domenica 10 agosto 2008

Olimpiadi, contraddizioni cinesi

Ok, parliamo di Olimpiadi. Davvero non riesco ad abituarmi agli orari troppo mattinieri, spesso scelti per accontentare le tv statunitensisoprattutto per quanto riguarda il nuoto (per il momento).
Difficile concentrarsi sullo sport quando in Ossezia si spara e si combatte, quando un nuotatore iraniano rifiuta di scendere in vasca perché nella corsia a fianco gli organizzatori hanno messo un nuotatore israeliano o quando la regia internazionale oscura un tricolore sventolato dalla schermitrice Ilaria Salvatori temendo chissà quali contenuti di protesta. La frase incriminata scritta sulla bandiera? "Da Jesi a Frascati e Trieste vi conceremo per le feste". Nulla a che vedere con il Tibet o con i diritti umani violati all'ombra della grande muraglia. E pace se all'indomani gli organizzatori hanno spiegato che lo stacco è stato semplicemente dettato da un normale cambio di inquadratura.
Per fortuna sono arrivate le prime medaglie a rendere più dolce il risveglio di milioni di italiani. Impossibile non gioire per il bronzo di Rebellin nel ciclismo in un momento in cui ci si occupa di pedali solo per parlare di doping. Personalmente sono curioso di vedere la partita di basket tra Cina e Stati Uniti. Sono tentato. Credo tiferò per Yao Ming e soci. Perché? Kobe Bryant ha dichiarato: "Se non vinciamo le Olimpiadi divento italiano".

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