venerdì 25 aprile 2008

La Cassazione a sezioni unite: coltivare cannabis in casa è sempre reato

Una decisione a sezioni unite attesa da tempo da magistrati e avvocati. Dovrebbe finalmente mettere un po' di ordine in un campo fino a ieri spazzato da venti opposti.

***
da Corriere.it
La decisione presa dalle sezioni unite della Suprema Corte
La Cassazione: «Coltivare cannabis in casa è sempre reato»
Si alla linea dura in contrasto con le decisioni precedenti che avevano assolto chi aveva solo qualche pianta
ROMA - Rimane illecito penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale. Lo hanno appena deciso le sezioni unite della Cassazione sposando la linea «dura» nel perseguire chi pianta qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa.
SPOSATA LE LINEA PROIBIZIONISTA - Con questa decisione, presa dalle sezioni unite della Suprema Corte presieduta dal Primo presidente Vincenzo Carbone, i giudice del «Palazzaccio» sposano la linea proibizionista e più intransigente nella repressione della coltivazione di piccoli quantitativi di marijuana, in contrasto con decisioni precedenti
- prese dalle sezioni semplici della stessa Cassazione - che avevano depenalizzato il comportamento di chi coltiva qualche piantina. Nella sua requisitoria, il rappresentante della Procura della suprema corte, Vitaliano Esposito, aveva invece chiesto di non considerare penalmente perseguibile la coltivazione domestica. Ma il suo parere non è stato ascoltato.
SIT IN DEI RADICALI - A Piazza Cavour dopo la sentenza si è tenuto un sit-in antiproibizionista con una settantina di persone tra i quali molti adolescenti. «È una ottima cosa che la Procura della Cassazione, rappresentata da Vitagliano Esposito, si sia espressa a favore della non perseguibilità penale di chi coltiva qualche pianta di cannabis per uso personale: è una scelta di ragionevolezza in conformità a quanto prevedono le norme». ha sottolineato l'antiproibizionista radicale, Rita Bernardini, commentando la requisitoria del Pg Esposito.

Nessun commento: