venerdì 30 novembre 2007

Fornai e giornalisti


Domani mattina la sveglia suonerà alle 7. "Beh, e cosa c'è di strano?", penserà la maggior parte di voi. Beh, rispondo io, è come chiedere a un fornaio di dormire fino a mezzogiorno.
Con domani dovrebbe definitivamente chiudersi il capitolo muratori/artigiani/pittori e chi più ne ha più ne metta. Già dal pomeriggio scatteranno le grandi manovre per pulire l'appartamento e rendere possibile un trasloco (per il momento non il mio) atteso da mesi.
Quella alle porte sarà una settimana densa di impegni, per i quali ho anche chiesto le ferie conquistando il diritto a lavorare solo giovedì prossimo, quando in tribunale sarà celebrata una delle udienze preliminari più attese dell'anno (ogni cosa a suo tempo, ne parleremo).
Per il momento mi godo la fine di una settimana che ha regalato soddisfazioni e qualche grassa risata, soprattutto nella seconda metà. Il nervosismo dei giorni scorsi è (quasi) un ricordo.
Vi saluto, chiedendovi anticipatamente scusa se nei prossimi giorni non riuscirò ad aggiornare il blog con la solita frequenza.

mercoledì 28 novembre 2007

Mare, birra e hot dog: un maiale in paradiso


Chi non vorrebbe essere al suo posto?

da www.tgcom.it
Vacanze da maiale per Babe
Mare limpido per un fortunato suino

Un fortunato maiale di nome Babe (come il protagonista di un famoso film di qualche anno fa) sta passando le sue vacanze in una maniera decisamente inusuale per un suino. Il piccolo quadrupede se la sta infatti spassando alla grande su un'isola privata delle Bahamas, nuotando nel mare cristallino, spaparanzandosi al sole sulla sabbia bianca, ingozzandosi di hot dog e bevendo birra.

Babe vive su questa remoto isola con gli unici due abitanti umani, il regista di video Luke Abbott e la sua compagna Mona Wiethuchter che poi sono i suoi padroni. Durante la notte il maialino se ne sta nascosto tra i cespugli vivendo "alla selvaggia", ma di giorno preferisce una vita più mondana, fatta di lusso e buon cibo. Mr Abbott, che ha solo 23 anni, vive sull'isola da ormai nove anni e racconta di aver deciso di adottare il maialino quando aveva solo un anno. "Lo abbiamo subito abituato - ha detto Abbott - a vivere come noi, e lui sembra aver apprezzato".

"L'unica cosa che dobbiamo controllare è il suo peso - ha aggiunto Mona Wiethuchter - perchè con tutta questa birra e questi hot dog rischia di ingrassare troppo. Due anni fa era diventato così grasso che abbiamo deciso di metterlo a dieta e fargli fare un po' di jogging. Ogni mattina correvamo assieme a lui sulla spiaggia per almeno un'ora, finchè non lo abbiamo fatto tornare in forma". "Lui ama il suo stile di vita. Alla mattina ci raggiunge in spiaggia, mangia un hot dog e beve una birra, poi di solito fa una bella nuotata e al ritorno si riposa dormendo per un po'".

Viva Oronzo Canà!


da www.tgcom.it
Banfi:"Il mio film giova al calcio"
Presenta "L'allenatore nel pallone 2"
28 novembre 2007 - C'è grande attesa attorno a "L'allenatore nel pallone 2" di Sergio Martino che segna dopo 23 anni il ritorno al cinema di Lino Banfi. La data di uscita prevista è l'11 gennaio 2008. "Questo film farà bene al calcio, in questo momento sarà come una pillola di buonumore". Lo ha detto Banfi presentando alle 30esime Giornate professionali di cinema la pellicola. Nel cast ci sono campioni come Totti, Toni, Del Piero e Materazzi.

Agli addetti ai lavori riuniti a Sorrento, Banfi ha rivelato un retroscena. "Due anni fa sono stato contattato da un avvocato che lavorava nell'inchiesta detta Calciopoli - ha raccontato l'attore - Mi chiese come aveva fatto il mio personaggio Oronzo Canà, venti anni prima, ad affermare che tutti gli intrallazzi succedono a Torino. Insomma, sono stato preveggente". Banfi ha ringraziato tutti i campioni del calcio che hanno lavorato al suo fianco: "Tutti avevano visto il primo film e naturalmente erano dei fan dell'allenatore. Questo film è diventato un vero cult - ha concluso Banfi - grazie alla sua ingenuità e genuinità. Spero che questo sequel lo vedano molti bambini".

"L'allenatore nel pallone" è stato girato nel 1984 sempre da Sergio Martino. Protagonista è Oronzo Canà un simpatico ma mediocre allenatore (con esperienze a Bari, Brescia, Cavese, Foggia e Parma) che si ispira a Liedholm e che spera, un giorno, di allenare una grande squadra. L'occasione arriva quando il presidente della Longobarda lo ingaggia per guidare la squadra neopromossa in serie A.

Fin qui tutto sembra assolutamente "normale". In realtà lo scopo del presidente è quello di attuare un'immediata retrocessione della squadra perché la permanenza in serie A ha dei costi proibitivi. Canà, ignaro dei piani oscuri, tenta di vincere tutte le partite... La pellicola aveva nel cast numerose guest star del mondo del calcio e dintorni del calibro di Aldo Biscardi, Giampiero Galeazzi, Carlo Ancelotti, Ciccio Graziani, Nils Liedholm e Nando Martellini. Mentre ne "L'allenatore nel pallone 2" (oltre ai campioni del calcio già citati) ci sono: Anna Falchi, Biagio Izzo e Luciano Moggi.

lunedì 26 novembre 2007

Colore!


Giusto per allontanare il nervosismo.
(foto da www.repubblica.it)

L'odore e la finestra

Sissignore, stasera ho voglia di asciugarvi un po' (erano secoli che non usavo questa espressione). Sono allibito e pure un po' schifato. Ora è ufficiale: le capacità non contano.
Va bene, è vero, avete ragione, siamo alla fiera dell'ovvio, ma ogni volta che mi affaccio alla finestra e vedo (vivo) certe scene il disgusto è tale da superare ogni precedente.
Come uscirne? Domanda retorica: non se ne esce. Meglio lavorare per se stessi, per costringere i ciechi e i muti ad ammettere, anche solo con loro stessi, che hanno pestato una merda. E quel giorno non sarà certo lì a passare loro un fazzoletto di carta o ad aprire la finestra per far passare l'odore.

Dietro le quinte

La osservo, e penso che vorrei vedere quel sorriso ogni mattina.

domenica 25 novembre 2007

Pavarotti, Mantovani e il primato dell'Informazione di Modena

Nicoletta Mantovani ha citato a giudizio Franca Corfini e Lidia La Marca, entrambe amiche di vecchia data del tenore Luciano Pavarotti, chiedendo 30 milioni di euro di risarcimento per sé e per la figlia Alice. Si sente diffamata da alcune dichiarazioni fatte dalle donne a Porta a Porta.
La notizia, ripresa da tutti i telegiornali e quotidiani nazionali (leggi i servizi pubblicati su Repubblica.it o Corriere.it), è stata data in anteprima e in esclusiva da L'Informazione di Modena.
Bravi!

Per leggere l'articolo di Eugenio Tangerini cliccate qui.

sabato 24 novembre 2007

Non abbassiamo la guardia

La morte di un nuovo soldato italiano non lontano da Kabul (Afghanistan) riaccende il dibattito sul ruolo e sulle finalità delle missioni militari all'estero. Anche questa volta non mancheranno le polemiche e le lamentele di chi vorrebbe far rientrare in Italia tutti i militari sparsi nelle zone calde del globo.
Signori, all'orizzonte c'è un problema di cui forse non vi siete ancora accorti. Se non teniamo alta la guardia, se non monitoriamo una situazione già esplosiva, ci troveremo presto a dover fare i conti con chi vuole punirci solo perché ci considera "infedeli" e soprattutto con chi oggi ci tiene per le palle alzando a dismisura il prezzo del petrolio. Se ci arrenderemo, sarà il caos. E addio comodità e privilegi. Libertà, se preferite.
Sono materiale? Sì, mi piace questo Paese. Mi piaceva di più 10-15 anni fa. E il pensiero che le cose andranno sempre peggio mi fa davvero arrabbiare.

p.s. Tra le vittime dell'attentato ci sono quattro bambini. Sono uomini, questi talebani?

Guardia in rosa al Quirinale



Guardia d'Onore tutta in rosa al Quirinale. Per la prima volta il drappello di militari incaricati di svolgere la cerimonia pubblica di cambio della guardia sarà composto esclusivamente da personale femminile, le volontarie del 235° Reggimento Addestramento Volontari «Piceno», reparto che dal dicembre del 2000 è incaricato di addestrare le soldatesse arruolate nel Ruolo Volontari dell'Esercito. Ecco la sequenza dello "storico" cambio della guardia. (Agf)

Foto e testo da www.corriere.it

venerdì 23 novembre 2007

Devastante routine

A casa, in coma e con le batterie più scariche che mai. Per fortuna domani non si lavora. Se ne riparlerà domenica. Alleluja.
Non è stata una settimana particolarmente pesante a livello di notizie, e forse il problema è proprio questo. Preferisco di gran lunga spremermi e appassionarmi su qualcosa di davvero importante piuttosto che morire dietro a mille processi e processetti tutti uguali.
Buon venerdì sera, gente.

Sveglia all'alba e sbadigli

Sveglia praticamente all'alba e sbadigli davanti alla tastiera con un pinguino che mi chiede perché stamattina fa così freddo in camera mia.
La giornata prevede l'acquisto di una lavatrice, poi via alle danze con il solito giro di cronaca in tribunale e, nel pomeriggio, un convegno sui maltrattamenti e le violenze in famiglia.
Allegria!
Come sarà il vostro fine settimana?

giovedì 22 novembre 2007

Strappo alla regola

Per una volta farò un strappo alla regola e vi racconterò cosa accade quando il computer è spento.
Per accendere le luci mancano solo i lampadari. Tecnici, idraulici e montatori vari hanno terminato il loro pellegrinaggio. Il prossimo viaggio sarà il NOSTRO.

Accoltellatore libero/2

Alle ire del pubblico ministero ("Certe cose accadono solo a Reggio"), ieri il Gip ha risposto per le rime difendendo a spada tratta la propria ordinanza: "Io sono chiamato a decidere in base agli atti, non spetta a me fare le indagini".

Per leggere l'articolo scritto per L'Informazione di Reggio del 22 novembre cliccate qui.

martedì 20 novembre 2007

Quasi assassino vs ladro per fame

1 - Dopo sette anni di botte e scenate di gelosia, un ragazzo italiano di 25 anni accoltella a un fianco l'ex convivente nonché madre del loro bambino di 5 anni. La giacca di pelle indossata dalla ragazza evita al coltello da caccia con doppia lama di ferirla in modo grave. Il giovane, che ammette tutto, viene arrestato con l'accusa di lesioni aggravate (dall'uso dell'arma). Se la ragazza avesse indossato una canottierina, magari in estate, sarebbe stato tentato omicidio? Il gip del tribunale di Reggio Emilia convalida l'arresto e SCARCERA il giovane. N.B. Il pm aveva chiesto il carcere dopo aver sottolineato il pericolo di reiterazione del reato. Tradotto: questo esce e l'accoppa.

2 - Un clandestino polacco di 23 anni finisce in carcere per aver rubato 300 euro di generi alimentari dal magazzino di un supermercato. Nel corso della stessa mattinata, davanti al medesimo giudice ammette: "Avevo fame, non sapevo come altro mangiare". Il gip convalida l'arresto e dispone la misura cautelare in CARCERE con la motivazione che, non avendo il poveretto un lavoro stabile, avrebbe probabilmente potuto rubare ancora.

COSA MI SONO PERSO???

Per leggere la pagina scritta per L'Informazione di Reggio del 20 novembre 2007 cliccate qui.

P.S. Inizialmente avevo pensato di inserire questo post nella categoria "perle dal tribunale". Poi ci ho ripensato. Su certe cose non si può scherzare né sorridere.

domenica 18 novembre 2007

Parola chiave: originalità

Negli ultimi giorni ho avuto modo di parlare del blog ad alcuni amici che ancora non lo conoscevano. L'avranno visitato? Sarà piaciuto? Già, ma cosa deve avere un blog per colpire davvero nel segno?
Navigando qua e là e frequentando siti specializzati, sono giunto alla conclusione che una ricetta perfetta non esiste. La parola d'ordine è e deve essere originalità. La sfida è lanciata.

Buona settimana a tutti, "belli e brutti" come diceva il mitico Mike Mitchell.

sabato 17 novembre 2007

Frates a Caserta, ultras a casa

Visto che il fine settimana è già entrato nel vivo e che il popolo italico è solito dedicare la domenica al dio pallone (per fortuna non solo quello da calcio), proseguo il filone sport.

Fabrizio Frates è il nuovo allenatore della Juve Caserta (basket, Legadue). Al di là dei complimenti all'amico e collega Adelmus Cutwines che ha dato la notizia anni prima della concorrenza, voglio fare l'in bocca al lupo al coach. Insieme ne abbiamo viste parecchie (lui in campo, io logicamente in tribuna), in Legadue, in serie A e pure in giro per l'Europa. All'apparenza burbero, altezzoso, pieno di sé, negli anni trascorsi a Reggio Frates ha dimostrato di essere una bravissima persona. E, soprattutto, è uno dei migliori allenatori di pallacanestro che ci sono in Italia.
In bocca al lupo, Fabrizio!

Voglio poi spendere due parole per rivolgermi a chi, dirigenti e tifosi della Pallacanestro Reggiana, si è risentito perché L'Informazione di Reggio ha dato la notizia che per un anno otto ultras biancorossi non potranno entrare in nessun palasport d'Italia in quanto diffidati. Signori, quella è una notizia. Punto. Il resto vale zero.

venerdì 16 novembre 2007

Francesca Ferretti regina dell'Italvolley


E brava Italia. In Giappone la nazionale femminile di pallavolo ha vinto la World Cup battendo in finale gli Stati Uniti per 3-0. Il ruolino di marcia delle azzurre è stato impressionante con undici vittorie in altrettante gare e la certezza di giocare le prossime Olimpiadi a Pechino.
La nota lieta? Il ritorno ad altissimi livelli della reggiana Francesca Ferretti. A causa di un brutto infortunio a un ginocchio ha addirittura rischiato il ritiro e oggi è lì, protagonista tra le grandi.

p.s. Il primo amore non si scorda mai. Lo sport, ovviamente. Cosa avevate capito?

giovedì 15 novembre 2007

mercoledì 14 novembre 2007

"Non fai un c...". Capo condannato per ingiurie

da www.repubblica.it
14 novembre 2007 - La Cassazione conferma la sentenza emessa a Roma
"La critica di un comportamento non può sconfinare nell'insulto"
Disse a un dipendente: "Non fai un c."
Capo condannato per ingiurie

ROMA - Un capo che si rivolge con stizza al dipendente usando l'espressione "non fai un cacchio" può essere condannato per ingiuria. Lo rileva la Cassazione, confermando la condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Roma. Un superiore si era rivolto ad un lavoratore dicendogli "mò m'hai rotto li c..., io voglio sapè te che c.... ci stai a fà qua dentro, che nun fai un cacchio ed altro".
L'imputato si era rivolto alla Suprema Corte contro il verdetto dei giudici del merito, deducendo che "in considerazione del rapporto gerarchico esistente" tra lui e il dipendente, "della circostanza che il fatto avvenne durante l'orario di lavoro e che la persona offesa si era intromessa in colloquio di lavoro tra altre persone, peraltro in ambiente di lavoro ricco di tensione, quale quello della movimentazione di valori, la frase pronunciata non aveva valore di ingiuria, trattandosi di espressione volgare e colorita utilizzata come forte critica nei confronti di un comportamento stigmatizzabile del sottoposto".
La frase, secondo l'imputato, stava a significare che il dipendente "si trovava fuori luogo rispetto al suo naturale posto di lavoro" e "alla luce dell'evoluzione dei costumi e del particolare luogo di lavoro ove era dato udire ogni tipo di sconcezza non era condivisibile l'opinione che il dipendente, quasi rivestisse la figura di Cappuccetto rosso, si fosse sentito offeso nell'onore".
Per la quinta sezione penale della Cassazione, il ricorso è inammissibile: in relazione al reato di ingiuria, osservano gli alti giudici, "affinchè una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica - si legge nella sentenza n.42064 - ad un errato o colpevole comportamento, in atti di ufficio, di un suo subordinato, non sconfini nell'insulto a quest'ultimo, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell'errore, sottolineino l'eventuale trasgressione realizzata". Se invece le frasi usate "sia pure attraverso la censura di un comportamento - ribadiscono gli ermellini - integrino disprezzo per l'autore del comportamento, o gli attribuiscano inutilmente intenzioni o qualità negative e spregevoli, non può sostenersi che esse, in quanto dirette alla condotta e non al soggetto, non hanno potenzialità ingiuriosa".
Nel caso di specie, conclude la Suprema Corte, i giudici di merito "con apprezzamento in fatto adeguatamente motivato e come tale incensurabile in questa sede, ha accertato che la condotta ingiuriosa non era finalizzata a stigmatizzare una specifica condotta censurabile del dipendente nell'esercizio delle sue mansioni, bensì era motivata dalla 'stizza' per un comportamento genericamente opportuno" del dipendente. Per questo "la concreta fattispecie esula dalle ipotesi di critica legittima".

martedì 13 novembre 2007

Un tuffo chiamato Vania


Fare ordine nel disco fisso del pc fa male. Ho ripescato questa lettera che avevo scritto per Vania. Era il suo compleanno. Non ricordo nemmeno se è mai arrivata a destinazione, ma so perfettamente che quella giornata insieme non ce la siamo mai regalata. Rileggerla oggi mi fa tremare. Attuale, sofferta, vibrante. Suona come uno schiaffo. Da allora non è cambiato nulla. Non so perché ho deciso di pubblicarla. Anzi, lo so eccome. L'affido alle onde, e poco importa se sono wi-fi e non del mare. A tappare la bottiglia pensate voi.

***
Bagnolo in Piano, 28 marzo 2004

Cara Vania,
prendere in mano carta e penna per scriverti mi fa tornare indietro di almeno cinque anni. Ogni tanto spulciando i vecchi astucci del liceo trovo ancora alcuni dei nostri bigliettini. Li ricordo quasi tutti: confidenze, battute, stupidate o litigate furiose. In poche parole riuscivamo a dirci tutto.
La nostra amicizia ha sempre vissuto di alti e bassi, estremi come estreme sono le reazioni di due zucconi tremendamente umorali come noi, ma abbiamo sempre rialzato la testa. Negli ultimi mesi ci siamo allontanati di nuovo. Sono stato assente. Mi prendo tutte le responsabilità e ti chiedo scusa. Ho perso di vista il bene più prezioso che abbia mai avuto: la tua amicizia.
Per il tuo compleanno ho deciso di non regalarti pacchi e pacchettini da scartare, perché quello che voglio donarti non si trova nelle vetrine dei negozi. Voglio ripartire dalla serenità che solo il saperci vicini ci sa dare. Gli ultimi mesi per te non sono stati facili. Ti ho osservato. Ne ho sofferto, ma per orgoglio non ti ho cercato. Ho pensato che tu non avessi più bisogno di me, e ho sbagliato ancora. Non so dove ci porterà la vita, Vaniè, ma so che ovunque sarà tu sarai nel mio cuore.
Voglio regalarti una giornata insieme, magari un fine settimana, per ucciderci di chiacchiere e risate come solo noi sappiamo fare. Voglio starti vicino. Al mare, in una città d’arte o in una beauty farm… Dove e quando lo decideremo insieme, perché è insieme che voglio ripartire…

Amici per Sempre
dd

Attenzione ai ladri d'identità

L'ultimo allarme per chi vive nel web è il furto di indentità. L'allarme è stato lanciato dagli esperti del sito Get Safe Online, sponsorizzato dal governo britannico che tutela i naviganti.
I casi di frode sono in aumento soprattutto su Facebook e MySpace. Il rischio principale è economico: a un esperto bastano pochi dati pubblicati nel profilo per alleggerire il conto corrente al malcapitato.
Meditate gente, meditate...

sabato 10 novembre 2007

Libero pensiero

Alla fine niente weekend fortemarmino, ma una sana partita a squash con mister LA. Non vedo l'ora che arrivi sera e la regina di via Aristotele sa perché.

Come sempre, quando ho un momento libero, mi tutto sul web a caccia di notizie curiose. Strano paese l'America, tutta presa dal capire se Hillary Clinton se la fa davvero con la sua capo di gabinetto. E l'Italia? Tutti gioiscono perché la nuova compagna di Gianfranco Fini (ed ex di Luciano Gaucci, brrrrr....) è incinta. Ottavo mese, per essere precisi. Sbaglio, o il leader ha divorziato da pochissimo dalla moglie Daniela? Per fortuna non siamo in America.

In questo periodo sento la politica distante anni luce da me. Strano, sono sempre stato abbastanza attento.

Ok, stacco. Scusate per queste frasi in libertà. Vi sembreranno parole confuse e sconclusionate, e forse lo sono. O forse no.

Censura cinese

da www.corriere.it
10 novembre 2007 - Ecco cosa nel paese asiatico è vietato pubblicare
CINA, L'EDITTO SULLA STAMPA
Un «decalogo» della Propaganda obbliga i giornalisti a eseguire gli ordini diretti del Partito comunista

di Fabio Cavalera
PECHINO (CINA) - L'editto sulla stampa, una cartellina con dieci punti, è stato spedito a tutti i giornali e le televisioni della Cina. Il suo primo comandamento ha l'incipit che suona come una correzione pignola: quando un articolo o una trasmissione vengono marchiati e bollati con la frase «non dover pubblicare» significa semplicemente «non pubblicare».
Chiaro? Il verbo servile «dovere » (per la grammatica italiana) ha due usi possibili: uno legato alla valutazione obiettiva di un fatto (parla bene quel tizio, deve essere colto) e uno legato a un obbligo (devi uscire di qui). Questa «doppiezza» per il dipartimento della Propaganda del partito comunista è fonte di un equivoco da risolvere: «dovere» è un verbo occidentale un po' troppo liberale e democratico. Di conseguenza, va tolto di mezzo. In Cina, non vi possono essere margini di interpretazione o di dubbio.
L'ordine è uno, punto e basta. Il servile — scherzi della lingua — non serve. Anzi, è d'impiccio. Ma siamo ai preliminari. Anche i comandamenti secondo e terzo, diffusi un mese fa alla vigilia del congresso comunista, quando si chiedeva una interpretazione doc della linea, hanno il servile e necessitano di una ritoccatina ad uso e consumo di chi non capisce bene. Vediamo il punto due: «Non dover mandare giornalisti (si sottintende a seguire una conferenza o un evento o a porre domande) significa che si riporta il comunicato ufficiale», non una virgola di più. E il punto tre: «Non dover commentare significa non fare commenti ». Caso mai ci fosse qualche burlone che ha intenzioni pericolose ecco il dettaglio che manca: «Nemmeno con le vignette». Giannelli, Altan, Vauro, Elle Kappa, Staino, Forattini, Bucchi, Chiappori finirebbero nei guai seri.
È la guerra della Propaganda, cascame ideologico del passato, contro il «servile» ma non solo: perché nei dieci comandamenti che sono stati stampati e inviati alle direzioni dei giornali, delle televisioni e dei siti Internet ci sono almeno altri due verbi nel mirino della corretta esegesi. Sono niente meno che: «esagerare» e «riportare ». Il comandamento numero quattro è una precisazione: «Non esagerare», ovvero non mettere in prima pagina. Se il direttore di un quotidiano o di un periodico o di una televisione si vede recapitare dal dipartimento Propaganda l'avviso di «non esagerare» sa che la prima pagina è vietata. Che caschi un grattacielo o si sloghi la caviglia un dirigente del partito, la notizia va piazzata all'interno. Già, ma come? Comandamenti numero sei e sette: non esagerare equivale a non presentare «articoli eccessivamente numerosi», non collocarli «in posizioni di rilievo », «non dividerli su più pagine». A buon intenditor poche parole. E poi c'è l'altro verbo: «riportare». Editto, punti otto e nove, i più semplici. L'otto: «Non riportare senza permessi». Non occorre aggiungere nulla: questo sì che è il Verbo. Il nove: «Non riportare per il momento » che si traduce con «non riportare» per sempre. Il nove che fa quasi rima con il dieci: «Non partecipare» a un evento, a scanso di equivoci, è l'ordine di «non riportare».
Dieci comandamenti per una informazione corretta. Quale? Niente scandali. E niente critiche. Il pensiero unico prevede: dare bene in grande che la Cina viaggia verso la luna. Ma nemmeno una riga sulle proteste nelle campagne. Ancora: gonfiare i titoli sull'economia che marcia a pieno regime, spettegolare in modo discreto sulle star dello spettacolo e dello sport, riempire la tv con balletti, quiz e canzoni, soap opera, drammoni rivoluzionari, e storie di patriottismo antigiapponese. Però chiudere un occhio, o entrambi, sui disastri naturali o sulla Diga delle Tre Gole che distrugge l'eco-sistema o che obbliga alla deportazione altri tre milioni di contadini. In sostanza, ci sono concetti che devono (obbligo) entrare nella testa di tutti i cinesi e dei giornalisti in particolare. La regola di base recita: si scrive, o si trasmette o si manda in rete, solo ciò che al partito comunista piace e che a suo insindacabile giudizio è utile alla Cina. Naturalmente, chi non ci sta paga e paga caro. Trentatré reporter sono in prigione per essersi presi la licenza di sfondare il muro della censura. Negli ultimi tempi i segnali di insofferenza sono cresciuti. Così le autorità hanno pensato di correre ai ripari e di mettere nero su bianco la «legge sacra». Accadeva pochi giorni prima dell'ultimo congresso. Poi è cominciato il rimescolamento di carte nella dirigenza comunista. Spiragli di innovazione. Forse fra i nuovi c'è qualcuno che prima o poi ricorderà ai vecchi e bolsi funzionari della Propaganda: ma la verità non è rivoluzionaria?

venerdì 9 novembre 2007

Commemorazione sportivi reggiani defunti



Per una volta, una comunicazione di servizio importante per ricordare gli amici che non ci sono più.
Cliccate sul volantino per leggerlo meglio.

Spero sarete dei nostri.

giovedì 8 novembre 2007

Sex appeal, gli inglesi regalano speranze...

da www.repubblica.it

7/11/2007 - Secondo un team di studiosi scozzesi, il cervello è programmato in un certo modo per percepire l'attrazione reciproca. Ecco come.
Il sex appeal? Sicurezza, sorriso e uno sguardo diretto per attrarre
Guardare negli occhi chi ci piace, spiega la ricerca, aumenta
di otto volte il livello di attrazione esercitato da un volto

LONDRA - Il segreto di un viso attraente? Non la sola bellezza, ma uno sguardo fermo e un bel sorriso. E' la scoperta di un'equipe scientifica britannica, che dimostra come guardare l'interlocutore negli occhi e sorridere crei nell'altro la convinzione di avere di fronte un partner adatto.

I ricercatori delle università di Aberdeen e Stirling, in un articolo pubblicato sul giornale Proceedings of the Royal Society, Biological Sciences, notano che "se entrate in un bar e una attraente signorina vi ignora, o sta sorridendo al Brad Pitt di turno seduto all'altra estremità del bancone, probabilmente non sarete ispirati a offrirle un drink. Ma se entrate, e la sua faccia si illumina, probabilmente lo farete. Le persone sono attratte da coloro che li trovano attraenti, è anche una questione di narcisismo".

Secondo Ben Jones del Face Research Laboratory, dove è stata condotta la ricerca, il cervello è programmato per individuare sguardi diretti e sorrisi, tanto da investire del tempo per attirare possibili partner con queste caratteristiche. Sorridere e guardare negli occhi, dicono gli scienziati, aumenta di otto volte il livello di attrazione esercitato da un volto. Tuttavia, avverte Jones, non è il caso di tenere lo sguardo fisso per troppo tempo: "Verrebbe percepito come poco attraente, addirittura come qualcosa che mette paura".

Nel loro studio, i ricercatori hanno mostrato foto di facce con espressioni diverse a 460 persone, metà uomini e metà donne. Tutte quelle che guardavano l'osservatore sono state giudicate più attraenti di quelle che guardavano altrove. Anche quando entrambi le facce erano sorridenti. Jones riferisce anche di altre caratteristiche che sembrano più attraenti di altre: una pelle dall'aspetto in salute e la simmetricità del viso.

martedì 6 novembre 2007

Biagi e la redenzione

Ci mancavamo solo i terroristi...
ABBBBASTA!, direbbero a Roma. Non c'è pace per i poveri cronisti di provincia.

Voglio invece spendere due parole dopo la scomparsa di Enzo Biagi (la biografia). Al di là di ogni retorica, dei tanti che amano riempirsi la bocca con parole tipo "maestro", "insuperabile", "esempio", resta l'amarezza nel constatare un dato evidente: davanti alla morte anche i nemici diventano migliori amici. Comodità o redenzione?

domenica 4 novembre 2007

Tutto vero/7

Poveri giudici reggiani, ormai se ne sentono dire di tutti i colori...

Due nordafricani hanno rapinato due ragazzi lasciandoli letteramente in mutande in mezzo alla strada. Arrestati, davanti al gip hanno spiegato: "Noi viviamo vendendo vestiti. I loro erano firmati, così ci siamo offerti di comprarli".
E i Rolex? Le catenine d'oro? I mille euro in contanti? ...Dannata mano invisibile del mercato!

p.s. I rapinati sono due nomadi con un elenco di precedenti per furti e bravate lungo così... Dante docet.

giovedì 1 novembre 2007

Una sentenza che fa tanto sistema

Ok, basta. Diciamolo. Chi confessa un omicidio non può restare impunito.
Col passare delle ore le due facce della medaglia sono sempre più lucide. La sentenza con cui il Gup Riccardo Nerucci ha prosciolto Paolo Bellini dall'accusa di aver ucciso Alceste Campanile per intervenuta prescrizione è un mattone che rende più saldo l'apparato della giustizia. Da una parte salva il lavoro, durato anni, del procuratore Italo Materia che sulla credibilità di quella confessione ha costruito l'intero processo e parte della sua carriera. Dall'altra dice: Sissignori, Bellini è brutto, sporco e cattivo. Ma questa e la legge.
Provate a pensare anche solo per un momento cosa sarebbe accaduto se, come a Brescia (dove era a giudizio dopo aver confessato un altro duplice omicidio), il Gup reggiano avesse prosciolto Bellini ritenendolo non credibile. Sarebbe crollato tutto un mondo fatto di anni di lavoro, poltrone da salvare e soldi pubblici spesi per le indagini e per istruire il processo.
Così invece "basta" spiegare alla gente che un pluriomicida reoconfesso merita comunque le attenuanti generiche. E che queste sono da considerare prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti.
Una cosa è certa: la partita non è ancora finita. Nei minuti di recupero c'è ancora lo spazio per un ricorso da parte della procura. Servirà?

Ringrazio l'amico, al momento telematico e telefonico, Willer Barbieri per aver inserito anche i miei articoli sul sito che ricorda Alceste. Un lavoro certosino che porta avanti dal 2004 con ottimi risultati.

http://www.linformazione.com/archivio/20071101/12_RE0111.pdf