sabato 7 giugno 2008

Armani, Milano è tua

Due grandi firme del giornalismo sportivo italiano, Werther Pedrazzi e Walter Fuochi, per una notizia che fa bene alla pallacanestro italiana e non solo. Giorgio Armani è il nuovo proprietario dell'Olimpia Milano. Giorgio Corbelli esce di scena. Mister Telemarket ha fatto tanto per il basket nostrano. Ha tenuto ai piedi le mitiche scarpette rosse in annate non facili, riportando la società ai livelli che le competono. Per fare il grande salto manca ancora qualcosa, che forse potrà arrivare grazie all'entusiasmo e agli investimenti di Armani. La storia continua.

***
dal Corriere della sera
Armani griffa Milano
L'Olimpia è tutta sua
Dopo essere rimasta anche troppo a lungo sulla linea dell'orizzonte, finalmente la nuova Olimpia è giunta in porto. Ieri mattina è stato firmato il passaggio della maggioranza del pacchetto azionario della Pallacanestro Olimpia Milano srl da Giorgio Corbelli al Gruppo Armani. Più propriamente alla Simint spa, società modenese che fa capo a Livio Proli e che produce tutta la linea jeans della maison milanese, controllata al cento per cento da Armani. Durante il consiglio di amministrazione, lo stesso Livio Proli ha assunto la carica di amministratore delegato della più gloriosa società del basket italiano. Da sponsor a proprietario: il Gruppo Armani rileva l'80% delle quote (il 10% rimane Sergio Picarelli, amministratore delegato di Adecco), 5% a testa per Colombo (acciai) e Baccarini (commercialista, già presidente del Collegio sindacale nel precedente consiglio). Milan e Inter escono dalla società di basket. La nuova proprietà ha annunciato una conferenza stampa per i primi giorni della prossima settimana. Allora si chiarirà, ufficialmente, il quadro dell'assetto tecnico. Finora il Gruppo Armani è stato ermetico, lasciando l'immaginazione al potere e libero sfogo alla ridda di voci. Che andiamo a interpretare. Visto che proprio ieri pomeriggio Lucio Zanca ha dato l'addio ufficiale, ringraziamenti, anema e core, a Montegranaro, è facile immaginare che sarà lui il nuovo general manager milanese. Dopo Scavolini, Virtus Bologna e il piccolo-grande miracolo marchigiano, toccherà a lui orientare le scelte di mercato dell'Olimpia. Nomi di allenatori ne sono corsi tanti (dalla riconferma di Caja all'arrivo di Scariolo, Ivanovic, Bucchi, Recalcati, Lardo), e alla fine, come si dice, ne resterà uno solo. Sarà il ritorno di Lino Lardo, da Loano, riviera di Ponente, uomo di mare che nel 2005 regalò all'Armani il sogno di una finale. Dino Meneghin rimarrà ambasciatore per l'Eurolega. L'immaginario popolare, poi, ha legato proprio all'ingresso di Armani la possibilità di trattenere Danilo Gallinari (martedì volerà a New York per sottoporsi all'esame dei Knicks e successivamente a quello dei New Jersey Nets). Cosa costa sognare? Che dopo aver convinto il Gallo a restare, Lucio Zanca si porti da Montegranaro anche Luca Vitali? Mettendo insieme la coppia più giovane e bella del firmamento italiano.
(Werther Pedrazzi)

***
da La Repubblica
I canestri di Armani
Milano ora è tutta sua
Prima solo sponsor, adesso padrone della società, dopo esserne stato, in questi ultimi anni, tifoso eccellente e spesso presente, Giorgio Armani ha chiuso ieri un cerchio da cui tanti, non solo a Milano, s´aspettano tantissimo, acquisendo la proprietà della gloriosa Pallacanestro Olimpia: la società che vanta, in Italia, più scudetti. L´ufficialità d´un affare in incubazione da mesi, sancita dall´uscita di scena del precedente patron Giorgio Corbelli, è stata data ieri, in una breve nota della società, informando che «E´ stato firmato l´accordo preliminare per il passaggio della maggioranza del pacchetto azionario», da Giorgio Corbelli al Gruppo Armani. Livio Proli, dello staff direttivo dello stilista, assumerà la carica di amministratore delegato, essendo già da mesi in esplorazione per definire i nuovi assetti tecnico-dirigenziali. A giorni il gruppo presenterà i suoi piani. Giorgio Armani dunque, una delle facce più celebri del made in Italy nel mondo, entra in prima persona in un gioco che l´ha conquistato, dopo averne fatto lo sponsor coi suoi jeans, e averne vissuto a bordo campo anche tante partite, da appassionato vero, in casa e fuori. Il segnale è forte, non solo per Milano, ma per un intero movimento che non gode di salute splendente, ridottosi sempre più a sport di nicchia e con una finale in corso, tra Siena e Roma, che va intossicandosi di pericolosi veleni, al solito baruffando sugli arbitraggi. Non si può infatti pensare a un ingresso dello stilista in veste di comparsa o figurante: la sua Milano, in gran parte da rifare, dovrà presto recitare un ruolo di primo piano, e già aver salvato il posto in Eurolega, in questa stagione di iniziali stenti e buone fioriture finali, aiuterà ad accelerare i percorsi. Verrà mutato l´assetto proprietario, essendo in uscita uomini e denari legati a Milan e Inter che avevano partecipato, qualche estate fa, a un salvataggio partito dal ciglio della bancarotta. Cambierà la dirigenza, che potrebbe inglobare Lucio Zanca, manager della rivelazione Montegranaro (con lui, pure il play Vitali). Verrà ingaggiato un nuovo tecnico, anche se la rinascita pilotata da Attilio Caja non ne azzera del tutto le chances. Lino Lardo e Piero Bucchi sono due candidati, potrebbe sbucare Sergio Scariolo, che proprio ieri ha rotto con Malaga, anche se il sogno non tanto segreto è riportare in Italia Ettore Messina, che resterà a Mosca un solo ultimo anno: nel 2009 si potrà fare. Poi, peso e qualità della prima Olimpia del re degli stilisti verranno misurati dall´epilogo della Gallinari story, e cioè dalla capacità di trattenere il ventenne asso tentato dall´avventura Nba. Danilo s´è dichiarato per il Draft, può ritirarsi entro il 16 giugno, o correre, a fine mese, per una scelta al primo giro, decidendo poi se andare o no. L´Olimpia gli firmò qualche tempo fa un contratto, con finestra, da un milione di euro. Da corsa anche contro gli stipendi Nba.
(Walter Fuochi)

Nessun commento: