mercoledì 30 aprile 2008

Fotografia Europea, il Kurdistan visto da Piergiorgio Casotti

da L'Informazione di Reggio di oggi (pagina 40)

Il Kurdistan visto da Casotti
Oggi alle 18.30 Fotografia Europea inaugura anche alla Gabella di Via Roma, dove attraverso le immagini di Piergiorgio Casotti si potrà viaggiare attraverso il Kurdistan, in una no man’s land non molto lontana da noi, dentro una delle più antiche e allo stesso tempo sconosciute culture indo europee, che, lentamente, oggi, sembra rivedere una flebile luce di speranza. Oltre 15 anni di guerra e un’assidua e feroce politica di assimilazione culturale da parte del governo turco, hanno portato l'etnia curda allo stremo e sull'orlo dell'estinzione culturale. Più di 37mila curdi sono stati uccisi, migliaia di villaggi sono stati distrutti dall'esercito e centinaia di migliaia di curdi sono stati forzatamente costretti a lasciare le loro abitazioni. Il viaggio fotografico proposto dalle immagini di Casotti ci porta dentro questa identità, in un mondo fatto di tradizioni orali, di piccole resistenze quotidiane, di vite rese difficili dalle condizioni economiche, sociali e culturali di una tra le regioni più povere ma più vive della Turchia. Fino al 7 giugno.
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Piergiorgio Casotti, VILLAGGIO ARARAT. Una sigaretta può aiutare a sopportare le lunghe attese per i rifornimenti di acqua causate delle frequenti interruzioni di energia elettrica. Ancora oggi nella stragrande maggioranza dei villaggi non esiste un sistema idrico, obbligando i membri delle famiglie a lunghi tragitti per gli approvigionamenti, in alcuni casi quasi quotidiani.

martedì 29 aprile 2008

Tutto vero/12

A grande richiesta, per la gioia dei grandi e dei piccini, tornano le "perle al tribunale" di Reggio.

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Udienza di convalida per un ladruncolo d'altri tempi interessato ad un'autoradio. "Signor giudice, è vero sono stato io - ha confessato - Avrei dovuto consegnare tutto ad un amico".
"Un amico? E chi è? Nome e cognome!".
"Un amico generico, dotto'...".

domenica 27 aprile 2008

Diritto di cronaca & la legge sulle intercettazioni


A proposito di intercettazioni, diritto di cronaca e libertà di stampa, rilancio un vecchio dibattito tanto caro ai più assidui frequentatori di questo blog dando a tutti la possibilità di leggere un interessante editoriale firmato dal collega Gerardo Bombonato. E' tratto dal numero 71 di Giornalisti, la rivista trimestrale dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna. (http://www.odg.bo.it/).
Ne condivido il contenuto al cento per cento, e certo non per piaggeria nei confronti del presidente del consiglio regionale dell'Ordine. Il problema e i rischi sono assolutamente reali. Leggere per credere.

Una microspia in Procura a Reggio Calabria

L'ennesima dimostrazione che non ci si può fidare di nessuno. La gente non imparerà mai, come non imparerà mai a parlare meno al cellulare sapendo di correre il rischio di essere intercettata. Siamo un popolo di chiacchieroni, tali perché c'è sempre qualcuno che ascolta anche quello che non dovrebbe ascolare.

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da Corriere.it
’NDRANGHETA
A Reggio Calabria trovata una microspia nella stanza del pm Gratteri
Il magistrato segue le indagini sulla strage di Duisburg e sul senatore Sergio De Gregorio
REGGIO CALABRIA - Una microspia è stata scoperta in un ufficio della Procura di Reggio Calabria utilizzato normalmente dal pm Nicola Gratteri, titolare, tra l'altro dell'inchiesta sulla strage di Duisburg del Ferragosto dello scorso anno. La scoperta è stata fatta martedì scorso durante un'operazione di «bonifica» degli ambienti finalizzata proprio alla ricerca di microspie. La microspia è stata trovata martedì scorso, 22 aprile, nel corso di alcuni servizi finalizzati alla bonifica degli uffici giudiziari. Secondo quanto si è appreso l'apparecchiatura con antenna, funziona a batterie ed è capace di diffondere il segnale captato a circa venti metri di distanza. Questo fa ritenere agli investigatori che la «talpa» si dovesse trovare a pochi metri dalla stanza per captare il segnale. Di conseguenza gli investigatori, a quello che si è appreso, non possono neanche escludere che si tratti di un magistrato.
LE INDAGINI - Nella stanza dove è stato trovato il dispositivo, Gratteri solitamente tiene interrogatori e concorda le indagini con la polizia giudiziaria. Nelle scorse settimane ci sono state fughe di notizie su alcune inchieste delicate condotte dalla Procura di Reggio Calabria. È il caso, per esempio, delle indagini condotte sul presunto ruolo che avrebbe svolto il senatore Sergio De Gregorio per l'acquisto, per conto di una cosca, dell'immobile che un tempo ospitava una caserma dell'esercito, e sui presunti rapporti tra Marcello Dell'Utri ed un faccendiere, Aldo Miccichè, in merito al voto degli italiani residenti in Sud America.
LA CONFERMA - Il fatto è confermato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone: «Mi pare evidente che qualcuno aveva interesse ad ascoltare il lavoro e le impressioni del dottore Gratteri». Il magistrato conferma anche che la stanza spiata era usata dal pm antimafia: «Questo è un dato di fatto oggettivo che l'azione era rivolta a lui, questo è un fatto che ci preoccupa molto». In mattinata era trapelata la voce di un sospettato all'interno della Procura di Reggio Calabria ma su questo punto Pignatone smentisce la circostanza: «Non ci sono elementi che ci fanno pensare a ciò, ma sarà la procura di Catanzaro, competente per territorio su fatti che riguardano i magistrati reggini, a fare le verifiche del caso. Lunedì - ha concluso - trasmetteremo gli atti alla Procura catanzarese compresa la relazione del Ros reggino che sta indagando sull'episodio».
IL MAGISTRATO - Nicola Gratteri è un magistrato (sostituto procuratore distrettuale antimafia di Reggio Calabria) che lotta in prima linea contro la 'Ndrangheta calabrese e attualmente costretto a vivere sotto scorta. Il 24 giugno 2005 gli viene potenziata la scorta alla scoperta, il 21 giugno nella piana di Gioia Tauro, da parte del Ros dei Carabinieri di un arsenale di armi (un chilo di plastico con detonatore, lanciarazzi, kalashnikov, bombe a mano) che sarebbbero potute servire per un attentato ai danni di Gratteri.

sabato 26 aprile 2008

Il lungo ponte e il mitico Mike Mitchell

Sarà il lungo ponte festivo, sarà la consapevolezza che gli amici sono già partiti per mete più o meno esotiche per godersi un po' di riposo, ma questa sera uscendo dalla redazione ho avuto l'impressione che la città fosse assopita. Niente traffico da venerdì sera, niente chiasso da weekend alle porte.
Vi lascio con un appunto. Cercando notizie sul giro di vite dato all'informazione dalla Russia, sono capitato su un sito sicuramente diverso. Ecco il link ad altrenotizie.org.
Buonanotte a tutti, "belli e brutti" come diceva il mitico Mike Mitchell.

Russia, regime e censura a colpi di gossip

da Corriere.it
I mezzi di informazione russi potranno essere sospesi o chiusi dall'autorità
Russia, giro di vite contro i mass media
Dopo la nuova pubblicazione di notizie sulla relazione tra Putin e Kabaeva la Duma vota una legge su diffamazione
MOSCA - Diffamazione e calunnia: d'ora in avanti i mezzi di informazione russi potranno essere sospesi o chiusi dall'autorità con queste accuse. Lo ha deliberato la Duma, Camera bassa del Parlamento, votando una legge a favore di nuove restrizioni sui mass media. Ufficialmente è un provvedimento come un altro, ma il fatto che negli ultimi mesi si sia molto parlato - e non solo in Russia - della presunta relazione tra il presidente Putin e la campionessa olimpica Alina Kabaeva, fa sorgere il dubbio che esista un nesso. Recentemente anche il tabloid russo Moskovskij Korrespondent ha parlato del presunto divorzio tra Vladimir Putin e la moglie Ljudmila, "sostituita" dalla 24enne, che è anche deputata di Russia Unita. Pochi giorni dopo l'editore del quotidiano ha licenziato il direttore. Lo spinoso argomento era stato trattato a bruciapelo anche durante la visita di Putin a Villa Certosa, ospite di Berlusconi: una giornalista aveva chiesto lumi sulla vicenda e il Cavaliere aveva mimato il gesto del mitra rivolto verso di lei. Il provvedimento è stato votato dalla Duma quasi all'unanimità (un contrario e 339 a favore).
SANZIONI - Ai sensi della nuova norma, la calunnia e la diffamazione consistono nella «diffusione di informazioni false deliberatamente dannose all’onore e alla dignità». Con sanzioni parificate a quelle previste per la promozione del terrorismo, l’estremismo e l’odio razziale. Il disegno di legge passa ora al Senato dove è più che probabile l’approvazione. Toccherà poi a Putin la firma definitiva. La bozza era stata presentata a gennaio dal parlamentare Robert Schlegel, ex attivista del Nashi (movimento giovanile pro Putin). La Duma ha respinto la prima proposta, ma ha approvato la nuova versione presentata da Schlegel dopo che il tabloid russo ha pubblicato il gossip su Putin. Ma chiaramente nel presentare il disegno di legge, il deputato non ha citato l'episodio.

venerdì 25 aprile 2008

La Cassazione a sezioni unite: coltivare cannabis in casa è sempre reato

Una decisione a sezioni unite attesa da tempo da magistrati e avvocati. Dovrebbe finalmente mettere un po' di ordine in un campo fino a ieri spazzato da venti opposti.

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da Corriere.it
La decisione presa dalle sezioni unite della Suprema Corte
La Cassazione: «Coltivare cannabis in casa è sempre reato»
Si alla linea dura in contrasto con le decisioni precedenti che avevano assolto chi aveva solo qualche pianta
ROMA - Rimane illecito penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale. Lo hanno appena deciso le sezioni unite della Cassazione sposando la linea «dura» nel perseguire chi pianta qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa.
SPOSATA LE LINEA PROIBIZIONISTA - Con questa decisione, presa dalle sezioni unite della Suprema Corte presieduta dal Primo presidente Vincenzo Carbone, i giudice del «Palazzaccio» sposano la linea proibizionista e più intransigente nella repressione della coltivazione di piccoli quantitativi di marijuana, in contrasto con decisioni precedenti
- prese dalle sezioni semplici della stessa Cassazione - che avevano depenalizzato il comportamento di chi coltiva qualche piantina. Nella sua requisitoria, il rappresentante della Procura della suprema corte, Vitaliano Esposito, aveva invece chiesto di non considerare penalmente perseguibile la coltivazione domestica. Ma il suo parere non è stato ascoltato.
SIT IN DEI RADICALI - A Piazza Cavour dopo la sentenza si è tenuto un sit-in antiproibizionista con una settantina di persone tra i quali molti adolescenti. «È una ottima cosa che la Procura della Cassazione, rappresentata da Vitagliano Esposito, si sia espressa a favore della non perseguibilità penale di chi coltiva qualche pianta di cannabis per uso personale: è una scelta di ragionevolezza in conformità a quanto prevedono le norme». ha sottolineato l'antiproibizionista radicale, Rita Bernardini, commentando la requisitoria del Pg Esposito.

mercoledì 23 aprile 2008

Taccuino e cuore

Quella di oggi non è stata una giornata come le altre. Toccare con mano miseria, dolore e disperazione non è insolito per chi fa il giornalista e si trova a frequentare tribunali e questure. Solitamente riesco a tenere le distanze. Emotivamente, intendo. Oggi no. Sembrava la "solita" storia di una donna tormentata dall'ex (non sto giudicando nessuno, ci sono delle indagini in corso). Poi il telefono ha squillato più volte. Ho toccato con mano paura e disperazione. E le difese si sono sciolte. A questo mondo, magari sul nostro stesso pianerottolo, ci sono famiglie che ogni giorno scalano montagne, affrontano problemi immensi. "Tutti lo facciamo nel nostro piccolo", direte. Verissimo. Alzi la mano chi, la mattina, è sicuro che non dovrà risolvere almeno una grana nel corso della giornata. Ma quando si ha paura è diverso.

p.s. Il blog è democratico per definizione. Chiunque può connettersi e leggere. Le statistiche confermano che su queste pagine capitano viaggiatori distratti anche da altri continenti, navigatori curiosi dei temi più diversi, tanti amici, ma anche ospiti meno graditi. A questi rivolgo un messaggio sorprendente: siete ugualmente i benvenuti, anche se siete a caccia di grimaldelli e picconi. Considero i minuti che passate su queste pagine un regalo. Tutti abbiamo diritto di perdere del tempo.
Agli altri invece dico di non offendersi per quest'ultimo sproloquio. E' superfluo, avete ragione, perché chi si è offeso non appartiene certo alle prime tre categorie.

p.p.s Nelle ultime settimane ho fatto amicizie nuove, sorprendenti, promettenti.

martedì 22 aprile 2008

Lavoro e sicurezza, l'Italia vuole risposte serie

L'attesa per vedere cosa riuscirà davvero a fare questo nuovo Governo per cambiare l'Italia è molto alta, soprattutto sul fronte lavoro e sicurezza.
Propio nei giorni scorsi nche Reggio è stata teatro di una terribile violenza sessuale. Tre ragazzini hanno aggredito una coppia in una stradina di campagna stuprando la donna (una nigeriana di 30 anni) dopo aver picchiato e rapinato l'uomo che l'accompagnava (un reggiano di 62).
E il lavoro? Ben venga la flessibilità, ma a patto che ci siano davvero concrete occasioni di crescita professionale per tutti, e non contratti dalle formule sempre più strane e traballanti.
La gente, al di là di ogni fede politica, vuole risposte serie.

domenica 20 aprile 2008

Quel fallo di lattice nello stivale...

da Tgcom.it
Atlanta, imbarazzo alla Cnn
Anchorman arrestato per droga
E' imbarazzo al quartier generale della Cnn a Atlanta per l'arresto per possesso di droga, ma non solo, di uno dei volti noti della rete, il britannico Richard Quest. L'anchorman, 46 anni è stato fermato nella notte tra giovedì e venerdì alle 3,40 a Central Park nel centro di New York perchè in possesso di meta-anfetamine. Ma, come riferisce il tabloid New York Post, il giornalista era in una situazione equivoca con un altro uomo non identificato.
Quest aveva una corda legata intorno al collo e ai genitali e un fallo in lattice infilato in uno stivale. Noto per i servizi di economia e di viaggio da Londra, Quest è stato incriminato per essere entrato nel parco violando il coprifuoco in vigore dall'una alle sei del mattino e per possesso di stupefacenti. Dopo poche ore è stato rilasciato sull parola perchè ha accettato di seguire sei mesi di terapia antidroga. Il giornalista, ricorda il giornale di proprietà Rupert Murdoch, venne contattato in passato dalle rete qatariota Al Jazeera che gli aveva offerto un posto. Ma lo steso Quest raccontò di essere stato costretto a rifiutare essendo "gay e di religione ebraica".

giovedì 17 aprile 2008

Corriere della Sera Magazine, così Gian Antonio Stella sull'avvocato Giorgio Bertolini

In un editoriale pubblicato oggi sul Magazine del Corriere della Sera, il giornalista Gian Antonio Stella riprende la vicenda dell'avvocato reggiano Giorgio Bertolini.
«Ordini a due velocità il titolo», segito da un lungo sommario: «Un avvocato di Reggio Emilia viene accusato da un ex cliente. Per i giudici è innocente ma non per i suoi colleghi: cancellato dall'albo, anche dopo l'assoluzione. Ma gli ordini non erano quelli che hanno "le mani legate e non possono procedere"?».

Quello strano sms da "Mamma Rai"

Non capita tutti i giorni di ricevere un sms da "Mamma Rai", figuriamoci se il contenuto, ad appena 48 ore dal voto, è di chiara matrice politica e invita a «meditare» una cittadina che ha appena manifestato il proprio consenso per Berlusconi. Protagonista/vittima di questa insolita vicenda una signora reggiana di 69 anni, una interprete in pensione, che giovedì scorso ha deciso di raccogliere l'invito di una trasmissione di Radio Uno e di dire la propria sugli ultimi colpi della campagna elettorale.

mercoledì 16 aprile 2008

Pena di morte, i dati di Amnesty sul 2007

da Lastampa.it
IL RAPPORTO DI AMNESTY
I top five della pena di morte: Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Usa
Nel 2007 nel mondo giustiziate 1.250 persone. L'88% in questi cinque Paesi. Ma sono solo i dati ufficiali: secondo l'associazione Pechino da sola sarebbe responsabile di 8.000 esecuzioni

di Carla Reschia
Se 317 vi paiono pochi. Le autorità iraniane rispondono come segue al rapporto annuale di Amnesty sulla pena di morte nel mondo, che vede la repubblica islamica al secondo posto dopo la Cina: «Se in Iran vi è stato quel numero di esecuzioni - ha dichiarato Alireza Jamshidi, portavoce dell’Autorità giudiziaria - non lo so dire, ma il numero non è alto». Forse è vero, considerando che in Iran si viene giustiziati (spesso mediante impiccagione sulla pubblica piazza) per omicidio, violenza sessuale, adulterio, rapina a mano armata, spaccio di droga e apostasia, cioè conversione a una fede diversa dall'Islam.
Non è piacevole leggere il nuovo resoconto dell'associazione umanitaria, tanto più se si tiene presente che quello che Amnesty può registrare sono solo i dati ufficiali e cioè le esecuzioni che in qualche modo vengono rese note e che nei bracci della morte del mondo si trovano 27.500 prigionieri in attesa di esecuzione. Secondo il rapporto in totale nel mondo nel 2007 sono state giustiziate almeno 1.250 persone: in media 24 alla settimana. In questa civile competizione si è distinta la Cina, in testa con almeno 470 esecuzioni (ma il numero vero potrebbe essere di oltre ottomila secondo stime plausibili); segue l'Iran con 317,l'Arabia Saudita con 143, il Pakistan con 135 e, attenzione badate a questo dato prima di lanciarvi in considerazione sull'Islam, gli stati canaglia e i perversi effetti del capital-comunismo, gli Usa con 42. Numero tuttavia, concede Amnesty, inferiore a quello del 2006 e il più basso in assoluto degli ultimi 15 anni.
Tuttavia, il quadro d'insieme - proprio nell'anno in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per porre fine all’uso della pena di morte - resta preoccupante perché non solo questi cinque "campioni" insieme hanno totalizzato l'88% delle condanne capitali globali, ma Amnesty ha registrato un incremento del numero di esecuzioni in Iran (317 contro 177 nel 2006), 143 in Arabia Saudita (contro 39) e Pakistan (135 contro 82).
Nel dettaglio poi l'’Arabia Saudita detiene il record del più alto numero di condanne a morte in rapporto alla popolazione, seguita dall'Iran e dalla Libia. Inoltre, in violazione del diritto internazionale, Arabia Saudita, Iran e Yemen hanno messo a morte imputati che al momento del reato avevano meno di 18 anni.
Un discorso a parte, stando il netto rifiuto di Amnesty verso la pena di morte in quanto tale, meritano poi le sue motivazioni. L'associazione umanitaria sottolinea che, nel 2007, molti Paesi hanno continuato a eseguire condanne capitali per reati comunemente non considerati tali o a seguito di procedure inique. In particolare Amnesty denuncia alcuni casi: a luglio, in Iran, Ja`far Kiani, padre di due figli, è stato lapidato per adulterio; a ottobre, in Corea del Nord, il manager 75enne di un'azienda è stato fucilato per non aver dichiarato le proprie origini familiari, aver investito i suoi risparmi nell'azienda, averne messo a capo i figli e aver fatto telefonate all'estero; a novembre, in Arabia Saudita, il cittadino egiziano Mustafa Ibrahim è stato decapitato per aver praticato la stregoneria.
Infine, il 25 settembre in Texas, Usa, Michael Richard è stato messo a morte dopo che la segreteria di un tribunale aveva rifiutato di prorogare l`orario di apertura di 15 minuti, per consentire il deposito di un appello basato sulla costituzionalità del metodo dell`iniezione letale. Gli avvocati di Richard avevano avvisato del ritardo a causa di un problema al computer. La Corte suprema federale ha rifiutato di sospendere l`esecuzione, nonostante qualche ora prima avesse deciso, accettando il ricorso di un condannato a morte del Kentucky, di riesaminare una questione analoga. Quella decisione ha poi causato una moratoria di fatto su tutte le esecuzioni che avrebbero dovuto aver luogo, negli Usa, con l`iniezione letale.
Un'attenzione particolare, nell'imminenza dei Gicohi olimpici concessi dietro la promessa di maggiore attenzione ai diritti umani, viene dedicata alla Cina. I dati forniti, se pure alti, sono, sottolinea Amnesty, del tutto ipotetici perché nella Repubblica popolare la pena di morte è un segreto di Stato. «Primo paese per le condanne a morte - ha sottolineato la direttrice dell’organizzazione per i diritti umani in Gran Bretagna, Kate Allen - la Cina ha la medaglia d’oro per le esecuzioni. Secondo stime attendibili mette a morte in segreto circa 22 detenuti al giorno. Da qui ai giochi olimpici, saranno stati 374». «Tutti coloro che saranno coinvolti nei Giochi - ha concluso - dovrebbero fare pressione sulla Cina affinchè riveli i numeri dell’uso della pena capitale, perchè riduca il numero dicirca 60 reati per cui è prevista, e si diriga verso l’abolizione».
Appello respinto subito al mittente. La Cina non ha in programma di abolire le pena di morte, ha ribadito la portavoce del ministero degli Esteri cinese Jiang Yu. Spiegando che «la maggior parte della popolazione non sarebbe d’ accordo». Del resto, ha garantito, la Cina «controlla strettamente» la pena di morte e che fa in modo che essa «sia usata in una piccola minoranza di casi estremamente seri».

martedì 15 aprile 2008

Giovanni Tondo, un maresciallo dei carabinieri sotto canestro

Devo ringraziare Giovanni. Spiritoso, simpatico, arguto e al tempo stesso serissimo quando è stato il momento di ricordare una caro amico della tribù del basket che non c'è più.
Scrivere questa intervista mi ha riconciliato con la professione. Sulla tastiera riesco ancora a divertirmi...

Elezioni 2008 - Vince Berlusconi, boom della Lega, sparisce la Sinistra radicale


Politiche 2008, ecco il nuovo Parlamento (grafica LaStampa.it e Corriere.it)

sabato 12 aprile 2008

Bon ton & elezioni

da Bon Ton di Lina Sotis
Il bon ton alle elezioni
Per alleggerire un po': al seggio si deve sorridere agli scrutatori o si deve assumere l'aria di chi è lì per cambiare, se può, l'Italia; si deve avere in mano già la carta d'identità oppure è preferibile toglierla dal portafoglio o dalla borsa lì al seggio in maniera di far rappresentanza di sè più a lungo?Che si aprano anni sorridenti, speriamo. Comunque vada. Enchanté

Risposta
Enchanté, in ogni caso ti prego sorridi. Entra pure nel seggio con l'aria ed il piglio che col tuo voto cambierà l'Italia ma sorridi allo scrutatore/scrutatrice che ti registra, e a tutti gli altri componenti del seggio.Ed anzi tenendo conto che lo scrutatore non registra solo te ma centinaia e centinaia di elettori sii per quanto ti è possibile collaborativo arrivando davanti al banco con già in mano documento di riconoscimento e tessera elettorale in modo da rendere il flusso più veloce. Un'ultima cosa, non dimenticarti che tu hai dormito di sicuro più ore di chi sta lavorando al seggio. Enchanté in quale seggio di quale città voti? Vorrei tanto vederti. Appuntamento a martedì 15 aprile.

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Caro popolo del blog, ci si rivede martedì. Andate a votare, sorridete a chi vi accoglie al seggio, e fate la vostra scelta. Come da tradizione, mi presenterò ad esercitare il mio diritto al voto all'alba di domani. Lunedì sarà la solita maratona.
In alto i cuori!

Aperitivo glamour con sorpresa

Aperitivo glamour al DeLuxe di viale Regina Elena per festeggiare il compleanno di due principi del foro. Presente anche l'ottimo Giovanni, piacevole sorpresa della serata. Il basket è una malattia da cui non si guarisce mai.

Pippa Bacca assassinata in Turchia

TURCHIA: NTV, TROVATA MORTA GIUSEPPINA PASQUALINO
(AGI) - Istanbul, 12 apr. - Il corpo senza vita di Giuseppina Pasqualino, la milanese scomparsa alla fine di marzo in Turchia, e’ stato trovato nelle vicinanze di Istanbul. Ne ha dato notizia il sito web della rete Ntv. La ragazza, detta Pippa Bacca’, aveva 33 anni ed era nipote dell’artista Piero Manzoni. Pasqualino si trovava in Turchia e voleva raggiungere Gerusalemme compiendo tutto il percorso in autostop e in abito da sposa come performance artistica. Pippa Bacca era partita in compagnia di un’amica l’8 marzo scorso e si teneva quotidianamente in contatto con i parenti. A Istanbul si era separata dall’amica e dal 31 marzo non si avevano piu’ notizie. (AGI)


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da Tgcom.it
Sparita in Turchia,artista è morta
Corpo trovato nudo, arrestato l'omicida
Giuseppina Pasqualino, in arte "Pippa Bacca", l'artista milanese scomparsa in Turchia il 31 marzo scorso, è stata trovata morta nei pressi di Istanbul. Il cadavere della 33enne era sepolto senza vestiti. A portare i poliziotti sul posto, in una zona disabitata, è stato lo stesso omicida, reo confesso, che è stato arrestato. L'uomo le avrebbe dato un passaggio prima di ucciderla. I familiari hanno riconosciuto la salma.
Il corpo era sotto pochi centimetri di terra nei pressi del villaggio di Tavsanli, presso la località di Gebze, a pochi km dalla città di Kocaeli (un'ora d'auto dalla capitale turca).L'omicida ha ammesso di aver bruciato i documenti di viaggio della sua vittima, ma gli agenti avrebbero trovato nella sua auto la macchina fotografica di Giuseppina. L'assassino sarebbe il guidatore della misteriosa jeep sulla quale la giovane artista sarebbe salita ad una stazione di servizio alla periferia di Istanbul e che era stato visto da un benzinaio lo stesso giorno della scomparsa della donna. I familiari: "Siamo sconvolti""Abbiamo avuto la prima notizia dai mezzi di informazione". Così la sorella di Giuseppina Pasqualino commenta a caldo la notizia del ritrovamento del corpo della sorella. "Siamo sconvolti e senza parole - aggiunge Rosalia Pasqualino - anche mia madre (Elena Manzoni, sorella di Piero l'artista-provocatore autore della 'Merda d'artista' scomparso molto giovane) ha avuto la prima notizia da amici che hanno letto le prime notizie via internet".
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La ragazza era stata sepolta nuda in un fosso. Arrestato un uomo che ha confessato l'omicidio. Le aveva dato un passaggio
Istanbul, trovata morta l'artista milanese scomparsa
ISTANBUL - La polizia turca l'aveva promesso, l'altro giorno: la troveremo, a qualunque costo. E così è stato. Giuseppina Pasqualino, 33 anni, l'artista milanese nota come "Pippa Bacca", scomparsa la scorsa settimana mentre sull'autostrada di Istanbul faceva autostop vestita da sposa per una sua performance, è stata ritrovata. Morta, nuda, in un fosso, fra le cittadine di Kocaeli e Gebze, poco dopo la grande metropoli sul Bosforo.
Arrestato anche il suo assassino. Un uomo che avrebbe confessato, dopo aver portato agenti e magistrati sul luogo dove aveva lasciato il corpo. Si tratta di un giovane che aveva dato alla donna un passaggio alla periferia di Istanbul, poi notato da un benzinaio. L'uomo avrebbe affermato di aver bruciato i documenti e di averla sepolta nei pressi del villaggio di Tavsanli, vicino a Gebze. Nella sua auto c'era la macchina fotografica della giovane donna.
La notizia del ritrovamento del cadavere è stata data ieri notte dalle forze dell'ordine turche, mentre il corpo di Giuseppina Pasqualino veniva trasferito per l'esame autoptico, che verrà eseguito oggi. Aiuterà a capire la dinamica e le cause della morte. Il testimone l'aveva vista salire su una jeep, dopo che la giovane milanese si era separata dall'amica con cui aveva organizzato il viaggio in Turchia, Silvia Moro, per divergenze su come compiere il loro progetto artistico. Avrebbero dovuto ritrovarsi in Libano. Il console italiano a Istanbul, Stefano Canzio, è andato sul posto del ritrovamento, a un'ora d'auto da Istanbul, per il riconoscimento del corpo.
Giuseppina Pasqualino, nipote dell'artista Piero Manzoni, aveva fatto anch'ella della provocazione una caratteristica della sua arte. Simpatica, estroversa, allegra e spontanea, Pippa Bacca aveva già compiuto numerose esperienze, da sola in Europa e in Centro America, in autostop.
L'idea della performance era nata dall'incontro con Silvia Moro. E le due donne sono così partite insieme, l'8 marzo scorso, da Milano. I primi chilometri li hanno fatti sulle vecchie Vespe dei fidanzati, poi sulle autostrade italiane, slovene e croate chiedendo un passaggio, esibendo i loro vestiti bianchi e il cartello di cartone che indica a pennarello la località che si prefiggevano di raggiungere. Così Pippa e Silvia si sono fotografate apparentemente felici sulla strada per Zagabria, come comparivano infatti sulla home page del sito dedicato al progetto.
"Il nostro sogno - raccontava Pippa - è di percorrere in autostop quei paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate, un viaggio un po' ardito, lo so, quello di due bellissime spose vestite per un matrimonio. Un matrimonio che forse è già avvenuto e che forse non avverrà, o che forse è rappresentato dal viaggio stesso".
Le notizie si erano fermate al 31 marzo. La famiglia aveva subito denunciato la sua scomparsa, e nei giorni scorsi la sorella Antonietta e il fidanzato Giovanni Chiari erano partiti per Ankara, dove avevano trovato il sostegno delle autorità diplomatiche italiane e degli inquirenti turchi. In breve, si è formata una rete, anche attraverso le radio, le tv, i giornali, per trovare Giuseppina. La sua compagna, rintracciata ad Ankara, non era riuscita ad essere utile per le indagini: dal momento della separazione non aveva notizie di Giuseppina.
A Milano, la denuncia per la sua scomparsa era arrivata sul tavolo del pubblico ministero Ilda Boccassini. Per la donna amici e parenti avevano appena lanciato una campagna per appendere lenzuola e striscioni ai balconi, con la scritta "Salvate Pippa Bacca". Ieri sera quando si è diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere la famiglia ha reagito con durezza: "Abbiamo saputo la notizia dai mezzi di informazione", hanno detto i familiari rimasti a Milano.

venerdì 11 aprile 2008

Pippa Bacca, le ricerche continuano

da Corriere.it
Con i familiari sulle tracce della nipote di Piero Manzoni, scomparsa da 11 giorni
Istanbul: appello per l'artista scomparsa sul «Chi l'ha visto?» turco
La sorella e il ragazzo tappezzano Ankara di manifesti


ANKARA - La stazione di servizio della British Petroleum ha l'insegna verde, il suo colore preferito. Pippa si veste soltanto di verde; è color pisello anche il trolley che portava con sé quando è sparita da questo autogrill lungo la E5, la vecchia strada a quattro corsie che da Istanbul va verso Izmit e poi fino ad Ankara. L'ultimo ad averla vista, intorno a mezzogiorno del 31 marzo, è stato uno dei benzinai: «Era ferma all'ingresso del piazzale — ha raccontato —. Ho notato una jeep frenare, fare retromarcia e andare verso di lei». Da allora di Giuseppina Pasqualino di Marineo, 33 anni, in arte Pippa Bacca, non si sa più nulla. È scomparsa mentre faceva l'autostop in abito da sposa undici giorni fa.
Un'eternità. Ma qui, e questa è la buona notizia, la cercano come se fosse viva. «I miei uomini tornano a casa solo il tempo necessario per cambiarsi » assicura Mehmet Tuzel, il capo della polizia di Ankara, che coordina le indagini. Sono giornate grigie e interminabili. Si inseguono voci, segnalazioni, verifiche e smentite. «Era a Dilova, fuori da un ristorante assieme a un barbone », l'avvistamento di una donna resterà senza conferme. «Hanno chiesto un riscatto», ma il falso allarme dura lo spazio di un controllo fatto al telefono. Da Milano la madre di Pippa lancia un appello drammatico: «O è morta o si trova in una situazione tragica. Speriamo sia un rapimento. In ogni caso non può essere scomparsa nel nulla». Credere che nessuno abbia visto qualcosa è difficile. L'autogrill di Bayramoglu, dove si è fermata quella jeep, è poco meno di un suk: ci sono bar, ristoranti, un McDonald's, fermate di pullman e di taxi collettivi, centinaia di viaggiatori in transito. Ci sono anche molte telecamere. Gli investigatori hanno raccolto i filmati. Da quei nastri, e dalle tracce lasciate dal telefono cellulare della giovane artista, forse potrebbero arrivare indicazioni utili. Le ricerche per ora sono concentrate nella zona di Gebze, la città più vicina all'area di servizio. Sui cruscotti delle auto-pattuglia ci sono le foto segnaletiche di Giuseppina Pasqualino. Agenti in borghese fanno domande discrete, per non creare un clima che possa mettere paura a eventuali sequestratori. Il problema è che l'indagine è scattata in ritardo. Dal momento della scomparsa a quando in Italia è stato dato l'allarme sono passati quattro giorni e prima che la polizia turca potesse mobilitarsi ce ne sono voluti circa altrettanti.

Lunedì scorso su Kanal D è andato in onda l'appello del console italiano a Istanbul, Stefano Canzio. Da Roma la Farnesina ha attivato l'Interpol. Sul tavolo del pubblico ministero milanese Ilda Boccassini è arrivata la denuncia presentata dai familiari della giovane. E ad Ankara l'ambasciatore in Turchia Carlo Marsili ha preso contatto con le autorità locali: «Ci siamo rivolti ai più alti livelli di polizia e ministero dell'Interno — spiegava ieri all'Apcom —. Ci hanno assicurato che stanno lavorando al massimo per trovarla. Io posso dire che le forze dell'ordine hanno un controllo capillare del territorio». Il numero di persone scomparse in Turchia non è alto. Purtroppo la regione compresa tra Gebze e Sakarya non è un buon posto per perdersi. Criminalità, traffico di droga, islam militante, immigrazione clandestina: finisce spesso sulle pagine di cronaca nera. Il caso di Pippa qui viene definito «anomalo», ma l'idea che una giovane donna sparisca in questo modo non è facile da digerire per Ankara. E poi l'Italia è un Paese amico. Insomma, di sicuro Giuseppina Pasqualino la stanno cercando sul serio. Finora, però, nessuna notizia. I controlli negli ospedali e negli obitori hanno dato esito negativo. Così restano in piedi tutte le ipotesi: un incidente, il sequestro, oppure una tragedia. Per esorcizzare la paura che lo accompagna da giorni, il terrore che la sua fidanzata sia morta, Giovanni Chiari prova a scherzare: «Se la ritroviamo, la strada per tornare a casa la fa a calci nel sedere».

Da martedì sera Giovanni è in Turchia insieme con Antonietta, una delle quattro sorelle di Pippa. Due giorni fa sono comparsi tutti e due in diretta al programma tv di Lerzan Mutlu, una cosa a metà tra Chi l'ha visto? e uno show di Maria De Filippi. La Mutlu, bionda platinata, chiede aiuto ai telespettatori per risolvere misteri e casi lacrimevoli. Dopo la trasmissione hanno telefonato una dozzina di persone, ma nessuna aveva notizie decisive. Allora Antonietta e Giovanni si sono messi in viaggio assieme a Laleham Karadeniz, la loro interprete. Hanno seguito le tracce di Pippa dalla periferia di Istanbul fino a Gezbe e ancora più in là, lasciandosi dietro una scia di manifesti: la foto di lei che aspetta un passaggio vestita da sposa e un appello. Gruppi di uomini turchi lo leggono, poi salutano con i loro Inshallah. Ieri assieme a Silvia Moro, compagna di Pippa nella performance «spose in viaggio», i ragazzi venuti dall'Italia hanno tappezzato il centro di Ankara. Silvia ha smesso l'abito bianco per non creare confusione e falsi avvistamenti. Ricorda i giorni passati per strada, prima di dividersi per alcune divergenze sulla natura del progetto — forse anche una lite — quando chi le raccoglieva diceva: «Siete due angeli».
(Mario Porqueddu)

giovedì 10 aprile 2008

Sei domande per voi

Signore e signori, a grande richiesta...
1 - Resisterà il Pdl alla rimonta del Pd (ma non potevano scegliere sigle meno simili?)?
2 - Quale sarà la vera sorpresa della tornata elettorale?
3 - Santanchè o Casini?
4 - Perché Veltroni e Berlusconi hanno evitato qualsiasi sfida televisiva?
5 - Usciremo mai dal tunnel?
6 - Gli ultimi due anni sono stati neri... Qualcuno ha buoni ricordi dell'ultimo governo Berlusconi? Ergo: di che morte dobbiamo morire?

Pippa Bacca è scomparsa

Ricevo dall'amico Guido e volentieri pubblico.

***
È SCOMPARSA PIPPA BACCA
Ormai da 9 giorni non abbiamo più ricevuto comunicazioni da Pippa Bacca.
Pippa non ha più dato nessuna notizia di se da lunedì scorso, lasciando in angosciosa attesa la famiglia, gli amici e anche chi come lo staff di Foto Up sta seguendo il progetto Spose in viaggio.E' stata vista l'ultima volta a
Gebze.Per ritrovarla sono già stati fatti tutti i passaggi ufficiali anche a livello diplomatico presso la Farnesina.Nella speranza che la mancanza di comunicazioni si debba a un contrattempo tecnico o di altra natura e niente più, d'accordo con la famiglia di Pippa abbiamo deciso di usare questo blog per chiedere informazioni utili a ritrovarla a chiunque possa fornirne.Chi preferisce può anche mandarci una mail a spose@fotoup.net

---Pippa Bacca where are you?Pippa Bacca disappeared nine days ago.The most important Italian newspaper - Corriere della Sera -only today has reported that Pippa is not giving any news since last Monday.Family, friends and the whole Fotoup staff, which is keeping track of Pippa and Silvia's performance, are in deep anguish, waiting for news from her.Pippa was seen for the last time in Gezbe.Official Authorities including diplomatic corps and Farnesina are already at work to find her.We all hope that this sudden stop in contacts from her part is caused by technical problems.We are waiting to receive news from her, anyone who can help us please write on this blog or to the following adress spose@fotoup.net

---Yedi günden beri Pippa Bacca'dan kimse haber alamıyor. Bugün, Corriere della Sera gazetesinde de haber yer aldı. Ailesi, arkadaşkarı ve 'Gelinler Yolda' projesini takip eden Fotoup ekibi endişeli bir bekleyiş içinde.Pippa, son kez Gebze'de göründü.Pippa'ya ulaşmak için bütün diplomatik işlemler başlatıldı.Umuyoruz ki haberleşemememizin nedeni teknik bir sorundur. Pippa'yi bulmak için bu blogu haber almak icin kullanmaya karar verdik.Ya da herhangi bir haber icin, spose@fotoup.net e-posta adresine yazabilirsiniz.

DA "PANORAMA"
Un’originale performance artistica che si sta trasformando in un inquietante giallo. Con l’attivazione del ministero degli Esteri e una famiglia in grande apprensione. Da quando Giuseppina Pasqualino di Marineo, 33 anni, in arte Pippa Bacca, sembra essere sparita nel nulla. Le ultime notizie di sé le ha date al suo fidanzato lunedì 31 marzo, si trovava vicino a Istanbul. Oggi, dopo una settimana, la scomparsa è stata comunicata ufficialmente sul
blog che seguiva in tempo reale con foto e video le tappe del suo viaggio e sul Corriere della Sera.
Pippa Bacca è un’
artista milanese, nipote di Piero Manzoni, passato alla storia per la Merda d’artista. L’8 marzo è partita da Milano con un’altra artista, Silvia Moro, per il progetto “Spose in viaggio”. Vestite da sposa con abiti di Byblos, le due ragazze dovevano visitare chiedendo passaggi i Balcani e il Medio Oriente, con destinazione finale Israele e la Palestina. “Un inusuale gesto di pace, il sogno”, annunciava alla partenza bridesontour.fotoup.net, “di percorrere in autostop i paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate. Il viaggio non sarebbe il normale viaggio di due viaggiatrici ardite, ma il viaggio di due bellissime spose vestite per un matrimonio che forse è già avvenuto o che non avverrà o forse è rappresentato dal viaggio stesso”.
Silvia e Giuseppina si erano separate a Istanbul, dandosi appuntamento per sabato a Beirut. Dalla mattina del 31 marzo però Pippa Bacca non ha più comunicato coi suoi familiari, fino a venerdì scorso il suo cellulare squillava a vuoto. Un camionista, amico di persone che l’hanno ospitata, ha detto di averla notata a Gebze, a sud di Istanbul, sempre sette giorni fa. Giorno in cui la 33 enne ha anche comprato con la carta di credito i biglietti aerei per il ritorno. Sono state allertate le autorità diplomatiche di Turchia e Siria, le ricerche negli ospedali non hanno dato esito e tre giorni fa la famiglia ha avvisato il ministero degli Esteri.
Giuseppina viaggiava spesso in autostop, in Europa e America. La Turchia non le dava preoccupazioni. “Nella speranza che la mancanza di comunicazioni si debba a un contrattempo tecnico o di altra natura e niente più”, scrive ancora il blog, “d’accordo con la famiglia di Pippa abbiamo deciso di usare questo spazio per chiedere informazioni utili a ritrovarla a chiunque possa fornirne. Chi preferisce può anche mandarci una mail a
spose@fotoup.net”.

mercoledì 9 aprile 2008

Lutto tra i teenager degli anni '90...

da http://www.tgcom.it/
Herzigova pentita: "Mai più nuda"
Intanto sbucano foto osè di Eva

Mai più nuda. Da quando è diventata mamma Eva Herzigova ha detto basta ai servizi fotografici senza veli. In una recente intervista alla rivista Tatler la modella ha rivelato di non voler più posare come mamma l'ha fatta. Ironia della sorte proprio in questi giorni girano in Rete alcune sue foto di quando, incinta, è stata fotografata completamente nuda. Eva appare disinibita e naturale davanti all'obiettivo.
Eva del peccato. Questo potrebbe essere il titolo del servizio fotografico osé che ritrae la bella modella.
Bianco e nero e colori smorzati per il set, dove la Herzigova si mostra disinvolta nonostante non indossi nulla. Un bel pancione in bella vista, seno tra le mani e capelli arricciati, la ex modella della Wonderbra è perfettamente riuscita ad entrare nella parte della diva sexy, nuda e in dolce attesa.

L’avevamo vista sulla copertina di Vanity Fair posare con le sue curve arrotondate, ma queste foto sono decisamente più piccanti. Intrigante e maliziosa la Herzigova di un tempo ha deciso di cambiare strada dopo la maternità, ma prima di chiudere con il nudo si è concessa qualche scatto pepato e insolito. Ai fan non resta che ammirarla e sperare che cambi idea.

lunedì 7 aprile 2008

Lady Diana, tempo di sentenze

Ricordo ancora quel 31 agosto 1997. Il mondo sottosopra. Le lacrime copiose. La commozione universale il giorno dei funerali. E ricordo ancora, come se fosse ieri, il giorno in cui due anni dopo andai sotto quel maledetto tunnel, a Parigi. Poi sopra, per commuovermi davanti al monumento che l'ha resa immortale. Lasciai un fiore per ricordarne uno reciso. Diana Spencer, la principessa che tutti amavano come una regina.

***
da Repubblica.it
La giuria popolare ha ascoltato in sei mesi più di 250 testimoni
Il verdetto: "guida negligente" di Henri Paul e dei fotografi
Sentenza a Londra, morte di Diana
Colpa dell'autista e dei paparazzi

LONDRA - Nessun complotto. La principessa Diana e Dodi Al Fayed persero la vita esclusivamente a causa della guida "negligente" dell'autista Henri Paul e dei fotografi che inseguivano la loro vettura nel tunnel parigino dell'Almà. Questa la sentenza pronunciata oggi a Londra al termine dell'inchiesta pubblica. La giuria, composta da sei donne e cinque uomini, in sei mesi ha ascoltato più di 250 testimoni. Il verdetto, a maggioranza, è arrivato dopo quattro giorni di camera di consiglio.
Per la giuria fu quindi la condotta illegale dell'autista e dei fotografi a causare lo schianto della limousine di Diana e Dodi la notte del 31 agosto del 1997. Henri Paul, come dimostrarono le indagini degli inquirenti francesi e britannici, guidava in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di psicofarmaci. La giuria ha poi individuato nel fatto che né Diana né Dodi indossassero la cintura una concausa della loro morte.
Dando la colpa all'autista e ai paparazzi, la sentenza sconfessa la tesi del complotto, sostenuta da Mohamed al Fayed. Il padre di Dodi, proprietario dei magazzini Harrods, aveva sostenuto che dietro l'incidente ci fosse la regia occulta della Casa Reale e dei servizi segreti britannici che volevano impedire le nozze tra Diana e il musulmano Dodi. Il verdetto odierno ricalca la conclusione alla quale erano arrivate le due precedenti inchieste della polizia francese e di Scotland Yard. E il giudice Scott Baker, che ha coordinato le indagini, aveva escluso sin dall'inizio la teoria del complotto. Dopo la lettura della sentenza, Al Fayed ha subito espresso tutta la sua delusione: "Nessuno - dice - dovrebbe essere al di sopra della legge".
L'indagine è costata circa 20 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro), con testimoni sentiti via video da Francia, Stati Uniti, Nigeria, Kenya e Australia.

domenica 6 aprile 2008

Domenica (poco) domestica

Domenica di lavoro (domestico), riflessioni, pensieri, telefonate fiume, discussioni socio-culinarie con l'amico LA, luce che entra dalla finestra, ante che sbattono per il vento, barba sempre più lunga, noia (nel senso califaniano del termine), nuove amicizie, vecchie amicizie sbiadite, party che non ti appartyengono più, via Aristotele sempre nel cuore, campagna, musica, mobili nuovi, lampade in arrivo, oggetti dei desideri, routine che diventa sorpresa, sorpresa che diventa curiosità, movimento, mente che evade, occhio che scava, polpastrello che fiuta, mozzarelle alla diossina, fragole con lo zucchero, bufale (e la diossina?), pomodori (e l'origano?), fotografie (il polpastrello è pulito?), canestri (e la frutta?), delirio...
Ok, ora stacco gli occhi dal pc.

E' morto Charlton Heston, il "duro" di Hollywood


L'attore americano aveva 84 anni. Sei anni fa annunciò in tv di avere l'Alzheimer
Ha recitato in oltre cento film: da 'I Dieci Comandamenti' a 'Ben Hur'
E' morto il "duro" Charlton Heston
Hollywood perde uno dei suoi miti

L'attore americano Charlton Heston è morto ieri all'età di 84 anni nella sua casa di Beverly Hills. Nell'agosto del 2002 lo stesso Heston, uno dei protagonisti più celebri di Hollywood, aveva annunciato in un messaggio tv, con un filmato registrato, di avere il morbo di Alzheimer. Al momento della morte era con lui la moglie Lydia.

Oltre che essere protagonista di una carriera leggendaria, Heston era conmsiderato uno dei 'duri' dello star-system americano, fino a diventare nel 1998 il presidente della National Rifle Association, la lobby americana delle armi sostenitrice del diritto dei cittadini a difendersi (si ricorderà il faccia a faccia con il regista Michael Moore nel film denuncia "Bowling for Columbine").

L'attore era nato nel 1924 a Evanston, nell'Illinois, il suo vero nome era John Charlton Carter e ha recitato in oltre 100 film. Divenne famoso con 'I Dieci Comandamentì (1956) di Cecil De Mille, seguito due anni dopo da 'L'Infernale Quinlan' di Orson Welles, per arrivare a 'Ben Hur' con cui vinse nel 1959 l'Oscar come miglior attore protagonista.

venerdì 4 aprile 2008

Corruzione, indagato Pecoraro Scanio



(foto e articolo da La Repubblica)

Il pm di Potenza Woodcock pronto a rivolgersi al Tribunale dei Ministri
Sotto inchiesta anche imprenditori e il direttore di una rivista ecologista
Corruzione, indagato Pecoraro
Viaggi in cambio di appalti e favori
Nelle carte anche l'acquisto di un terreno vicino al lago di Bolsena

di FRANCESCO VIVIANO
ROMA - Alfonso Pecoraro Scanio, è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Potenza con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione. L'indagine è nelle mani del pm anglo-napoletano John Henry Woodcock che si avvale dell'opera del colonnello dei carabinieri Sergio de Caprio, comandante del Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri, cioè il "Capitano Ultimo" che nel gennaio del 1993 arrestò il capo dei capi di Cosa nostra Totò Riina.


Insieme al ministro dell'Ambiente, leader dei Verdi, risultano iscritti anche alcuni imprenditori che ruotano attorno al mondo dell'ambiente e dei rifiuti, delle agenzie di viaggio e di associazioni culturali e ambientaliste. Sono Franco Ferrone, imprenditore lucano, titolare di una azienda per bonifiche ambientali con appalti nella sua regione ma anche in Campania, Marco Gisotti, direttore della rivista ambientalista "Modus vivendi" e Mattia Fella, titolare dell'agenzia di viaggi Visetur, una società per azioni che ha sedi a Milano, Roma e Perugia. Nell'inchiesta sarebbe coinvolto anche un consulente del ministro, un magistrato campano attualmente fuori ruolo. Alcune fonti sostengono anche il pm Woodcok avrebbe raccolto elementi di accusa che gli permetterebbero di chiedere il deferimento di Pecoraro Scanio al Tribunale dei Ministri.


Secondo l'ipotesi accusatoria, il ministro, grazie a questi rapporti, e ai favori fatti e ricevuti, avrebbe viaggiato in Italia e all'estero (Europa, Americhe, Caraibi) non pagando una lira di tasca sua. Non solo viaggi, ma pure soggiorni in alberghi di gran lusso, anche a sette stelle, come quello di Milano, il Town House Hotel. Secondo quanto avrebbero accertato la polizia giudiziaria di Potenza e i carabinieri del Noe del "capitano Ultimo", il ministro e altri uomini del suo entourage, che non sono indagati, da sei anni a questa parte avrebbero utilizzato telefonini intestati e pagati dalla "Modus Vivendi", una cooperativa editoriale che si occupa di manifestazioni, convegni e master sull'ambiente e l'ecologia.


Nell'inchiesta si fa riferimento anche a un grosso investimento immobiliare, l'acquisto di terreni vicino il lago di Bolsena, dove doveva essere costruita una villa. Ma il terreno, stando agli atti acquisiti, era a destinazione agricola e, secondo le conversazioni intercettate dagli investigatori sulle utenze degli altri indagati, presto sarebbero diventati edificabili, grazie ai buoni uffici del ministro Pecoraro Scanio.


Ma cosa avrebbe dato in cambio il ministro dell'Ambiente ai suoi amici imprenditori? L'ipotesi degli inquirenti, che sarebbe suffragata da documentazione cartacea, intercettazioni e testimonianze, è che il ministro abbia dato appalti e contributi pubblici alla Visetur e alla Modus Vivendi e avrebbe assunto tra i consulenti del ministero anche Stanislao Fella, fratello di Mattia.


Favori ed agevolazioni che sarebbero stati confermati anche da componenti della segreteria particolare del ministro Pecoraro Scanio che sono stati interrogati nelle settimane scorse dal magistrato e dal colonnello de Caprio. L'inchiesta da ieri è approdata, per competenza territoriale (alcuni reati contestati sarebbero stati compiuti nella capitale) alla Procura della Repubblica di Roma. Nell'ufficio del procuratore della Repubblica romana Giovanni Ferrara sono infatti giunti una serie di fascicoli dell'inchiesta fino a ieri coordinata dal pm di Potenza Woodcock, noto alle cronache per le inchieste su "Vallettopoli" che portò all'arresto, tra gli altri, del principe Vittorio Emanuele di Savoia e del fotografo dei vip, Fabrizio Corona.

A proposito delle Bestie di Satana...

da Il Tempo
BESTIE DI SATANA: PROCURA MONZA, INDAGATE SETTE PERSONE PER TRE NUOVI CASI
Milano, 3 apr. (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Monza ha iscritto nel registro degli indagati sette persone per l'inchiesta sulle Bestie di Satana. Gli imputati, gli stessi del primo filone di indagini per la morte di Fabio Tollis e Chiara Marino, risulterebbero accusati di tre nuovi casi: la morte di Christian Frigerio scomparso nel 1996, di Andrea Ballarin trovato impiccato nel 2000 e di una giovane donna.
(Afe/Zn/Adnkronos)

martedì 1 aprile 2008

Pop Art?

Mitica pubblicità appesa al finestrino di un'auto in sosta nel parcheggio del centro commerciale Quinzio di Reggio alle 13,30 di oggi. Pop art?