mercoledì 9 luglio 2008

Tutto per una foto

da Corriere.it
L'inchiesta nel numero di A in edicola
La gang del gossip
Los Angeles è il regno dei paparazzi che corrompono, spiano, minacciano: tutto pur di ottenere uno scatto “X17”, “Ramey Photo Agency”, “Boris Nizon’s Fame Pictures”, “LDP Images”, “Scoopt”. Sono le agenzie fotografiche di Los Angeles, il più grande serbatoio al mondo di immagini sulle celebrities. Controllano un esercito di fotografi professionisti ma anche di paparazzi per caso, il prodotto di una metropoli dove tutti in qualche modo sono “voyeur”, dove a ogni ora ci sono party, anteprime, eventi, dove a ogni angolo puoi incontrare una star, arraffare lo scoop che ti fa ricco, basta uno scatto con il telefonino e l’immagine finisce sul mercato.
CELEBRITY SHOW - Il celebrity reality show è continuo, alimenta cause e risarcimenti, c’è chi vende informazioni e chi le sfrutta. Si scatenano, in estate, i 450 paparazzi in azione in città, in cambio di somme dai 3mila ai 5mila dollari più alte percentuali sugli scatti e il pagamento delle spese. Che sono spesso altissime. Possono comprendere anche l’affitto di cani di razza e cavalli e l’iscrizione a club carissimi per pedinare ovunque gli attori famosi. Li trovi dappertutto, sui tappeti rossi o arrampicati sugli alberi, travestiti da turisti, alla guida di macchine truccate, appostati all’ingresso dei negozi più frequentati o dei night sul Sunset e Hollywood Boulevard o a West Hollywood. Un mondo variopinto, ma sempre più equivoco, fatto anche di ricatti, informatori, pagamenti sottobanco, relazioni pericolose con poliziotti e avvocati. Un mondo dove ognuno ha le sue segretissime e pagatissime fonti: autisti e infermieri, bodyguard e baby sitter. Per non parlare dei taxisti, sempre più utilizzati dagli attori che vogliono evitare arresti per ubriachezza all’uscita dei party.
FBI - Si è mossa persino l’Fbi, mettendo sotto inchiesta agenzie fotografiche e giornali di gossip colpevoli del cosiddetto “pay for play”, contanti in cambio di informazioni riservate. Sempre più spesso le star fanno firmare a chi lavora per loro accordi “secret services” che prevedono penalità durissime in caso di indiscrezioni. Ma c’è poco da fare. Si vende di tutto: persino le foto della loro biancheria intima. Un incubo anche per gli anonimi abitanti dei quartieri sotto assedio, che moltiplicano le denunce. Possono contare su una nuova legge sottoscritta dal governatore Arnold Schwarzenegger, che nel 1998 fu inseguito e tamponato con la moglie Maria Shriver da due fotografi. Ormai è guerra. Non si contano più i paparazzi sotto inchiesta, gente come Galo Ramirez, accusato di aver inseguito e urtato l’auto di Lindsay Lohan. Li hanno soprannominati “stalkerazzi”, un vocabolo coniato da Tom Hanks, che vive braccato a Pacific Palisades. Il sindaco di Malibu, Pamela Conley Ulrich, non sa più come arginarli: «Abbiamo messo sotto contratto alcuni celebri avvocati per difendere i cittadini esasperati». Colpa di un locale soprannominato Polaroid Beach House e di una media di 26 party al mese, con relativi inseguimenti sulla Pacific Highway.
LISTA NERA - Ogni giorno, nuovi locali finscono sulla lista nera. Sconsigliabile, per esempio, andare a mangiare da Ivy, sull’elegante Robertson Boulevard, perché buona parte dei clienti sono in realtà “spie” munite di microcamera e registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24. E il bersaglio sono sempre più spesso i politici. Spiega il fondatore, Harvey Levin: «Setacciamo gli annunci porno sul Los Angeles Weekly per verificare chi frequenta i locali di striptease, cerchiamo falsi nomi nelle prenotazioni degli alberghi, presidiamo le seconde case. Ma siamo molto attenti anche ai fenomeni pop come Miley Cyrus, la star-teenager di Hannah Montana: i giovani alzano l’audience». Gossip, agguati, ricatti. Un sottobosco che ha ispirato persino una serie tv, Dirt, interpretata da Courteney Cox (che non a caso vive a Malibu): gli eccessi di una giornalista senza scrupoli che dirige una rivista scandalistica. Ma il gioco è diventato pericoloso.
INCHIESTA - Un’inchiesta ordinata dal sindaco di L.A., Antonio Villaraigosa, paparazzato mentre usciva dalla casa dell’amante, ha dimostrato che alcune agenzie hanno reclutato membri delle gang per procurarsi scatti a qualunque costo. L'agenzia JFX prende addirittura il nome di una gang del passato: uno dei suoi fotografi, Gerard Dan Jose, ex membro di una banda, da giovane è stato cinque anni in prigione: «Sono cresciuto nelle strade di South L.A., senza padre e con una madre cameriera. L’interesse per la fotografia mi ha salvato», racconta. Oggi Jose lavora in proprio e ha fatto i soldi: è sua la prima foto di Angelina Jolie con il figlio Maddox appena adottato. «In una città dove una foto può valere anche 500mila dollari, gli informatori sono ovunque», ammette Frank Griffin della Bauer-Griffin: «Ci sono agenzie che arrivano a fare 3mila scatti al giorno e ovviamente non tutti vengono venduti ai giornali: gli agenti degli attori pagano perché siano distrutti». Ma nessuno è innocente: «È un circolo vizioso. Perché da un lato ci accusano di non avere rispetto per niente, dall’altro, quando fa comodo, sono gli agenti ad avvertirci». Ci sono poi agenzie, come la WireImage, che hanno deciso di fare solo servizi autorizzati o concordati con le celebrities: reportage quotati da 10 mila a un milione di dollari. Ma restano una minoranza. Michael Douglas se la prende con gli eccessi delle nuove leve, personaggi come Paris Hilton, Lindsay Lohan o Britney Spears: «Certe giovani attrici spingono i paparazzi a diventare detective». E accusa: «Se qualcuno dice che le foto rubate valgono il doppio di quelle, pagate milioni di dollari, scattate dopo un accordo, è sicuro che centinaia di paparazzi saranno pronti a rompere le regole. Accordarsi per un'esclusiva, come ho fatto io per il mio matrimonio, è una garanzia, ma poi scopri che devi difenderti dai pirati». Risultato: vivere a Los Angeles è diventato pericoloso. Ti inseguono, ti braccano, ti buttano fuori strada mentre guidi.
LE STAR SCAPPANO DA LOS ANGELES - E le star cominciano a fare le valigie: «Chi può va a vivere nel Montana, a San Francisco, a Santa Barbara, dove è comunque più difficile essere fotografati». Basta un passo falso per finire nei guai. Così si diffonde la figura del “media consultant”, un esperto che valuta le possibilità di ricatti e l’andamento del mercato. Uno dei più noti è Michael Sands, che spiega: «Il denaro guadagnato dalle agenzie con scandali come quello di Whitney Huston e Bobby Brown ha ingigantito il business». Commenta Cher: «La situazione è molto cambiata da quando, anni fa, portavo i miei fidanzati in albergo perché qualcuno spiava sempre chi usciva da casa mia al mattino. Oggi si spiano i figli, si indaga sulla loro eventuale diversità. Io ho sempre difeso mia figlia e la sua compagna da ogni intrusione nella loro privacy. Ma mi ha lasciato di ghiaccio la notizia che il sito web di una delle più importanti agenzie di Los Angeles lancia appelli ai cittadini perché scattino foto ai loro vicini di casa o di tavolo». Emblematica la storia di François Regis Navarre, detto Frank, ex corrispondente di Le Monde. Con la moglie Brandy ha creato un’agenzia fotografica, la X17, che lo ha reso ricchissimo: «Gli agenti delle star mi dicevano sempre di no, oggi mi pregano per avere un sì», racconta. I paparazzi che danno la caccia agli attori? Spesso accade l’opposto, puntualizza: «Ci sono locali molto frequentati che ti fanno causa se mandi i fotografi sui loro marciapiedi, poi, se non li citi, ti fanno un’altra causa perché si sentono esclusi dallo spotlight. E ci sono star che ti dicono “lasciami in pace”, e poi ti fanno telefonare dall’agente: “Perché non avete coperto la presenza del mio cliente a quell’evento?”». Oggi Frank ha una casa a Pacific Palisades, tra le ville delle star alle quali dà la caccia. «All’inizio ho fatto tutto da solo. Adesso ho uno stuolo di operatori dislocati in diverse zone della città». Lo “show business dream” sta creando un esercito di baby-paparazzi. Ragazzini armati di macchina fotografica che s’infilano nei party o si piazzano davanti alle discoteche. «Siamo i più giovani paparazzi di Hollywood», hanno detto alla rete Abc Blaine Hewison, 15 anni e Austin Visschedyk, 14. «Stando ore nei luoghi giusti abbiamo venduto foto a un sacco di giornali. E abbiamo messo da parte i soldi per pagarci il college».

(Giovanna Grassi)

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