martedì 3 giugno 2008

Vittorio Cecchi Gori in manette per bancarotta

Nuovi guai per Vittorio Cecchi Gori. Nel frattempo si apprende che martedì l'immobiliarista romano Danilo Coppola ha tentato il suicidio. Era agli arresti domiciliari nella sua residenza romana di via Bolognetta. Nei giorni scorsi Coppola, il quale è attualmente sotto processo per il fallimento di una delle sue società, la Micop (un buco da circa 13 milioni di euro), era apparso in tribunale sorridente e in discreta forma fisica.

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da Corriere.it
Era stato iscritto nel registro degli indagati a gennaio
Cecchi Gori arrestato per bancarotta
Custodia cautelare per il produttore cinematografico eun suo collaboratore dopo il terzo fallimento del gruppo
ROMA - Vittorio Cecchi Gori è stato arrestato e portato nel reparto isolamento del carcere romano di Regina Coeli. L'accusa, formulata dai pm Stefano Rocco Fava e Lina Cusano, è bancarotta fraudolenta. «State tranquilli, è certamente un disguido» ha detto Cecchi Gori ad alcuni stretti collaboratori mentre veniva accompagnato fuori dagli agenti. E i suoi difensori, Massimo Krogh e Antonio Fiorella: «Dall'analisi del provvedimento del gip si deduce l'estraneità di Vittorio Cecchi Gori a ipotesi di reato. Si tratta di operazioni del gruppo del tutto lecite».
TRE ARRESTI - L'ex produttore cinematografico era nella sua casa a Roma quando ha ricevuto l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Guicla Mulliri. La Guardia di Finanza, su disposizione della magistratura, ha arrestato anche altre due persone: Luigi Barone, stretto collaboratore del produttore ed ex amministratore di alcune società del gruppo, anche lui è stato rinchiuso al Regina Coeli, e Giorgio Ghini, presidente del collegio sindacale della società Safin, ai domiciliari.
L'INDAGINE - Cecchi Gori era stato iscritto nel registro degli indagati a gennaio. Il 15 maggio la procura di Roma aveva chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Cecchi Gori e Barone ipotizzando il reato di bancarotta patrimoniale nell'ambito dell'inchiesta di Finmavi. L'esigenza di custodia cautelare fa riferimento al fallimento della società Safin Cinematografica. Nell'ordinanza si fa riferimento ai precedenti crack della Fiorentina e della Finmavi. La Safin, ultima società che ha portato i libri in tribunale, è stata dichiarata fallita il 20 febbraio con un passivo di circa 25 milioni di euro. La società gestiva le sale cinematografiche del gruppo in Italia tra cui il cinema Adriano a Roma, fiore all'occhiello del gruppo dell'ex tycoon televisivo.
SEQUESTRI - La procura di Roma ha disposto anche il sequestro di quote societarie di diverse imprese riconducibili al gruppo Cecchi Gori, che detengono la proprietà di immobili di prestigio dal valore di diverse centinaia di milioni di euro, tra cui diverse sale cinematografiche a Roma, Firenze, Genova e Bari. La decisione è stata presa a garanzia dei creditori. Secondo le Fiamme gialle alcune aziende sarebbero state «deliberatamente condotte al dissesto e svuotate del loro patrimonio in favore di altre società del medesimo gruppo, mediante fittizie operazioni di riorganizzazione societaria, passaggi di quote azionarie e operazioni commerciali simulate, anche con società estere».
VALERIA MARINI - È l'ex compagna di Cecchi Gori, Valeria Marini, la prima a esprimergli la sua vicinanza. «Esprimo la mia solidarietà, sono molto dispiaciuta e spero che tutto si risolva nel più breve tempo possibile. Oggi sono solidale con lui come sempre lo sono stata, anche in altri momenti brutti. Ho mantenuto un bel rapporto di amicizia e se lui ha bisogno di me, di qualunque cosa, io ci sono». «Ho avuto una storia con lui, ero famosa prima e lo sono oggi senza di lui - sottolinea l'attrice -. Non ho chiesto niente in cambio e tutto quello che si può pensare di me e lui non mi interessa affatto. Tutto il resto è niente».
LE TAPPE - Il calvario giudiziario dell'ex senatore (eletto nel '94 con il Partito Popolare) era iniziato con la Fiorentina. Il 5 luglio 2001 l'allora presidente dei viola - carica che ricopre dal '93 al 2002 - riceve un'informazione di garanzia per concorso in riciclaggio dopo che a giugno era scattata la procedura di fallimento per la squadra. Il giorno dopo, 6 luglio, è indagato dalla procura di Roma per detenzione di sostanze stupefacenti dopo che nel suo appartamento a Roma erano stati trovati alcuni grammi di cocaina. «Solo zafferano» si difende Cecchi Gori, che era in compagnia di Valeria Marini durante la perquisizione dei poliziotti. Pochi giorni dopo si autosospende da tutte le cariche che ricopriva all'interno del suo gruppo. A settembre firma cambiali a garanzia dei 70 miliardi che la Finmavi deve al club, poi ipoteca Palazzo Borghese. A settembre è indagato dalla procura di Firenze per falso in bilancio e appropriazione indebita nell'ambito dell'inchiesta sui conti della Fiorentina (ad aprile 2002 arriva la richiesta di rinvio a giudizio). A novembre vende i diritti su alcuni film alla Medusa per 40 miliardi, per pagare Irpef e parte degli stipendi arretrati del club. A settembre 2002 la Fiorentina viene dichiarata fallita e Vittorio Cecchi Gori è indagato per bancarotta fraudolenta. Un mese dopo scattano per l'ex patron gli arresti domiciliari. A novembre del 2006 fu condannato a tre anni, poi condonati per l'indulto.
IL CUORE - Infine le chiacchierate traversie sentimentali. Prima il matrimonio con Rita Rusic (dal 1983 al 2000, finito con la richiesta di oltre duemila miliardi di lire da parte di lei), poi la relazione con Valeria Marini terminata nel 2005. «Rita è la madre dei miei figli. Di lei parlo solo bene. Valeria Marini mi ha difeso quando ero in difficoltà. Anche di lei parlo solo bene, ma forse... Ora sono felice con Mara» aveva detto riferendosi alla love story con l'attrice-modella Mara Meis, iniziata nel 2006. Allora il fallimento della Finmavi era stato scongiurato: «Non ho mai smesso di produrre film, ora posso lavorare con più serenità» aveva detto Cecchi Gori. Una 'tregua' durata solo un paio d'anni.

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