giovedì 6 marzo 2008

La prostituta e il sindaco, il delitto che scuote Detroit

Non so chi sia né che faccia abbia, ma devo fare i complimenti al collega Guido Olimpio. Non basta la storia per regalare ritmo e suspense, occorre anche saperla scrivere.

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da http://www.corriere.it/
La prostituta e il sindaco - Il delitto che scuote Detroit
Uccisa nel 2003. Un agente rivela: sono stati i miei colleghi
WASHINGTON — «Fragola» è bella ed è molto desiderata. Per questo la pagano bene quando lascia cadere il vestito nei night di Detroit. I clienti apprezzano. Ma forse non sono gli unici. «Fragola» ha mostrato il suo corpo a qualcuno di importante. In un fine settimana nel settembre 2002, l'avrebbero vista alla «Manoogian Mansion», la residenza del sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick. Una esibizione seguita da un fuoriprogramma. La moglie del sindaco, Carlita, sarebbe piombata nella villa ed avrebbe preso a sberle la spogliarellista. «Spazzatura», ribattono gli amici di Kilpatrick convinti di cancellare le ombre. Ma ombre ancora più nere tornano il 30 aprile di un anno dopo. «Fragola», il cui vero nome è Tamara Greene, 27 anni, è assassinata a colpi di pistola in una via di Detroit. Il killer risparmia il compagno della donna che le è seduto accanto nella vettura. A terra rimangono diversi bossoli. Per la scientifica potrebbero essere stati sparati da un Glock, arma in dotazione alla polizia, ma comune anche tra i criminali. Il delitto rilancia, sotto una luce diversa, la presunta esibizione di «Fragola». Kilpatrick reagisce con veemenza. Smentisce tutto e caccia il vice capo della polizia Gary Brown, colpevole di indagare sulla spogliarellista e sui comportamenti illegali all'interno del Comune. In soccorso di Kilpatrick interviene il procuratore Mike Cox che liquida la vicenda del balletto come «una leggenda metropolitana ». Si muove anche la polizia di Stato — separata da quella metropolitana — e raccoglie testimonianze che sembrano dare ragione al magistrato. Ma l'atmosfera a Detroit è putrida. C'è un clima di sospetto, di pugnalate nell'ombra, di ricatti. Un ambiente che piacerebbe allo scrittore James Ellroy. Accade così che una pattuglia fermi per eccesso di velocità l'assistente del sindaco, Christine Betty. Una donna in carriera e molto — forse troppo — vicina al primo cittadino. Lei risponde telefonando al capo della polizia e insultando gli agenti: «Voi non sapete chi c... sono io?». Poi insinua che si è trattato di una trappola ordita dalla polizia. La poltrona di Kilpatrick diventa rovente. Nell'aprile del 2004 la polizia di stato afferma che il giudice Cox ha ostacolato l'indagine e un tenente della Omicidi di Detroit, Alwin Bowman, accusa: «Mi hanno trasferito per impedire che facessi luce sul delitto di Tamara». Il giallo di «Fragola» si intreccia con le beghe consiliari. La stampa picchia duro, i reporter scavano nella melma, si attaccano dove possono. È di nuovo la moglie Carlita a finire in prima pagina perché usa un gigantesco Suv fornito al Comune per le esigenze della polizia. Nulla rispetto ai guai che aspettano il marito. Vengono infatti diffusi dei messaggi sms dai rivelano rapporti troppo «stretti» tra Kilpatrick e l'assistente Christine Betty. Agli schizzi di fango segue un altro colpo. L'ex tenente Bowman presenta, il 29 febbraio, una denuncia che scuote il Palazzo: «Tamara è stata uccisa da qualcuno della polizia. E c'era un legame tra la vittima e uno stretto collaboratore del sindaco». L'ufficiale aggiunge che i suoi superiori hanno sempre mostrato «un interesse inusuale» per il caso. L'allora capo Jerry Oliver e il suo successore, l'ambiziosa Ella Bully Cummings, pretendevano di aver libero accesso alle carte dell'indagine. Una via vai di cartelline che avrebbero causato la perdita di documenti importanti. Un altro detective testimonia che alcune informazioni sono state cancellate dai computer del Dipartimento. Il tiro si sposta sulla Cummings che ha passato, contro ogni logica, il dossier Fragola all'unità «Cold case». Un modo per affossare l'inchiesta, dicono i nemici. «Non è vero», ribatte la Cummings chiedendo la collaborazione dei cittadini. Le ha risposto un amico della vittima: «Tamara doveva ricevere un grossa somma di denaro ». Era il prezzo del silenzio? Forse hanno preferito pagarla con una scarica di piombo.
Guido Olimpio
06 marzo 2008

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