venerdì 11 aprile 2008

Pippa Bacca, le ricerche continuano

da Corriere.it
Con i familiari sulle tracce della nipote di Piero Manzoni, scomparsa da 11 giorni
Istanbul: appello per l'artista scomparsa sul «Chi l'ha visto?» turco
La sorella e il ragazzo tappezzano Ankara di manifesti


ANKARA - La stazione di servizio della British Petroleum ha l'insegna verde, il suo colore preferito. Pippa si veste soltanto di verde; è color pisello anche il trolley che portava con sé quando è sparita da questo autogrill lungo la E5, la vecchia strada a quattro corsie che da Istanbul va verso Izmit e poi fino ad Ankara. L'ultimo ad averla vista, intorno a mezzogiorno del 31 marzo, è stato uno dei benzinai: «Era ferma all'ingresso del piazzale — ha raccontato —. Ho notato una jeep frenare, fare retromarcia e andare verso di lei». Da allora di Giuseppina Pasqualino di Marineo, 33 anni, in arte Pippa Bacca, non si sa più nulla. È scomparsa mentre faceva l'autostop in abito da sposa undici giorni fa.
Un'eternità. Ma qui, e questa è la buona notizia, la cercano come se fosse viva. «I miei uomini tornano a casa solo il tempo necessario per cambiarsi » assicura Mehmet Tuzel, il capo della polizia di Ankara, che coordina le indagini. Sono giornate grigie e interminabili. Si inseguono voci, segnalazioni, verifiche e smentite. «Era a Dilova, fuori da un ristorante assieme a un barbone », l'avvistamento di una donna resterà senza conferme. «Hanno chiesto un riscatto», ma il falso allarme dura lo spazio di un controllo fatto al telefono. Da Milano la madre di Pippa lancia un appello drammatico: «O è morta o si trova in una situazione tragica. Speriamo sia un rapimento. In ogni caso non può essere scomparsa nel nulla». Credere che nessuno abbia visto qualcosa è difficile. L'autogrill di Bayramoglu, dove si è fermata quella jeep, è poco meno di un suk: ci sono bar, ristoranti, un McDonald's, fermate di pullman e di taxi collettivi, centinaia di viaggiatori in transito. Ci sono anche molte telecamere. Gli investigatori hanno raccolto i filmati. Da quei nastri, e dalle tracce lasciate dal telefono cellulare della giovane artista, forse potrebbero arrivare indicazioni utili. Le ricerche per ora sono concentrate nella zona di Gebze, la città più vicina all'area di servizio. Sui cruscotti delle auto-pattuglia ci sono le foto segnaletiche di Giuseppina Pasqualino. Agenti in borghese fanno domande discrete, per non creare un clima che possa mettere paura a eventuali sequestratori. Il problema è che l'indagine è scattata in ritardo. Dal momento della scomparsa a quando in Italia è stato dato l'allarme sono passati quattro giorni e prima che la polizia turca potesse mobilitarsi ce ne sono voluti circa altrettanti.

Lunedì scorso su Kanal D è andato in onda l'appello del console italiano a Istanbul, Stefano Canzio. Da Roma la Farnesina ha attivato l'Interpol. Sul tavolo del pubblico ministero milanese Ilda Boccassini è arrivata la denuncia presentata dai familiari della giovane. E ad Ankara l'ambasciatore in Turchia Carlo Marsili ha preso contatto con le autorità locali: «Ci siamo rivolti ai più alti livelli di polizia e ministero dell'Interno — spiegava ieri all'Apcom —. Ci hanno assicurato che stanno lavorando al massimo per trovarla. Io posso dire che le forze dell'ordine hanno un controllo capillare del territorio». Il numero di persone scomparse in Turchia non è alto. Purtroppo la regione compresa tra Gebze e Sakarya non è un buon posto per perdersi. Criminalità, traffico di droga, islam militante, immigrazione clandestina: finisce spesso sulle pagine di cronaca nera. Il caso di Pippa qui viene definito «anomalo», ma l'idea che una giovane donna sparisca in questo modo non è facile da digerire per Ankara. E poi l'Italia è un Paese amico. Insomma, di sicuro Giuseppina Pasqualino la stanno cercando sul serio. Finora, però, nessuna notizia. I controlli negli ospedali e negli obitori hanno dato esito negativo. Così restano in piedi tutte le ipotesi: un incidente, il sequestro, oppure una tragedia. Per esorcizzare la paura che lo accompagna da giorni, il terrore che la sua fidanzata sia morta, Giovanni Chiari prova a scherzare: «Se la ritroviamo, la strada per tornare a casa la fa a calci nel sedere».

Da martedì sera Giovanni è in Turchia insieme con Antonietta, una delle quattro sorelle di Pippa. Due giorni fa sono comparsi tutti e due in diretta al programma tv di Lerzan Mutlu, una cosa a metà tra Chi l'ha visto? e uno show di Maria De Filippi. La Mutlu, bionda platinata, chiede aiuto ai telespettatori per risolvere misteri e casi lacrimevoli. Dopo la trasmissione hanno telefonato una dozzina di persone, ma nessuna aveva notizie decisive. Allora Antonietta e Giovanni si sono messi in viaggio assieme a Laleham Karadeniz, la loro interprete. Hanno seguito le tracce di Pippa dalla periferia di Istanbul fino a Gezbe e ancora più in là, lasciandosi dietro una scia di manifesti: la foto di lei che aspetta un passaggio vestita da sposa e un appello. Gruppi di uomini turchi lo leggono, poi salutano con i loro Inshallah. Ieri assieme a Silvia Moro, compagna di Pippa nella performance «spose in viaggio», i ragazzi venuti dall'Italia hanno tappezzato il centro di Ankara. Silvia ha smesso l'abito bianco per non creare confusione e falsi avvistamenti. Ricorda i giorni passati per strada, prima di dividersi per alcune divergenze sulla natura del progetto — forse anche una lite — quando chi le raccoglieva diceva: «Siete due angeli».
(Mario Porqueddu)

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