giovedì 18 ottobre 2007

Strage e sconcerto


Sono distrutto. Professionalmente parlando è stata una giornata incredibile. Da tutti i punti di vista. Arrivare in tribunale per il solito giro di cronaca, vedere due cadaveri a terra e una donna portata via in condizioni disperate con un proiettile in testa. Tutto in pochi minuti.
Poi la lunga diretta per la tv, i collegamenti con Radio24 e le sei pagine da scrivere insieme ai tanti (e bravi) colleghi che oggi si sono fatti in cinquanta.

La fredda cronaca.
Alle 11 un albanese di 40 anni, Clarim Fejzo, ha aperto il fuoco all'impazzata durante un'udienza di separazione. Ha ferito l'avvocato della moglie, Giovanna Fava, poi ha sparato alla consorte Vjosa Demcolli, 37 anni, ferita gravemente, operata e ora in prognosi riservata. Poi ha freddato il cognato, Arjan Demcolli, che aveva tentato di disarmarlo. Quindi il conflitto a fuoco con la polizia: un agente all'ospedale con una gamba ferita e l'albanese a terra senza vita. Tutto davanti alle figlie di 16 e 12 anni.

Sconcerto, perché in quel corridoio bivacco tutte le mattine a caccia di notizie. Un minuto, e avrei sentito le pallottole sibilare. E ora tutti si accorgono di quanto è facile entrare armati in tribunale a Reggio e fare ciò che si vuole. Non ci sono metaldetector, le telecamere scarseggiano. Ci voleva il morto...

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