebbe ingaggiato l'avvocato più famoso d'Inghilterra, Fiona Shackleton (come riporta la rivista britannica «Times of London») già nota per aver seguito le cause di divorzio del principe Carlo e di Paul McCartney. Guy Ritchie, da parte sua, si starebbe difendendo bene avendo, pare, già preso accordi con l'avvocato che difese la principessa Diana.
L'ex marito della pop star più famosa del mondo potrebbe andarsene di scena con 250 milioni di dollari in tasca. Ma amici vicini alla coppia sanno che in questo divorzio da cifre a sei zeri le difficoltà non risiedono tanto negli accordi economici: da tempo ormai, il regista inglese ha lamentato la condotta che la star avrebbe avuto negli ultimi anni di matrimonio. Condotta che Ritchie riterrebbe nociva per i figli (naturale e adottivo) che la coppia ha avuto nel corso del matrimonio e che il regista britannico vorrebbe tenere con se a Londra, mentre Madonna vorrebbe riportarli in America.

LO SCONTRO - Se da una parte Madonna starebbe facendo spiare l'ex marito, per scoprire tutti i suoi movimenti (come riporta il Times of London) dall'altra Guy si sarebbe dato alle minacce ben più serie. Stanco già da tempo di una donna dalla natura di dominatrice e in fissa con la Kabballah e la ginnastica, come riporta il Sun (15 ottobre), il regista britannico, che da tempo sospettava dei presunti tradimenti della moglie con la star dei New York Yankes, Alex Rodriguez, adesso la starebbe minacciando. È probabile che Madonna avesse da tempo un'appassionata corrispondenza con il 33enne amante e che conservasse gelosamente tutte le lettere d'amore in una borsa a forma di sacco postale, apparentemente insospettabile, la mailbag di Alviero Martini che Lei stessa pare, si fosse fatta realizzare in Italia. Il «mucchio di ossa», come la definisce Guy, non deve essersi accorta che la gelosia aguzza l'ingegno, tanto che, già da tempo, l'inglese sbirciava nella borsa, ricca di tasche e fitta di corrispondenza. Adesso però la situazione sembra critica: violazione della privacy o meno Guy minaccia la 50enne di pubblicare tutte le lettere, anche quelle che tanto caste non sono, su un importante tabloid inglese solo per il gusto di farle un dispetto, oltre che per spuntare la cifra stratosferica che gli spetterebbe dal divorzio.

Marco Scorrano o Kris Clack? Parliamone in Spaghetteria

1/ Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene.

2/ Anche stanotte non voglio saperne di dormire. Febbre da cavallo 2, questione di stile...

3/ Ottima cena in Spaghetteria con Mister L.A., Joe Dinamicoil e Miss Diritto. In tavola un buon Chianti Castello di Ama.

4/ Scambio di sms poco gentili con la regina di via Aristotele.

5/ Ho scoperto Messanger del Blackberry. Se volete aggiungermi ai vostri contatti, bianchinigiornalista@gmail.com.

6/ A proposito di Spaghetteria, affollata come e più di sempre. Max gaudio arrivare e passare davanti ad almeno dieci tavoli. Divina Marina!

7/ Discorsi interessanti a tavola. Cortina alla prima neve? E se dirottassimo la comitiva su una bella Spa a Merano?

8/ Il giocatore di basket più spettacolare dopo Kris Clack? L'unico e inimitabile Marco Scorrano.

9/ Ieri pomeriggio mi sono divertito molto a condurre Anteprima Basket su Radio Erre 95fm.

10/ Domani, a partire dalle 14,30, radiocronaca di Lecco-Reggiana sempre sulle frequenze di Radio Erre 95fm.

venerdì 7 novembre 2008

Obama da Roma a Bucarest

1/ Allenamento intenso con discreta prestazione balistica. La caviglia sinistra è dolorante, ma stringo i denti. I love this game!

2/ Non dormo e guardo "Febbre da cavallo"... sempre magico!

3/ Trasferta romana all'hotel Hosianum, di rigore.

4/ Osama, pardon Obama, ha fatto innamorare il mondo. Sarà all'altezza.

5/ Tante idee bollono in pentola.

6/ Presto sarà on line il nuovo sito dell'Arbor.

7/ Internet a volte gioca brutti scherzi. Sale la febbre da FacciaLibro a ogni latitudine.

8/ Si attendono conferme per la partita di basket tra avvocati e amici del tribunale.

9/ Anche Mister L.A. si è piegato alla comodità del Blackberry.

10/ Non si hanno notizie di Mister Nonsoloaria, disperso in fiera a Bucarest.

giovedì 6 novembre 2008

E' morto lo scrittore Michael Crichton


da Corriere.it
LO SCRITTORE, MORTO PER CAUSE IMPROVVISE, AVEVA 66 ANNI
E' morto Michael Crichton
Ha scritto romanzi di assoluto successo, da "Jurassioc Park" a "Sfera", da "Congo" a "Andromeda"
LOS ANGELES - All'età di 66 anni è morto a Los Angeles Michael Crichton, il medico prestato con immenso successo alla scrittura. Prolifico autore di libri di successo ha venduto oltre 100 milioni di copie in tradotti in 30 lingue. Tra i suoi bestseller, universalmente noti per le loro traspoiszioni cinematografiche, Jurassic Park, Congo, Sfera oltre la serie televisiva «E.R.». Nato a Chicago è cresciuto a Long Island (New York). Ha studiato a Harvard medicina.

GLI PSEUDONOMI - Durante questi anni ha scritto alcuni racconti con gli pseudonimi John Lange e Jeffrey Hudson, scelti in riferimento alla sua altezza (2.06 m): (Lange in tedesco significa «persona alta» e Sir Jeffrey Hudson fu un famoso «gigante» della corte della regina Maria di Francia nel '700). Dopo la laurea in realtà ha esercitato pochissimo preferendo scrivere romanzi.

LO STILE - Crichton scrive romanzi che si possono definire come techno-thriller, una fusione di azione e tecnologia-scienza prendendo spunto dalle tesi e dalle ipotesi di altri scrittori o scienziati e poi li integra nel racconto, creando così un mix tra fantascienza e realtà.

LA MALATTIA - Michael Crichton è morto dopo una battaglia contro il cancro. Nonostante la malattia, non rivelata al pubblico, la famiglia del romanziere e sceneggiatore ha definito la morte «improvvisa e inaspettata» e ha diramato un comunicato: «Mentre il pubblico lo conosceva come un grande autore che ha posto nuovi confini alle nozioni preconcette del mondo intorno a noi, la moglie Sherry, la figlia Taylor, i parenti e gli amici lo hanno apprezzato come marito e padre amorevole e amico generoso, capace di essere fonte di ispirazione e di saper insegnare a vedere le meraviglie del mondo attraverso occhi sempre nuovi. Lo ha fatto con il suo grande senso dell'umorismo. Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo personalmente non lo dimenticherà». Che la morte sia giunta inaspettata, nonostante la malattia che lo aveva colpito, è confermato dal fatto che Crichton stava lavorando al quarto film della serie Jurassic Park ed avesse in programma anche la realizzazione della sceneggiatura del film Westword. Nessun dettaglio è stato diramato sulle circostanze del decesso, i funerali si terranno in forma strettamente privata, ma la data non è stata ancora fissata.

mercoledì 5 novembre 2008

Barack Hussein Obama e Tomasi di Lampedusa


Tutto cambia affinché nulla cambi. Oggi mi sento come il barone protagonista del romanzo di Tomasi di Lampedusa "Il Gattopardo". La svolta (per ora annunciata, in attesa di fatti concreti) è epocale: per la prima volta nella loro storia gli Stati Uniti d'America hanno un presidente di colore. Curioso che una nazione fino a ieri pervasa da odio razziale e ataviche convinzioni di essere al di sopra di tutto e di tutti oggi si scopra così democratica da eleggere Barack Obama. Pardon, Barack Hussein Obama. E' la reazione di un popolo che si è sentito preso in giro e usato dall'amministrazione Bush, e che ha visto morire migliaia di giovani in paesi del mondo che molti americani non saprebbero trovare sulle cartine geografiche.
Barack Hussein Obama ha una possibilità: quella di soffiare così forte nelle vele dell'economia americana (e, giocoforza, mondiale) da far salpare il veliero sicuro verso ricchi e nuovi orizzonti. Ne abbiamo bisogno tutti.
Su un fatto vi invito a riflettere. Gli Stati Uniti hanno scelto un presidente nero perché segno di rinnovamento. Al di là del colore della pelle (in fondo nemmeno così scura), il curriculum di Obama è quello dei migliori rampolli dell'alta società. Questo presidente, se ci pensate, è più bianco di molti suoi precedessori.

Barack Hussein Obama è il 44° presidente degli Stati Uniti d'America


da Corriere.it
MCCAIN AMMETTE LA SCONFITTA
Barack Obama trionfa, è il 44mo presidente degli Stati Uniti d'America
Decisive le vittorie in Ohio, Virginia, Iowa e New Mexico, che nel 2004 furono vinti da Bush
Alle 5 in punto (ora italiana) la Cnn rende ufficiale ciò che già da un'ora e mezza era apparso chiaro: Barack Obama ha vinto le elezioni e diventerà il 44mo presidente della storia degli Stati Uniti d'America. Il primo presidente di colore, il primo presidente figlio di africano. Subito dopo John McCain ha telefonato al rivale facendogli i complimenti e alle 5,20 è apparso sul palco di Phoenix (Arizona), con a fianco la moglie e la candidata vice presidente Sarah Palin in lacrime, ammettendo la sconfitta.

QUASI VALANGA - Quella di Obama è stata una vittoria netta, quasi una vera valanga, pur se in quattro Stati chiave (Indiana, Virginia, Nord Carolina e Florida) è stata battaglia voto a voto. La svolta si è avuta intorno alle 3,30 quando, prima Fox News (tv tradizionalimente vicina ai repubblicani) e poi la Cnn hanno assegnato l'Ohio e i suoi pesanti 20 voti elettorali al candidato democratico. L'Ohio era stato decisivo nel 2004 per il successo di George W. Bush. Subito dopo sono arrivate le assegnazioni di Iowa e New Mexico. A questo punto McCain avrebbe dovuto aggiudicarsi gli Stati della costa ovest, ma tutti i sondaggi della vigilia lo davano perdente. Il successo di Obama in Virginia è stata la mazzata finale alle ambizioni repubblicane e quando hanno chiuso gli Stati sulla costa del Pacifico, è stato solo una questione di conta matematica: Obama ha superato di slancio la soglia magica di 270 voti elettorali, che gli spalanca la strada verso Washington e la Casa Bianca. Alla fine Barack si è aggiudicato anche Florida, Colorado, Nord Carolina e Indiana degli Stati una volta feudi repubblicani, rendendo più netto il successo. McCain si è tolto una piccola soddisfazione aggiudicandosi il suo Stato dell'Arizona.


***
da NyTimes.com
Obama Elected President as Racial Barrier Falls
By ADAM NAGOURNEY
Barack Hussein Obama was elected the 44th president of the United States on Tuesday, sweeping away the last racial barrier in American politics with ease as the country chose him as its first black chief executive.

The election of Mr. Obama amounted to a national catharsis — a repudiation of a historically unpopular Republican president and his economic and foreign policies, and an embrace of Mr. Obama’s call for a change in the direction and the tone of the country.

But it was just as much a strikingly symbolic moment in the evolution of the nation’s fraught racial history, a breakthrough that would have seemed unthinkable just two years ago.

Mr. Obama, 47, a first-term senator from Illinois, defeated Senator John McCain of Arizona, 72, a former prisoner of war who was making his second bid for the presidency.

To the very end, Mr. McCain’s campaign was eclipsed by an opponent who was nothing short of a phenomenon, drawing huge crowds epitomized by the tens of thousands of people who turned out to hear Mr. Obama’s victory speech in Grant Park in Chicago.

Mr. McCain also fought the headwinds of a relentlessly hostile political environment, weighted down with the baggage left to him by President Bush and an economic collapse that took place in the middle of the general election campaign.

“If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible, who still wonders if the dream of our founders is alive in our time, who still questions the power of our democracy, tonight is your answer,” said Mr. Obama, standing before a huge wooden lectern with a row of American flags at his back, casting his eyes to a crowd that stretched far into the Chicago night.

“It’s been a long time coming,” the president-elect added, “but tonight, because of what we did on this date in this election at this defining moment, change has come to America.”

Mr. McCain delivered his concession speech under clear skies on the lush lawn of the Arizona Biltmore, in Phoenix, where he and his wife had held their wedding reception. The crowd reacted with scattered boos as he offered his congratulations to Mr. Obama and saluted the historical significance of the moment.

“This is a historic election, and I recognize the significance it has for African-Americans and for the special pride that must be theirs tonight,” Mr. McCain said, adding, “We both realize that we have come a long way from the injustices that once stained our nation’s reputation.”

Not only did Mr. Obama capture the presidency, but he led his party to sharp gains in Congress. This puts Democrats in control of the House, the Senate and the White House for the first time since 1995, when Bill Clinton was in office.

The day shimmered with history as voters began lining up before dawn, hours before polls opened, to take part in the culmination of a campaign that over the course of two years commanded an extraordinary amount of attention from the American public.

As the returns became known, and Mr. Obama passed milestone after milestone —Ohio, Florida, Virginia, Pennsylvania, New Hampshire, Iowa and New Mexico — people rolled spontaneously into the streets to celebrate what many described, with perhaps overstated if understandable exhilaration, a new era in a country where just 143 years ago, Mr. Obama, as a black man, could have been owned as a slave.

For Republicans, especially the conservatives who have dominated the party for nearly three decades, the night represented a bitter setback and left them contemplating where they now stand in American politics.

Mr. Obama and his expanded Democratic majority on Capitol Hill now face the task of governing the country through a difficult period: the likelihood of a deep and prolonged recession, and two wars. He took note of those circumstances in a speech that was notable for its sobriety and its absence of the triumphalism that he might understandably have displayed on a night when he won an Electoral College landslide.

“The road ahead will be long, our climb will be steep,” said Mr. Obama, his audience hushed and attentive, with some, including the Rev. Jesse Jackson, wiping tears from their eyes. “We may not get there in one year or even one term, but America, I have never been more hopeful than I am tonight that we will get there. I promise you, we as a people will get there.” The roster of defeated Republicans included some notable party moderates, like Senator John E. Sununu of New Hampshire and Representative Christopher Shays of Connecticut, and signaled that the Republican conference convening early next year in Washington will be not only smaller but more conservative.

Mr. Obama will come into office after an election in which he laid out a number of clear promises: to cut taxes for most Americans, to get the United States out of Iraq in a fast and orderly fashion, and to expand health care.

In a recognition of the difficult transition he faces, given the economic crisis, Mr. Obama is expected to begin filling White House jobs as early as this week.

Mr. Obama defeated Mr. McCain in Ohio, a central battleground in American politics, despite a huge effort that brought Mr. McCain and his running mate, Gov. Sarah Palin of Alaska, back there repeatedly. Mr. Obama had lost the state decisively to Senator Hillary Rodham Clinton of New York in the Democratic primary.

Mr. McCain failed to take from Mr. Obama the two Democratic states that were at the top of his target list: New Hampshire and Pennsylvania. Mr. Obama also held on to Minnesota, the state that played host to the convention that nominated Mr. McCain; Wisconsin; and Michigan, a state Mr. McCain once had in his sights.

The apparent breadth of Mr. Obama’s sweep left Republicans sobered, and his showing in states like Ohio and Pennsylvania stood out because officials in both parties had said that his struggles there in the primary campaign reflected the resistance of blue-collar voters to supporting a black candidate.

“I always thought there was a potential prejudice factor in the state,” Senator Bob Casey, a Democrat of Pennsylvania who was an early Obama supporter, told reporters in Chicago. “I hope this means we washed that away.”

Mr. McCain called Mr. Obama at 10 p.m., Central time, to offer his congratulations. In the call, Mr. Obama said he was eager to sit down and talk; in his concession speech, Mr. McCain said he was ready to help Mr. Obama work through difficult times.

“I need your help,” Mr. Obama told his rival, according to an Obama adviser, Robert Gibbs. “You’re a leader on so many important issues.”

Mr. Bush called Mr. Obama shortly after 10 p.m. to congratulate him on his victory.

“I promise to make this a smooth transition,” the president said to Mr. Obama, according to a transcript provided by the White House .“You are about to go on one of the great journeys of life. Congratulations, and go enjoy yourself.”

For most Americans, the news of Mr. Obama’s election came at 11 p.m., Eastern time, when the networks, waiting for the close of polls in California, declared him the victor. A roar sounded from the 125,000 people gathered in Hutchison Field in Grant Park at the moment that they learned Mr. Obama had been projected the winner.

The scene in Phoenix was decidedly more sour. At several points, Mr. McCain, unsmiling, had to motion his crowd to quiet down — he held out both hands, palms down — when they responded to his words of tribute to Mr. Obama with boos.

Mr. Obama, who watched Mr. McCain’s speech from his hotel room in Chicago, offered a hand to voters who had not supported him in this election, when he took the stage 15 minutes later. “To those Americans whose support I have yet to earn,” he said, “I may not have won your vote, but I hear your voices, I need your help, and I will be your president, too.”

Initial signs were that Mr. Obama benefited from a huge turnout of voters, but particularly among blacks. That group made up 13 percent of the electorate, according to surveys of people leaving the polls, compared with 11 percent in 2006.

In North Carolina, Republicans said that the huge surge of African-Americans was one of the big factors that led to Senator Elizabeth Dole, a Republican, losing her re-election bid.

Mr. Obama also did strikingly well among Hispanic voters; Mr. McCain did worse among those voters than Mr. Bush did in 2004. That suggests the damage the Republican Party has suffered among those voters over four years in which Republicans have been at the forefront on the effort to crack down on illegal immigrants.

The election ended what by any definition was one of the most remarkable contests in American political history, drawing what was by every appearance unparalleled public interest.

Throughout the day, people lined up at the polls for hours — some showing up before dawn — to cast their votes. Aides to both campaigns said that anecdotal evidence suggested record-high voter turnout.

Reflecting the intensity of the two candidates, Mr. McCain and Mr. Obama took a page from what Mr. Bush did in 2004 and continued to campaign after the polls opened.

Mr. McCain left his home in Arizona after voting early Tuesday to fly to Colorado and New Mexico, two states where Mr. Bush won four years ago but where Mr. Obama waged a spirited battle.

These were symbolically appropriate final campaign stops for Mr. McCain, reflecting the imperative he felt of trying to defend Republican states against a challenge from Mr. Obama.

“Get out there and vote,” Mr. McCain said in Grand Junction, Colo. “I need your help. Volunteer, knock on doors, get your neighbors to the polls, drag them there if you need to.”

By contrast, Mr. Obama flew from his home in Chicago to Indiana, a state that in many ways came to epitomize the audacity of his effort this year. Indiana has not voted for a Democrat since President Lyndon B. Johnson’s landslide victory in 1964, and Mr. Obama made an intense bid for support there. He later returned home to Chicago play basketball, his election-day ritual.
(Elisabeth Bumiller contributed reporting from Phoenix, Marjorie Connelly from New York and Jeff Zeleny from Chicago)