lunedì 31 dicembre 2007

Caro 2007 ti scrivo

Siete davvero pronti a veder calare il sipario su questo 2007?
Per me è stato un anno importante, caratterizzato dal superamento dell'esame di Stato e dall'iscrizione nell'albo dei giornalisti professionisti. Una gioia immensa, che nei primi mesi dell'anno ha dovuto convivere con difficoltà e problemi creati ad arte da chi ha provato a rovinare la vita a me come a buona parte dei miei colleghi. Con questo 2007 se ne andrà anche questo brutto ricordo, ma resterà in tutti noi la soddisfazione di aver tenuto la testa alta e di aver vinto la nostra battaglia. Battaglia che affrontiamo ogni giorno nel confronto con gli altri quotidiani della città. Siamo cresciuti, e lo dico senza modestia. Il 2008 sarà il nostro anno, per buona pace di chi ha cercato di annientare le nostre professionalità.
Buon anno a tutti, tranne che agli invidiosi.

Gatto (nero) di mare

Povera Camilla! Ora dicono anche che porta jella. Tre settimane fa, all'inaugurazione della lussuosa nave da crociera "Queen Victoria", la tradizionale bottiglia di champagne non si infranse quando la moglie di Carlo d'Inghilterra la lanciò verso la prua. I superstiziosi parlarono di un brutto segno.
Bene, la vacanza sulla nave si è trasformata in un incubo per i passeggeri, tra attacchi di vomito e dissenteria, poca igiene e una lunga serie di guasti e disservizi. Per buona pace dei malfidati.
Lady Diana aveva un altro stile.

(foto da www.repubblica.it)

domenica 30 dicembre 2007

Quei duelli tra menti fini

Qualcuno mi può spiegare perché, in questi giorni di ferie, invece di dormire mi alzo sempre prima del solito?

Ho iniziato a leggere un nuovo thriller, "Gli occhi del buio" di Cody McFadyen. Alla fine sono una persona semplice. Bastano pochi ingredienti: un omicidio irrisolto, un pazzo criminale, un agente dell'Fbi nevrotico e cervellotico, un duello a distanza tra menti fini, e il cocktail è fatto.
Onore agli autori americani che, pur schiavi di un personaggio azzeccato e delle case editrici che vogliono nuove storie a raffica, riescono a mantenere una loro dignità letteraria nonostante la catena di montaggio.

sabato 29 dicembre 2007

La colla sulla tastiera del nervoso

Questo periodo dell'anno mi mette sempre addosso una certa agitazione, che si traduce puntuale in nervosismo. A pagarne le spese, inevitabilmente, sono le persone che mi stanno intorno. Sono a casa in ferie e rimpiango quasi di non essere in redazione, dove l'ìncalzare degli eventi allontana qualsiasi pensiero.
Sarà questo il motivo per cui anche a casa non riesco a staccarmi dalla tastiera?

Alla regina di via Aristotele

AMARE UNA PERSONA E’...
Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt’uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe.
(Omar Falworth)

giovedì 27 dicembre 2007

Lo tsunami e i colori della paura

Ricordo ancora l'angoscia negli occhi dei turisti reggiani sopravvissuti all'inferno. All'epoca lavoravo al Carlino Reggio. Descrivevano tutti quella stessa onda alta come un palazzo. Stesso orizzonte, stessa tela, ma stili e pennelli diversi. Sulla tavolozza tutti i colori della paura.

da www.ansa.it
2007-12-26 20:49
TSUNAMI, TRE ANNI FA IL DISASTRO

CALANG (INDONESIA) - A tre anni dal cataclisma, centinaia di indonesiani hanno pregato oggi nella provincia di Aceh davanti alle fosse comuni dove sono sepolte migliaia di vittime dello tsunami che devastò le coste dell'Oceano Indiano. Il 26 dicembre 2004 onde gigantesche provocate da uno dei più forti terremoti mai registrato nella storia polverizzarono interi villaggi lungo le coste dell'Oceano Indiano, dalla Thailandia allo Sri Lanka, dall'Indonesia alla Somalia. Quando il mare si ritirò, lasciò circa 230.000 vittime, fra morti e dispersi, e incalcolabili devastazioni. La regione più colpita, con 170.000 vittime e miliardi di dollari di danni, fu la provincia di Aceh, sulla estrema punta nord occidentale dell'isola indonesiana di Sumatra, una regione povera e già insanguinata da un lungo conflitto separatista.

Lo tsunami di tre anni fa è stato ricordato anche in altre parti dell'Indonesia. In molte zone, la commemorazione è stata occasione di esercitazioni anti tsunami, con migliaia di operai e abitanti di villaggi che al suono delle sirene d'allarme si sono radunati in zone soprelevate. All'esercitazione a Ciwandan, sulla costa nord occidentale dell'isola di Giava, ha assistito anche il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono. "Noi speriamo che, tramite questa esercitazione, la popolazione cominci a comprendere di vivere in una zona a rischio tsunami, e sappia cosa fare in caso di emergenza", ha detto Ami Pramitasari, un funzionario del ministero della Ricerca e tecnologia, che ha diretto l'esercitazione. Dopo lo tsunami di tre anni fa, i Paesi che si affacciano sull'Oceano Indiano hanno installato costosi sistemi di allarme e organizzano periodiche esercitazioni di evacuazione per prepararsi meglio a un'eventuale nuova catastrofe. Nonostante ancora molte vittime dello tsunami siano senza casa, le autorità indonesiane hanno elogiato l'opera di ricostruzione e hanno detto che nella provincia di Aceh sono state ricostruite più di 100.000 case e che altre 20.000 saranno ultimate entro il prossimo giugno.

mercoledì 26 dicembre 2007

La giungla dei tortellini (dolci e salati)

Scrivere prima d'ora è stato impossibile. Forchette e coltelli sono state le uniche armi per affrontare la giungla di tortellini (dolci e salati), cannelloni, arrosti, spongate, panforti e panettoni. E per decenza non vi parlo della cena di pesce della Vigilia.
Auguri, anche se con qualche ore di ritardo, a tutti gli amici del blog.

Quest'anno ho deciso di non rispondere ai tanti sms in serie del tipo "Tanti auguri di un buon Natale", anche perché ieri sarebbe stato impossibile pena vivere con il cellulare in mano tutta la giornata. Lo faccio ora.
Tra gli auguri più graditi quelli del maestro e.f. e di un mio vecchio capocronista oggi vicedirettore de Il Giorno.
Il più originale? Mister LA: "Tra il cappone e i capeletti, la bottarga e il cinghiale, lo champagne con il maiale, XXXX ti augura un buon Natale... ovviamente a tutti, belli e brutti!".

venerdì 21 dicembre 2007

Chi si è accorto che è Natale?

Non fosse per qualche luce e qualche addobbo, per me potrebbe essere tranquillamente ottobre, o maggio, o agosto, o febbraio... Domani tornerò sulla terra e santificherò il mio giorno libero alle ultime commissioni natalizie. Arriverò (arriveremo?) a Santo Stefano più stanco (/chi) delle renne. Scommettiamo?

giovedì 20 dicembre 2007

Time, un anno di foto

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/time-foto/40.html

Tutto vero/9

Corte d'Assise. Sfruttatore di prostitute e spacciatore di droga trovato morto dietro ad alcuni cassonetti dell'immondizia strangolato e con il corpo bruciato dall'acido. Alla sbarra la fidanzata e l'amica di lei (latitante), entrambe donne di strada.
La prima: "Quel pomeriggio abbiamo bevuto una bottiglia di vodka, preso due pasticche di ecstasy, sniffato cocaina e fumato hascisc. Poi abbiamo fatto l'amore quattro volte". E ancora, incalzata dal pm: "Sì, aveva una gamba ingessata e una spalla lussata".
Già, e mio cugino ha un amico che conosce uno che è stato su Marte ed è tornato in bicicletta.

mercoledì 19 dicembre 2007

Dallo Zecchino d'Oro alla gabbia

Curiosa parabola per una maestra elementare di Grugnano (Lecce), Vincenza Pastorelli. La donna, che ha 42 anni, e l'ex fidanzato nonché compaesano Pasquale Trevisi, 29 anni, sono stati arrestati per sfruttamento della prostituzione, spaccio di cocaina ed eroina. Secondo l'accusa la donna, che si era trasferita nel Pavese dopo aver vinto un concorso per l'insegnamento, gestiva la sua attività illecita in due dentri massaggi nel Salento.
Nel 1969 la Pastorelli vince lo Zecchino d'Oro con la canzone "Volevo un gatto nero". Al Mago Zurlì, celebre presentatore della kermesse canora, non è rimasto che commentare sconsolato: "E' una brutta cosa, che mi addolora molto. Mi dispiace soprattutto che si avvicini una notizia così sgradevole allo Zecchino d'Oro".

Per saperne di più: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo393005.shtml

p.s. Grazie a mister LA per la segnalazione.

«Il Wifi fa male» e Parigi lo disattiva

Bloccato in 4 biblioteche dopo che gli impiegati hanno accusato vomito, vertigini e insonnia. Colpa dell'inquinamento da onde elettromagnetiche?

da www.lastampa.it
di Alessandro Grandesso
PARIGI - Vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia. Non sono sintomi dell'influenza, ma dell'«allergia» al campo magnetico generato dal Wifi. Un fenomeno in espansione che preoccupa il comune di Parigi che ha disattivato il segnale in quattro biblioteche pubbliche. Decisione in linea con quanto già accaduto in Inghilterra, Germania e Canada.
AMBIZIONE - L'allarme è scattato dopo che la giunta di Bertrand Delanoé ha puntato sul Wifi per portare anche nei luoghi pubblici l'accesso gratuito alla rete. Un programma ambizioso: 225 centraline sparse in tutta la capitale. Non solo biblioteche, ma anche parchi, municipi, musei, piazzette.
NAUSEA - Ma in quattro biblioteche gli impiegati hanno cominciato a sentirsi male, soprattutto quelli che lavoravano vicino ai ripetitori WiFi. «Nausea, vertigini, insonnia - spiega Stephen Kerckhove, direttore generale di Agir pour l'Environnement (Ape) - sono sintomi tipici da campo magnetico nocivo».
MORATORIA - L'Ape e un'altra associazione hanno imposto una moratoria che la settimana prossima potrebbe estendersi al resto delle biblioteche della Ville Lumière. «Non siamo contro il Wifi a priori - precisa Kerckhove - ma è necessario affrontare scientificamente la questione».
STUDI - Un anno fa, l'Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni elettroniche (Arcep) aveva definito innocuo il Wifi ad uso domestico. «Il problema - sottolinea Kerckhove - si pone quando il segnale copre zone più vaste». Un primo studio è stato avviato dalla stessa Arcep, ma i risultati saranno noti solo a fine 2008.
INGHILTERRA - L'«allergia» al Wifi riguarda anche altri paesi europei. Ad aprile, in Inghilterra, il Sindacato degli insegnanti ha chiesto la sospensione del segnale nelle scuole, cogliendo l'allarme lanciato da William Stewart, presidente della Health Protection Agency. A giugno, un'inchiesta della Bbc dimostrava che il campo magnetico in un'aula equipaggiata con Wifi era tre volte più potente di quello emesso da un ripetitore Gsm.
MONDO - In Germania, lo scorso anno, il Wifi è stato vietato in tutte le scuole di Francoforte e la scorsa estate, il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo. In Canada, il rettore dell'Università di Lakehead (Ontario) ha cablato con fibre ottiche il campus, disattivando tutte le centraline Wifi, «perché - si legge sul sito dell'ateneo - è provato che le onde elettromagnetiche provocano disturbi comportamentali, ostacolano le funzioni cognitive, favoriscono lo stress, interferiscono con le onde cerebrali». Insomma, Internet va bene per studiare, ma non deve dare alla testa.

martedì 18 dicembre 2007

Massacro di Ferragosto, quattro arresti

Ora all'appello manca solo Giovanni Stragio, ritenuto l'autore della strage di Duisburg. Gli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria e del servizio centrale operative della polizia e i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato quattro persone che si nascondevano nella locride. La quinta, Strangio, è ricercato.
Ai quattro è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Reggio Calabria. Sono tutti accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di armi e omicidio. Secondo gli inquirenti, sono elementi della cosca Nirta-Strangio che da anni si contrappone a quella dei Pelle-Vottari nella faida di San Luca. I militari del comando provinciale dei carabinieri hanno bussato a casa del presunto autore della carneficina, Strangio, alle prime luci dell’alba, ma vi hanno trovato solo la moglie ed i figli, insieme al padre ell’uomo.
Del boss ragazzino, come viene sopranominato (Strangio ha 28 anni) nessuna traccia.

lunedì 17 dicembre 2007

Domani sera il NatalArbor 2007, sport e solidarietà sotto l'albero


Una grande festa per scambiarsi gli auguri e aiutare chi ha più bisogno. Sono più di trecento gli invitati al NatalArbor 2007, la tradizionale cena degli auguri organizzata dalla storica società di Reggio Emilia per i propri tesserati e per le loro famiglie, senza dimenticare amici e dirigenti sportivi.
L'appuntamento è per domani, martedì 18 dicembre. Alle 19, nella Chiesa di Villa Canali, il consulente del Csi Don Pietro Adani celebrerà la S. Messa. Alle 20 la tradizionale "pizzata" al ristorante Piccolo Paradiso, sempre a Canali.
Nel corso della serata, come da tradizione, la società premierà gli atleti e i dirigenti più fedeli con gli ambiti ciondoli d'oro e d'argento.

SOLIDARIETARBOR
Anche per questo Natale, il Consiglio Direttivo dell'Arbor ha deciso di destinare quanto verrà raccolto nel corso della serata a favore di un ragazzo reggiano diversamente abile colpito lo scorso anno da lutto per la morte del padre (affermato e stimato dirigente sportivo) e con la madre in gravi condizioni di salute; perché anche in questo Natale, oltre al piccolo contributo materiale, possa sentire vicino a sé la solidarietà e l’affetto di tutta la grande famiglia arborina.
La somma raccolta sarà consegnata dai dirigenti dell’Arbor direttamente al ragazzo interessato durante le festività natalizie.

sabato 15 dicembre 2007

Google sfida Wikipedia: nasce Knol

Siano benedetti i contenuti liberi sul web.

da www.lastampa.it
NEW YORK - Google lancia la sfida a Wikipedia e crea "Knol", un’enciclopedia in linea, con articoli degli internauti firmati e con spazi pubblicitari. «Ci sono milioni di persone che hanno conoscenze utili e voglia di condividerle», spiega Google sul suo blog ufficiale.
«All’inizio della settimana, abbiamo chiesto ad alcune persone scelte di provare uno strumento nuovo e gratuito per scrivere articoli che Google chiama "knol" (contrazione di knowledge, la conoscenza in inglese, ndr.). «Il nostro obiettivo è di incoraggiare la gente che conosce un argomento in particolare a scrivere un articolo e a pubblicarlo sulla nostra enciclopedia», aggiunge Google.
La differenza con Wikipedia, per il momento regina incontrasta del settore, è che «gli articoli saranno firmati dall’autore e che ogni testo sarà corredato di commenti, note, riferimenti e fotografie realizzate dagli altri internauti». «Su molti argomenti, ci saranno diversi "Knol" in concorrenza tra loro», spiegano.
«L’idea-chiave dietro questo progetto è di mettere in luce gli autori», prosegue Google, perché «conoscere il nome di chi ha scritto un pezzo aiuterà gli utenti». Altra differenza sostanziale con Wikipedia, fondazione senza scopo di lucro, è la pubblicità. «A discrezione dell’autore, uno "Knol" potrà avere pubblicità», aggiunge il gruppo, il cui fatturato arriva per il 99% dalle inserzioni. «Se un autore sceglie di avere pubblicità, Google gli offrirà una parte sostanziale delle entrate», assicura l’azienda.

venerdì 14 dicembre 2007

Il tuo Natale e il mio albero


Cosa vorreste trovare sotto l'albero?
Per quanto mi riguarda, il regalo più bello sarà avere la famiglia riunita a casa dopo secoli. Non mi interessano i pacchi e i pacchettini. Viviamo in una società dove fortunatamente l'individuo riesce spesso a soddisfare da sé ogni desiderio. Tradotto: se voglio qualcosa, lo compro. Non aspetto gli altri. Li aspetto invece per cenare tutti insieme la notte di Natale.

giovedì 13 dicembre 2007

Giuseppe D'Avanzo e l'adrenalina

da www.repubblica.it
ROMA - La Guardia di Finanza ha effettuato una perquisizione nell'abitazione del giornalista di "Repubblica" Giuseppe D'Avanzo. Ieri in un articolo il nostro collega ha anticipato la notizia di un'indagine aperta dalla procura di Napoli su Silvio Berlusconi. La perquisizione fa seguito all'apertura di un'indagine per fuga di notizie da parte della procura campana.

Onore al collega Giuseppe D'Avanzo. Gran colpo, a prescindere dallo schieramento politico. Solo chi fa questo mestiere può capire cosa si prova nell'alzare un coperchio che i poteri forti vogliono tenere chiuso. L'adrenalina che ti fa sorridere anche quando apri al porta alla Gdf che cerca chissà cosa nel tuo appartamento.
Ho trovato ridicole le smentite della prima ora, a loro volta sbugiardate dalla procura di Napoli che a denti stretti e controvoglia ha confermato tutto. Ma cosa pensa, certa gente? Che un giornalista possa giocarsi professionalità e credibilità inventandosi di sana pianta una notizia del genere?

mercoledì 12 dicembre 2007

Arrabbiati come bisonti


Ora dirò una cosa impopolare. Capisco la rabbia e la voglia di un nuovo contratto degli autotrasportatori (noi giornalisti siamo senza da oltre mille giorni). Non capisco invece la violenza, il voler fermare a ogni costo il traffico e bloccare così anche chi autostrasportatore non è. Sono tante le categorie che lavorano sulla strada, e per tutte il tempo è denaro. E nessuno lo sa meglio dei camionisti.
In serata, dopo un vertice a Palazzo Chigi, i sindacati hanno deciso di rimuovere i blocchi e far tornare la situazione alla normalità. Bene. Ottimo. Bravi. Gli utenti della strada ringraziano. Ma non potevano organizzarlo prima questo incontro? Perché il Governo ha dormito per tre giorni?

Nella foto un gruppo di camionisti presidia il casello di Firenze Certosa della A1 (Maurizio Degl'Innocenti/Ansa da www.corriere.it)

martedì 11 dicembre 2007

lunedì 10 dicembre 2007

Da Cecina a LA

Rieccoci. Dopo ventiquattr'ore di trasferta in quel di Cecina per festeggiare il compleanno di mister LA (a proposito, grazie per l'ospitalità all'amico Corco Diracchi) il rientro al lavoro è stato come al solito letale. Mi ha fatto rimpiangere il trasloco.
Mancavo dal tribunale da una settimana e nulla è cambiato. Si potrebbe scrivere un trattato di sociologia studiando gli ecosistemi del palazzaccio, sempre uguale con le sue dinamiche a volte letargiche e altre convulse.

sabato 8 dicembre 2007

A lunedì

Comunicazione di servizio ai naviganti: fino a lunedì non potrò aggiornare il blog. Buon fine settimana a tutti.
Un abbraccio

venerdì 7 dicembre 2007

Quell'uomo ucciso sul pianerottolo di casa

La modenese Francesca Brandoli e il compagno cesenate Davide Ravarelli sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di aver ucciso con 19 coltellate l'ex marito di lei, Christian Cavaletti. L'artigiano di Reggiolo morì tra le braccia del vicino di casa che lo trovò sul pianerottolo in un lago di sangue. I reati contestati: omicidio volontario aggravato (premeditazione e rapporto di coniugio), porto abusivo di oggetto atto a offendere (il coltello) e calunnia (solo alla donna, che inizialmente accusò proprio il vicino di casa).
Ora toccherà alla Corte d'Assise fare luce su uno dei delitti che più hanno appassionato il pubblico reggiano. Il processo si aprirà il prossimo 26 marzo.

Giovedì mattina in tribunale ho osservato a lungo Francesca Brandoli. Mi è sembrata serena, a tratti sorridente. A microfoni spenti ci ha confessato di vivere in realtà un grande dramma interiore perché - dice - non è facile affrontare da innocente una situazione del genere e fare i conti con la morte violenta di quello che ai tempi tecnicamente era ancora suo marito. Poche ore prima del delitto, il 30 novembre 2006, il tribunale di Reggio aveva affidato i due figli della coppia al padre nell'ambito della causa di separazione.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso (complimenti al sostituto procuratore Valentina Salvi, gioventù sotto i riflettori), non riesco a non pensare a come questo lavoro mi porti spesso a guardare negli occhi persone accusate, quando non condannate, di delitti orribili. Ho imparato che il malintenzionato, il violento, non ce l'ha scritto in faccia. Anzi. Spesso dietro ai sorrisi placidi si nascondono bombe a orologeria. E li vedo lì, a un metro da me o poco più lontano. A volte li osservo con tale attenzione da non vedere più nulla attorno. Come se fossi semplice spettatore di una rappresentazione, seduto tra il pubblico e non sulla scena. Ed è in quel momento che il ricordo della sparatoria (tre morti in aula 6) del novembre scorso mi riporta bruscamente alla realtà. Ho imparato che le parti di un processo non sono solo accusa e difesa che ballano davanti al giudice terzo: ci sono anche i giornalisti, che di quel ballo scrivono la musica.

martedì 4 dicembre 2007

Tutto vero/8

Non è stata vissuta direttamente, ma è troppo bella per non diventare letteratura.

Convocati davanti al giudice monocratico, come testimoni, niente meno che Titti, Paperina, Paperino e Topolino. La citazione porta la firma in calce di un pm della Procura di Napoli titolare di un processo contro un cinese accusato di aver contraffatto alcuni gadget. Povera Italia e povero giudice... Io avrei convocato Jessica Rabbit. Voi no?

Non ci credete? Cliccate qui.

Pensiero matto



Scrivere, scrivere, sempre scrivere... anche quando sono in ferie! Delizia.

domenica 2 dicembre 2007

Grazie agli amici del forum Amici-Romania

Voglio ringraziare i membri del forum www.amici-romania.it per le belle parole spese nei miei confronti.
Ho fatto il mio lavoro, e il fatto che qualcuno che non conosco lo possa apprezzare mi riempie di orgoglio e soddisfazione.

Ecco il link alla pagina che parla di me http://www.amici-romania.it/siamo-di-nuovo-sul-giornale-vt4653.html.

venerdì 30 novembre 2007

Fornai e giornalisti


Domani mattina la sveglia suonerà alle 7. "Beh, e cosa c'è di strano?", penserà la maggior parte di voi. Beh, rispondo io, è come chiedere a un fornaio di dormire fino a mezzogiorno.
Con domani dovrebbe definitivamente chiudersi il capitolo muratori/artigiani/pittori e chi più ne ha più ne metta. Già dal pomeriggio scatteranno le grandi manovre per pulire l'appartamento e rendere possibile un trasloco (per il momento non il mio) atteso da mesi.
Quella alle porte sarà una settimana densa di impegni, per i quali ho anche chiesto le ferie conquistando il diritto a lavorare solo giovedì prossimo, quando in tribunale sarà celebrata una delle udienze preliminari più attese dell'anno (ogni cosa a suo tempo, ne parleremo).
Per il momento mi godo la fine di una settimana che ha regalato soddisfazioni e qualche grassa risata, soprattutto nella seconda metà. Il nervosismo dei giorni scorsi è (quasi) un ricordo.
Vi saluto, chiedendovi anticipatamente scusa se nei prossimi giorni non riuscirò ad aggiornare il blog con la solita frequenza.

mercoledì 28 novembre 2007

Mare, birra e hot dog: un maiale in paradiso


Chi non vorrebbe essere al suo posto?

da www.tgcom.it
Vacanze da maiale per Babe
Mare limpido per un fortunato suino

Un fortunato maiale di nome Babe (come il protagonista di un famoso film di qualche anno fa) sta passando le sue vacanze in una maniera decisamente inusuale per un suino. Il piccolo quadrupede se la sta infatti spassando alla grande su un'isola privata delle Bahamas, nuotando nel mare cristallino, spaparanzandosi al sole sulla sabbia bianca, ingozzandosi di hot dog e bevendo birra.

Babe vive su questa remoto isola con gli unici due abitanti umani, il regista di video Luke Abbott e la sua compagna Mona Wiethuchter che poi sono i suoi padroni. Durante la notte il maialino se ne sta nascosto tra i cespugli vivendo "alla selvaggia", ma di giorno preferisce una vita più mondana, fatta di lusso e buon cibo. Mr Abbott, che ha solo 23 anni, vive sull'isola da ormai nove anni e racconta di aver deciso di adottare il maialino quando aveva solo un anno. "Lo abbiamo subito abituato - ha detto Abbott - a vivere come noi, e lui sembra aver apprezzato".

"L'unica cosa che dobbiamo controllare è il suo peso - ha aggiunto Mona Wiethuchter - perchè con tutta questa birra e questi hot dog rischia di ingrassare troppo. Due anni fa era diventato così grasso che abbiamo deciso di metterlo a dieta e fargli fare un po' di jogging. Ogni mattina correvamo assieme a lui sulla spiaggia per almeno un'ora, finchè non lo abbiamo fatto tornare in forma". "Lui ama il suo stile di vita. Alla mattina ci raggiunge in spiaggia, mangia un hot dog e beve una birra, poi di solito fa una bella nuotata e al ritorno si riposa dormendo per un po'".

Viva Oronzo Canà!


da www.tgcom.it
Banfi:"Il mio film giova al calcio"
Presenta "L'allenatore nel pallone 2"
28 novembre 2007 - C'è grande attesa attorno a "L'allenatore nel pallone 2" di Sergio Martino che segna dopo 23 anni il ritorno al cinema di Lino Banfi. La data di uscita prevista è l'11 gennaio 2008. "Questo film farà bene al calcio, in questo momento sarà come una pillola di buonumore". Lo ha detto Banfi presentando alle 30esime Giornate professionali di cinema la pellicola. Nel cast ci sono campioni come Totti, Toni, Del Piero e Materazzi.

Agli addetti ai lavori riuniti a Sorrento, Banfi ha rivelato un retroscena. "Due anni fa sono stato contattato da un avvocato che lavorava nell'inchiesta detta Calciopoli - ha raccontato l'attore - Mi chiese come aveva fatto il mio personaggio Oronzo Canà, venti anni prima, ad affermare che tutti gli intrallazzi succedono a Torino. Insomma, sono stato preveggente". Banfi ha ringraziato tutti i campioni del calcio che hanno lavorato al suo fianco: "Tutti avevano visto il primo film e naturalmente erano dei fan dell'allenatore. Questo film è diventato un vero cult - ha concluso Banfi - grazie alla sua ingenuità e genuinità. Spero che questo sequel lo vedano molti bambini".

"L'allenatore nel pallone" è stato girato nel 1984 sempre da Sergio Martino. Protagonista è Oronzo Canà un simpatico ma mediocre allenatore (con esperienze a Bari, Brescia, Cavese, Foggia e Parma) che si ispira a Liedholm e che spera, un giorno, di allenare una grande squadra. L'occasione arriva quando il presidente della Longobarda lo ingaggia per guidare la squadra neopromossa in serie A.

Fin qui tutto sembra assolutamente "normale". In realtà lo scopo del presidente è quello di attuare un'immediata retrocessione della squadra perché la permanenza in serie A ha dei costi proibitivi. Canà, ignaro dei piani oscuri, tenta di vincere tutte le partite... La pellicola aveva nel cast numerose guest star del mondo del calcio e dintorni del calibro di Aldo Biscardi, Giampiero Galeazzi, Carlo Ancelotti, Ciccio Graziani, Nils Liedholm e Nando Martellini. Mentre ne "L'allenatore nel pallone 2" (oltre ai campioni del calcio già citati) ci sono: Anna Falchi, Biagio Izzo e Luciano Moggi.

lunedì 26 novembre 2007

Colore!


Giusto per allontanare il nervosismo.
(foto da www.repubblica.it)

L'odore e la finestra

Sissignore, stasera ho voglia di asciugarvi un po' (erano secoli che non usavo questa espressione). Sono allibito e pure un po' schifato. Ora è ufficiale: le capacità non contano.
Va bene, è vero, avete ragione, siamo alla fiera dell'ovvio, ma ogni volta che mi affaccio alla finestra e vedo (vivo) certe scene il disgusto è tale da superare ogni precedente.
Come uscirne? Domanda retorica: non se ne esce. Meglio lavorare per se stessi, per costringere i ciechi e i muti ad ammettere, anche solo con loro stessi, che hanno pestato una merda. E quel giorno non sarà certo lì a passare loro un fazzoletto di carta o ad aprire la finestra per far passare l'odore.

Dietro le quinte

La osservo, e penso che vorrei vedere quel sorriso ogni mattina.

domenica 25 novembre 2007

Pavarotti, Mantovani e il primato dell'Informazione di Modena

Nicoletta Mantovani ha citato a giudizio Franca Corfini e Lidia La Marca, entrambe amiche di vecchia data del tenore Luciano Pavarotti, chiedendo 30 milioni di euro di risarcimento per sé e per la figlia Alice. Si sente diffamata da alcune dichiarazioni fatte dalle donne a Porta a Porta.
La notizia, ripresa da tutti i telegiornali e quotidiani nazionali (leggi i servizi pubblicati su Repubblica.it o Corriere.it), è stata data in anteprima e in esclusiva da L'Informazione di Modena.
Bravi!

Per leggere l'articolo di Eugenio Tangerini cliccate qui.

sabato 24 novembre 2007

Non abbassiamo la guardia

La morte di un nuovo soldato italiano non lontano da Kabul (Afghanistan) riaccende il dibattito sul ruolo e sulle finalità delle missioni militari all'estero. Anche questa volta non mancheranno le polemiche e le lamentele di chi vorrebbe far rientrare in Italia tutti i militari sparsi nelle zone calde del globo.
Signori, all'orizzonte c'è un problema di cui forse non vi siete ancora accorti. Se non teniamo alta la guardia, se non monitoriamo una situazione già esplosiva, ci troveremo presto a dover fare i conti con chi vuole punirci solo perché ci considera "infedeli" e soprattutto con chi oggi ci tiene per le palle alzando a dismisura il prezzo del petrolio. Se ci arrenderemo, sarà il caos. E addio comodità e privilegi. Libertà, se preferite.
Sono materiale? Sì, mi piace questo Paese. Mi piaceva di più 10-15 anni fa. E il pensiero che le cose andranno sempre peggio mi fa davvero arrabbiare.

p.s. Tra le vittime dell'attentato ci sono quattro bambini. Sono uomini, questi talebani?

Guardia in rosa al Quirinale



Guardia d'Onore tutta in rosa al Quirinale. Per la prima volta il drappello di militari incaricati di svolgere la cerimonia pubblica di cambio della guardia sarà composto esclusivamente da personale femminile, le volontarie del 235° Reggimento Addestramento Volontari «Piceno», reparto che dal dicembre del 2000 è incaricato di addestrare le soldatesse arruolate nel Ruolo Volontari dell'Esercito. Ecco la sequenza dello "storico" cambio della guardia. (Agf)

Foto e testo da www.corriere.it

venerdì 23 novembre 2007

Devastante routine

A casa, in coma e con le batterie più scariche che mai. Per fortuna domani non si lavora. Se ne riparlerà domenica. Alleluja.
Non è stata una settimana particolarmente pesante a livello di notizie, e forse il problema è proprio questo. Preferisco di gran lunga spremermi e appassionarmi su qualcosa di davvero importante piuttosto che morire dietro a mille processi e processetti tutti uguali.
Buon venerdì sera, gente.

Sveglia all'alba e sbadigli

Sveglia praticamente all'alba e sbadigli davanti alla tastiera con un pinguino che mi chiede perché stamattina fa così freddo in camera mia.
La giornata prevede l'acquisto di una lavatrice, poi via alle danze con il solito giro di cronaca in tribunale e, nel pomeriggio, un convegno sui maltrattamenti e le violenze in famiglia.
Allegria!
Come sarà il vostro fine settimana?

giovedì 22 novembre 2007

Strappo alla regola

Per una volta farò un strappo alla regola e vi racconterò cosa accade quando il computer è spento.
Per accendere le luci mancano solo i lampadari. Tecnici, idraulici e montatori vari hanno terminato il loro pellegrinaggio. Il prossimo viaggio sarà il NOSTRO.

Accoltellatore libero/2

Alle ire del pubblico ministero ("Certe cose accadono solo a Reggio"), ieri il Gip ha risposto per le rime difendendo a spada tratta la propria ordinanza: "Io sono chiamato a decidere in base agli atti, non spetta a me fare le indagini".

Per leggere l'articolo scritto per L'Informazione di Reggio del 22 novembre cliccate qui.

martedì 20 novembre 2007

Quasi assassino vs ladro per fame

1 - Dopo sette anni di botte e scenate di gelosia, un ragazzo italiano di 25 anni accoltella a un fianco l'ex convivente nonché madre del loro bambino di 5 anni. La giacca di pelle indossata dalla ragazza evita al coltello da caccia con doppia lama di ferirla in modo grave. Il giovane, che ammette tutto, viene arrestato con l'accusa di lesioni aggravate (dall'uso dell'arma). Se la ragazza avesse indossato una canottierina, magari in estate, sarebbe stato tentato omicidio? Il gip del tribunale di Reggio Emilia convalida l'arresto e SCARCERA il giovane. N.B. Il pm aveva chiesto il carcere dopo aver sottolineato il pericolo di reiterazione del reato. Tradotto: questo esce e l'accoppa.

2 - Un clandestino polacco di 23 anni finisce in carcere per aver rubato 300 euro di generi alimentari dal magazzino di un supermercato. Nel corso della stessa mattinata, davanti al medesimo giudice ammette: "Avevo fame, non sapevo come altro mangiare". Il gip convalida l'arresto e dispone la misura cautelare in CARCERE con la motivazione che, non avendo il poveretto un lavoro stabile, avrebbe probabilmente potuto rubare ancora.

COSA MI SONO PERSO???

Per leggere la pagina scritta per L'Informazione di Reggio del 20 novembre 2007 cliccate qui.

P.S. Inizialmente avevo pensato di inserire questo post nella categoria "perle dal tribunale". Poi ci ho ripensato. Su certe cose non si può scherzare né sorridere.

domenica 18 novembre 2007

Parola chiave: originalità

Negli ultimi giorni ho avuto modo di parlare del blog ad alcuni amici che ancora non lo conoscevano. L'avranno visitato? Sarà piaciuto? Già, ma cosa deve avere un blog per colpire davvero nel segno?
Navigando qua e là e frequentando siti specializzati, sono giunto alla conclusione che una ricetta perfetta non esiste. La parola d'ordine è e deve essere originalità. La sfida è lanciata.

Buona settimana a tutti, "belli e brutti" come diceva il mitico Mike Mitchell.

sabato 17 novembre 2007

Frates a Caserta, ultras a casa

Visto che il fine settimana è già entrato nel vivo e che il popolo italico è solito dedicare la domenica al dio pallone (per fortuna non solo quello da calcio), proseguo il filone sport.

Fabrizio Frates è il nuovo allenatore della Juve Caserta (basket, Legadue). Al di là dei complimenti all'amico e collega Adelmus Cutwines che ha dato la notizia anni prima della concorrenza, voglio fare l'in bocca al lupo al coach. Insieme ne abbiamo viste parecchie (lui in campo, io logicamente in tribuna), in Legadue, in serie A e pure in giro per l'Europa. All'apparenza burbero, altezzoso, pieno di sé, negli anni trascorsi a Reggio Frates ha dimostrato di essere una bravissima persona. E, soprattutto, è uno dei migliori allenatori di pallacanestro che ci sono in Italia.
In bocca al lupo, Fabrizio!

Voglio poi spendere due parole per rivolgermi a chi, dirigenti e tifosi della Pallacanestro Reggiana, si è risentito perché L'Informazione di Reggio ha dato la notizia che per un anno otto ultras biancorossi non potranno entrare in nessun palasport d'Italia in quanto diffidati. Signori, quella è una notizia. Punto. Il resto vale zero.

venerdì 16 novembre 2007

Francesca Ferretti regina dell'Italvolley


E brava Italia. In Giappone la nazionale femminile di pallavolo ha vinto la World Cup battendo in finale gli Stati Uniti per 3-0. Il ruolino di marcia delle azzurre è stato impressionante con undici vittorie in altrettante gare e la certezza di giocare le prossime Olimpiadi a Pechino.
La nota lieta? Il ritorno ad altissimi livelli della reggiana Francesca Ferretti. A causa di un brutto infortunio a un ginocchio ha addirittura rischiato il ritiro e oggi è lì, protagonista tra le grandi.

p.s. Il primo amore non si scorda mai. Lo sport, ovviamente. Cosa avevate capito?

giovedì 15 novembre 2007

mercoledì 14 novembre 2007

"Non fai un c...". Capo condannato per ingiurie

da www.repubblica.it
14 novembre 2007 - La Cassazione conferma la sentenza emessa a Roma
"La critica di un comportamento non può sconfinare nell'insulto"
Disse a un dipendente: "Non fai un c."
Capo condannato per ingiurie

ROMA - Un capo che si rivolge con stizza al dipendente usando l'espressione "non fai un cacchio" può essere condannato per ingiuria. Lo rileva la Cassazione, confermando la condanna inflitta dalla Corte d'Appello di Roma. Un superiore si era rivolto ad un lavoratore dicendogli "mò m'hai rotto li c..., io voglio sapè te che c.... ci stai a fà qua dentro, che nun fai un cacchio ed altro".
L'imputato si era rivolto alla Suprema Corte contro il verdetto dei giudici del merito, deducendo che "in considerazione del rapporto gerarchico esistente" tra lui e il dipendente, "della circostanza che il fatto avvenne durante l'orario di lavoro e che la persona offesa si era intromessa in colloquio di lavoro tra altre persone, peraltro in ambiente di lavoro ricco di tensione, quale quello della movimentazione di valori, la frase pronunciata non aveva valore di ingiuria, trattandosi di espressione volgare e colorita utilizzata come forte critica nei confronti di un comportamento stigmatizzabile del sottoposto".
La frase, secondo l'imputato, stava a significare che il dipendente "si trovava fuori luogo rispetto al suo naturale posto di lavoro" e "alla luce dell'evoluzione dei costumi e del particolare luogo di lavoro ove era dato udire ogni tipo di sconcezza non era condivisibile l'opinione che il dipendente, quasi rivestisse la figura di Cappuccetto rosso, si fosse sentito offeso nell'onore".
Per la quinta sezione penale della Cassazione, il ricorso è inammissibile: in relazione al reato di ingiuria, osservano gli alti giudici, "affinchè una doverosa critica da parte di un soggetto in posizione di superiorità gerarchica - si legge nella sentenza n.42064 - ad un errato o colpevole comportamento, in atti di ufficio, di un suo subordinato, non sconfini nell'insulto a quest'ultimo, occorre che le espressioni usate individuino gli aspetti censurabili del comportamento stesso, chiariscano i connotati dell'errore, sottolineino l'eventuale trasgressione realizzata". Se invece le frasi usate "sia pure attraverso la censura di un comportamento - ribadiscono gli ermellini - integrino disprezzo per l'autore del comportamento, o gli attribuiscano inutilmente intenzioni o qualità negative e spregevoli, non può sostenersi che esse, in quanto dirette alla condotta e non al soggetto, non hanno potenzialità ingiuriosa".
Nel caso di specie, conclude la Suprema Corte, i giudici di merito "con apprezzamento in fatto adeguatamente motivato e come tale incensurabile in questa sede, ha accertato che la condotta ingiuriosa non era finalizzata a stigmatizzare una specifica condotta censurabile del dipendente nell'esercizio delle sue mansioni, bensì era motivata dalla 'stizza' per un comportamento genericamente opportuno" del dipendente. Per questo "la concreta fattispecie esula dalle ipotesi di critica legittima".

martedì 13 novembre 2007

Un tuffo chiamato Vania


Fare ordine nel disco fisso del pc fa male. Ho ripescato questa lettera che avevo scritto per Vania. Era il suo compleanno. Non ricordo nemmeno se è mai arrivata a destinazione, ma so perfettamente che quella giornata insieme non ce la siamo mai regalata. Rileggerla oggi mi fa tremare. Attuale, sofferta, vibrante. Suona come uno schiaffo. Da allora non è cambiato nulla. Non so perché ho deciso di pubblicarla. Anzi, lo so eccome. L'affido alle onde, e poco importa se sono wi-fi e non del mare. A tappare la bottiglia pensate voi.

***
Bagnolo in Piano, 28 marzo 2004

Cara Vania,
prendere in mano carta e penna per scriverti mi fa tornare indietro di almeno cinque anni. Ogni tanto spulciando i vecchi astucci del liceo trovo ancora alcuni dei nostri bigliettini. Li ricordo quasi tutti: confidenze, battute, stupidate o litigate furiose. In poche parole riuscivamo a dirci tutto.
La nostra amicizia ha sempre vissuto di alti e bassi, estremi come estreme sono le reazioni di due zucconi tremendamente umorali come noi, ma abbiamo sempre rialzato la testa. Negli ultimi mesi ci siamo allontanati di nuovo. Sono stato assente. Mi prendo tutte le responsabilità e ti chiedo scusa. Ho perso di vista il bene più prezioso che abbia mai avuto: la tua amicizia.
Per il tuo compleanno ho deciso di non regalarti pacchi e pacchettini da scartare, perché quello che voglio donarti non si trova nelle vetrine dei negozi. Voglio ripartire dalla serenità che solo il saperci vicini ci sa dare. Gli ultimi mesi per te non sono stati facili. Ti ho osservato. Ne ho sofferto, ma per orgoglio non ti ho cercato. Ho pensato che tu non avessi più bisogno di me, e ho sbagliato ancora. Non so dove ci porterà la vita, Vaniè, ma so che ovunque sarà tu sarai nel mio cuore.
Voglio regalarti una giornata insieme, magari un fine settimana, per ucciderci di chiacchiere e risate come solo noi sappiamo fare. Voglio starti vicino. Al mare, in una città d’arte o in una beauty farm… Dove e quando lo decideremo insieme, perché è insieme che voglio ripartire…

Amici per Sempre
dd

Attenzione ai ladri d'identità

L'ultimo allarme per chi vive nel web è il furto di indentità. L'allarme è stato lanciato dagli esperti del sito Get Safe Online, sponsorizzato dal governo britannico che tutela i naviganti.
I casi di frode sono in aumento soprattutto su Facebook e MySpace. Il rischio principale è economico: a un esperto bastano pochi dati pubblicati nel profilo per alleggerire il conto corrente al malcapitato.
Meditate gente, meditate...

sabato 10 novembre 2007

Libero pensiero

Alla fine niente weekend fortemarmino, ma una sana partita a squash con mister LA. Non vedo l'ora che arrivi sera e la regina di via Aristotele sa perché.

Come sempre, quando ho un momento libero, mi tutto sul web a caccia di notizie curiose. Strano paese l'America, tutta presa dal capire se Hillary Clinton se la fa davvero con la sua capo di gabinetto. E l'Italia? Tutti gioiscono perché la nuova compagna di Gianfranco Fini (ed ex di Luciano Gaucci, brrrrr....) è incinta. Ottavo mese, per essere precisi. Sbaglio, o il leader ha divorziato da pochissimo dalla moglie Daniela? Per fortuna non siamo in America.

In questo periodo sento la politica distante anni luce da me. Strano, sono sempre stato abbastanza attento.

Ok, stacco. Scusate per queste frasi in libertà. Vi sembreranno parole confuse e sconclusionate, e forse lo sono. O forse no.

Censura cinese

da www.corriere.it
10 novembre 2007 - Ecco cosa nel paese asiatico è vietato pubblicare
CINA, L'EDITTO SULLA STAMPA
Un «decalogo» della Propaganda obbliga i giornalisti a eseguire gli ordini diretti del Partito comunista

di Fabio Cavalera
PECHINO (CINA) - L'editto sulla stampa, una cartellina con dieci punti, è stato spedito a tutti i giornali e le televisioni della Cina. Il suo primo comandamento ha l'incipit che suona come una correzione pignola: quando un articolo o una trasmissione vengono marchiati e bollati con la frase «non dover pubblicare» significa semplicemente «non pubblicare».
Chiaro? Il verbo servile «dovere » (per la grammatica italiana) ha due usi possibili: uno legato alla valutazione obiettiva di un fatto (parla bene quel tizio, deve essere colto) e uno legato a un obbligo (devi uscire di qui). Questa «doppiezza» per il dipartimento della Propaganda del partito comunista è fonte di un equivoco da risolvere: «dovere» è un verbo occidentale un po' troppo liberale e democratico. Di conseguenza, va tolto di mezzo. In Cina, non vi possono essere margini di interpretazione o di dubbio.
L'ordine è uno, punto e basta. Il servile — scherzi della lingua — non serve. Anzi, è d'impiccio. Ma siamo ai preliminari. Anche i comandamenti secondo e terzo, diffusi un mese fa alla vigilia del congresso comunista, quando si chiedeva una interpretazione doc della linea, hanno il servile e necessitano di una ritoccatina ad uso e consumo di chi non capisce bene. Vediamo il punto due: «Non dover mandare giornalisti (si sottintende a seguire una conferenza o un evento o a porre domande) significa che si riporta il comunicato ufficiale», non una virgola di più. E il punto tre: «Non dover commentare significa non fare commenti ». Caso mai ci fosse qualche burlone che ha intenzioni pericolose ecco il dettaglio che manca: «Nemmeno con le vignette». Giannelli, Altan, Vauro, Elle Kappa, Staino, Forattini, Bucchi, Chiappori finirebbero nei guai seri.
È la guerra della Propaganda, cascame ideologico del passato, contro il «servile» ma non solo: perché nei dieci comandamenti che sono stati stampati e inviati alle direzioni dei giornali, delle televisioni e dei siti Internet ci sono almeno altri due verbi nel mirino della corretta esegesi. Sono niente meno che: «esagerare» e «riportare ». Il comandamento numero quattro è una precisazione: «Non esagerare», ovvero non mettere in prima pagina. Se il direttore di un quotidiano o di un periodico o di una televisione si vede recapitare dal dipartimento Propaganda l'avviso di «non esagerare» sa che la prima pagina è vietata. Che caschi un grattacielo o si sloghi la caviglia un dirigente del partito, la notizia va piazzata all'interno. Già, ma come? Comandamenti numero sei e sette: non esagerare equivale a non presentare «articoli eccessivamente numerosi», non collocarli «in posizioni di rilievo », «non dividerli su più pagine». A buon intenditor poche parole. E poi c'è l'altro verbo: «riportare». Editto, punti otto e nove, i più semplici. L'otto: «Non riportare senza permessi». Non occorre aggiungere nulla: questo sì che è il Verbo. Il nove: «Non riportare per il momento » che si traduce con «non riportare» per sempre. Il nove che fa quasi rima con il dieci: «Non partecipare» a un evento, a scanso di equivoci, è l'ordine di «non riportare».
Dieci comandamenti per una informazione corretta. Quale? Niente scandali. E niente critiche. Il pensiero unico prevede: dare bene in grande che la Cina viaggia verso la luna. Ma nemmeno una riga sulle proteste nelle campagne. Ancora: gonfiare i titoli sull'economia che marcia a pieno regime, spettegolare in modo discreto sulle star dello spettacolo e dello sport, riempire la tv con balletti, quiz e canzoni, soap opera, drammoni rivoluzionari, e storie di patriottismo antigiapponese. Però chiudere un occhio, o entrambi, sui disastri naturali o sulla Diga delle Tre Gole che distrugge l'eco-sistema o che obbliga alla deportazione altri tre milioni di contadini. In sostanza, ci sono concetti che devono (obbligo) entrare nella testa di tutti i cinesi e dei giornalisti in particolare. La regola di base recita: si scrive, o si trasmette o si manda in rete, solo ciò che al partito comunista piace e che a suo insindacabile giudizio è utile alla Cina. Naturalmente, chi non ci sta paga e paga caro. Trentatré reporter sono in prigione per essersi presi la licenza di sfondare il muro della censura. Negli ultimi tempi i segnali di insofferenza sono cresciuti. Così le autorità hanno pensato di correre ai ripari e di mettere nero su bianco la «legge sacra». Accadeva pochi giorni prima dell'ultimo congresso. Poi è cominciato il rimescolamento di carte nella dirigenza comunista. Spiragli di innovazione. Forse fra i nuovi c'è qualcuno che prima o poi ricorderà ai vecchi e bolsi funzionari della Propaganda: ma la verità non è rivoluzionaria?

venerdì 9 novembre 2007

Commemorazione sportivi reggiani defunti



Per una volta, una comunicazione di servizio importante per ricordare gli amici che non ci sono più.
Cliccate sul volantino per leggerlo meglio.

Spero sarete dei nostri.

giovedì 8 novembre 2007

Sex appeal, gli inglesi regalano speranze...

da www.repubblica.it

7/11/2007 - Secondo un team di studiosi scozzesi, il cervello è programmato in un certo modo per percepire l'attrazione reciproca. Ecco come.
Il sex appeal? Sicurezza, sorriso e uno sguardo diretto per attrarre
Guardare negli occhi chi ci piace, spiega la ricerca, aumenta
di otto volte il livello di attrazione esercitato da un volto

LONDRA - Il segreto di un viso attraente? Non la sola bellezza, ma uno sguardo fermo e un bel sorriso. E' la scoperta di un'equipe scientifica britannica, che dimostra come guardare l'interlocutore negli occhi e sorridere crei nell'altro la convinzione di avere di fronte un partner adatto.

I ricercatori delle università di Aberdeen e Stirling, in un articolo pubblicato sul giornale Proceedings of the Royal Society, Biological Sciences, notano che "se entrate in un bar e una attraente signorina vi ignora, o sta sorridendo al Brad Pitt di turno seduto all'altra estremità del bancone, probabilmente non sarete ispirati a offrirle un drink. Ma se entrate, e la sua faccia si illumina, probabilmente lo farete. Le persone sono attratte da coloro che li trovano attraenti, è anche una questione di narcisismo".

Secondo Ben Jones del Face Research Laboratory, dove è stata condotta la ricerca, il cervello è programmato per individuare sguardi diretti e sorrisi, tanto da investire del tempo per attirare possibili partner con queste caratteristiche. Sorridere e guardare negli occhi, dicono gli scienziati, aumenta di otto volte il livello di attrazione esercitato da un volto. Tuttavia, avverte Jones, non è il caso di tenere lo sguardo fisso per troppo tempo: "Verrebbe percepito come poco attraente, addirittura come qualcosa che mette paura".

Nel loro studio, i ricercatori hanno mostrato foto di facce con espressioni diverse a 460 persone, metà uomini e metà donne. Tutte quelle che guardavano l'osservatore sono state giudicate più attraenti di quelle che guardavano altrove. Anche quando entrambi le facce erano sorridenti. Jones riferisce anche di altre caratteristiche che sembrano più attraenti di altre: una pelle dall'aspetto in salute e la simmetricità del viso.

martedì 6 novembre 2007

Biagi e la redenzione

Ci mancavamo solo i terroristi...
ABBBBASTA!, direbbero a Roma. Non c'è pace per i poveri cronisti di provincia.

Voglio invece spendere due parole dopo la scomparsa di Enzo Biagi (la biografia). Al di là di ogni retorica, dei tanti che amano riempirsi la bocca con parole tipo "maestro", "insuperabile", "esempio", resta l'amarezza nel constatare un dato evidente: davanti alla morte anche i nemici diventano migliori amici. Comodità o redenzione?

domenica 4 novembre 2007

Tutto vero/7

Poveri giudici reggiani, ormai se ne sentono dire di tutti i colori...

Due nordafricani hanno rapinato due ragazzi lasciandoli letteramente in mutande in mezzo alla strada. Arrestati, davanti al gip hanno spiegato: "Noi viviamo vendendo vestiti. I loro erano firmati, così ci siamo offerti di comprarli".
E i Rolex? Le catenine d'oro? I mille euro in contanti? ...Dannata mano invisibile del mercato!

p.s. I rapinati sono due nomadi con un elenco di precedenti per furti e bravate lungo così... Dante docet.

giovedì 1 novembre 2007

Una sentenza che fa tanto sistema

Ok, basta. Diciamolo. Chi confessa un omicidio non può restare impunito.
Col passare delle ore le due facce della medaglia sono sempre più lucide. La sentenza con cui il Gup Riccardo Nerucci ha prosciolto Paolo Bellini dall'accusa di aver ucciso Alceste Campanile per intervenuta prescrizione è un mattone che rende più saldo l'apparato della giustizia. Da una parte salva il lavoro, durato anni, del procuratore Italo Materia che sulla credibilità di quella confessione ha costruito l'intero processo e parte della sua carriera. Dall'altra dice: Sissignori, Bellini è brutto, sporco e cattivo. Ma questa e la legge.
Provate a pensare anche solo per un momento cosa sarebbe accaduto se, come a Brescia (dove era a giudizio dopo aver confessato un altro duplice omicidio), il Gup reggiano avesse prosciolto Bellini ritenendolo non credibile. Sarebbe crollato tutto un mondo fatto di anni di lavoro, poltrone da salvare e soldi pubblici spesi per le indagini e per istruire il processo.
Così invece "basta" spiegare alla gente che un pluriomicida reoconfesso merita comunque le attenuanti generiche. E che queste sono da considerare prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti.
Una cosa è certa: la partita non è ancora finita. Nei minuti di recupero c'è ancora lo spazio per un ricorso da parte della procura. Servirà?

Ringrazio l'amico, al momento telematico e telefonico, Willer Barbieri per aver inserito anche i miei articoli sul sito che ricorda Alceste. Un lavoro certosino che porta avanti dal 2004 con ottimi risultati.

http://www.linformazione.com/archivio/20071101/12_RE0111.pdf

mercoledì 31 ottobre 2007

La solita sentenza all'italiana

Nessuno pagherà per l'omicidio di Alceste Campanile, nemmeno chi ha confessato più volte di aver premuto il grilleto.
Il processo con rito abbreviato contro l'ex primula nera Paolo Bellini è finito a tarallucci e vino. Sì, è stato lui. Ma ha confessato e le attenuanti generiche sono prevalenti sulle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti. Risultato: reato prescritto. Questa è l'Italia.

http://www.linformazione.com/archivio/20071031/11_RE3110.pdf

lunedì 29 ottobre 2007

Addio Zampetti


Lutto nel mondo del cinema italiano, quello delle commedie e dei telefilm anni Ottanta di cui siamo semplicemente fanatici. Ciao, "cummenda"! E condoglianze a Sharon.
Invito tutti gli amici del blog a spararsi almeno una puntata dei Ragazzi della III C in omaggio al Maestro. Per il più raffinati, c'è sempre il primo Vacanze di Natale del 1983.

da www.corriere.it
28/10/2007 - Interpretava un commerciante di salumi
«Ragazzi della III C», addio al cummenda
È morto Guido Nicheli, ha dato volto all'indimenticabile Zampetti e a tanti personaggi della commedia italiana

MILANO - Ha dato il suo volto a Camillo Zampetti, il «cummenda» milanese della fortunata serie «I ragazzi della III C». Guido Nicheli è morto domenica pomeriggio all'ospedale di Desenzano del Garda per un ictus. Stempiato, aitante, baffi folti, interpretava un commerciante di salumi, diventato in breve uno streotipo di successo, con tanto di fan club. Ha fatto anche il comico, col nomignolo di Dogui, e aveva una grande passione per la recitazione sin da quando lavorava come odontotecnico insieme al cugino dentista. Ed è proprio in quello studio che un giorno ha ricevuto la telefonata di Enrico Vanzina che voleva proporgli quel personaggio, fatto su misura per lui. Partì quindi per Roma, dove venne girata la puntata numero 0 dei «Ragazzi della III C». Un successo annunciato: a fine anni Ottanta ne furono realizzate ben tre serie.

IL SUCCESSO - Da allora per «Il Zampetti» è una serie lunghissima di nuove commedie all'italiana, dalle varie «Vacanze» dei fratelli Vanzina (da «Vacanze di Natale» del 1983 a «Vacanze sulla neve» del 2000) sino ai film con Paolo Villaggio («Fantozzi 2000 - La clonazione»), mentre prima dell'exploit televisivo aveva già partecipato a «Una vacanza bestiale», «Eccezzziunale veramente», «Viuuulentemente mia», per arrivare a «Sapore di mare». Nicheli amava il suo cummenda ma ricordava sempre un film in particolare, «Lo scemo di guerra» di Dino Risi, il suo unico ruolo drammatico (in cui è doppiato in siciliano), grazie al quale arrivò al Festival di Cannes. Lo sguardo intenso, serio nelle sue iperboli verbali su soldi e cose da comprare, gioielli per tacitare la moglie, maiali, ma più spesso maiale, ovvero donne e amanti, Nicheli aveva una gestualità originale, vera caratteristica del personaggio assieme all'inflessione tipicamente lombarda.

domenica 28 ottobre 2007

Le chiavi della cassaforte

Domenica di (non) lavoro. E come sempre, quando entro nel mio studio e accendo il pc - a proposito, ho sempre più voglia di un Mac - i pensieri si accavallano e la tastiera diventa calamita. E se iTunes ci fa lo scherzo di suonare Masini...
Tornando a noi, la regina di via Aristotele (fresca di intervista a Nicholas Negroponte, altroché assassini, pusher e puttane...) non capisce perché non parlo mai di lei su questo blog.
Voi mettereste sul davanzale della finestra le chiavi della vostra cassaforte?

Have a nice day!

A testa alta/2

http://www.linformazione.com/archivio/20071027/10_RE2710.pdf

sabato 27 ottobre 2007

Emozioni


Sto mettendo ordine all'interno del mio computer. Sfoglio ricordi, rivivo emozioni. Questa voglio condividerla con voi.

"... fatti cullare dalle onde del mare,
tensioni e paure spariranno tra i flutti.
Ora coccolati e fatti un regalo:
rilassati, ascoltando l'oceano…"

2/12/2003

venerdì 26 ottobre 2007

Chianti e bolliti

Finalmente! Sono reduce da una fugace cena maschietti che ha visto la formazione scendere in campo quasi al completo... Olè!
Tutti attorno a un tavolo, al Canossa in via Roma. Chianti e bolliti, proprio come negli anni di università. Che tuffo!
'Notte ragazzi, vi voglio bene.

mercoledì 24 ottobre 2007

Terrorismo internazionale, il "reggiano" Daki condannato a quattro anni


Premessa fondamentale. Daki fu arrestato nei primi giorni di aprile del 2003 a Reggio Emilia. Le forze dell'ordine fecero irruzione in un appartamento all'incrocio tra via Melato e viale Olimpia. Ora spazio alla cronaca del processo bis per terrorismo internazionale celebrato ieri a Milano davanti alla seconda corte d'appello.


da www.repubblica.it
24/10/2007 - Milano, ribaltata in appello la sentenza del gup Forleo
L'imputato si proclama innocente. Sei anni a due tunisini
TERRORISMO, CONDANNATO DAKI
QUATTRO ANNI AL MAROCCHINO


di ORIANA LISO
MILANO - Dopo due assoluzioni e un annullamento, arriva una nuova sentenza per il marocchino Mohammed Daki e i due tunisini, Maher Bouyahia e Ali Ben Saffi Toumi, accusati di terrorismo internazionale in base a quell'articolo 270 bis entrato in vigore dopo gli attentati dell'11 settembre. Per questa accusa, ieri, la seconda corte d'appello di Milano ha condannato con rito abbreviato Daki a quattro anni di reclusione, gli altri due imputati a sei anni. Una sentenza che ribalta di fatto la decisione di primo grado, pronunciata dal gup Clementina Forleo e basata sulla distinzione tra la nozione di guerrigliero e terrorista, e quella dei giudici della prima corte d'appello milanese che avevano scavalcato quel concetto, stabilendo che il reclutamento di volontari da inviare come kamikaze in Iraq non è terrorismo.
Due pronunciamenti che avevano sollevato un vespaio, ma che a gennaio scorso la Cassazione aveva sconfessato, rinviando i tre imputati davanti a un'altra corte. E ieri, dopo la sentenza, sono arrivati gli opposti commenti di chi aveva portato in tribunale Daki e gli altri due e di chi li aveva assolti. "È stata accolta la tesi della procura e della procura generale che avevano contestato le conclusioni dei giudici precedenti - ha detto il procuratore aggiunto Armando Spataro - prese in base a una distinzione che ha sicuramente diritto di cittadinanza nei processi, ma nei casi concreti deve confrontarsi con gli elementi emersi nelle indagini e che secondo noi erano stati trascurati".
Solo in punto di diritto il commento del giudice Clementina Forleo: "Mi meraviglia che il processo a Daki sia stato celebrato comunque, perché essendo stato espulso aveva un legittimo impedimento". Il marocchino, infatti, non era in aula e su questo si era giocato il possibile rinvio: il suo legale Vainer Burani aveva opposto il legittimo impedimento del suo cliente a essere in Italia e quindi in tribunale. Daki è stato espulso in base alla legge Pisanu nel dicembre 2005 e, secondo l'avvocato, da allora è senza passaporto. Un motivo non provato e non sufficiente, per i giudici, che l'hanno dichiarato contumace andando avanti nella discussione. Da Casablanca Daki ha solo detto: "Sono innocente, ora ho un motivo in più per tornare in Italia e far valere le mie ragioni".
Il processo bis ha avuto tempi brevissimi: ieri mattina si è aperta l'udienza e alle cinque e mezza, dopo meno di due ore di camera di consiglio, i giudici hanno emesso la sentenza, le cui motivazioni saranno note tra quindici giorni ma che potrebbero ricalcare la requisitoria fatta dal sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale, che in aula ha detto: "La sentenza di primo grado guarda con benevolenza gli imputati, che qualifica guerriglieri quasi identificandoli come soldati di guerre di liberazione del proprio paese oppresso. Ma gli atti parlano di attentati in Italia contro una caserma dei carabinieri di Napoli, contro la metropolitana milanese e il Duomo di Cremona. Dove sono le guerre di liberazione? Da chi?". Mentre Burani e gli altri due legali, Leccisi e Nebuloni, annunciano ricorso in Cassazione, si profila la possibilità di una denuncia per diffamazione contro uno degli imputati, Toumi, che ieri ha lanciato gravi accuse di scorrettezza negli interrogatori contro Spataro - che oggi torna in aula per sostenere l'accusa nel processo per il sequestro dell'imam Abu Omar - e i pm Stefano Dambruoso e Elio Ramondini.

Tutto vero/6

"Mamma mia quanto sei brutta, non puoi essere una prostituta".
"Se non ti piaccio, di là c'è una mia amica".
Dialogo surreale tra un poliziotto e una povera cinese di 32 anni che, solo per la gentilezza di aver sponsorizzato una collega davanti a un finto cliente, è finita a processo per sfruttamento della prostituzione.
La Giustizia, che è cieca, l'ha assolta.

domenica 21 ottobre 2007

Porcate all'italiana: De Magistris e l'inchiesta tolta

da www.corriere.it
21/10/2007 - De Magistris e l'inchiesta tolta
«CONTRO DI ME I POTERI OCCULTI
ORA RISCHIO PALLOTTOLE E TRITOLO»
Lo sfogo del pm: non ci sono le condizioni per fare il magistrato in Calabria

DAL NOSTRO INVIATO CARLO VULPIO
CATANZARO — Non è abbattuto. Non è prostrato. Ma «questa pugnalata alle spalle» Luigi de Magistris, professione pm, non se l'aspettava. Il «pugnalatore » si chiama Dolcino Favi, un avvocato generale dello Stato che da gennaio 2007 fa il procuratore generale reggente a Catanzaro. Favi ha avocato a sé l'inchiesta Why not, quella in cui sono indagati il presidente del Consiglio, Romano Prodi (abuso d'ufficio), il ministro della Giustizia Clemente Mastella (abuso d'ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa all'Unione europea e allo Stato italiano) e una schiera di politici, affaristi, militari, magistrati, massoni.

Allora, dottor de Magistris, c'è una strategia in ciò che sta accadendo?
«È evidente. C'è una strategia in atto. Una strategia ben nota all'Italia. Si chiama strategia della tensione».

Come fa a dirlo?
«Le intimidazioni istituzionali, le pallottole, la richiesta di trasferimento da parte del ministro, e da ultimo l'avocazione di un'altra mia indagine e la fuga di notizie sull'iscrizione del ministro tra gli indagati, tutto questo è opera di una manina particolarmente raffinata».

Quale manina?
«Poteri occulti. Massoneria, soprattutto. Coadiuvati da pezzi della magistratura, non solo calabrese, che in questa vicenda hanno svolto un ruolo fondamentale L'ultimo gol, secondo questo ragionamento, lo hanno fatto segnare al procuratore generale Favi? «Beh, è un dato di fatto che il dottor Favi, soprattutto negli ultimi mesi, sembra che abbia svolto soltanto un ruolo: una intensa attività epistolare in cui si è occupato di me, come magistrato e come persona fisica. Voleva togliermi anche l'inchiesta Toghe lucane. Finora non c'è riuscito, ma non è detto che non abbia già pensato di concludere il lavoro ».

Per quali ragioni lei teme che si voglia spingere il Paese in un clima da anni di piombo?
«Perché con questa avocazione, me lo lasci dire, torniamo alla magistratura fascista, forte con i deboli e debole con i forti. Davanti alla legge, i potenti non sono uguali come tutti gli altri. Questo è il messaggio. E il pericolo è che si apra la strada a un periodo buio: ognuno stia al suo posto e non si immischi, perché rischia ».

Lei rischia?
«Certo. E non solo io. Anche tutti gli altri che si sono occupati di queste vicende. E tutti i cittadini».
Cosa si rischia?
«Dopo un'avocazione di un'inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo».

Come le pallottole inviate a lei e al gip di Milano, Clementina Forleo, firmate Brigate rosse?
«Ma quali Brigate rosse! Per fortuna, oggi siamo in un momento storico diverso, non c'è il terreno di coltura dell'ideologismo fanatico degli anni '70 e c'è una grande attenzione al tema dei diritti. No, non c'è il rischio di iniziative violente da parte di improbabili sigle terroristiche vecchie e nuove. Quei proiettili inviati a me e alla collega Forleo provengono da settori deviati di apparati dello Stato, che già in passato hanno messo in pericolo le istituzioni e oggi cercano di riprodurre quel clima».

Dica la verità, lei ritiene che sia in atto un golpe giudiziario?
«La parola golpe la usa lei. Certo è che è accaduta una cosa senza precedenti, della quale non so ancora ufficialmente nulla, poiché nulla mi è stato notificato. L'ho appreso dall'Ansa. No, non mi pare ci siano più le condizioni per fare il magistrato, specie in Calabria, avendo come punto di riferimento l'articolo 3 della Costituzione (principio di uguaglianza di tutti i cittadini, ndr) ».

Da quand'è che si trova sotto tiro?
«Da quando ho cominciato a indagare sui finanziamenti pubblici europei. Da allora, è scattata la strategia delle manine massoniche. Questo di oggi è solo l'ultimo atto. Staremo a vedere quali saranno i prossimi, visto che ormai sono considerato un elemento "socialmente pericoloso"».

La accusano di aver iscritto Mastella nel registro degli indagati per ritorsione, per la storia del trasferimento.
«Falso. Le indagini, come tutti sanno, avevano un loro corso, che non poteva essere intralciato da attività esterne. Nemmeno da una richiesta di trasferimento, che appunto è da considerarsi un'attività esterna. La domanda da fare è un'altra».

La faccia.
«Mi chiedo: chi e perché ha fatto venir fuori la notizia dell'iscrizione di Mastella? E come mai è stata fatta pubblicare una cosa non vera, e cioè che Mastella fosse indagato anche per violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete? ».

E che cosa si risponde?
«Che è opera della stessa manina raffinata. Suggerisce qualcosa il fatto che prima ancora che le agenzie lanciassero la notizia, Mastella abbia dichiarato che con le associazioni massoniche lui non ha nulla a che fare?».

In questo scenario, le misure di sicurezza per lei sono state rafforzate?
«Non ne so nulla. So che continuo a mettere di tasca mia la benzina a un'auto blindata che è un baraccone, tanto che non può spostarsi nemmeno fuori Catanzaro».

E la riunione di giovedì scorso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica? «Come no. Mi hanno detto che vi ha preso parte anche il procuratore aggiunto Salvatore Murone (sul quale indaga la procura di Salerno, per fatti relativi a inchieste del pm de Magistris, ndr). La cosa un po' mi inquieta, poiché ritengo che proprio Murone sia uno dei principali responsabili del mio isolamento istituzionale, oltre che uno degli autori dell'attività di contrasto nei miei confronti all'interno dell'ufficio giudiziario».

Allora è vero che quella di Catanzaro è un'altra «procura dei veleni»?
«No. Non è così. Con la gran parte dei colleghi io ho un rapporto ottimo. Ma quando arrivo in Procura mi guardo lo stesso alle spalle. C'è nei miei confronti, e le vicende degli ultimi tre anni lo dimostrano, una precisa attività di contrasto, messa in atto verso ben precise indagini e svolta da parte di ben individuati soggetti».

Cosa pensa della telefonata dell'altro giorno tra i suoi indagati Prodi e Mastella che il premier ha definito «cordiale»?
«Non parlo delle indagini in corso, lo sa». Dopo questa intervista, non l'accuseranno di aver avuto un «disinvolto rapporto » con la stampa? «Questo è davvero paradossale. Sono io che ho subito i danni creati dalle fughe di notizie. E poi, adesso basta. Il momento è troppo grave. E quindi ritengo di potermi svincolare dal dovere di riservatezza che mi ero imposto, mentre tutti gli altri facevano con me il tiro al bersaglio ».

Pensa che debbano intervenire capo dello Stato e Csm?
«Sì. Lo spero. Non so perché il presidente Napolitano non sia ancora intervenuto. Confido che lo faccia il Csm, a tutela dell'autonomia e indipendenza di tutti i magistrati. Anche di quelli che lavorano in Calabria».

Scuse e promesse

Scusate l'assenza dal blog, e scusate anche se ho parlato poco della strage del tribunale. Ho scritto così tanti articoli in questi ultimi quattro giorni da arrivare ad oggi, a godere del turno di riposo, svuotato di ogni energia mentale e fisica.
Ne riparleremo tra qualche giorno. Promesso.

Per chi ha voglia di sfogliare, ecco gli articoli e le pagine degli ultimi giorni.
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/01_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/02_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/03_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/04_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/05_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/06_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071018/07_RE1810.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071019/01_RE1910.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071019/02_RE1910.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071019/03_RE1910.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071019/03_RE1910.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071019/05_RE1910.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071020/01_RE2010.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071020/02_RE2010.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071020/03_RE2010.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071020/05_RE2010.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20071021/03_RE2110.pdf

venerdì 19 ottobre 2007

Tutti pazzi per il viagra

Da www.tgcom.it
18/10/2007 - Gli italiani scelgono il Viagra
Google, le parole più ricercate

I canadesi cercano la marijuana. I marocchini la Jihad. I messicani Britney Spears e gli americani l'amore. Gli italiani si accontentano del Viagra. E' la sorpresa di Google, che ha diffuso le statistiche sulle parole più cercate sul motore di cerca svelando quali curiosità animano i popoli sparsi sui cinque continenti. Si scopre così che egiziani, indiani e turchi hanno una fissazione per il sesso, mentre tedeschi, austriaci e messicani sono particolarmente curiosi su Hitler. La parola nazi invece domina la statistica delle ricerche in Cile, Australia e Gran Bretagna.
I dati, che prendono in esame le ricerche dal 2004 a oggi, mostrano anche che - nonostante tutto il machismo latino - i cileni sono quelli che cercano di più la parola gay, seguiti da messicani e colombiani. Mentre in cima alla lista di chi vuole scoprire tutto sul Viagra - o su come procurarselo - ci sono gli italiani.

Questa la lista di chi cerca cosa su Google:
Viagra - Italia, Gran Bretagna, Germania
Amore - Usa, Filippine, Australia
Marijuana - Canada, Usa, Australia
Jihad - Marocco, Indonesia, Pakistan
Iraq - Usa, Australia, Canada
Talebani - Pakistan, Australia, Canada
Iaea - Austria, Pakistan, Iran
Botulino - Australia, Usa, Gran Bretagna
Tom Cruise - Canada, Usa, Australia
Britney Spears - Mexico, Venezuela, Canada
David Beckham - Venezuela, Gran Bretagna, Messico
Kate Moss - Irlanda, Gran Bretagna, Svezia

La strage continua

Dopo 24 ore di agonia è morta anche Vjosa.
Amen.

giovedì 18 ottobre 2007

Strage e sconcerto


Sono distrutto. Professionalmente parlando è stata una giornata incredibile. Da tutti i punti di vista. Arrivare in tribunale per il solito giro di cronaca, vedere due cadaveri a terra e una donna portata via in condizioni disperate con un proiettile in testa. Tutto in pochi minuti.
Poi la lunga diretta per la tv, i collegamenti con Radio24 e le sei pagine da scrivere insieme ai tanti (e bravi) colleghi che oggi si sono fatti in cinquanta.

La fredda cronaca.
Alle 11 un albanese di 40 anni, Clarim Fejzo, ha aperto il fuoco all'impazzata durante un'udienza di separazione. Ha ferito l'avvocato della moglie, Giovanna Fava, poi ha sparato alla consorte Vjosa Demcolli, 37 anni, ferita gravemente, operata e ora in prognosi riservata. Poi ha freddato il cognato, Arjan Demcolli, che aveva tentato di disarmarlo. Quindi il conflitto a fuoco con la polizia: un agente all'ospedale con una gamba ferita e l'albanese a terra senza vita. Tutto davanti alle figlie di 16 e 12 anni.

Sconcerto, perché in quel corridoio bivacco tutte le mattine a caccia di notizie. Un minuto, e avrei sentito le pallottole sibilare. E ora tutti si accorgono di quanto è facile entrare armati in tribunale a Reggio e fare ciò che si vuole. Non ci sono metaldetector, le telecamere scarseggiano. Ci voleva il morto...

martedì 16 ottobre 2007

Tutto vero/5

Nel gennaio del 1999 un giovane napoletano si è finto imbianchino e, per un paio di giorni, ha ingannato tutti i dipendenti di una farmacia comunale di Reggio agendo indisturbato su borsette, portafogli e libretti di assegni. Anche la bicicletta usata per andare "al lavoro" era rubata.
Una messinscena da Oscar premiata dalla prescrizione. Dio vede, provvede e a volte si fa anche qualche grassa risata.

Processo alle talpe della Dda di Palermo

Luci e ombre, tanto per riallacciarmi al discorso lanciato qualche giorno fa...

Da www.corriere.it
15/10/2007 - NEL PROCESSO ALLE COSIDDETTE TALPE DELLA DDA DI PALERMO. PM: 9 ANNI A MARESCIALLO DEL ROS
Mafia, chiesti otto anni per Cuffaro
Il governatore è imputato per favoreggiamento a Cosa Nostra. La replica: «Mai fatto favori»


PALERMO - Otto anni di carcere. È questa la condanna chiesta dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone nei confronti del presidente della Regione Sicilia, l'esponente dell'Udc, Salvatore Cuffaro. Il governatore è imputato di favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di notizie riservate nel processo alle cosiddette talpe della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La Procura del capoluogo siciliano ha chiesto inoltre 18 anni di carcere per l'imprenditore Michele Aiello, accusato di associazione mafiosa. Per l'ex maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è stata chiesta la pena a nove anni con la diminuente per il rito formulato in sede di giudizio abbreviato.
LE ALTRE RICHIESTE - Richieste non di poco conto anche per gli altri dieci imputati del processo: per il medico Aldo Carcione, accusato di accesso abusivo al sistema informatico della Procura chiesti cinque anni; per Giuseppa Buttitta, ex assistente del pm Nico Gozzo, accusata di accesso abusivo al sistema informatico della procura e rivelazione di segreto d'ufficio chiesti 4 anni e mezzo; per l'ex Udc Roberto Rotondo, uno dei più stretti collaboratori di Michele Aiello, accusato di favoreggiamento semplice chiesti un anno e 4 mesi con le generiche; per il funzionario di Polizia Giacomo Venezia, accusato di falso e abuso d'ufficio chiesta la pena a 3 anni e sei mesi; per Michele Giambruno, accusato di associazione a delinquere e truffa chiesti 5 anni e 1.000 euro di multa; per Domenico Oliveri, accusato di associazione a delinquere e truffa, chiesti 4 anni e mezzo e 1.000 euro di multa; per Salvatore Prestigiacomo, accusato di corruzione chiesti nove mesi di carcere; per Adriana La Barbera, accusata di corruzione, chiesti due anni di pena; per Angelo Calaciura, accusato di corruzione chiesti due anni e per Lorenzo Iannì, accusato di associazione a delinquere e truffa chiesto 5 anni e 1.000 euro di multa. Infine, per la società «Diagnostica per Immagini» di Aiello chiesto il pagamento di 1.549.000 euro di multa, mentre all'altra società di Aiello, «ATM, Alte tecnologie medicali», è stato chiesta una multa di un milione.
«MAI FATTO FAVORI» - In serata è arrivata la replica, stringata, di Cuffaro: «Ho appreso delle richieste formulate dai pubblici ministeri con amarezza, sentimento accresciuto dall'intima consapevolezza che mai mi ha abbandonato in questi anni, di non avere mai posto in essere condotte tese a favorire la mafia».
LA SOLIDARIETA' DI BERLUSCONI - Al presidente della Regione sono arrivati diversi attestati di solidarietà, tra cui il più significativo è quello del capo della Cdl, Silvio Berlusconi. «Confermo con forza la mia solidarietà al presidente della Regione Sicilia, on. Salvatore Cuffaro - è il commento del Cavaliere -. La stima che nutro nella sua intelligenza mi fa escludere in maniera assoluta che egli possa essere coinvolto in quelle vicende in cui si pretende di coinvolgerlo».

venerdì 12 ottobre 2007

Rimpatriata fortemarmina



"Mai visto il nulla"
Guido Andrea Pautasso
www.guidoandreapautasso.com
In mostra a Parma - Info: www.kikaevents.com

Aperitivo, personale dell'amico Guido, gustosa cena in campagna a Parma per chiudere in bellezza una rimpatriata fortemarmina. Ragazzi, dovremmo vederci più spesso.

giovedì 11 ottobre 2007

Uccidi? Dopo 8 anni sei fuori

Tanto per riallacciarmi al discorso lanciato qualche giorno fa...

Da www.lastampa.it
11/10/2007 (6:55) - ALLARME CRIMINALITA'
Uccidi? Dopo 8 anni sei fuori
Il rapporto delle direzione delle carceri: la pena è un terno al lotto

GUIDO RUOTOLO
ROMA
Una rapina a mano armata vale seicento giorni di carcere, meno di due anni. Tanto quanto vale lo spaccio di droga. Una violenza sessuale, settecento giorni, un furto, duecentodieci giorni. E’ il catalogo dell’ingiustizia, che spiega perché si ripetono vampate di indignazione per l’omicidio di turno, per le povere vittime finite sul selciato perché colpevoli di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato, in mezzo a una sparatoria tra bande, o bersagli prescelti perché tabaccai o commercianti.
Oggi che si discute di pacchetti sicurezza, di revisione della Gozzini e di inasprimenti pene, oggi che si ascolta con inquietudine e nervosismo la «pancia» dell’opinione pubblica, allarmata per la microcriminalità, la classe politica dovrebbe prendere sul serio quel rapporto del Dap, del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, quei dati elaborati che Sebastiano Ardita, direttore generale detenuti, ha reso pubblici. E che il capo del Dap, Ettore Ferrara, ha spiegato ai componenti della Commissione affari costituzionali della Camera. Rapporti, numeri e statistiche che raccontano il cortocircuito che si è creato tra sistema penale e penitenziario, e che si può sintetizzare così: «L’incertezza della pena». «La permanenza media in carcere per gli autori, per esempio, del delitto di rapina a mano armata è appena superiore a 600 giorni (meno di due anni, ndr), sommando il periodo medio trascorso in custodia cautelare con quello medio in esecuzione pena». Chi finisce dentro perché fa parte di un’associazione di trafficanti di droga, rimane dentro (tra carcere preventivo e definitivo) per tre anni e mezzo; per chi commette una violenza sessuale due anni e due mesi; per chi è colpevole di sequestro di persona, quasi otto anni; per un assassino, idem; per un mafioso, tre anni; per un clandestino, sei mesi.
Colpisce un dato, a proposito degli arresti per immigrazione clandestina: i 13.081 incarcerati escono dopo una permanenza media di appena 13 giorni. Fin qui i numeri del Dap. Le carceri si sono «sgonfiate», grazie all’indulto, passando da 63.000 a 42.119 detenuti (alla data del 20 giugno scorso). Ha spiegato non molto tempo fa Ettore Ferrara ai deputati: «Poco più del 58% dei detenuti risulta imputato (di cui il 34% circa in attesa di giudizio, il 18% appellante, quasi il 6% ricorrente in Cassazione). Il 42% circa risulta definitivo». Ma il capo del Dap aveva lanciato un allarme ancora più preoccupante: «L’assenza di interventi strutturali sul sistema legislativo vigente sta determinando un incremento della popolazione carceraria che si aggira intorno alle duemila unità ogni mese».
Insomma, siamo in presenza di un fenomeno di turn over strutturale a saldo positivo: «Il turn over penitenziario si è attestato attorno alle 90.000 persone circa che, nell’arco dei 12 mesi, hanno fatto ingresso nelle carceri italiane, a fronte di circa 88.000 scarcerati nello stesso periodo; determinandosi una conseguente crescita costante pari a circa 2000 unità l’anno». Ecco la fragilità della «tigre» giustizia che ruggisce ma non graffia: «La presenza di “flusso” negli istituti penitenziari registra un dato molto basso in termini di permanenza del singolo soggetto detenuto - imputato o condannato per qualsiasi tipo di reato -, giungendo a valori medi che raramente superano i 90/120 giorni».
E in questo caso, verrebbe da dire purtroppo, l’indulto non c’entra nulla, nel senso che non è stato preso in considerazione per queste statistiche. Dunque, il rapporto del Dap e l’audizione alla Camera del suo responsabile infieriscono sul vero e proprio cortocircuito che si è determinato nel sistema giustizia. Ettore Ferrara: «Siamo partiti da un sistema giudiziario e penitenziario che, per la parte che ci riguarda, trova riscontro nell’articolo 27 della Costituzione - La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, ndr. - e che si sviluppava in modo abbastanza controllato con il ricorso alla sanzione detentiva in un numero più limitato di casi di quanto accada oggi e con una permanenza nell’istituzione penitenziaria più prolungata di quella odierna. La popolazione carceraria era quindi tendenzialmente molto più stabile e soprattutto molto più omogenea di quanto accade oggi».

mercoledì 10 ottobre 2007

Spremuta felice

Stremato e felice dopo un'ora di squash. Sport nuovo, almeno per me da sempre abituato al tennis. Nella sezione Didi Mondo Web trovate il link alla federazione italiana... Sapete che sono sempre abbastanza istituzionale. Compagno di sudata il buon legal advisor, cui ho dato buca per la cena post partita. Sono davvero a pezzi, e anche mister LA mi è sembrato parecchio provato da un inizio di settimana tosto.
Domani mattina mi aspetta una corte d'Assise: pappone trovato cadavere dietro alcuni cassonetti... Alla sbarra una delle sue "dipendenti", che avrebbe agito insieme a una collega al momento latitante.
Alzi la mano chi è ancora convinto che Reggio sia una tranquilla città di provincia.
'Notte, gente. Attendo i vostri commenti. Non siate timidi!

martedì 9 ottobre 2007

Giustizia?

Scusate l'assenza. Gli ultimi giorni sono stati densi di novità, bagliori e riflessioni. E di risposte.
A proposito di riflessioni, ieri un uomo di 30 anni è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di reclusione per aver ucciso e rapinato un imprenditore agricolo. In realtà, ha spiegato, era entrato in casa per rubare. Poi è stato scoperto e ha perso la testa, tanto da rompere una sedia in testa al povero malcapitato e infierire con i pezzi di legno rotti. Prima di fuggire, non ha resistito alla tentazione di infilargli la mano nel portafogli e prendere i 500 euro che vi erano custoditi.

Morale della favola:
- ha ucciso per 500 euro
- pur avendo commesso un omicidio potenzialmente da ergastolo (per stessa ammissione del pubblico ministero), se l'è cavata con 16 anni
- Oltre allo sconto del rito abbreviato (sarebbero stati 24), godrà anche dell'indulto. 16-3 = 13
- Beffa delle beffe, se dietro le sbarre farà il bravo a metà pena potrà chiedere la liberazione anticipata. Sarà fuori al massimo tra 7 anni

domenica 7 ottobre 2007

A canestro

Oggi riparte il campionato di basket. Sarà difficile riabituarsi alla Legadue dopo tre stagioni di serie A. Unica consolazione, il ritorno di Alvin Young. Per lavoro non seguo più la squadra, ma mi è capitato ugualmente di incrociare Alvin un paio di volte. L'ultima ieri sera in un centro commerciale. E' un amico. Mi ha dato appuntamento oggi al palasport. Difficilmente riuscirò ad esserci, ma tiferò comunque.

Chi di voi sarà al palasport per vedere Trenkwalder Reggio Emilia - Carmatic Pistoia?

giovedì 4 ottobre 2007

Il prezzo delle cose

"Oggi si conosce il prezzo di tutte le cose ed il valore di nessuna".
Oscar Wilde (1856-1900), poeta, drammaturgo e scrittore irlandese.

E' davvero così? Allora tirate per il collo più che potete tutti quelli che provano a tirare il vostro.

Tutto vero/4

Un tunisino di 45 anni sorpreso al casello dell'autostrada, di rientro da Brescia, con 50 grammi di eroina. Spaccio? Macché! Colletta di 600 euro tra diciassette tossici che frequentano il Sert e spesa collettiva in trasferta. "Sa, signor giudice, a Brescia l'eroina costa la metà".
Tutta colpa dell'euro?

martedì 2 ottobre 2007

Poltrone e processi

Ennesima conferma al termine di una giornata impegnativa e impegnata. Lo scaricabarile è lo sport preferito degli animali da poltrona. Quelli, tanto per intenderci, che pur di non scollare chiappe e gomiti dalla pelle imbottita venderebbero anche la madre che non hanno più.
Amen.

Tornando alle cose serie. Domani sarà una giornata importante. In tribunale c'è il processo... Frescogel. Perché, avevate altro in agenda?

Forse quest'ultimo post vi sembrerà criptico e poco divertente. Vi chiedo scusa. Chi deve capire, capirà.
'Notte, gente!

domenica 30 settembre 2007

Whiskey e cinghiale

Quattro amici e un po' di whiskey, uoh!
Serata Renato Zero davanti al computer. Oggi non lavoro e posso dedicarmi al blog e alle mie cose, con in sottofondo le canzoni che tanto mi ricordano il pianobar della Capannina.

Già so che domani mattina dovrò salire al quarto piano della Procura per chiedere notizie dell'inchiesta aperta su un cacciatore impallinato per sbaglio dall'amico. Preso per un cinghiale e ucciso. Fine gloriosa. Nei suoi panni avrei preferito essere scambiato per un cinghiale da una donna. Prosit!

Confronti

Il primo tennis della stagione ha rappresentato l'occasione per annusare da vicino l'atmosfera dei mondiali under 16 a squadre in programma al Ct Reggio. Lasciando perdere il confronto impietoso tra il sottoscritto e il valido Teddy con questi ragazzini/e scatenati, resta negli occhi il desiderio di vincere di adolescenti che sognano una carriera da professionisti. In pochi taglieranno quel traguardo, ma vederli remare a tutta forza anche contro corrente riempie il cuore.

venerdì 28 settembre 2007

Mondi nuovi

Cristiano/i lascia commenti sul blog. Vecchi amici mi aprono le porte di Facebook (www.facebook.com), un mondo che non conoscevo. E' la multimedialità che avanza, il didionair che cresce.

Ne approfitto per fare i complimenti agli amici che negli ultimi giorni hanno superato anche l'orale dell'esame di Stato da giornalisti e a quanti, passando all'avvocatura, hanno appreso di aver superato lo scritto e ora sono già proiettati verso la seconda prova.

Ciao ragazzi, il tribunale attende.

mercoledì 26 settembre 2007

A testa alta

Tempo di intimidazioni e pressioni. Non tutti i coperchi sono fatti per essere sollevati, ma la soddisfazione e la libidine superano di gran lunga il peso dei problemi che sembrano affacciarsi all'orizzonte. Sono sereno. Ho fatto quello che dovevo fare. Sono un giornalista.
Amen

http://www.linformazione.com/archivio/20070923/03_RE2309.pdf
http://www.linformazione.com/archivio/20070925/12_RE2509.pdf

domenica 23 settembre 2007

Happy Birthday!


Buon compleanno,amore!


"In fatto d'amore, il troppo è ancora troppo poco".
Pierre-Augustin Caron De Beaumarchais (1732-1799), commediografo francese