mercoledì 23 luglio 2008

Ieri, oggi, domani

Pranzo a Marina di Ravenna, pomeriggio a Mirabilandia, serata a Milano Marittima... Tra poche ore si parte per la Versilia. Venerdì, Tunisia! Il vostro cronista è in vacanza... Cari amici del blog, credo proprio che nei prossimi giorni ci vedremo poco. Stay tuned!

domenica 20 luglio 2008

Ministro della Repubblica?

Un ministro può permettersi un gesto del genere parlando dell'inno di Mameli?

007 sotto le lenzuola

Vatti a fidare delle donne... Certo che il vero 007 era più sveglio!

***
da Corriere.it
Sesso a Shangai: assistente di Brown
perde il palmare. «Una trappola»
Gli 007 britannici sospettano che la giovane cinese sia stata utilizzata per ottenere informazioni top-secret
LONDRA - Per i servizi segreti di Sua Maestà potrebbe essersi trattato di una vera e propria «trappola sessuale». Anche perché nel palmare del collaboratore del premier britannico Gordon Brown - sparito dopo che l'assistente aveva trascorso una torrida notte d'amore a Shangai con una bella cinese conosciuta poche ore prima - c'erano numeri telefonici riservati e messaggi altrettanto 'top secret'.
LE AVANCES - Il blackberry è andato perso a gennaio quando il collaboratore ha accompagnato Brown in Cina per una visita ufficiale di due giorni. La notizia è trapelata sulle pagine del domenicale 'Sunday Times'. L'ipotesi della 'trappola sessuale' (gli inglesi preferiscono la più romantica espressione 'honeytrap', dolce trappola) sembra molto credibile perché a fare le prime avances è stata l'attraente ragazza cinese che ha avvicinato l'alto funzionario britannico nell'affollata discoteca di un albergo e dopo un paio di ore di conversazione e ballo ha accettato di buon grado di seguirlo in camera da letto. Altro particolare sospetto: la mattina dopo, al termine della 'one night stand', la cinesina ha salutato il collaboratore di Brown e si è volatilizzata. A quanto racconta il 'Sunday Times', l'uomo si è accorto la mattina stessa che non aveva più il 'blackberry' di servizio e ha prontamente segnalato la cosa agli agenti dello 'Special Branch Protection Team', la squadra addetta alla protezione del primo ministro.
SOSPETTI - Secondo il giornale «è stato informalmente rimproverato» per la disinvolta leggerezza con cui si è portato a letto la ragazza asiatica. Sulla scia delle ghiotte rivelazioni del domenicale, Downing Street ha confermato che un collaboratore del primo ministro ha effettivamente perso il palmare a gennaio durante la visita in Cina e che un'inchiesta sull'accaduto è in corso. La possibilità che il 'blackberry' sia finito nelle mani dell'intelligence cinese non è esclusa anche per un altro motivo: a Londra radicata è la convinzione che la Cina porta avanti un grosso piano di spionaggio - innanzitutto economico - ai danni del Regno Unito. Nel decenni della guerra fredda le 'trappole sessuali' sono state un cavallo di battaglia del Kgb, il servizio segreto sovietico che a più riprese ha usato affascinanti donne russe per incastrare stranieri di un qualche interesse e spingerli a lavorare per l'Urss.

Comunicazione di servizio

Finalmente in vacanza! Ragazzi, nei prossimi giorni non sarò molto presente. Urgono i preparativi per la partenza. Destinazione? MARE!

venerdì 18 luglio 2008

Partenze, ritorni e scoperte... Dieci notizie per voi

1 - Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze.
2 - Il menù è ricco.
3 - Tunisia, Messico, isole della Grecia, Forte dei Marmi, Puglia, California, New England le mete più gettonate dell'estate.
4 - Ho deciso, presto comprerò un altro orologio.
5 - Il ciclista Riccò positivo all'antidoping... Dopo averlo osannato come il nuovo Pantani ora ci sono giornalisti che si bullano dicendo "si sapeva da tempo". Vergogna.
6 - Sul comodino, pronti a volare in valigia per essere divorati in spiaggia, ci sono Erba Rossa di Gianni Clerici ("uno scrittore prestato al giornalismo sportivo") e Dove i gamberi di acqua dolce non nuotano più di Giovanna Nuvoletti.
7 - Conto di finire prima della partenza Reggio nel Cinquecento, affascinante viaggio nella storia locale a cura dell'amico Carlo Baja Guarienti.
8 - Qualcuno ha notizie di Joe Piastrella? Oggi gli telefonerò.
9 - Mister Non solo aria vaga per Reggio a caccia di miscela per la Vespa.
10 - Finanza, moda, economia, eventi, spettacolo... Ragazzi, ieri sera non abbiamo parlato della crisi della Borsa!

giovedì 17 luglio 2008

Gemelli diversi

Il singolare parto in una clinica di berlino
Leo e Ryan, «gemelli diversi»
Uno è bianco e l'altro è di colore.La madre è africana, il padre tedesco
BERLINO - Leo è bianco, Ryan è nero. E sono gemelli. I due fratellini sono nati lo scorso 11 luglio in una clinica di Berlino. La mamma è di origine africana, del Ghana, il padre è berlinese.
RARITÀ - «Succede raramente che due gemelli abbiamo un colore di pelle diverso» ha detto Rudi Balling, presidente del congresso internazionale di genetica in corso in questi giorni a Berlino. «Nel nostro ospedale questo è il primo caso» ha assicurato un medico della sala parto della clinica di Lichtenberg
.

mercoledì 16 luglio 2008

Vacanze, iniziato il conto alla rovescia

Vi dice niente la parola Tunisia? ;)

***
p.s. Ronaldinho sbarca a Milano e i tifosi sottoscrivono tremila abbonamenti... A LAVORARE!

martedì 15 luglio 2008

Tu che capo sei?

A proposito di "osservare, sempre osservare"...

***
da Corriere.it
Mondo del lavoro
Spia l'ufficio del capo e scopri che tipo è
Foto, libri e oggetti sulla scrivania rivelano la personalità del boss e dei colleghi. I consigli in un libro
MILANO - Osserva cosa tiene sulla scrivania il tuo capo e scoprirai chi ti comanda. Dà un’occhiata a quella del tuo collega e capirai con chi lavori. Per dare una mano allo spione d'ufficio, un professore di psicologia dell'Università del Texas, Sam Gosling, ha scritto una guida: «Snoop - What your Stuff Says About You». Il primo consiglio è quello di osservare le cornici sulla scrivania. Se la fotografia di moglie e figli è rivolta verso l'ospite, il boss potrebbe voler comunicare l'immagine di un padre di famiglia responsabile e felice. Viceversa la foto rivolta verso il proprietario funge da promemoria al lavoratore a non far tardi e tornare a casa dai figli.
SINDROME SNOB - «Le fotografie esposte per impressionare l'interlocutore non funzionano mai» scrive Lucy Kellaway, giornalista del Financial Times, che cura una rubrica sul mondo del lavoro e che per anni ha visitato gli uffici di manager e uomini d'affari. «Una volta Lord King, presidente della British Airways, mi ha mostrato le sue foto appese in ufficio. "Questo sono io con il Papa, questa nella Sala Ovale con Bush, questa mentre ero in vacanza con Reagan.." - continua la Kellaway - King stava cercando di dimostrarmi che era una persona importante; in realtà era uno snob che snocciolava tanti nomi». Tra gli aneddoti della Kellaway c'è anche la visita al boss della BP (British Petroleum), Robert Horton, che aveva fatto abbassare il soffitto del suo ufficio per mettere i suoi ospiti a loro agio, mentre sugli scaffali mostrava con fierezza i suoi diari personali degli ultimi 10 anni.
I LIBRI PARLANO - Secondo Gosling anche i libri sulla scrivania svelano la propria personalità. Una persona che tiene una collezione di libri visivamente usurati dimostra una mentalità aperta. Attenzione, però, a non saltare subito alle conclusioni. «Ho una bottiglietta di Fanta sul mio tavolo - scrive la Kellaway - ma odio l'aranciata. Ho solo sbagliato a schiacciare tasto sul distributore automatico». Le persone più difficili da capire sono quelle che hanno sempre la scrivania vuota e sempre pulita. Basta guardare nei cassetti, come suggerisce la giornalista. «Un mio collega aveva sei penne perfettamente allineate e un solo indizio: una confezione mezza vuota di paracetamolo». E se non si trova nulla nei cassetti non rimane che rovistare nel cestino.

lunedì 14 luglio 2008

La gara di sesso orale finisce in manette

da Repubblica.it
Grecia, una gara di sesso orale
Nove prostitute arrestate
ATENE - Nove prostitute inglesi sono state arrestate dopo aver preso parte ad una competizione di sesso orale. E' successo questo fine settimana nell'isola greca di Zacinto. Le donne, sull'isola perchè in vacanza, sono state pagate per prendere parte alla competizione che ha coinvolto sei uomini inglesi e sei di origine greca. Sembra che un video abbia immortalato questa gara un po' particolare.

giovedì 10 luglio 2008

El Gordo ha confessato, Victor ha ucciso Federica

da Corriere.it
PRESO VICINO A BARCELLONA, UN PASSANTE LO HA RICONOSCIUTO. NON HA FATTO RESISTENZA
Arrestato Victor: «Ho ucciso Federica»
Il delitto di Lloret de Mar. L'uruguaiano, 28 anni, è stato catturato seguendo le tracce del telefonino: ha confessato
DAL NOSTRO INVIATO
LLORET DE MAR (Spagna) — La polizia lo ha arrestato alle 10 di ieri sera a Tarragona, a sud di Barcellona. E Victor «el Gordo», l'uomo incriminato formalmente per la morte di Federica Squarise, ha confessato. È il ragazzo che nella foto «da ricercato», quella che i poliziotti del Mossos d'Esquadra avevano diramato ai corpi di polizia di tutta la Spagna, ha le mani lungo i fianchi e l'aspetto di uno che non sembra felice di essere fotografato. Forse perché quell'immagine è del giorno in cui gli agenti lo hanno sentito come uno dei tanti amici dell'ultima notte di Federica. È uno scatto successivo alla morte della ragazza italiana. Victor Diaz Silva, 29 anni fra pochi giorni, ha l'espressione di chi non dorme da un po'.
Eppure quel giorno Victor non è nemmeno un sospettato. Racconta la sua versione e torna a casa. «Federica — dice — l'ho lasciata fuori dal locale Yates, lei andava in albergo e io per i fatti miei. Non so che fine abbia fatto». La sua ricostruzione, però, non corrisponde perfettamente con quello che gli investigatori hanno visto nei filmati di varie telecamere. Così, dopo due o tre giorni, Victor viene riascoltato. Tergiversa di nuovo. Gli uomini del Mossos sono sempre più insospettiti ma decidono di lasciarlo andare, per verificare con chi si incontra, con chi parla. E a distanza tengono sotto controllo gli spostamenti del «Gordo». Sorvegliano il quartiere El Molino di Lloret, dove l'uruguaiano vive con la donna che tutti credono sua moglie e che invece è la sua compagna, madre di un bambino avuto dal precedente marito. Ma, soprattutto, seguono le tracce lasciate dal suo telefonino. Sabato mattina, per la prima volta, il segnale del cellulare non arriva da Lloret de Mar ma da Tarragona, lontana circa 200 chilometri.
La sorveglianza diventa più serrata. Lunedì viene trovato il cadavere di Federica. Poche ore dopo, il nome e la fotografia di Victor vengono diramati a ogni posto di polizia del Paese: «Arresto immediato come presunto omicida ». Intanto nei laboratori vengono utilizzati i campioni di Dna prelevati al «Gordo». E forse da lì è arrivata un'indicazione decisiva per l'arresto. Ieri sera un passante ha riconosciuto Victor per strada dalle foto mostrate in televisione. L'ha preso la polizia locale di Tarragona. «El Gordo» non ha fatto resistenza. Insomma, le indagini non si erano mai fermate. «C'è una pista che potrebbe condurre a localizzare l'assassino in tempi relativamente brevi» diceva una nota ufficiale della Farnesina nei giorni scorsi. «I colleghi catalani stanno lavorando bene » aggiungeva dall'Italia il capo della polizia Antonio Manganelli. Ma per fare chiarezza e rassicurare la famiglia di Federica c'era voluto, ieri pomeriggio, un vertice al consolato generale d'Italia a Barcellona — con il console Roberto Natali, il capo della polizia catalana Josep Milan, i fratelli di Federica, Roberta e Mattia, e uno dei legali della famiglia, Aldo Pardo.
L'incontro aveva stemperato le polemiche nate sul modo di condurre le ricerche e sulla presunta irreperibilità di Victor. «Se lo sono fatti scappare» aveva commentato l'avvocato Pardo, prima del meeting al consolato. E il suo collega Squarise: «Mi domando come sia stato possibile... ditemi se questa polizia spagnola ha lavorato bene...». Nelle ore successive i toni si sono ammorbiditi: «Abbiamo sollecitato la restituzione della salma, stanno lavorando, c'è collaborazione » ha detto Pardo. All'Istituto di medicina legale di Girona intanto dicono che la morte di Federica sarebbe avvenuta quasi sicuramente per asfissia. Sull'ipotesi della violenza sessuale, invece, non è stato possibile stabilire nulla con certezza per via del pessimo stato in cui è stato ritrovato il cadavere. Non è detto che i prossimi esami chiariscano questo dettaglio. «Su questo punto — dice Pardo — nessuno per ora può stabilire nulla».

(Giusi Fasano)

mercoledì 9 luglio 2008

Tutto per una foto

da Corriere.it
L'inchiesta nel numero di A in edicola
La gang del gossip
Los Angeles è il regno dei paparazzi che corrompono, spiano, minacciano: tutto pur di ottenere uno scatto “X17”, “Ramey Photo Agency”, “Boris Nizon’s Fame Pictures”, “LDP Images”, “Scoopt”. Sono le agenzie fotografiche di Los Angeles, il più grande serbatoio al mondo di immagini sulle celebrities. Controllano un esercito di fotografi professionisti ma anche di paparazzi per caso, il prodotto di una metropoli dove tutti in qualche modo sono “voyeur”, dove a ogni ora ci sono party, anteprime, eventi, dove a ogni angolo puoi incontrare una star, arraffare lo scoop che ti fa ricco, basta uno scatto con il telefonino e l’immagine finisce sul mercato.
CELEBRITY SHOW - Il celebrity reality show è continuo, alimenta cause e risarcimenti, c’è chi vende informazioni e chi le sfrutta. Si scatenano, in estate, i 450 paparazzi in azione in città, in cambio di somme dai 3mila ai 5mila dollari più alte percentuali sugli scatti e il pagamento delle spese. Che sono spesso altissime. Possono comprendere anche l’affitto di cani di razza e cavalli e l’iscrizione a club carissimi per pedinare ovunque gli attori famosi. Li trovi dappertutto, sui tappeti rossi o arrampicati sugli alberi, travestiti da turisti, alla guida di macchine truccate, appostati all’ingresso dei negozi più frequentati o dei night sul Sunset e Hollywood Boulevard o a West Hollywood. Un mondo variopinto, ma sempre più equivoco, fatto anche di ricatti, informatori, pagamenti sottobanco, relazioni pericolose con poliziotti e avvocati. Un mondo dove ognuno ha le sue segretissime e pagatissime fonti: autisti e infermieri, bodyguard e baby sitter. Per non parlare dei taxisti, sempre più utilizzati dagli attori che vogliono evitare arresti per ubriachezza all’uscita dei party.
FBI - Si è mossa persino l’Fbi, mettendo sotto inchiesta agenzie fotografiche e giornali di gossip colpevoli del cosiddetto “pay for play”, contanti in cambio di informazioni riservate. Sempre più spesso le star fanno firmare a chi lavora per loro accordi “secret services” che prevedono penalità durissime in caso di indiscrezioni. Ma c’è poco da fare. Si vende di tutto: persino le foto della loro biancheria intima. Un incubo anche per gli anonimi abitanti dei quartieri sotto assedio, che moltiplicano le denunce. Possono contare su una nuova legge sottoscritta dal governatore Arnold Schwarzenegger, che nel 1998 fu inseguito e tamponato con la moglie Maria Shriver da due fotografi. Ormai è guerra. Non si contano più i paparazzi sotto inchiesta, gente come Galo Ramirez, accusato di aver inseguito e urtato l’auto di Lindsay Lohan. Li hanno soprannominati “stalkerazzi”, un vocabolo coniato da Tom Hanks, che vive braccato a Pacific Palisades. Il sindaco di Malibu, Pamela Conley Ulrich, non sa più come arginarli: «Abbiamo messo sotto contratto alcuni celebri avvocati per difendere i cittadini esasperati». Colpa di un locale soprannominato Polaroid Beach House e di una media di 26 party al mese, con relativi inseguimenti sulla Pacific Highway.
LISTA NERA - Ogni giorno, nuovi locali finscono sulla lista nera. Sconsigliabile, per esempio, andare a mangiare da Ivy, sull’elegante Robertson Boulevard, perché buona parte dei clienti sono in realtà “spie” munite di microcamera e registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24. E il bersaglio sono sempre più spesso i politici. Spiega il fondatore, Harvey Levin: «Setacciamo gli annunci porno sul Los Angeles Weekly per verificare chi frequenta i locali di striptease, cerchiamo falsi nomi nelle prenotazioni degli alberghi, presidiamo le seconde case. Ma siamo molto attenti anche ai fenomeni pop come Miley Cyrus, la star-teenager di Hannah Montana: i giovani alzano l’audience». Gossip, agguati, ricatti. Un sottobosco che ha ispirato persino una serie tv, Dirt, interpretata da Courteney Cox (che non a caso vive a Malibu): gli eccessi di una giornalista senza scrupoli che dirige una rivista scandalistica. Ma il gioco è diventato pericoloso.
INCHIESTA - Un’inchiesta ordinata dal sindaco di L.A., Antonio Villaraigosa, paparazzato mentre usciva dalla casa dell’amante, ha dimostrato che alcune agenzie hanno reclutato membri delle gang per procurarsi scatti a qualunque costo. L'agenzia JFX prende addirittura il nome di una gang del passato: uno dei suoi fotografi, Gerard Dan Jose, ex membro di una banda, da giovane è stato cinque anni in prigione: «Sono cresciuto nelle strade di South L.A., senza padre e con una madre cameriera. L’interesse per la fotografia mi ha salvato», racconta. Oggi Jose lavora in proprio e ha fatto i soldi: è sua la prima foto di Angelina Jolie con il figlio Maddox appena adottato. «In una città dove una foto può valere anche 500mila dollari, gli informatori sono ovunque», ammette Frank Griffin della Bauer-Griffin: «Ci sono agenzie che arrivano a fare 3mila scatti al giorno e ovviamente non tutti vengono venduti ai giornali: gli agenti degli attori pagano perché siano distrutti». Ma nessuno è innocente: «È un circolo vizioso. Perché da un lato ci accusano di non avere rispetto per niente, dall’altro, quando fa comodo, sono gli agenti ad avvertirci». Ci sono poi agenzie, come la WireImage, che hanno deciso di fare solo servizi autorizzati o concordati con le celebrities: reportage quotati da 10 mila a un milione di dollari. Ma restano una minoranza. Michael Douglas se la prende con gli eccessi delle nuove leve, personaggi come Paris Hilton, Lindsay Lohan o Britney Spears: «Certe giovani attrici spingono i paparazzi a diventare detective». E accusa: «Se qualcuno dice che le foto rubate valgono il doppio di quelle, pagate milioni di dollari, scattate dopo un accordo, è sicuro che centinaia di paparazzi saranno pronti a rompere le regole. Accordarsi per un'esclusiva, come ho fatto io per il mio matrimonio, è una garanzia, ma poi scopri che devi difenderti dai pirati». Risultato: vivere a Los Angeles è diventato pericoloso. Ti inseguono, ti braccano, ti buttano fuori strada mentre guidi.
LE STAR SCAPPANO DA LOS ANGELES - E le star cominciano a fare le valigie: «Chi può va a vivere nel Montana, a San Francisco, a Santa Barbara, dove è comunque più difficile essere fotografati». Basta un passo falso per finire nei guai. Così si diffonde la figura del “media consultant”, un esperto che valuta le possibilità di ricatti e l’andamento del mercato. Uno dei più noti è Michael Sands, che spiega: «Il denaro guadagnato dalle agenzie con scandali come quello di Whitney Huston e Bobby Brown ha ingigantito il business». Commenta Cher: «La situazione è molto cambiata da quando, anni fa, portavo i miei fidanzati in albergo perché qualcuno spiava sempre chi usciva da casa mia al mattino. Oggi si spiano i figli, si indaga sulla loro eventuale diversità. Io ho sempre difeso mia figlia e la sua compagna da ogni intrusione nella loro privacy. Ma mi ha lasciato di ghiaccio la notizia che il sito web di una delle più importanti agenzie di Los Angeles lancia appelli ai cittadini perché scattino foto ai loro vicini di casa o di tavolo». Emblematica la storia di François Regis Navarre, detto Frank, ex corrispondente di Le Monde. Con la moglie Brandy ha creato un’agenzia fotografica, la X17, che lo ha reso ricchissimo: «Gli agenti delle star mi dicevano sempre di no, oggi mi pregano per avere un sì», racconta. I paparazzi che danno la caccia agli attori? Spesso accade l’opposto, puntualizza: «Ci sono locali molto frequentati che ti fanno causa se mandi i fotografi sui loro marciapiedi, poi, se non li citi, ti fanno un’altra causa perché si sentono esclusi dallo spotlight. E ci sono star che ti dicono “lasciami in pace”, e poi ti fanno telefonare dall’agente: “Perché non avete coperto la presenza del mio cliente a quell’evento?”». Oggi Frank ha una casa a Pacific Palisades, tra le ville delle star alle quali dà la caccia. «All’inizio ho fatto tutto da solo. Adesso ho uno stuolo di operatori dislocati in diverse zone della città». Lo “show business dream” sta creando un esercito di baby-paparazzi. Ragazzini armati di macchina fotografica che s’infilano nei party o si piazzano davanti alle discoteche. «Siamo i più giovani paparazzi di Hollywood», hanno detto alla rete Abc Blaine Hewison, 15 anni e Austin Visschedyk, 14. «Stando ore nei luoghi giusti abbiamo venduto foto a un sacco di giornali. E abbiamo messo da parte i soldi per pagarci il college».

(Giovanna Grassi)

domenica 6 luglio 2008

Fresca fresca

A proposito di giovedì sera...

Amarcord






Dieci notiziole per voi

1 -Mister dd non ne può più.
2 - Mister LA è stato avvistato sulle coste del Salento con due fanciulle e un medico.
3 - Grande festa giovedì sera a Montericco, trombe onorevoli e onorevoli cantanti. Ci siamo proprio divertiti.
4 - Negli ultimi giorni ho rivisto la fiction Nassirya.
5 - Ci risulta che i commenti di Cyrano non siano sempre graditi agli altri frequentatori del blog.
6 - Cyrano ha cambiato auto.
7 - Mister dd è in partenza.
8 - Mister dd ha riscoperto il piacere di pranzare in Spaghetteria.
9 - Abbasso i risto-pizza che ti sparano un conto di 20 euro sempre e comunque.
10 - Mister dd ha le palle piene del processo Brandoli-Ravarelli e di un sacco di altre cose.

mercoledì 2 luglio 2008

Tutto vero/15

Che tesoro, prima di entrare nell'appartamento che aveva scelto di svaligiare s'era pure tolto le scarpe per non fare rumore. Quella finestra lasciata aperta nottetempo da due studentesse alle prese con l'afa era una occasione troppo ghiotta. Le amiche però si sono svegliate nonostante le mille premure e hanno messo in fuga il ladro.
Davanti al giudice il giovane si è giustificato così: "No, non volevo rubare. Ero molto stanco, ho visto la finestra aperta e sono entrato. Ero convinto che la casa fosse abbandonata...".
Abbandonerà la sua cella tra un anno.

Come capire se la griffe è contraffatta

da Corriere.it
Fondamentale l'attenzione per i dettagli, dalle sigle alle etichette
Griffe contraffatte, eccome come stanarle
Le indicazioni di Vuitton, Gucci e Prada per riconoscere i capi originali e non cadere nella trappola della "copia"
Milano - La domanda, che non osiamo mai fare alla sciura che sguaina il capo d’abbigliamento di lusso, sorge spontanea: «Sarà vero o falso?». Di solito il dubbio rimane lì, in gola. Si fanno le ipotesi più varie: l’acquisto ai bordi della strada, un’improvvisa vincita al Lotto, il regalo dell’amico milionario. Ma la verità può essere facilmente investigata, se si aguzza la vista e si conoscono i dettagli dei marchi più famosi. Ecco alcuni esempi.
VUITTON - Una borsa Louis Vuitton è identificabile da alcuni dettagli.
• La sigla intrecciata LV è sempre piena, mai tagliata da una cucitura, dalla cerniera o dalla fibbia.
• Il monogramma si ripete anche nei dettagli, come chiusure o ciondoli. Invece, sulla tela o sulla pelle, il marchio è dipinto a mano, non stampato.
• Le borse più famose (e contraffatte), con il simbolo riprodotto su tutta la tela, hanno nella versione originaria i manici in pelle naturale, non tinta. Vengono colorati di rosso ai lati e cuciti con un filo giallo. Con il tempo la pelle si ossida, diventando più scura. Nella versione contraffatta la pelle non cambia colore, o è scura.
• Online l’unico sito autorizzato dalla multinazionale di lusso a vendere i suoi prodotti è Eluxury.com.
L’etichetta all’interno delle borse, è in pelle e riporta la scritta incisa perfettamente: «Louis Vuitton Paris Made in France». All’interno della fodera c’è sempre un codice di riconoscimento del prodotto (ma vi sconsigliamo di andare a perlustrare nella borsa della sciura).
GUCCI - In genere una borsa Gucci è autentica quando:
• Ha le doppie G non allineate lungo le cuciture. Il marchio è ovunque, anche dentro la borsa, nelle zip e nelle borchie.
• Ha una sorta di carta d’identità, verde e bianca, con un buco laterale e un numero di serie che le individua come uniche e irripetibili.
• Il suo modello è pubblicato su Gucci.com. Per inciso, nel sito ci sono anche tutti i negozi autorizzati, così non si sbaglia.
• Costa parecchio. Gucci vende lusso. Una borsa che costi poco più di un centinaio di euro al 99% è falsa.
PRADA - Un capo original Prada è individuabile da questi dettagli:
• L’emblema del marchio ha una R con font inconfondibile, un po’ curva. Se è dritta è falsa.
• In genere, la parte posteriore della piastra di metallo con il logo della casa di moda è dello stesso colore della borsa.
• Tutte le component di metallo (dalle chiusure, ai bottoni) hanno inciso il nome Prada.
• L’etichetta interna recita «Prada» e più sotto «Made in Italy». Le scarpe false hanno un’etichetta interna con font simile, ma non uguale all’originale.
• La fodera riporta il logo in orizzontale per tutta la stoffa (Prada~Prada~Prada~), spesso i falsi Prada hanno parole simili, ma non dicono Prada.
• Gli accessori autentici hanno un numero di serie.
Un consiglio (di stile) alle sciure falso-griffate: meglio essere originali, con un buon capo non marchiato indosso, che essere oggetto di tali ispezioni da parte delle amiche. No?
(Ketty Areddia)