venerdì 15 agosto 2008

Il decalogo dei cafoni al telefonino

Per la prima volta nella sua vita il vostro blogger trascorrerà il Ferragosto a casa. Grigliata in giardino con la regina di via Aristotele e romantica cenetta sfidando il caldo, anche se nella notte appena trascorsa un violento temporale ha rinfrescato - e non di poco - l'aria.
Spulciando su Internet (Corriere.it) ho intercettato un interessante decalogo sull'etichetta telefonica, ovvero le dieci cose da non fare per non disturbare il prossimo.
Io li ho commentati. E voi?

1) Parlare a voce alta. Cafonissimo. Quante volte vi è capitato di essere in ascensore con pseudo-rispettabili professionisti che al telefono si esibiscono in acuti stile Bocelli come se a tutto il mondo interessassero le loro conversazioni?

2) Parlare di argomenti troppo personali (come ad esempio la serata precedente passata in giro per pub con descrizione minuziosa di incontri e beveroni ingeriti, per non parlare delle telefonate che hanno come argomento le relazioni sentimentali o la descrizione dei propri malanni). E chissenefregaaaaaaaaaaaa?!?!?

3) Interrompere le conversazioni per rispondere al telefono. Di solito io rifiuto la telefonata, sperando di ricevere lo stesso trattamento. Mi manda in bestia essere messo in secondo piano quando arriva una telefonata a cui «si deve rispondere per forza». Il motivo? Il 99% delle volte non è così.

4) Consultare il cellulare al cinema. Se è vero che sempre meno spesso si sentono le suonerie attive, è anche vero che molti non riescono a fare a meno di controllare il proprio telefono e rispondere via sms alle comunicazioni ricevute. Esclusi i medici reperibili, gli altri farebbero meglio a godersi il film e non disturbare gli altri con le luci dei display.

5) Scrivere sms guidando. Ok, chi non l'ha fatto? Non facciamo i santi. Ma dobbiamo essere consapevoli del grave pericolo per la circolazione.

6) Scrivere sms camminando. Sembra un'esagerazione ma i medici di pronto soccorso Usa hanno recentemente diramato un comunicato in cui si mettono in guardia gli utenti nei confronti del «walking messaging», causa di numerosi incidenti: storte e cadute ma anche diversi investimenti per aver attraversato senza guardare altro che il display.

7) Sms brevi e scontati. «Come stai?», «Che fai?». Pare che simili domande generiche, brevi e vaghe fatte via sms infastidiscano il destinatario più delle stesse formule usate a voce. E soprattutto: se vuoi sapere come sto, chiamami! Perché costringermi a scrivere un sms? Ok, sono pigro. Ma non sopporto le persone che generano ansia e che, se non ricevono una risposta nel giro di un minuto, cominciano a tempestare il prossimo di squillini. Al rogo!

8) Suonerie troppo alte. Anche al di fuori di cinema, treni e ristoranti, le suonerie a tutto volume disturbano. Più la suoneria è stupida o nota più disturba. Abbassate il volume!

9) Spettacoli ed eventi. Niente di peggio del telefonino del vicino che squilla a teatro o durante al concerto. «Scusi, non posso non rispondere?». Ma non poteva rimanere a casa?

10) Luoghi inappropriati. Sono molti i luoghi in cui non è opportuno conversare al telefono o tenere la suoneria accesa: dalla biblioteca ai negozi di alimentari. Alcuni esercizi commerciali hanno iniziato a esporre un singolare e significativo cartello: «Chi al momento di essere servito sta parlando al cellulare, torna in fondo alla fila». Senza arrivare a tanto, basterebbe sfruttare la comodità del vibracall, no?

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