mercoledì 28 maggio 2008

Spariscono i Cpt, ecco i Cei

Questione di lingua... A proposito, l'Ordine dei giornalisti ha invitato gli iscritti a non usare più il termine "clandestino" cui sarebbe da preferire "irregolare".
Cosa ne pensate?

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da Corriere.it
Verranno realizzati all'interno di strutture militari dismesse
Spariscono i Cpt, via ai Cei
I centri di permanenza temporanea diventano centri di identificazione ed espulsione
ROMA - Dai Cpt (centri di permanenza temporanea) ai Cei (centri di identificazione ed espulsione). Le strutture militari non più in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati. È quanto emerge dall'incontro al Viminale tra il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni e il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
PIENA CONVERGENZA - Nel corso dell'incontro è emersa piena convergenza sulle recenti misure legislative per la sicurezza contenute nel pacchetto sicurezza e sulla necessitá di individuare nuovi Cei, Centri di identificazione ed espulsione. A questo scopo, il ministro La Russa ha fornito proposte sull'utilizzazione di strutture militari dismesse. È stato deciso di istituire un gruppo di lavoro tra i due Ministeri, Interno e Difesa, che procederà all'individuazione dei siti ritenuti più idonei ad ospitare le nuove strutture.

3 commenti:

Carlo ha detto...

Non ho mai capito questa ossessione per l'eufemismo: che lo si chiami cazzotto o fiordaliso un cazzotto fa male ugualmente, sarebbe meglio concentrarsi sul non prenderlo anziché decidere come bisogna chiamarlo!
Uno degli eufemismi che non sopporto è «non vedente», che secondo me è molto più duro di «cieco»: «cieco» è una condizione assoluta, «non vedente» sottolinea la diversità rispetto a quella che si considera la norma.
Clandestini o irregolari? Il primo è più duro (ma anche più romanzesco), il secondo indica asetticamente la trasgressione della norma: anche qui, come per i «non vedenti», sembra che una semplice litote possa negare per magia un problema.

Davide Bianchini ha detto...

Parole sante!

Vanni Zagnoli ha detto...

ciao Davide, ti rispondo qua, a proposito dell'entusiasmo per la professione. mah, in realtà è un misto di sensazioni. intanto freelance è semplice: se non lavori, non guadagni nulla. e allora se uno è in pensione è giù di lì è un conto, sennò...
poi nel mio caso c'è sempre un'ansia di visibilità, il volerci essere a tutti i costi. in realtà a me piacerebbe fare l'ospite in tv, ma è difficile, sia a livello locale che interregionale, tantopiù non gratis.
poi a me non piace esasperare i toni, soprattutto negativi, e allora è difficile trovare spazio perchè volendo essere il più equilibrati e asettici possibili si rischia di scadere nella banalità.
tantopiù come nel mio caso seguendo la trenkwalder e la reggiana, il bologna e il parma, il modena e un po' anche il sassuolo.
poi ci sono testate che pretendono grande qualità, altre che meno impegnative, almeno come spazio a disposizione.
beh, guarda, beato che lavori per un gruppo editoriale che ti permette di spaziare: quotidiano, tv, radio. basket, giudiziaria.
me la permetti una cattiveria? non ingrassare troppo. io arrivai a 109 chili, pochi anni fa, adesso sono sui 90. lavorando di meno, per scelta o necessità, almeno sono più "normale".
da tuttora grasso, ma senza volontà di prenderti in giro. poi conta molto come ci si presenta, più che i contenuti, un abbraccio.