sabato 30 agosto 2008

Infinito Pozzecco, in C2 per amore del basket


Non c'è niente da fare, lo sostengo da sempre: il basket è una malattia da cui non si guarisce mai. Bentornato Poz!
p.s. Per gli amanti del genere, ecco una foto d'annata scattata con Gianmarco quando mi occupavo di pallacanestro. Siamo a Quattro Castella (Reggio Emilia) per la consegna per Premio Reverbieri.

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(ANSA) - TRIESTE, 30 AGO - Gianmarco Pozzecco ritorna in campo. Dopo l'annunciato ritiro al termine della scorsa stagione, il cestista triestino ha deciso di ricominciare a giocare. Non in un grande club, pero', ma in serie C2, nella squadra della Servolana, storica compagine minore del basket giuliano che porta il nome del rione di Servola. All'origine della scelta, la volonta' di giocare assieme al fratello Gianluca. ''E' una scelta fatta da un ragazzo che ha deciso di lasciare il basket professionistico - ha spiegato - ma che ha ancora la voglia di continuare a divertirsi grazie alla pallacanestro. Cosa c'e' di strano?''. (ANSA)
(nella foto Pozzecco con la maglia della Nazionale contro gli Stati Uniti nel torneo preolimpico del 2004 - Lapresse da Gazzetta.it)

Bandiera russa su Forte dei Marmi

Sull'ultimo numero dell'Espresso il giornalista Fabrizio Gatti ha firmato un interessante servizio sull'invasione russa di Forte dei Marmi. Fiumi di champagne e di euro, maleducazione a go-go e ostentazione. Sempre e comunque.
Ho visto con i miei occhi ordinare bottiglie di costoso champagne a pranzo (nel ristorantino del bagno, non da Lorenzo...) per poi berlo in bicchieroni colmi di cubetti di ghiaccio; così come è capitato di assistere alla caccia al cliente di avvenenti signorine (russe, of course) che si offrono alla modica cifra di mille euro per 10 minuti di amore (?). Che dire poi delle auto con i vetri oscurati, delle mille guardie del corpo e delle mance stratosferiche? Personalmente resto fedele al mito della lambretta e della bicicletta, mezzo di locomozione preferito anche dal presidente Massimo Moratti.

venerdì 29 agosto 2008

Ecco la nuova Champions League

Comunicazione di servizio agli appassionati.
Ecco i gironi della prima fase della Champions League 2008-2009.

GRUPPO A
- Chelsea, Roma, Bordeaux, Cfr Cluj
GRUPPO B- Inter, Werder Brema, Panathinaikos, Anorthosis
GRUPPO C- Barcellona, Sporting Lisbona, Basilea,
GRUPPO D - Liverpool, Psv, Marsiglia, Atletico Madrid
GRUPPO E - Manchester United, Villarreal, Celtic, Aalborg
GRUPPO F - Lione, Bayern Monaco, Steaua Bucarest, Fiorentina
GRUPPO G - Arsenal, Porto, Fenerbhace, Dinamo Kiev
GRUPPO H - Real Madrid, Juventus, Zenit S. Pietroburgo, Bate Borisov

giovedì 28 agosto 2008

"Lupo" Carra sesto uomo. Siamo sicuri?

Marco Carra sesto uomo in Legadue... che spreco! Mi piace pensare che l'amico Franco Marcelletti possa trovare il modo di far giocare Fultz e Carra insieme, inserendo il tutto nell'attenta gestione di Young. Sempre che non sia Fultz ad accomodarsi in panchina se non dimostrerà di poter reggere il timone della nuova Trenkwalder...

mercoledì 27 agosto 2008

Forte, Sant'Ermete e la sauna

Corsetta, sauna, bagno turco... In ferie si può stare bene anche a casa.
Domani è Sant'Ermete. Non trascorrere la giornata a Forte dopo tanti anni sarà strano...

lunedì 25 agosto 2008

Inter, se non soffriamo non ci divertiamo...

Va bene soffrire, ma è così troppo...

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da Gazzetta.it
Inter, è subito festa Supercoppa ai rigori
MILANO, 24 agosto 2008 - Se le premesse sono queste, ci sarà da divertirsi. Inter e Roma regalano 4 gol e 120 minuti di battaglia al primo incrocio stagionale. Alla fine la Supercoppa va all'Inter (8-7 ai rigori dopo il 2-2 firmato Muntari, De Rossi, Balotelli, Vucinic), ma il consueto duello, destinato ad allargarsi a Juve, Milan e Fiorentina, si è fatto ancora più avvincente. L'aperivito di questa sfida lo è stato fino in fondo, quando l'errore dal dischetto di un capitano (Totti) e la trasformazione da parte dell'altro (Zanetti) hanno deciso tutto dopo 120 minuti di bella battaglia.
(continua)

sabato 23 agosto 2008

Flash, omicido a Luzzara

Omicidio a Luzzara (il secondo il venti giorni). All'alba di oggi un marocchino ha ucciso a coltellate la compagna russa.

Sesso prima e dopo la gara. E durante?

da Corriere.it

I masti preferiscono le ragazze perdenti
Sex anche the (Olympic) City
Un inviato del Times racconta

LONDRA — I successi del Team GB, la squadra britannica a Pechino saldamente terza nel medagliere, fanno inorgoglire i sudditi del Regno. Ma la notizia più letta sul sito online del Times parla di altre prodezze olimpiche, di altri giochi. Titolo: «Sex and the Olympic City». L’articolo racconta di come gli atleti si preparano a trascorrere insieme le ultime ore prima e dopo la cerimonia di chiusura, dell’ora degli addii. L’autore Matthew Syed, inviato del giornale londinese e della tv Eurosport, parla con cognizione di causa, perché ha partecipato come giocatore di ping pong a Barcellona nel 1992 e a Sydney nel 2000.

DUE SETTIMANE E MEZZO - Comincia così: «Nelle due settimane e mezzo di Barcellona sono finito a letto con una ragazza più volte che nel resto della mia vita fino a quel punto. Vale a dire due volte, che può anche non sembrare un record, ma per un ventunenne con i denti storti rappresentava un piccolo miracolo. Barcellona per molti vergini olimpici fu tanto una questione di sport quanto un’avventura di sesso». Matthew ricorda che le occasioni erano rappresentate dalle hostess dell’organizzazione — tutte bellissime e vistose, naturalmente — dalle ragazze locali accorse ad assistere alle gare e dalle altre atlete. E racconta un episodio: la notte dopo la fine delle gare di nuoto sul tetto della palazzina che ospitava la squadra britannica furono trovati tanti preservativi lasciati da coppiette di campioni che il Comitato olimpico di Londra emise un editto per vietare il sesso fuori dalle stanze. Almeno da questo punto di vista le autorità di Pechino hanno mostrato maggiore apertura: nel villaggio questa volta sono stati distribuiti migliaia di condom (che comunque non sono bastati e sono andati esauriti).

I MASCHI PREFERISCONO LE PERDENTI - L’ex campione diventato inviato del Times spiega anche che nelle preferenze tra atleti maschi e femmine c’è una certa differenza. Le ragazze a quanto pare hanno colpi di fulmine per i campioni maschi che esibiscono medaglie d’oro. I ragazzi invece preferiscono le sportive sconfitte, perchè il successo del sesso debole li intimidisce. Syed per evitare polemiche con gli atleti aggiunge che «naturalmente non tutti si concedono questi esercizi… solo il 99 per cento» e dà appuntamento a Londra 2012.

Guido Santevecchi

venerdì 22 agosto 2008

Tutto vero/17

«Maresciallo, sono stato rapinato. Erano in tre, tutti di colore. Hanno voluto i miei soldi puntandomi un coltello alla gola». Allarme, sgomento. «In centro a Montecchio». «E nessuno ha visto niente?».
Certo che no, i soldi il malcapitato se li era fatti soffiare da una prostituta abbordata la sera prima... Brutta bestia la vergogna. Ma per un 40enne di Reggio è stato peggio affrontare le ire della moglie. Per rispondere di simulazione di reato e di procurato allarme ci sarà tempo.

A Reggio Emilia le famiglie più indebitate d'Italia

E' vero che in un mondo perfetto si indebita chi può pagarli, i debiti, per alimentare un volano necessario per sviluppare economia e benessere; ma siamo proprio sicuri che sia ancora così? O piuttosto la gente da anni spende soldi che non ha?
Meditate, gente. Soprattutto nelle stanze del potere.

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da Corriere.it
Il record della crescita alla provincia di napoli. le sofferenze maggiori in provincia di Roma
Cgia di Mestre: in 5 anni raddoppiato l'indebitamentamento delle famiglie
Dal 2002 al 2007 è aumentato del 93,28%, toccando i 15.765 euro di media per nucleo familiare

MILANO - L'indebitamento medio delle famiglie italiane (comprendente mutui per l'acquisto della casa, prestiti per l'acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili) ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro. Lo rileva un'analisi della Cgia di Mestre. In cinque anni, tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, l'indebitamento delle famiglie è quasi raddoppiato: in questo periodo la crescita media è del 93,28%. Le «sofferenze» maggiori a carico dei nuclei familiari riguardano la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21.949,94 euro. Seguono le famiglie milanesi (21.321,68 euro), quelle della provincia di Lodi (20.593,26 euro), quelle di Reggio Emilia (20.138,44 euro) e le riminesi (con 20.060,99 euro).

L'INTERPRETAZIONE - Come interpretare questi dati? «Innanzitutto - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - le città più indebitate sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi indebitati vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione». Ritornando all'analisi della Cgia a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari sono le famiglie del Sud e specialmente quelle residenti nella provincia di Isernia (7.119,83 euro), di Reggio Calabria (7.099,05 euro), di Benevento (6.951,66 euro) e, infine, quelle di Vibo Valentia (6.769,92 euro). Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il primo gennaio 2002 sino al 31 dicembre 2007, invece, appartiene alla provincia di Napoli che in questi 5 anni è cresciuto del 116,36%. Segue Reggio Emilia con un aumento del 116,11%, Piacenza con 116,09% e Chieti con il 115,68%. Chiudono la classifica Potenza con il 46,46% e Bolzano con il 42,45%.

martedì 19 agosto 2008

Tutto vero/16

Un operaio di 41 anni bussa alla porta della caserma dei carabinieri di Montecchio (Reggio Emilia). «Mi hanno derubato di 9mila euro che avevo sotterrato in un campo... No, ok, erano 8.200... Gli altri li ho spesi in cocaina. Maresciallo, mi aiuti a ritrovarli. Per avere quei soldi ho rapinato la Banca Agricola Mantovana di Montecchio...».

lunedì 18 agosto 2008

Alcune cose da sapere sul villaggio di El Kebir (Tunisia, Valtur)










A Nuova Planetario Spa
Reggio Emilia

E p.c. a Valtur Spa
c/o Ufficio Stampa

Oggetto: soggiorno Villaggio Valtur El Kebir, 25/7 – 1/8/2008.

Faccio una premessa essenziale. Da almeno tre anni organizzo viaggi di piacere e non con l’agenzia Nuova Planetario di Reggio Emilia (sede di via Sessi) e ho sempre ricevuto un servizio puntuale e consigli utili. Motivo per cui continuerò a rivolgermi alla stessa agenzia con immutata fiducia. Ecco perché mi permetto di scrivere questa lettera (non l’ho mai fatto in passato), che si va a inserire proprio in quel rapporto cliente-agenzia sopra esposto.
Credo vi siano alcuni aspetti del Villaggio El Kebir che i prossimi clienti dovrebbero conoscere. Lo faccio in un’ottica di servizio, convinto che quanto andrò a raccontare non sia a conoscenza dei bravi agenti di viaggio della Nuova Planetario e, forse, nemmeno dei vertici di Valtur Spa.

Arrivo: le prime avvertenze.

Perfetto il viaggio aereo, così come il rispetto della tabella di marcia. Al nostro arrivo all’aeroporto di Tunisi la mia fidanzata ed io veniamo accolti, così come gli altri passeggeri partiti da Bologna, da due animatori del villaggio. Sul nostro pullman sale un ragazzo simpatico (Alessio) che durante il tragitto illustra le meraviglie della vacanza che andremo a trascorrere. Inquietanti alcuni avvertimenti: «Nelle camere non troverete telefono né frigobar perché il capovillaggio ha deciso di toglierli. Sapete, gli ospiti si divertono a lanciarli dalle finestre». E ancora: «Siate puntuali all’apertura del ristorante, altrimenti rischiate di non mangiare». E via discorrendo, sottolineando come di notte il villaggio sia una grande discoteca con «casino» fino al mattino. Alle rimostranze di una signora di Bologna, Alessio risponde: «È sicura di non aver sbagliato villaggio? Comunque stia tranquilla, vedrà che si troverà bene».

Un villaggio per giovani

Abbiamo scelto El Kebir perché ci è stato presentato come un villaggio giovane in una nazione che non avevamo ancora visitato. Anche il prezzo è stato convincente. Peccato che, una volta in loco, abbiamo toccato con mano come la classificazione Energy sia stata interpretata dal capovillaggio (di lui parleremo dopo) come Economy.
Io ho 28 anni, la mia fidanzata 29. Eravamo convinti di rientrare in pieno nella definizione di pubblico giovane. In realtà la clientela del villaggio era composta per un buon 90% da ragazzi e ragazze di 18-22 anni. Nessun problema, per carità. Ma le esigenze sono sicuramente diverse.

La (scarsa) pulizia delle camere

All’arrivo ci viene spiegato che troveremo le valigie direttamente nelle oasi (le dependance del villaggio). Ottimo servizio, peccato per il modo con cui gli inservienti hanno trascinato su marciapiedi polverosi le nostre borse, più provate da quei pochi metri che dal trattamento degli addetti ai bagagli dell’aeroporto e dal viaggio.
Le camere, descritte come semplici, sono in realtà spartane. La vera nota dolente riguarda però la pulizia: i copriletto sono impolverati e datati, le lenzuola non proprio candide, gli asciugamani emanano odori ben lontani dal sapone di Marsiglia e soprattutto i pavimenti presentano macchie, capelli, peli e polvere.

Mance alle donne delle pulizie

Nel corso della vacanza abbiamo conosciuto persone (facenti parte di quel 10% di over 22) che sono arrivate a concedere mance al personale delle pulizie con la speranza di trovare la camera in condizioni migliori. Ma con scarsi risultati.

Niente tv e frigobar

Alessio (l’animatore) aveva ragione. Niente tv né frigobar. Per fortuna c’è almeno l’aria condizionata. Troppo poco per un tre stelle.

Ristorante: tavoli da otto e servizio hostess

Troviamo discutibile la filosofia di obbligare gli ospiti a pranzare e a cenare in tavoli da otto, ma ci adattiamo dopo aver appreso che il fine ultimo è favorire la socializzazione. All’ingresso del ristorante le hostess accolgono gli ospiti e assegnano loro un tavolo. Peccato che tutto questo sia stato fatto per l’intera settimana senza tener conto dell’età dei commensali né della loro tipologia (single, gruppi di amici, coppie, ecc…). Un fattore che ha impedito, e non certo favorito, la socializzazione.

Ristorante: la maleducazione di alcuni camerieri

Prima di spedire in sala un cameriere, occorrerebbe spiegargli come comportarsi. Alla mia fidanzata è capitato di vedersi sfilare il piatto sporco da davanti prima ancora di aver ingerito l’ultimo boccone. Alle mie proteste il cameriere ha risposto dicendo che il ristorante era già chiuso (in realtà mancavano più di trenta minuti) e che se volevo altro cibo potevo alzarmi e prendere un altro piatto. Al di là dell’educazione, per problemi legati alla lingua il giovane tunisino non ha evidentemente capito il perché delle mie lamentele. A porre fine al triste teatrino ha pensato un secondo cameriere, che scusandosi con noi ha allontanato il primo.

Bar: gelato scaduto

A una ragazza è stato servito un gelato confezionato scaduto. La giovane, tale Martina di Roma, dopo aver consultato il padre avvocato ha minacciato azioni legali.

Notti da incubo

Passi per l’animazione notturna e il divertimento sfrenato, ma sentire la gente urlare nelle oasi alle 5 del mattino, essere svegliati di soprassalto e vedere (impossibile dormire) volare già dalle scale valigie e carrelli per le pulizie è decisamente troppo. Del tutto assente la vigilanza notturna. Qualcuno (rientrante in quel famoso 10% di over 22) ha provato a indurre uno dei guardiani a prestare più attenzione regalandogli pacchetti di sigarette. Anche in questo caso è stato tutto inutile. Come inutile sarebbe stato chiedere di cambiare oasi con la speranza di incrociare vicini meno rumorosi. Il problema era diffuso a tutte le oasi del villaggio.
Dulcis in fundo, l’ultima notte qualcuno si è anche divertito a lanciare sgabello e comodini dalla finestra.

Le escursioni

Nonostante la brochure e lo stesso volantino distribuito dagli addetti all’interno del villaggio pubblicizzassero la possibilità di escursioni personalizzate, la semplice richiesta di una guida per visitare la città di Biserta fuori dal tour organizzato si è scontrata con un secco «non è possibile». Abbiamo visitato la città da soli. Come da soli abbiamo trovato un taxi per raggiungere il centro cittadino. Quando ho chiesto a una ragazza della reception di chiamarmi un taxi, mi sono sentito rispondere: «Lo trova da solo fuori da villaggio, dopo aver raggiunto la strada principale». Al di là della distanza (300 metri circa), non mi è mai capitato di sentirmi rispondere così alla richiesta di un taxi, in nessun albergo/villaggio del mondo. Sul catalogo erano indicate alcune interessanti escursioni a Kairouan, a Nabeul Hammamet e a Dhugga e Bulla Regia non presenti tra le offerte della settimana.

L’animazione

Non voglio né posso esprimere giudizi, mi limito a constatare come tutte le attività degli animatori fossero rivolte ai soli giovanissimi, senza preoccuparsi di fornire una offerta adeguata anche al resto della clientela.

Il capovillaggio

E il capovillaggio? Difficile trovarlo, con i volenterosi ragazzi della reception costretti a sorbirsi al posto suo le lamentele degli ospiti – in questo caso senza distinzione d’età – per tutti i disservizi fin qui elencati.
Tra le frasi che abbiamo sentito ripetere più volte al signor Mario D’Avella una lascia a bocca aperta: «Avete sbagliato villaggio». Come se fosse normale non dormire la notte, trovare le camere sporche o avere a che fare con un’animazione ripetitiva e monotematica.

In allegato alcune fotografie scattate all’arrivo, un attimo dopo aver messo piede in camera.

Reggio Emilia, 18 agosto 2008.

Davide Bianchini
Irene Spediacci

domenica 17 agosto 2008

L'Olimpiade dei marziani


Benvenuti su Marte, dove il nuotatore statunitense Michael Phelps (foto Ap) vince otto medaglie d'oro superando il primato del connazionale Mark Spitz e dove il colosso d'ebano Usain Bolt (foto Afp) domina i cento metri irridendo gli avversari con un incredibile 9"69. Il tutto con una scarpa slacciata e la gioia esplosa una decina di metri prima del traguardo quando tutti i rivali ancora pompavano come pazzi.

venerdì 15 agosto 2008

Il decalogo dei cafoni al telefonino

Per la prima volta nella sua vita il vostro blogger trascorrerà il Ferragosto a casa. Grigliata in giardino con la regina di via Aristotele e romantica cenetta sfidando il caldo, anche se nella notte appena trascorsa un violento temporale ha rinfrescato - e non di poco - l'aria.
Spulciando su Internet (Corriere.it) ho intercettato un interessante decalogo sull'etichetta telefonica, ovvero le dieci cose da non fare per non disturbare il prossimo.
Io li ho commentati. E voi?

1) Parlare a voce alta. Cafonissimo. Quante volte vi è capitato di essere in ascensore con pseudo-rispettabili professionisti che al telefono si esibiscono in acuti stile Bocelli come se a tutto il mondo interessassero le loro conversazioni?

2) Parlare di argomenti troppo personali (come ad esempio la serata precedente passata in giro per pub con descrizione minuziosa di incontri e beveroni ingeriti, per non parlare delle telefonate che hanno come argomento le relazioni sentimentali o la descrizione dei propri malanni). E chissenefregaaaaaaaaaaaa?!?!?

3) Interrompere le conversazioni per rispondere al telefono. Di solito io rifiuto la telefonata, sperando di ricevere lo stesso trattamento. Mi manda in bestia essere messo in secondo piano quando arriva una telefonata a cui «si deve rispondere per forza». Il motivo? Il 99% delle volte non è così.

4) Consultare il cellulare al cinema. Se è vero che sempre meno spesso si sentono le suonerie attive, è anche vero che molti non riescono a fare a meno di controllare il proprio telefono e rispondere via sms alle comunicazioni ricevute. Esclusi i medici reperibili, gli altri farebbero meglio a godersi il film e non disturbare gli altri con le luci dei display.

5) Scrivere sms guidando. Ok, chi non l'ha fatto? Non facciamo i santi. Ma dobbiamo essere consapevoli del grave pericolo per la circolazione.

6) Scrivere sms camminando. Sembra un'esagerazione ma i medici di pronto soccorso Usa hanno recentemente diramato un comunicato in cui si mettono in guardia gli utenti nei confronti del «walking messaging», causa di numerosi incidenti: storte e cadute ma anche diversi investimenti per aver attraversato senza guardare altro che il display.

7) Sms brevi e scontati. «Come stai?», «Che fai?». Pare che simili domande generiche, brevi e vaghe fatte via sms infastidiscano il destinatario più delle stesse formule usate a voce. E soprattutto: se vuoi sapere come sto, chiamami! Perché costringermi a scrivere un sms? Ok, sono pigro. Ma non sopporto le persone che generano ansia e che, se non ricevono una risposta nel giro di un minuto, cominciano a tempestare il prossimo di squillini. Al rogo!

8) Suonerie troppo alte. Anche al di fuori di cinema, treni e ristoranti, le suonerie a tutto volume disturbano. Più la suoneria è stupida o nota più disturba. Abbassate il volume!

9) Spettacoli ed eventi. Niente di peggio del telefonino del vicino che squilla a teatro o durante al concerto. «Scusi, non posso non rispondere?». Ma non poteva rimanere a casa?

10) Luoghi inappropriati. Sono molti i luoghi in cui non è opportuno conversare al telefono o tenere la suoneria accesa: dalla biblioteca ai negozi di alimentari. Alcuni esercizi commerciali hanno iniziato a esporre un singolare e significativo cartello: «Chi al momento di essere servito sta parlando al cellulare, torna in fondo alla fila». Senza arrivare a tanto, basterebbe sfruttare la comodità del vibracall, no?

giovedì 14 agosto 2008

Del Boca: giornalisti accerchiati da poteri forti

“I giornalisti italiani sono spaventati, accerchiati dai poteri forti e non tutelati dal potere economico che dà loro lavoro e che li dovrebbe difendere. Se gli editori umiliano la categoria, la lasciano per anni senza contratto come sperano di avere giornalisti capaci di andare all'assalto, di catturare notizie e quindi lettori?” A lanciare questo grido di allarme è stato il presidente dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, in una intervista rilasciata all'ADNKRONOS, nella quale ha tratteggiato il difficile momento della categoria, a partire dal contratto nazionale di lavoro.
“Dopo tre anni di chiusura quasi totale gli editori si sono decisi a riprendere il filo del discorso. Almeno il tavolo c'è. Anche se non si capisce come andrà a finire” ha affermato Del Boca riconoscendo agli editori “il problema oggettivo di ridurre i costi”. Del Boca a riguardo ha sottolineato che “il problema con gli editori si verifica quando mettono a gestire un’azienda giornalistica un loro impiegato che se ne occupa come se fosse un’azienda che produce rubinetti, guardando solo l'ultima riga del bilancio, quella dell'utile, mentre in questo settore serve che l'editore si occupi davvero della sua azienda, sia capace di valorizzarla. Se baratti il dato economico immediato con l'uccisione dell'azienda, il risultato economico finirà per sparire completamente”.
Sul fronte del contratto, per Del Boca peseranno sia fattori esterni che interni al settore editoriale, a partire dalla “crisi economica che induce tutti a ragionare”, per arrivare “al tramonto dei collaterali, libri e altro venduti in abbinamento con giornali e periodici, sui quali gli editori hanno molto puntato nel passato recente ma che oggi obiettivamente non rendono più”. Da qui la necessità di puntare sul prodotto in sé. “Occorre puntare sul recupero della qualità dell'informazione: basta con le maxi fogliature, risparmiamo sulle pagine e puntiamo sui contenuti se si vogliono conquistare e mantenere i lettori”.
Altro capitolo caldo per la categoria è quello delle intercettazioni: “C'è una linea bipartisan all'insegna del motto non disturbate il manovratore. Il progetto Alfano è solo l'ultimo di tanti, che trova perfettamente d'accordo maggioranza e opposizione. Se passasse così – ha affermato Del Boca - l'effetto sarebbe che i giornali dovrebbero fare sempre meno il lavoro che gli compete e sarebbero sempre più schifati dai lettori”.
Alla politica Del Boca ha chiesto di “fare chiarezza sui limiti del segreto istruttorio, che ormai sembra variare da giudice a giudice. Noi pensiamo che quando c'è la comunicazione di garanzia, magari in contemporanea con l'arresto come è avvenuto nel caso di Del Turco, il fatto diventa pubblico e non si può non darne notizia”.
Quanto allo specifico delle intercettazioni “il magistrato sceglie quelle che corroborano l'accusa, inserisce altro su richiesta della difesa ed a questo punto si può pubblicare. Se poi ci sono fatti da tutelare nel rispetto della privacy il giornalista deve farlo, altrimenti scattano i provvedimenti disciplinari”.
Del Boca ha infine ripreso la freschissima polemica con l'Usigrai, a proposito del precariato in Rai, sottolineando che “quando un sindacato mostra acquiescenza, quando l'Usigrai comunica affermando in fotocopia le stesse cose che dice la Rai, con l'azienda che rivendica quanto fatto sul fronte occupazionale e l'Usigrai che assentisce, le cose non vanno. Io non sono per un sindacato sempre e comunque di opposizione ma se di fronte a una violazione di diritti dici la stessa cosa di quelli che li violano, allora c'è qualcosa che non torna, il segno di una debolezza”. (FONTE: Adnkronos, da www.odg.it)

mercoledì 13 agosto 2008

Calde e afose per voi

1 - Tutta la mia Reggio è in vacanza tra Forte dei Marmi, Sardegna e Stati Uniti. Indovinate chi è l'unico pirla rimasto in città...
2 - Alle 18 il fischio d'inizio di Bagnolese-Reggiana, calcio d'agosto...
3 - La Valtur riceverà presto mie notizie.
4 - Mister LA e soci ripresi dalle telecamere di Lucignolo al pianobar della Capannina.
5 - Attendo fiducioso il rientro di Epaminonda De Ossorio dalle Marche. Ha promesso un salamino di cinghiale...
6 - GiuMANZ è tornato oggi al lavoro. L'Informazione di Reggio sorride.
7 - A qualcuno interessa un appartamento a Ramiseto?
8 - Chiara Beria D'Argentine elogia Pantelleria e il vivere lento, lontano dalla tecnologia (almeno in vacanza). Parole sante.
9 - L'amico Angelo Macchiavello ha trascorso alcuni giorni a Lampedusa per monitorare gli sbarchi per Studio Aperto... Brutto lavorare in estate, vero?
10 - A partire dalla prossima settimana in procura a Reggio torneranno diverse facce amiche.

domenica 10 agosto 2008

Olimpiadi, contraddizioni cinesi

Ok, parliamo di Olimpiadi. Davvero non riesco ad abituarmi agli orari troppo mattinieri, spesso scelti per accontentare le tv statunitensisoprattutto per quanto riguarda il nuoto (per il momento).
Difficile concentrarsi sullo sport quando in Ossezia si spara e si combatte, quando un nuotatore iraniano rifiuta di scendere in vasca perché nella corsia a fianco gli organizzatori hanno messo un nuotatore israeliano o quando la regia internazionale oscura un tricolore sventolato dalla schermitrice Ilaria Salvatori temendo chissà quali contenuti di protesta. La frase incriminata scritta sulla bandiera? "Da Jesi a Frascati e Trieste vi conceremo per le feste". Nulla a che vedere con il Tibet o con i diritti umani violati all'ombra della grande muraglia. E pace se all'indomani gli organizzatori hanno spiegato che lo stacco è stato semplicemente dettato da un normale cambio di inquadratura.
Per fortuna sono arrivate le prime medaglie a rendere più dolce il risveglio di milioni di italiani. Impossibile non gioire per il bronzo di Rebellin nel ciclismo in un momento in cui ci si occupa di pedali solo per parlare di doping. Personalmente sono curioso di vedere la partita di basket tra Cina e Stati Uniti. Sono tentato. Credo tiferò per Yao Ming e soci. Perché? Kobe Bryant ha dichiarato: "Se non vinciamo le Olimpiadi divento italiano".

sabato 9 agosto 2008

venerdì 8 agosto 2008

E' morto Andrea Pininfarina

da Corriere.it (foto Corriere.it, Ap) - 7 agosto 2008
Ex vicepresidente di Confindustria, era il figlio del senatore a vita
Andrea Pininfarina muore in incidente stradale a Torino
Lo scontro con un'auto mentre alla guida della sua Vespa si recava al lavoro. Aveva 51 anni
TORINO - Andrea Pininfarina, 51 anni, è stato investito da un'auto mentre era alla guida della sua Vespa. L'imprenditore è morto sul colpo. L'incidente è avvenuto questa mattina, poco dopo le 8, in via Torino, a Trofarello. Probabilmente era diretto a Cambiano, un comune distante circa tre chilometri dove ha sede la storica carrozzeria torinese. Il corpo è stato rimosso dal luogo dell’incidente pochi minuti prima delle 11, dopo l’intervento del 118 il cui elicottero è atterrato inutilmente, nonostante «la fitta nebbia» che c'era in quel momento, nella vicina piazza Europa.

giovedì 7 agosto 2008

Novità dopo Cartagine

Vi chiederete perché non vi ho ancora raccontato nulla della Tunisia, e perché negli ultimi giorni latito. Il rientro dalle ferie è stato denso di novità cui non so ancora dare una connotazione precisa, dal momento che non riguardano solo il sottoscritto.
Cosa ricorderò per sempre della Tunisia? Cartagine, i mosaici romani del museo del Bardo, gli odori del souk di Tunisi e i colori di Sidi Bou Said. Il villaggio Valtur El Kebir di Bizerta? Per carità, quel tipo di vacanza non fa per me. A 28 anni ero curioso di provare. Bene, posso assicurarvi che dalla prossima vacanza tornerò a frequentare gli hotel riprendendo in mano le redini dell'organizzazione della vacanza.

Canzone colonna sonora della vacanza: Occhi da orientale, Daniele Silvestri.

lunedì 4 agosto 2008

Il barman Alfredo e la Capannina

FORTE DEI MARMI - Il barman Alfredo non lavora più in Capannina. Lo sapevo, ero stato preparato, ma vedere al fianco del buon Max una stangona, strizzata in un abitino fucsia, al posto dell'impeccabile in giacca bianca, ha comunque fatto calare un velo di tristezza sulla serata.
Da alcuni mesi l'uomo che per almeno 40 anni ha rappresentato lo stile Capannina (indimenticabile la sua apparizione in Sapore di mare 2) lavora al bagno Graziella, dove prepara fantastici aperitivi.
Negli ultimi anni la Capannina ha avviato diverse rivoluzioni. Prima i pr, poi le ragazze immagine, ora il nuovo arredamento del privé in stile (cafonal)coloniale. E senza Alfredo il bar è tutta un'altra cosa.